From the NASA archives to the auction room: on May 19, Finarte presents an extraordinary selection of photographs that have narrated, and transformed, our way of looking at the universe.
Neither H.G. Wells, who published The First Men in the Moon in 1901, nor Georges Méliès, who a year later directed the delightful film A Trip to the Moon, could have imagined that just a few years later their vivid imaginations would be confronted with a reality that was equally fascinating yet filled with extraordinary documentary precision. Photography, on the other hand, had only been around for a few years, and photographers were still struggling with complex equipment and laborious processes. Emerging from two world wars, the last of which had divided the world into two great spheres of influence, the Soviet Union and the United States were indeed locked in a Cold War in which the two sides showed, to borrow the words of the ancient Romans, the face of arms, but they also did so by sublimating this rivalry on a scientific level in what came to be known as ‘the conquest of space’. The finest minds, the most creative engineers, and the most sophisticated research in the fields of mechanics, physics, chemistry and industry produced highly sophisticated instruments capable of revealing to an international public, captivated by such beauty, what had once only been imaginable. In this context, photography was the preferred and unique medium for exploring worlds floating in space.
Lot 2052. NASA – Apollo 17, Harrison H. Schmitt on moon, 1972. Estimate € 500 – 700
This fascinating series of photographs, from the archives of NASA (National Aeronautics and Space Administration), chronicles the events surrounding the astronauts’ preparation, departure and return to Earth; the rocket launches of famous missions such as Apollo, watched by an enthusiastic public; and the history of the Space Shuttle.
Lot 2058 – NASA. Challenger view from Space Shuttle Challenger, 1983. Estimate € 400 – 600
Particularly striking are the photographs taken by the astronauts themselves, both in space and from the surface of the Moon, showing us, the breathtaking spectacle of our Earth rising on that horizon from which, for everyone, only the Sun and, indeed, the Moon had previously appeared. Some will appreciate the technical quality of the photography (Kodak, for instance, developed a special emulsion to adapt it to the extreme conditions of space photography), but many more will appreciate the aesthetic and historical value of these images, which have changed the way we look at the sky.
Lot 2027. NASA – Apollo 10 liftoff. Albert Siepert, Re Baudouin and Queen Fabiola, Hubert Humphrey, Emil Mosbacher, Kennedy Space Center, Florida, 1969. Estimate € 400 – 600
Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso
Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso, dichiarata citazione del celebre dipinto di Théodore Géricault oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi. L’opera è rappresentativa di un fecondo dialogo tra Guttuso e i grandi maestri del romanticismo francese, dialogo che attraversa l’intera carriera dell’artista come una linea di tensione costante tra memoria storica e urgenza del presente.
La zattera della Medusa di Renato Guttuso (1962, olio su tela, cm 199 x 207). Stima € 100.000 – 140.000.
La rivisitazione di episodi storici offre a Guttuso l’occasione di stupire il pubblico con un’interpretazione di sorprendente modernità, e al tempo stesso di rivendicare la continuità dell’impegno politico, intellettuale e sociale della pittura attraverso i secoli. Tradizione e innovazione convergono qui in una visione appassionata di matrice espressionista, costruita attraverso un meccanismo di appropriazione e, al contempo, di trasgressione: il modello illustre viene assunto e insieme reinventato, piegato a una sensibilità contemporanea che non rinuncia alla forza narrativa dell’originale.
Ne risulta una lettura ancora diretta, a distanza di secoli, della tragica vicenda del naufragio della fregata Méduse: quel brano di cronaca nera che smosse l’opinione pubblica francese agli albori del XIX secolo. Sopravvivenza e disperazione sono ancora una volta protagonisti di un rinnovato atteggiamento creativo, che apre le porte a una ricca stagione di ricerca pittorica. Attraverso il gioco dei contrasti, l’artista restituisce le contraddizioni della vita e invita a una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, anche nel confronto con l’opera monumentale di Géricault. I valori simbolici di libertà, speranza e disperazione, centrali per una corretta interpretazione del dipinto, ne costituiscono il nucleo concettuale e ne giustificano la straordinaria attualità.
Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato Finarte, e Georgia Bava, Responsabile Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea (Roma) presso Villa Igiea, Palermo.
Il dipinto vanta una storia espositiva e bibliografica di assoluto rilievo. Esposto per la prima volta a Roma alla Galleria Il Fante di Spade nella mostra Sette pittori d’oggi e la tradizione (23 febbraio – 9 marzo 1963), è stato successivamente presentato alla XII Mostra Nazionale di Pittura “Golfo della Spezia” e, nel 2003, al Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria, nell’ambito della rassegna Renato Guttuso. Dal Fronte Nuovo all’Autobiografia 1946 – 1966. È pubblicato in L. Budigna, Pittori Italiani del 900 (Arteuropa, Milano 1965), in Del Guercio (1971, fig. 29) e nel Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso a cura di Enrico Crispolti (Vol. 2, Giorgio Mondadori & Associati, Milano 1984, p. 327, n. 62/10). Proviene dalla Galleria Mutina di Modena — i cui timbri sono ancora presenti al verso — ed è successivamente confluito in una collezione privata modenese.
Il dipinto sarà in esposizione fino all’8 maggio presso Villa Igiea, Palermo a Rocco Forte Hotels. Visibile agli ospiti della struttura o su appuntamento.
Un nuovo polo dedicato all’arte ed al collezionismo prende vita a Palermo dalla collaborazione tra Villa Igiea, dimora storica e iconico hotel di lusso in posizione privilegiata sul Golfo della città, e Finarte, storica casa d’aste italiana
Immersa in un contesto di straordinario fascino, Villa Igiea, a Rocco Forte Hotel è residenza iconica ed epicentro della vita culturale e mondana palermitana. In questo luogo, che ha da sempre accolto artisti, intellettuali e ospiti internazionali, l’incontro tra due eccellenze dà vita a un’iniziativa volta a sviluppare sinergie per collezionisti e appassionati d’arte, favorendo nuove opportunità di dialogo tra mercato, cultura e ospitalità di alto profilo, promuovendo al contempo il collezionismo e rafforzando il legame con il territorio. In questa cornice ricca di fascino e memoria, Finarte rafforza la propria presenza nel Sud Italia, consolidando ulteriormente la propria posizione di leadership nel mercato italiano dell’arte e del lusso.
Villa Igiea, Palermo
“Avviare questa collaborazione con Villa Igiea, dimora storica e iconico hotel, rappresenta per noi un’occasione straordinaria. Condividendo l’attenzione per cultura, eccellenza e valore dell’esperienza, Finarte e Villa Igiea potranno dare vita a momenti di incontro e iniziative dedicate a collezionisti e appassionati d’arte. Palermo, città che continua a giocare un ruolo centrale nella scena artistica e del lusso nazionale, offrirà lo sfondo ideale per scoprire, approfondire e relazionarsi. In questo contesto, Villa Igiea si conferma location perfetta per accogliere la nostra comunità e rafforzare il dialogo tra mercato dell’arte, collezionismo e alta ospitalità” commenta Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato del Gruppo Finarte.
A seguire lo sviluppo e il consolidamento dei rapporti con collezionisti e appassionati, accompagnandoli in un percorso di valorizzazione dei propri patrimoni artistici e dei beni di lusso Maria Letizia Cassata, punto di riferimento e Rappresentate di Finarte per Palermo e la Sicilia.
Villa Igiea, Palermo
Nell’ambito della collaborazione, Finarte e Villa Igiea daranno vita ad un ricco calendario di eventi a partire da maggio e fino a novembre: dai Valuation Day, momenti riservati di consulenza specialistica per chi desidera acquistare, vendere o valorizzare opere d’arte e beni di lusso e da collezione, agli Art Talks, incontri con esperti e collezionisti dedicati all’approfondimento del mercato dell’arte e della gestione delle collezioni.
La collaborazione parte con un omaggio alla Sicilia: dal 30 aprile all’8 maggio Villa Igiea ospiterà La “Zattera” dopo Géricault di Renato Guttuso, artista profondamente legato alla sua terra d’origine. Dichiarata citazione del celebre dipinto di Théodore Géricault, oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi, l’opera si configura come un’intensa rilettura contemporanea della tragica vicenda del naufragio della fregata Méduse, capace di coniugare tradizione e innovazione in una visione appassionata di matrice espressionista. Attraverso un linguaggio di sorprendente modernità, Guttuso riafferma la continuità dell’impegno politico, intellettuale e sociale della pittura, trasformando un episodio storico in una potente riflessione senza tempo su sopravvivenza e disperazione. L’opera sarà successivamente presentata in asta da Finarte il 9 giugno a Milano, nell’ambito della vendita di Arte Moderna e Contemporanea.
Villa Igiea
“Questa collaborazione arricchisce il dialogo con l’arte contemporanea di Villa Igiea e Rocco Forte Hotels con un nuovo tassello. L’hotel è una destinazione di lusso, ricca di storia e connessa al patrimonio Liberty della città, che sposa l’innovazione contemporanea ospitando mostre ed eventi, e invita i viaggiatori gli amanti dell’arte in visita a Palermo a scoprirla da prospettive inedite” commenta Giacomo Battafarano, Managing Director Southern Italy, Rocco Forte Hotels.
Calendario Eventi 2026
Valuation days
12 maggio
25 giugno
23 settembre
Art Talks
24 giugno
22 settembre
18 Novembre
NOTE PER LA STAMPA
Finarte | Fondata nel 1959 dal banchiere milanese Gian Marco Manusardi e poi rilevata in anni recenti da un nuovo gruppo di soci investitori con l’idea di creare una casa d’aste di collezionisti per i collezionisti, Finarte ha scritto la storia del mercato dell’arte in Italia, crescendo costantemente nel corso dei decenni e ampliando il proprio raggio d’azione e un’offerta sempre più diversificata. Oggi, con 21 dipartimenti, 70 aste annuali e una continua espansione nel settore del lusso, dell’arte e del design, il Gruppo Finarte si conferma protagonista nel panorama artistico e collezionistico.
Villa Igiea | Incastonata tra Monte Pellegrino e il Golfo di Palermo, Villa Igiea, un hotel Rocco Forte, fonde il ricco patrimonio culturale della città con il lusso contemporaneo. Immersa nello spettacolare paesaggio siciliano, lo storico hotel offre 72 camere e 28 suite. Il meticoloso restauro concluso con l’apertura del 2021 è stato guidato da Paolo Moschino e Philip Vergeylen, in collaborazione con Olga Polizzi, Direttore del Design di Rocco Forte Hotels. La proposta eno-gastronomica include: Ristorante Florio e Alicetta Bistro – che offrono l’autentica cucina siciliana curata da Fulvio Pierangelini -, e Igiea Terrazza Bar con i cocktail creati da Salvatore Calabrese.
Rocco Forte Hotels | Fondata da Sir Rocco Forte e sua sorella Olga Polizzi nel 1996, Rocco Forte Hotels è una collezione di 14 tra alberghi, resort, appartamenti e ville di lusso dal carattere unico. Tutti gli hotel sono indirizzi iconici, sia storici sia moderni, ricavati all’interno di magnifici edifici in location eccezionali. Gestiti da una famiglia che si occupa di ospitalità da quattro generazioni, gli alberghi sono caratterizzati da un approccio distintivo al servizio, che garantisce agli ospiti di sperimentare il meglio della destinazione e delle aree circostanti. Rocco Forte Hotels comprende: Hotel de la Ville, Hotel de Russie e Rocco Forte House, Roma; Hotel Savoy, Firenze; Verdura Resort, Rocco Forte Ville Private e Villa Igiea, Sicilia; Masseria Torre Maizza, Puglia; Il Balmoral, Edimburgo; Brown’s Hotel, Londra; The Charles Hotel, Monaco di Baviera; Hotel de Rome, Berlino; Hotel Amigo, Bruxelles e Hotel Astoria, San Pietroburgo. Prossime aperture: 2024 – Rocco Forte House Milano; 2025 – The Carlton, Milano e Liscia di Vacca, Sardegna; 2027 – Palazzo Sirignano, Napoli.
Media contacts
Finarte: Maria Grazia Vernuccio: mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it
Rocco Forte Hotels: Isabella Giglia | Cluster PR Manager, Sicily – Rocco Forte Hotels
Sofia Francesca Polla | PR & Communication Manager, Italy – Rocco Forte Hotels
Dalle xilografie originali di Hokusai alle porcellane Meissen, dagli argenti imperiali a Buccellati e Tiffany: quattro aste in tre giorni, un programma denso e articolato che spazia dagli argenti di manifattura imperiale all'arte orientale, dalla grande ceramica da collezione all'antiquariato di provenienza illustre
Dalle raccolte di argenti russi di epoca zarista alle opere provenienti da dimore storiche italiane, passando per oggetti rari e curiosità dal gusto eclettico, la Antiques Week si configura come un appuntamento di riferimento per collezionisti e appassionati. Un evento capace di coniugare qualità museale e varietà di proposta, offrendo uno sguardo ampio e contemporaneo sul collezionismo, tra alto antiquariato, arti decorative e cultura della tavola.
L’esposizione dei lotti sarà aperta al pubblico da lunedì 20 a venerdì 24 aprile, dalle ore 9.00 alle 18.00, presso la sede in Via dei Bossi, 2 a Milano in concomitanza con la Milano Design Week. La Finarte Antiques Week si inserisce così in un contesto di grande fermento e interesse da parte di collezionisti, visitatori e buyer internazionali, trasformando la sede storica di Finarte in una sorta di museo temporaneo che accoglie pezzi straordinari, dall’antiquariato alle molteplici declinazioni del collezionismo, tra arti decorative, design e cultura della tavola.
Argenti da Arredo e da Collezione – 27 aprile
Ad aprire la settimana il 27 aprile, l’asta di Argenti da tavola, da arredo e da collezione debutta con una selezione di circa 240 lotti che offre una panoramica ampia e variegata dell’arte argentiera tra XVIII e XX secolo. Di particolare rilievo la prestigiosa raccolta di argenti russi, tra cui spicca una coppia di piatti in vermeil provenienti dal servizio imperiale Orloff del 1859 (lotto 112, stima € 4.500 – 5.000) e un elegante servizio da tè e caffè in argento dorato realizzato a San Pietroburgo nel 1908 in gusto Impero (lotto 115, stima € 2.000 – 2.500). Notevole anche il servizio firmato da Joseph Nordberg del 1857, dalla raffinata forma a frutto di pero modellato a tutto tondo (lotto 106, stima €2.500 – 3.000). Il XX secolo è rappresentato da un gruppo di argenti firmati Arrigo Finzi (lotto 91, stima € 1.000 – 1.200) e da una selezione di oggetti delle maison Buccellati, Bulgari e Tiffany.
La giornata del 28 aprile è dedicata al nuovo appuntamento Convivium – Arte della Tavola, dedicato a chi riconosce nella tavola un’espressione di stile e cultura. Due sessioni, mattino e pomeriggio, per incontrare gusti e sensibilità differenti. Tra i lotti di punta della sessione pomeridiana, il celebre servizio Blue Indianische Blumen di Meissen (lotto 322, stima € 12.000 – 18.000) e il Ming Grey Dragon (lotto 249, stima € 10.000 – 20.000), accanto a due monumentali alzate da frutta in argento dell’Impero Austro-Ungarico del 1870 circa al lotto 250 (stima € 4.800 – 5.000), espressione di una tradizione artigianale di altissimo livello.
Lotto 249. Importante servizio da dodici in porcellana “Ming Black Dragon”, Meissen. Stima € 10.000 – 20.000
Arte Orientale – 29 aprile
Il 29 aprile si passa all’Arte Orientale: la selezione di 135 lotti offre una panoramica d’eccezione sulla produzione artistica di Cina e Giappone. Top lot dell’asta è un sigillo imperiale in giada bianca celadon (lotto 96, stima € 50.000 – 70.000), con due draghi scolpiti a tutto tondo sulla presa: sulla matrice il nome dell’Imperatore Kangxi, e nell’iscrizione un poema dell’Imperatore Qianlong datato 1754. Tra i lotti di rilievo, un grande piatto in porcellana bianco e blu raffigurante i Diciotto Arhat (lotto 62, stima € 4.000 – 6.000), un dipinto su seta attribuibile al XVII–XVIII secolo (lotto 93, stima € 3.500 – 5.000) e una raffinata selezione di tian tsui — gli eleganti spilloni decorati con piume di martin pescatore (lotti 25–28). Chiudono la sessione due importanti incisioni blue outline di Hokusai, tratte dalla serie Trentasei Vedute del Monte Fuji (lotti 134 – 135).
Lotto 134. Katsushita Hokusai. Senju, provincia di Musashi (Bushu Senju); “contorno blu”, c.1830/1832. Stima € 10.000 – 15.000
Antiquariato – 29 aprile
A chiudere la Finarte Antiques Week, il 29 aprile alle ore 14:30, è l’asta di Antiquariato, con una raffinata selezione proveniente da due importanti dimore private: una residenza lombarda di gusto veneto e una storica casa romana di spirito Grand Tour. I due nuclei offrono una panoramica ampia e articolata dell’antiquariato italiano ed europeo tra Settecento e Ottocento. Tra i lotti più attesi, una rara coppia di figure in porcellana policroma raffiguranti due gatti seduti, realizzata a Meissen intorno al 1740 da un modello di J. J. Kaendler (lotto 47, stima € 8.000 – 12.000), opere di grande interesse collezionistico e rarità museale, e una elegante coppia di vasi in marmo verde montati in bronzo dorato (lotto 177, stima € 8.000 – 10.000).
Candelabri con putti – Antiquariato, Asta del 29 aprile
Il primo nucleo proviene da una proprietà lombarda appartenuta a un collezionista con una forte predilezione per l’arte veneta. Si tratta di un insieme estremamente coerente che comprende arredi, oggetti d’arte, porcellane – alcune di manifattura di Geminiano Cozzi – tra le più importanti del Settecento italiano – maioliche di alta qualità, tra cui un vaso da farmacia veneziano e dipinti, offrendo una panoramica completa della produzione artistica del periodo. Gli arredi di grande pregio si distinguono per rarità e qualità museale, con pezzi in alcuni casi pubblicati e riferibili alla stagione d’oro del collezionismo tra anni Settanta e Ottanta del Novecento. Elemento particolarmente significativo è la provenienza di molti lotti, acquistati proprio da Finarte in quegli anni: un vero ritorno nella sede in cui furono selezionati.
Il secondo nucleo proviene invece da una residenza romana di carattere differente, con una collezione dal gusto eclettico e internazionale. Vi convivono arredi romani, sculture siciliane e opere francesi dell’Ottocento, tra cui orologi e sculture, insieme a oggetti da Grand Tour come obelischi in marmo e manufatti di gusto archeologico e decorativo.
Informazioni Aste Argenti da Arredo e da Collezione – 27 aprile, ore 14:30 (lotti 1 – 240) Convivium, Arte della Tavola – 28 aprile, ore 10:00 (lotti 1-201) e ore 15:00 (lotti 202-429) Arte Orientale – 29 aprile, ore 11:00 (lotti 1 – 135) Antiquariato – 29 aprile, ore 14:30 (lotti 1 – 263)
Esposizione: da lunedì 20 a venerdì 24 aprile, dalle ore 9:00 alle ore 18:00 Finarte Milano – Via dei Bossi, 2
On sale April 29th: Under the Mannen Bridge at Fukagawa and Senju, Musashi Province
Katsushika Hokusai (1760–1849) is one of the few artists in history to have achieved truly global fame spanning centuries, cultures and media, from Monet’s collection to Apple emojis, from museum walls to the Japanese thousand-yen note. A supreme master of ukiyo-e and a tireless innovator, Hokusai redefined the Japanese landscape print, transforming it from a narrative backdrop into an autonomous subject with a visual language of extraordinary modernity. On April 29th, we bring two views from his most celebrated series to auction in Milan: Under the Mannen Bridge at Fukagawa and Senju, Musashi Province.
Here are five things you must know before bidding.
1. He drew them in his seventies
Hokusai began painting around the age of six and never really put his brush down. Over his lifetime he produced more than 30,000 works: paintings, woodblock prints, illustrated books and sketches — a staggering output, tragically reduced when a fire destroyed his studio and much of his archive in 1839. And yet the works for which he is remembered worldwide such as the Great Wave, the Red Fuji, and the views now at auction, all belong to his seventh decade of life. The Thirty-six Views of Mount Fuji were published from 1830 onwards, when Hokusai was seventy and signed himself Gakyō-Rōjin: “the old man mad about drawing.” Certain he had not yet reached true artistic maturity, he once wrote: “At ninety I’ll understand the inner meaning of all things, and at a hundred years old, I’ll reach a truly marvellous artistic knowledge.”
2. The colour that crossed the world
What makes these prints immediately recognisable is their unmistakable blue: bero-ai, or Prussian blue, a synthetic pigment imported from the Netherlands. During the Edo period Japan lived under near-total isolation (sakoku): the only port open to foreign trade was Nagasaki, and the only European partner allowed was the Dutch. Through that narrow channel came the engravings, the perspective techniques and the inks that Hokusai studied voraciously. Then, came Prussian blue with its chromatic intensity that no traditional Japanese pigment could match. In the prints now at auction, the blue outline in place of the conventional black is the hallmark of the earliest impressions, made when the woodblocks were still fresh and the colour at its most intense.
3. What the two views depict
Under the Mannen Bridge at Fukagawa (ca. 1830–31) – Lot 135. The sixth view in the series adopts an almost photographic, low and frontal vantage point: the Mannen Bridge occupies the centre of the composition with its robust arch, supported by timber-framed pillars lashed together with thick rope. Crowds lean over the railings on one side peering down at the boats and the lone fisherman on the rocks below, on the other gazing toward the snow-capped Fuji on the horizon. The bridge connects the districts of Fukagawa and Fukagawa Kiyomizu, divided by the Onaki River; beyond the bridge flows the Sumida, behind which lay the lively district of Nakasu. A composition that balances monumental architecture and street-level life, with a perspectival confidence that anticipates photography by decades.
Lot 135 – Katsushita Hokusai. Under the Mannen Bridge at Fukagawa (Fukagawa Mannenbashi no shita); blue outline, c.1830/32. Estimate € 15.000 – 20.000
Senju, Musashi Province (ca. 1830–32) – Lot 134. The fourteenth view opens onto a wider scene. Senju was a crucial junction along the main routes into the capital Edo, and Hokusai renders it through a three-tiered horizontal composition — shore, river, sky — in which everything is still. Water surfaces are rendered in flat chromatic washes; farmers and fishermen move along the banks with quiet discretion; and in the background, the unmistakable silhouette of Fuji closes the horizon, unmoved as ever. Detail and synthesis, daily life and vastness: Hokusai holds it all in perfect equilibrium.
Lot 134. Katsushita Hokusai. Senju, Musashi Province (Bushu Senju); “blue outline”, c.1830/1832. Estimate € 10.000 – 15.000
4. Thirty-six views. Forty-six prints
The Thirty-six Views of Mount Fuji are in fact forty-six. The series was so immediately successful that the publisher Nishimuraya Yohachi (Eijudo), the same house that published the works now at auction, added ten further plates to the original thirty-six without updating the title. Hokusai depicted Fuji from different provinces, seasons and weather conditions, always with the mountain as the fixed constant and human life as its counterpoint. Today, fewer than ten complete sets are believed to exist worldwide.
5. Hokusai’s place in the market
Hokusai’s landscape views from mature series are among the most sought-after works in the ukiyo-e market, with comparable impressions held in the permanent collections of the Metropolitan Museum of Art, the Museum of Fine Arts in Boston and the Art Institute of Chicago. The quality of the carving, the freshness of the colour and the blue outline of first-state impressions are what collectors look for.
Together, these two views offer a rare chance to acquire a coherent pair from one of the most celebrated series in the history of printmaking, and two windows onto Edo-period Japan, seen by a man who at seventy still believed his best work was ahead of him.
Top lot Sugimoto, record mondiale per Franco Fontana e ottimi risultati per i grandi maestri internazionali.
Grande successo per l’asta dedicata alla Fotografia d’autore organizzata da Finarte, con una percentuale di venduto del 95% del valore dei lotti proposti, a conferma del forte interesse del mercato per opere di alta qualità e rare sul mercato italiano. L’evento si è svolto ieri a Milano, 1° aprile 2026.
A guidare la vendita è stato il top lot di Hiroshi Sugimoto, Caribbean Sea, dalla serie Seascapes, 1980 (Lotto 110), venduto per € 40.640. Di grande rilievo anche il risultato ottenuto da Desirée Dolron con uno dei primi lavori della serie Xteriors, 2002 (Lotto 77), aggiudicato per € 22.860: si tratta del primo passaggio sul mercato italiano in asta per l’artista olandese. Tra i momenti più significativi dell’asta si segnala inoltre il nuovo record mondiale stabilito da Franco Fontana con il Lotto 18, Paesaggio, 1987, venduto per € 20.320, a conferma dell’interesse crescente verso la fotografia italiana storicizzata e del suo posizionamento internazionale.
L’asta ha registrato ottimi risultati anche per altri grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale. Tutti e quattro i lotti di Steve McCurry hanno suscitato grande domanda, tra cui Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002 (Lotto 108), venduto per € 9.525, confermando l’attrazione verso le sue iconiche immagini reportage. Hanno riscosso notevole attenzione anche le opere di Nick Brandt, rare sul mercato italiano, in particolare Elephant Exodus, Amboseli, 2008 (Lotto 104), venduto per € 5.715: un’opera che ha saputo conquistare i collezionisti grazie alla forza evocativa del soggetto e alla qualità dell’immagine, sottolineando l’apprezzamento per la fotografia naturalistica e di denuncia.
Lotto 108. Steve McCurry (1950). Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002. Lotto venduto a € 9.525
La vendita ha inoltre evidenziato un interesse trasversale per autori iconici della fotografia del Novecento e contemporanea, confermando la solidità del settore e la capacità della fotografia di attrarre un pubblico ampio e diversificato, tra collezionisti esperti e nuovi acquirenti. Tra le aggiudicazioni di rilievo, spicca il raro portfolio di Luigi Ghirri, Il profilo delle nuvole, 1987/1989, con 4 stampe in tiratura di 25 (Lotto 10), venduto per € 15.240. Ottimo risultato anche per Paolo Ventura con Confesso a mio fratello della mia felicità, 2016 (Lotto 125), aggiudicato per € 16.510, e grande successo per Gianni Berengo Gardin, con 15 lotti venduti sui 17 proposti.
Lotto 10. Luigi Ghirri (1943 – 1992). Il profilo delle nuvole, 1987/1989. Lotto venduto a € 15.240
“La vendita del 1° aprile è stata per Finarte una consacrazione non solo per la vendita di opere di autori italiani, ma anche per nomi di primo livello internazionali. Aggiudicazioni come quelle di Sugimoto o Desirée Dolron sono paragonabili a quelle che normalmente si assestano nelle grandi aste newyorkesi. La vera sfida per le prossime aste sarà cercare di proporre sempre più lavori di questo calibro,” dichiara il responsabile del dipartimento Davide Battaglia.
Con questo risultato, Finarte consolida ulteriormente il proprio ruolo nel panorama delle aste di fotografia in Italia, rafforzando un progetto che punta su qualità, ricerca e apertura verso il mercato internazionale.
La guida per affrontare il mercato dei Vini e Distillati in modo consapevole
Nelle cantine di famiglia si nascondono spesso storie straordinarie. Bottiglie acquistate decenni fa, conservate con cura o semplicemente dimenticate, che nel tempo hanno acquisito un valore ben superiore a quello originario. Non sempre è facile riconoscerle, e ancora meno sapere come valorizzarle nel modo giusto.
Il mercato del vino da collezione è selettivo: solo alcune etichette crescono davvero nel tempo. La differenza tra una vendita ben gestita e un’occasione mancata si misura spesso in migliaia di euro. L’asta, quando si tratta di vini e distillati di qualità, è lo strumento più efficace per ottenere il prezzo che una bottiglia merita.
Ecco cinque cose che ogni collezionista, esperto o alle prime armi, dovrebbe sapere prima di vendere.
1. IL VALORE
Non tutte le bottiglie invecchiano allo stesso modo, e saper riconoscere quelle che migliorano nel tempo è il punto di partenza.
Per l’Italia, l’attenzione si concentra sui grandi vini piemontesi: Barolo e Barbaresco in primis, sugli Amarone della Valpolicella e sulle denominazioni toscane più prestigiose, come Brunellodi Montalcino e i Supertuscan.
Fuori dall’Italia, Borgogna e Bordeaux restano i riferimenti assoluti, insieme allo Champagne. Accanto al vino, anche i distillati giocano un ruolo importante: whisky scozzesi d’annata, Cognac, Calvados e Marsala storici possono raggiungere cifre sorprendenti.
2. LA CONSERVAZIONE
Una bottiglia vale quanto la sua storia. L’etichetta deve essere integra, la capsula intatta, il livellodiriempimento adeguato.
La cantina ideale è fresca, buia, con temperatura stabile e umidità controllata. Le bottiglie non dovrebbero essere spostate spesso. Le casseoriginali, in legno o cartone, sono un ottimo segnale per capire lo stato di conservazione delle bottiglie.
3. LA VALUTAZIONE
Non serve essere esperti per fare il primo passo. Spesso chi eredita una cantina si blocca proprio qui: non sa da dove cominciare, teme di commettere errori o semplicemente non ha il tempo di studiare ogni etichetta.
È più semplice di quanto sembri: è sufficiente predisporre un elenco delle bottiglie con le informazioni principali — tra cui produttore, nome del vino e annata — accompagnato da alcune fotografie (etichetta frontale, retro, capsula e livello di riempimento). Su questa base, il Dipartimento Vini e Distillati può fornire una prima stima gratuita e senza impegno, utile per orientarsi sul valore effettivo della collezione.
4. L’ASTA
L’asta rappresenta il mercato più trasparente per il vino di qualità. A differenza della vendita privata, in cui il prezzo dipende dalla capacità negoziale del venditore e dalle informazioni disponibili, l’asta mette in competizione acquirenti esperti e appassionati provenienti da tutto il mondo.
Il risultato è, nella maggior parte dei casi, un prezzo molto vicino al reale valore di mercato.
Le bottiglie affidate vengono inserite nel primo appuntamento utile in calendario, garantendo tempirapidi di monetizzazione e la massimavisibilità presso un pubblico selezionato di intenditori e collezionisti.
5. IL PROCESSO
Dalla cantina all’asta, il percorso si articola in passaggi chiari. Dalla prima stima alla martellata finale, gli esperti accompagnano il venditore in ogni fase.
Hai una cantina da valorizzare?
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L’asta curata da Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica, tenutasi il 12 e 13 marzo presso la sala d’aste in via dei Bossi a Milano, ha più che quadruplicato le stime di partenza, aggiudicando tutti i 512 lotti proposti per un valore complessivo di 1.706.000 euro
L’asta “Importante Collezione Numismatica di una Nobile Famiglia Italiana” ha scritto una pagina straordinaria nella storia recente della casa d’aste, consegnando al Dipartimento di Numismatica il traguardo del “white glove” (100% dei lotti venduti) al suo primo appuntamento dall’arrivo di Alberto Ambrosetti. Un risultato che si inserisce in un percorso che Finarte porta avanti con continuità: quello della valorizzazione delle grandi collezioni private. Dalla Collezione Crivellaro a questa straordinaria raccolta numismatica, la casa d’aste milanese ha saputo costruire un metodo, fatto di selezione rigorosa, catalogo curato e capacità di intercettare l’interesse del collezionismo nazionale ed internazionale.
La collezione, proveniente da un’importante famiglia nobiliare che nel corso di più generazioni ha custodito le monete come testimonianze storiche, ha saputo coinvolgere tanto i collezionisti esperti quanto i nuovi appassionati. Il percorso proposto in catalogo abbracciava oltre due millenni di storia monetaria, dagli albori della monetazione greca antica attraverso l’Impero Romano, il Medioevo, il Rinascimento italiano e il periodo risorgimentale, con significative aperture oltre i confini nazionali.
Lotto 231. Sacro Romano Impero – MASSIMILIANO I, Imperatore eletto (1508 – 1519) – Lira imperiale o Testone 1516, Verona. Base d’asta € 30.000. Lotto venduto a € 158.600
Protagonista assoluto dell’asta è stato il lotto 231, un eccezionale esemplare del Sacro Romano Impero riferibile a Massimiliano I, che ha attirato l’attenzione di collezionisti da tutta Europa con una competizione serrata e rilanci prolungati, aggiudicato per 158.600 euro a fronte di una base d’asta di 30.000 euro. Il lotto 308 – una moneta di Amburgo Libera Città Anseatica – ha confermato la vocazione internazionale della raccolta con un’aggiudicazione di 79.300 euro, ben superando la base d’asta di 12.000 euro.
Lotto 308. Germania – AMBURGO, Libera Città Anseatica – Portugalöser da 10 ducati, 1689, Amburgo. Base d’asta € 12.000. Lotto venduto a € 79.300
Hanno chiuso poi la prima tornata il lotto 185, una moneta della Repubblica di Venezia attribuibile al doge Pietro Grimani, venduta per 56.120 euro, che ha suggellato magnificamente il capitolo veneziano della raccolta, e il lotto 18, un aureo di Elio Cesare, erede designato di Adriano, coniato a Roma nel 137 d.C., venduto per 40.260 euro a fronte di una base d’asta di 9.000 euro.
Lotto 428 – Oselle di Venezia. ALVISE II MOCENIGO, doge CX (1700-1709) – Osella da 4 zecchini, anno V, 1704. Base d’asta € 8.000. Lotto venduto a € 65.880
La seconda tornata ha riservato la sezione più attesa: le Oselle di Venezia, nucleo sul quale la famiglia conferente aveva concentrato il proprio impegno collezionistico per oltre due decenni, dagli anni Settanta fino al 1992, partecipando alle principali aste numismatiche dell’epoca. In particolare, segnaliamo le aggiudicazioni del lotto 428, una rara osella del doge Alvise II Mocenigo, aggiudicata per 65.880 euro (base d’asta 8.000 euro), e del lotto 411, osella da 4 zecchini del 1684 di Marcantonio Giustiniani, doge CVII, venduta per 36.600 euro.
“Il successo dell’asta testimonia l’ottima salute del mercato numismatico, sempre più riconosciuto come forma di investimento oltre che come ambito collezionistico. La combinazione di qualità e rarità, unita alla grande attenzione per gli aspetti divulgativi e culturali che, come mio consueto, hanno avuto un ruolo centrale nella realizzazione del catalogo, hanno creato la giusta alchimia per raggiungere questo importante risultato.”Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica
Un’asta che segna definitivamente l’avvio di una nuova fase per la Numismatica di Finarte, con uno sguardo contemporaneo e internazionale che riflette la vitalità del mercato e la fiducia crescente dei collezionisti nella casa d’aste milanese.
Con l’87% di lotti venduti e un totale pari al 152% delle stime, l’asta ha premiato in particolare i nuclei dell’astrazione italiana del Novecento, da Dorazio a Soldati, da Magnelli a Griffa
Si è conclusa con ottimi risultati Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro, la house sale con cui la casa d’aste ha reso omaggio alla collezione di Antonio Crivellaro (1942 – 2025), avvocato milanese, giurista di fama internazionale e collezionista di gusto rigoroso. Tenutasi il 5 e 6 marzo nella sede di via dei Bossi, l’asta ha conquistato il mercato grazie alla qualità di un insieme mai costruito per ostentazione, ma come riflesso di un modo di abitare: una collezione varia e coerente, dove astrattismo italiano, design, arti decorative e dipinti antichi convivevano in un equilibrio raro e personale.
Lotto 101 – Piero Dorazio. Alla lunga II, 1984. Lotto venduto a € 101.600
Proprio il nucleo astratto, centrale nel gusto di Crivellaro, ha segnato alcuni dei risultati più importanti della vendita. Tra i risultati più importanti spicca Piero Dorazio, con Alla lunga II (Lotto 101) aggiudicato a 101.600 euro, ben oltre la stima di 30.000 euro, e con Interno (Lotto 97) venduto a 27.940 euro a fronte di una stima di 9.000 – 11.000 euro: due risultati che confermano il forte appeal del maestro di Forma 1. Ottimo anche il riscontro per Alberto Magnelli, con l’opera Introduction (Lotto 80) che, dopo numerosi rilanci, è stata venduta per 59.690 euro. Tra i risultati da segnalareanche due opere di Atanasio Soldati, autore centrale nel percorso collezionistico di Crivellaro aggiudicati entrambi per circa 16.000euro (Lotti 75 e 87).
Sempre per l’arte moderna si segnalano anche due sculture: il lotto 53, Erma di Mario Negri del 1980, venduta per 30.480 euro, e Bagnante di Alberto Viani, databile agli anni Settanta (Lotto 64), aggiudicata a 15.250 euro.
“Quest’asta ha messo in luce la visione di un collezionista che, nel corso della sua vita, ha costruito una raccolta personale ed unica. Affidarne l’eredità al mercato significa mantenerne vivo il ricordo e riconoscere il valore degli oggetti, del gusto e del pensiero che l’hanno definita. Il risultato premia non solo l’esito economico della vendita, ma anche il lavoro svolto per restituire l’identità della collezione”, commenta Francesca Avanzini, Specialist del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Finarte.
Lotto 180 – Tapio Wirkkala. Cinque bottiglie della serie ‘Bolle’, 1966. Lotto venduto a € 6.985
Non meno significativa la presenza del design, rappresentato dal tavolo modello Doge di Carlo Scarpa (Lotto 157), disegno del 1968 ed eseguito nel 2010 circa da Cassina, venduto a 6.350 euro, oltre la stima di 2.000 – 3.000 euro, e dai vetri di Tapio Wirkkala, con le cinque bottiglie della serie Bolle (lotto 180), aggiudicate a 6.985 euro.
“I risultati di vendita testimoniano l’apprezzamento per una collezione eclettica capace di accostare pezzi moderni e presenze più antiche, dai vetri di Venini agli argenti di Carlo Scarpa”, conclude Filippo Maria Fiorini Rogai, Esperto di Design e Arti Decorative di Finarte.
Lotto 52. Senufo, Costa D’avorio – Grande scultura Calao. Lotto venduto a € 17.780
Anche l’arte africana trova spazio tra i risultati della vendita con la grande scultura Calao dei Senufo, Costa d’Avorio (Lotto 52), aggiudicata a 17.780 euro, superando la stima di 1.000 – 1.500 euro; mentre per i dipinti antichi si segnala l’aggiudicazione di Natura morta con farfalle e cardellini en plein air di Isaac Denies (lotto 14), venduta a 6.985 euro.
Finarte ringrazia Patto Studio, nelle persone di Rischa Paterlini e Giulia Tortora, per la collaborazione al progetto, che ha contribuito a restituire con sensibilità lo spirito e l’unicità della collezione.
Nasce il nuovo progetto Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS Restaurant
Finarte e Caracciolo Hospitality Group presentano un nuovo progetto espositivo che segna l’evoluzione della loro collaborazione, estendendo il dialogo tra arte e ospitalità anche agli spazi del nuovo Ristorante DESCHEVALIERS all’interno dell’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton. Una partnership che si rafforza nel tempo, unendo la proposta culturale di Finarte all’eccellenza gastronomica dell’hotel in un contesto di raffinata contemporaneità
L’iniziativa prende forma all’interno del Ristorante DESCHEVALIERS, che per il 2026 si trasforma in una galleria temporanea dedicata alla fotografia. Ogni mostra, focalizzata su un singolo autore, è pensata come parte integrante dell’esperienza culinaria accompagnando gli ospiti in un percorso che unisce gusto, estetica e contemplazione, che invita a rallentare lo sguardo, a osservare, a lasciarsi sorprendere: perché anche l’arte, come la cucina, è esperienza, racconto e memoria.
La cura del programma è affidata agli esperti di Finarte Davide Carlo Battaglia e Marica Rossetti ed al curatore scientifico e critico d’arte Roberto Mutti, che accompagnerà ogni mostra con testi critici e approfondimenti dedicati agli artisti presentati. Il ciclo si inaugura con Sam Shaw | Marlon Brando. Il volto, il mito, il set, uno dei sodalizi più celebri nella storia del cinema e della fotografia.
Aperta al pubblico dal 5 marzo al 20 aprile 2026, l’esposizione presenta una selezione di stampe fotografiche originali del celebre fotografo americano, capaci di restituire un ritratto intimo e potente di Marlon Brando, colto tra set cinematografici e momenti privati, contribuendo alla costruzione di un immaginario senza tempo.
Con Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS, l’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton consolida la propria identità come luogo di incontro tra ospitalità, cultura e bellezza, mentre Finarte inaugura THE GALLERY come progetto trasversale, capace di accogliere e mettere in dialogo diversi linguaggi artistici, definendo e consolidando il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte al di fuori dei contesti espositivi tradizionali. Concepita come galleria in ambiente digitale, THE GALLERY amplia l’esperienza oltre lo spazio fisico, rendendo tutte le opere presentate disponibili per l’acquisto attraverso la piattaforma e aprendo nuove possibilità di accesso al collezionismo.
Situato all’interno dell’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, il Ristorante DESCHEVALIERS è un luogo in cui l’eleganza dell’alta ristorazione incontra una visione contemporanea dell’ospitalità. Pensato come uno spazio di esperienza sensoriale completa, il ristorante unisce cucina, design e cultura in un dialogo armonico e raffinato. La proposta gastronomica è guidata dalla filosofia dello Chef Nino Di Costanzo – 2 Stelle MICHELIN al Ristorante Danì Maison di Ischia – interprete autorevole della tradizione campana riletta con sensibilità moderna, attenzione assoluta alla materia prima e profondo rispetto per la memoria gastronomica. Al suo fianco, in qualità di Resident Chef, il talentuoso Antonio Autiero – che traduce quotidianamente questa visione in una cucina precisa, elegante e coerente, garantendo continuità e identità all’esperienza del DESCHEVALIERS.
Nel corso dell’anno, il progetto proseguirà con cinque appuntamenti dedicati a diversi autori e linguaggi della fotografia contemporanea, confermando il DESCHEVALIERS restaurant come luogo di riferimento per la fotografia d’autore a Napoli.
Le mostre saranno visitabili durante gli orari di apertura del ristorante dagli ospiti che avranno prenotato la cena; su richiesta, sarà inoltre possibile organizzare visite dedicate anche negli orari di chiusura. Tutte le esposizioni saranno infine accessibili online sul sito gallery.finarte.it
Caracciolo Hospitality Group Caracciolo Hospitality Group è una società di gestione alberghiera fondata da un gruppo di imprenditori partenopei, con l’obiettivo di valorizzare il mercato dell’hotellerie in tutte le sue forme, esaltando l’ospitalità e promuovendo il territorio napoletano come destinazione d’eccellenza. La missione del gruppo è stendere l’accoglienza, il servizio e la cura oltre i confini della propria attività, creando valore condiviso attraverso la valorizzazione delle persone e l’uso consapevole delle risorse. Nella collezione si trovano il Palazzo Caracciolo Naples, affiliato Hilton, il de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton e il Grand Hotel Telese, un’oasi di benessere immersa nella Valle Telesina (Benevento).