Dalla cantina alla sala d’aste: la guida completa per valorizzare al meglio la propria collezione

La guida per affrontare il mercato dei Vini e Distillati in modo consapevole

Nelle cantine di famiglia si nascondono spesso storie straordinarie. Bottiglie acquistate decenni fa, conservate con cura o semplicemente dimenticate, che nel tempo hanno acquisito un valore ben superiore a quello originario. Non sempre è facile riconoscerle, e ancora meno sapere come valorizzarle nel modo giusto.

Il mercato del vino da collezione è selettivo: solo alcune etichette crescono davvero nel tempo. La differenza tra una vendita ben gestita e un’occasione mancata si misura spesso in migliaia di euro. L’asta, quando si tratta di vini e distillati di qualità, è lo strumento più efficace per ottenere il prezzo che una bottiglia merita.

Ecco cinque cose che ogni collezionista, esperto o alle prime armi, dovrebbe sapere prima di vendere.


1. IL VALORE

Non tutte le bottiglie invecchiano allo stesso modo, e saper riconoscere quelle che migliorano nel tempo è il punto di partenza.

Per l’Italia, l’attenzione si concentra sui grandi vini piemontesi: Barolo e Barbaresco in primis, sugli Amarone della Valpolicella e sulle denominazioni toscane più prestigiose, come Brunello di Montalcino e i Supertuscan.

Fuori dall’Italia, Borgogna e Bordeaux restano i riferimenti assoluti, insieme allo Champagne. Accanto al vino, anche i distillati giocano un ruolo importante: whisky scozzesi d’annata, Cognac, Calvados e Marsala storici possono raggiungere cifre sorprendenti.


2. LA CONSERVAZIONE

Una bottiglia vale quanto la sua storia. L’etichetta deve essere integra, la capsula intatta, il livello di riempimento adeguato.

La cantina ideale è fresca, buia, con temperatura stabile e umidità controllata. Le bottiglie non dovrebbero essere spostate spesso. Le casse originali, in legno o cartone, sono un ottimo segnale per capire lo stato di conservazione delle bottiglie.


3. LA VALUTAZIONE

Non serve essere esperti per fare il primo passo. Spesso chi eredita una cantina si blocca proprio qui: non sa da dove cominciare, teme di commettere errori o semplicemente non ha il tempo di studiare ogni etichetta.

È più semplice di quanto sembri: è sufficiente predisporre un elenco delle bottiglie con le informazioni principali — tra cui produttore, nome del vino e annata — accompagnato da alcune fotografie (etichetta frontale, retro, capsula e livello di riempimento). Su questa base, il Dipartimento Vini e Distillati può fornire una prima stima gratuita e senza impegno, utile per orientarsi sul valore effettivo della collezione.


4. L’ASTA

L’asta rappresenta il mercato più trasparente per il vino di qualità. A differenza della vendita privata, in cui il prezzo dipende dalla capacità negoziale del venditore e dalle informazioni disponibili, l’asta mette in competizione acquirenti esperti e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Il risultato è, nella maggior parte dei casi, un prezzo molto vicino al reale valore di mercato.

Le bottiglie affidate vengono inserite nel primo appuntamento utile in calendario, garantendo tempi rapidi di monetizzazione e la massima visibilità presso un pubblico selezionato di intenditori e collezionisti.


5. IL PROCESSO

Dalla cantina all’asta, il percorso si articola in passaggi chiari. Dalla prima stima alla martellata finale, gli esperti accompagnano il venditore in ogni fase.


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I nostri esperti sono a completa disposizione per un appuntamento.
Contattaci: vini@finarte.it


Numismatica da record: un’asta “white-glove” per l’importante collezione nobiliare

L’asta curata da Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica, tenutasi il 12 e 13 marzo presso la sala d’aste in via dei Bossi a Milano, ha più che quadruplicato le stime di partenza, aggiudicando tutti i 512 lotti proposti per un valore complessivo di 1.706.000 euro

L’asta “Importante Collezione Numismatica di una Nobile Famiglia Italiana” ha scritto una pagina straordinaria nella storia recente della casa d’aste, consegnando al Dipartimento di Numismatica il traguardo del “white glove” (100% dei lotti venduti) al suo primo appuntamento dall’arrivo di Alberto Ambrosetti. Un risultato che si inserisce in un percorso che Finarte porta avanti con continuità: quello della valorizzazione delle grandi collezioni private. Dalla Collezione Crivellaro a questa straordinaria raccolta numismatica, la casa d’aste milanese ha saputo costruire un metodo, fatto di selezione rigorosa, catalogo curato e capacità di intercettare l’interesse del collezionismo nazionale ed internazionale.

La collezione, proveniente da un’importante famiglia nobiliare che nel corso di più generazioni ha custodito le monete come testimonianze storiche, ha saputo coinvolgere tanto i collezionisti esperti quanto i nuovi appassionati. Il percorso proposto in catalogo abbracciava oltre due millenni di storia monetaria, dagli albori della monetazione greca antica attraverso l’Impero Romano, il Medioevo, il Rinascimento italiano e il periodo risorgimentale, con significative aperture oltre i confini nazionali.

Lotto 231. Sacro Romano Impero – MASSIMILIANO I, Imperatore eletto (1508 – 1519) – Lira imperiale o Testone 1516, Verona. Base d’asta € 30.000. Lotto venduto a € 158.600

Protagonista assoluto dell’asta è stato il lotto 231, un eccezionale esemplare del Sacro Romano Impero riferibile a Massimiliano I, che ha attirato l’attenzione di collezionisti da tutta Europa con una competizione serrata e rilanci prolungati, aggiudicato per 158.600 euro a fronte di una base d’asta di 30.000 euro. Il lotto 308 – una moneta di Amburgo Libera Città Anseatica – ha confermato la vocazione internazionale della raccolta con un’aggiudicazione di 79.300 euro, ben superando la base d’asta di 12.000 euro.

Lotto 308. Germania – AMBURGO, Libera Città Anseatica – Portugalöser da 10 ducati, 1689, Amburgo.
Base d’asta € 12.000. Lotto venduto a € 79.300

Hanno chiuso poi la prima tornata il lotto 185, una moneta della Repubblica di Venezia attribuibile al doge Pietro Grimani, venduta per 56.120 euro, che ha suggellato magnificamente il capitolo veneziano della raccolta, e il lotto 18, un aureo di Elio Cesare, erede designato di Adriano, coniato a Roma nel 137 d.C., venduto per 40.260 euro a fronte di una base d’asta di 9.000 euro.

Lotto 428 – Oselle di Venezia. ALVISE II MOCENIGO, doge CX (1700-1709) – Osella da 4 zecchini, anno V, 1704.
Base d’asta € 8.000. Lotto venduto a € 65.880

La seconda tornata ha riservato la sezione più attesa: le Oselle di Venezia, nucleo sul quale la famiglia conferente aveva concentrato il proprio impegno collezionistico per oltre due decenni, dagli anni Settanta fino al 1992, partecipando alle principali aste numismatiche dell’epoca. In particolare, segnaliamo le aggiudicazioni del lotto 428, una rara osella del doge Alvise II Mocenigo, aggiudicata per 65.880 euro (base d’asta 8.000 euro), e del lotto 411, osella da 4 zecchini del 1684 di Marcantonio Giustiniani, doge CVII, venduta per 36.600 euro.

“Il successo dell’asta testimonia l’ottima salute del mercato numismatico, sempre più riconosciuto come forma di investimento oltre che come ambito collezionistico. La combinazione di qualità e rarità, unita alla grande attenzione per gli aspetti divulgativi e culturali che, come mio consueto, hanno avuto un ruolo centrale nella realizzazione del catalogo, hanno creato la giusta alchimia per raggiungere questo importante risultato.” Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica 

Un’asta che segna definitivamente l’avvio di una nuova fase per la Numismatica di Finarte, con uno sguardo contemporaneo e internazionale che riflette la vitalità del mercato e la fiducia crescente dei collezionisti nella casa d’aste milanese.

 
Informazioni 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
 
Catalogo completo 
https://www.finarte.it/asta/importante-collezione-numismatica-di-una-nobile-famiglia-italiana-milano-2026-03-12 
 

Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro: un grande successo per la house sale

Con l’87% di lotti venduti e un totale pari al 152% delle stime, l’asta ha premiato in particolare i nuclei dell’astrazione italiana del Novecento, da Dorazio a Soldati, da Magnelli a Griffa

Si è conclusa con ottimi risultati Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro, la house sale con cui la casa d’aste ha reso omaggio alla collezione di Antonio Crivellaro (1942 – 2025), avvocato milanese, giurista di fama internazionale e collezionista di gusto rigoroso. Tenutasi il 5 e 6 marzo nella sede di via dei Bossi, l’asta ha conquistato il mercato grazie alla qualità di un insieme mai costruito per ostentazione, ma come riflesso di un modo di abitare: una collezione varia e coerente, dove astrattismo italiano, design, arti decorative e dipinti antichi convivevano in un equilibrio raro e personale.  

Lotto 101 – Piero Dorazio. Alla lunga II, 1984. Lotto venduto a € 101.600

Proprio il nucleo astratto, centrale nel gusto di Crivellaro, ha segnato alcuni dei risultati più importanti della vendita. Tra i risultati più importanti spicca Piero Dorazio, con Alla lunga II (Lotto 101) aggiudicato a 101.600 euro, ben oltre la stima di 30.000 euro, e con Interno (Lotto 97) venduto a 27.940 euro a fronte di una stima di 9.000 – 11.000 euro: due risultati che confermano il forte appeal del maestro di Forma 1. Ottimo anche il riscontro per Alberto Magnelli, con l’opera Introduction (Lotto 80) che, dopo numerosi rilanci, è stata venduta per 59.690 euro. Tra i risultati da segnalare anche due opere di Atanasio Soldati, autore centrale nel percorso collezionistico di Crivellaro aggiudicati entrambi per circa 16.000 euro (Lotti 75 e 87). 

Lotto 87 – Atanasio Soldati. Composizione, 1935. Lotto venduto a € 16.510

Sempre per l’arte moderna si segnalano anche due sculture: il lotto 53, Erma di Mario Negri del 1980, venduta per 30.480 euro, e Bagnante di Alberto Viani, databile agli anni Settanta (Lotto 64), aggiudicata a 15.250 euro.

“Quest’asta ha messo in luce la visione di un collezionista che, nel corso della sua vita, ha costruito una raccolta personale ed unica. Affidarne l’eredità al mercato significa mantenerne vivo il ricordo e riconoscere il valore degli oggetti, del gusto e del pensiero che l’hanno definita. Il risultato premia non solo l’esito economico della vendita, ma anche il lavoro svolto per restituire l’identità della collezione”, commenta Francesca Avanzini, Specialist del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Finarte. 

Lotto 180 – Tapio Wirkkala. Cinque bottiglie della serie ‘Bolle’, 1966. Lotto venduto a € 6.985

Non meno significativa la presenza del design, rappresentato dal tavolo modello Doge di Carlo Scarpa (Lotto 157), disegno del 1968 ed eseguito nel 2010 circa da Cassina, venduto a 6.350 euro, oltre la stima di 2.000 – 3.000 euro, e dai vetri di Tapio Wirkkala, con le cinque bottiglie della serie Bolle (lotto 180), aggiudicate a 6.985 euro.

“I risultati di vendita testimoniano l’apprezzamento per una collezione eclettica capace di accostare pezzi moderni e presenze più antiche, dai vetri di Venini agli argenti di Carlo Scarpa”, conclude Filippo Maria Fiorini Rogai, Esperto di Design e Arti Decorative di Finarte.

Lotto 52. Senufo, Costa D’avorio – Grande scultura Calao. Lotto venduto a € 17.780

Anche l’arte africana trova spazio tra i risultati della vendita con la grande scultura Calao dei Senufo, Costa d’Avorio (Lotto 52), aggiudicata a 17.780 euro, superando la stima di 1.000 – 1.500 euro; mentre per i dipinti antichi si segnala l’aggiudicazione di Natura morta con farfalle e cardellini en plein air di Isaac Denies (lotto 14), venduta a 6.985 euro. 

Finarte ringrazia Patto Studio, nelle persone di Rischa Paterlini Giulia Tortora, per la collaborazione al progetto, che ha contribuito a restituire con sensibilità lo spirito e l’unicità della collezione.

Informazioni Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online https://www.finarte.it/asta/abitare-la-bellezza-le-case-di-antonio-crivellaro-milano-2026-03-05

Arte e fotografia contemporanea incontrano l’alta ristorazione nel cuore di Napoli

Nasce il nuovo progetto Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS Restaurant

Finarte e Caracciolo Hospitality Group presentano un nuovo progetto espositivo che segna l’evoluzione della loro collaborazione, estendendo il dialogo tra arte e ospitalità anche agli spazi del nuovo Ristorante DESCHEVALIERS all’interno dell’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton. Una partnership che si rafforza nel tempo, unendo la proposta culturale di Finarte all’eccellenza gastronomica dell’hotel in un contesto di raffinata contemporaneità

L’iniziativa prende forma all’interno del Ristorante DESCHEVALIERS, che per il 2026 si trasforma in una galleria temporanea dedicata alla fotografia. Ogni mostra, focalizzata su un singolo autore, è pensata come parte integrante dell’esperienza culinaria accompagnando gli ospiti in un percorso che unisce gusto, estetica e contemplazione, che invita a rallentare lo sguardo, a osservare, a lasciarsi sorprendere: perché anche l’arte, come la cucina, è esperienza, racconto e memoria.

La cura del programma è affidata agli esperti di Finarte Davide Carlo Battaglia e Marica Rossetti ed al curatore scientifico e critico d’arte Roberto Mutti, che accompagnerà ogni mostra con testi critici e approfondimenti dedicati agli artisti presentati. Il ciclo si inaugura con Sam Shaw | Marlon Brando. Il volto, il mito, il set, uno dei sodalizi più celebri nella storia del cinema e della fotografia.

Aperta al pubblico dal 5 marzo al 20 aprile 2026, l’esposizione presenta una selezione di stampe fotografiche originali del celebre fotografo americano, capaci di restituire un ritratto intimo e potente di Marlon Brando, colto tra set cinematografici e momenti privati, contribuendo alla costruzione di un immaginario senza tempo.

Con Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS, l’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton consolida la propria identità come luogo di incontro tra ospitalità, cultura e bellezza, mentre Finarte inaugura THE GALLERY come progetto trasversale, capace di accogliere e mettere in dialogo diversi linguaggi artistici, definendo e consolidando il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte al di fuori dei contesti espositivi tradizionali. Concepita come galleria in ambiente digitale, THE GALLERY amplia l’esperienza oltre lo spazio fisico, rendendo tutte le opere presentate disponibili per l’acquisto attraverso la piattaforma e aprendo nuove possibilità di accesso al collezionismo.

Situato all’interno dell’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, il Ristorante DESCHEVALIERS è un luogo in cui l’eleganza dell’alta ristorazione incontra una visione contemporanea dell’ospitalità. Pensato come uno spazio di esperienza sensoriale completa, il ristorante unisce cucina, design e cultura in un dialogo armonico e raffinato. La proposta gastronomica è guidata dalla filosofia dello Chef Nino Di Costanzo – 2 Stelle MICHELIN al Ristorante Danì Maison di Ischia – interprete autorevole della tradizione campana riletta con sensibilità moderna, attenzione assoluta alla materia prima e profondo rispetto per la memoria gastronomica. Al suo fianco, in qualità di Resident Chef, il talentuoso Antonio Autiero – che traduce quotidianamente questa visione in una cucina precisa, elegante e coerente, garantendo continuità e identità all’esperienza del DESCHEVALIERS.

Nel corso dell’anno, il progetto proseguirà con cinque appuntamenti dedicati a diversi autori e linguaggi della fotografia contemporanea, confermando il DESCHEVALIERS restaurant come luogo di riferimento per la fotografia d’autore a Napoli.

Le mostre saranno visitabili durante gli orari di apertura del ristorante dagli ospiti che avranno prenotato la cena; su richiesta, sarà inoltre possibile organizzare visite dedicate anche negli orari di chiusura. Tutte le esposizioni saranno infine accessibili online sul sito gallery.finarte.it

Caracciolo Hospitality Group
Caracciolo Hospitality Group è una società di gestione alberghiera fondata da un gruppo di imprenditori partenopei, con l’obiettivo di valorizzare il mercato dell’hotellerie in tutte le sue forme, esaltando l’ospitalità e promuovendo il territorio napoletano come destinazione d’eccellenza. La missione del gruppo è stendere l’accoglienza, il servizio e la cura oltre i confini della propria attività, creando valore condiviso attraverso la valorizzazione delle persone e l’uso consapevole delle risorse. Nella collezione si trovano il Palazzo Caracciolo Naples, affiliato Hilton, il de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton e il Grand Hotel Telese, un’oasi di benessere immersa nella Valle Telesina (Benevento).  

Per informazioni
Finarte Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio
tel. 3351282864  mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

Indirizzo
DESCHEVALIERS restaurant, De Bonart Naples, C.so Vittorio Emanuele, 133, 80121 Napoli 
gallery.finarte.itcaracciolohospitality.com | debonartnaples.com 



Il congedo di Papa Pio VI dal Doge: il capolavoro veneziano di Francesco Guardi trova la sua nuova casa

Dichiarata di notevole interesse storico-artistico, l'opera della maturità dell'artista incanterà ancora Venezia, sospesa com'è tra storia e mito, in una prossima occasione espositiva

Il dipinto raffigurante Papa Pio VI prende congedo dal Doge, commissionato al pittore veneziano Francesco Guardi nel 1782 dall’ispettore delle Belle Arti Pietro Edwards, dopo numerosi passaggi attraverso prestigiose collezioni londinesi e italiane ha trovato finalmente una nuova collocazione nel corso dell’asta Finarte di Dipinti e Disegni antichi del 26 novembre 2025.

L’opera, dichiarata di notevole interesse storico e artistico da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel gennaio 1987, fa parte di un ciclo di quattro dipinti realizzati da Guardi in occasione di importanti cerimonie organizzate a Venezia durante in soggiorno del papa Pio VI tra il 15 e il 17 maggio 1782. La scena del Congedo è ambientata all’interno dell’ex Convento di San Zanipolo che fa parte del complesso monumentale dell’Ospedale Civile di San Giovanni e Paolo, attualmente in corso di restauro.

Oltre alle evidenti qualità pittoriche, l’opera, data la chiarezza dei dettagli della sala raffigurata, rappresenta una importante testimonianza storica degli ambienti, profondamente modificati quando, con l’allontanamento dei frati domenicani, furono trasformati in nosocomio.

Lotto 202. Francesco Guardi – Papa Pio VI prende congedo dal Doge. Lotto venduto a € 223.750


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Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro

Finarte annuncia l’asta della collezione del celebre avvocato milanese, recentemente scomparso, in programma il 5 e il 6 marzo presso il salotto della casa d’aste di Brera

Ci sono case che non si limitano a contenere una vita: la rivelano. Non sono semplici involucri, ma architetture interiori, mappe di un pensiero che ha preso forma nel tempo.

Non tutte le collezioni nascono per essere esposte. Alcune prendono forma lentamente, come una biografia silenziosa, intrecciando opere, oggetti e spazi vissuti. È il caso della collezione di Antonio Crivellaro (1942–2025), giurista di fama internazionale, professore e intellettuale, che ha coltivato per oltre cinquant’anni un rapporto profondo e privato con l’arte, come esercizio quotidiano di attenzione e conoscenza. 

Interni Villa di Lerici di Antonio Crivellaro

Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro è il titolo della house sale che, per la prima volta, rende visibile questo universo, aprendo idealmente le porte delle due residenze che hanno segnato la sua vita: l’appartamento milanese e la villa di Lerici, affacciata sul Golfo dei Poeti. Due luoghi mai concepiti come spazi espositivi, ma come ambienti vissuti, attraversati, condivisi. Qui l’arte africana convive con il design, la pittura astratta del Novecento con arredi d’epoca rigorosi; le sculture si dispongono come presenze silenziose accanto a tavoli e finestre. Nulla appare esibito: tutto è vissuto. 

La collezione riflette una visione coerente e originale, capace di tenere insieme epoche e linguaggi diversi. Accanto a una natura morta seicentesca di Isaak Denies, compaiono opere centrali dell’astrazione italiana e internazionale del Novecento di Alberto Magnelli, Atanasio Soldati, Piero Dorazio, Giorgio Griffa, Max Bill, insieme a sculture, arte africana, design storico e arredi d’autore. 

Casa di Antonio Crivellaro. Milano

Attorno al tavolo basso di Carlo Scarpa e ai piccoli troni lignei Ashanti, Crivellaro intratteneva gli ospiti con battute e invenzioni teatrali, ricordando che la bellezza, per lui, non era mai separata dall’ironia. Viaggiatore instancabile e docente capace di formare generazioni, visse l’arte come una presenza necessaria. Più volte pensò di separarsi dalle sue opere, senza mai riuscirci davvero: non riusciva a immaginarle lontane dalle stanze che le avevano accolte. La decisione finale è maturata solo nel suo testamento, affidata ai nipoti, come gesto di apertura e continuità. 

Yoruba, Nigeria, Figura femminile a cavallo circondata da musici, dignitari e simboli dell’iconografia indigena.

Cresciuto in una famiglia veneta improntata a sobrietà e disciplina, affiancò alla carriera accademica una curiosità culturale vorace. Gli anni tra Padova e Harvard, nei primi Settanta, segnarono l’inizio di un rapporto profondo con l’arte contemporanea, maturato nei grandi musei americani e consolidato a Milano, dove prese avvio la collezione. La prima opera, una scultura in marmo di Natalino Andolfatto, arrivò in casa prima ancora degli arredi essenziali. 

Nel frattempo, a Milano le opere iniziarono a occupare pareti e superfici domestiche, diventando parte integrante dell’abitare. Le composizioni geometriche evocavano nel Professore le grandi opere ingegneristiche osservate nel corso della sua attività professionale. In questo contesto la collezione si arricchì di una composizione di Atanasio Soldati, opera chiave del primo astrattismo italiano, seguita da tre lavori di Piero Dorazio, fondatore del gruppo Forma 1, che ampliarono la variabilità geometrica della raccolta. 

Atanasio Soldati – COMPOSIZIONE, 1935

Nel 2004 Crivellaro acquistò la villa di Lerici, dedicandola alla madre Bona. Nel salone, i vetri Venini, tra cui le cinque bottiglie della serie Bolle di Tapio Wirkkala, erano accostati ai tappeti berberi disposti in obliquo e alla poltrona bergère di Carlo Mollino; i servizi Richard Ginori accompagnavano le tele di Vittorio Matino. La villa, come la casa milanese, era pensata per la convivialità: un luogo di relazione, non di rappresentazione. 

Tapio Wirkkala, Venini – Cinque bottiglie serie BOLLE

Nel 2009 acquistò l’appartamento di via Cossa a Milano, dove la collezione trovò una sintesi più compiuta. All’ingresso, la scultura Erma di Mario Negri, una scultura lignea africana Calao e una struttura Toguna Dogon segnavano simbolicamente la soglia. Nell’attico, le opere di Giorgio Griffa definiscono il nucleo più avanzato della raccolta, completata da un acquerello realizzato per la messa in scena de La vita di Galileo di Bertolt Brecht

Salotto di Antonio Crivellaro, Milano

Questa house sale nasce così non come dispersione, ma come apertura: le opere lasciano le stanze che le hanno custodite per incontrare nuovi sguardi. Non soltanto una collezione, ma il racconto di un modo di stare al mondo – colto, rigoroso, affettuoso. Profondamente poetico. 

ASTA 
Finarte – Via dei Bossi 2, Milano
5 – 6 marzo, ore 15:00

ESPOSIZIONE
3 – 4 marzo
dalle ore 10:00 alle 18:00

VISITA DELLE PROPRIETÀ – solo su appuntamento
+39 0233638029 (WhatsApp / Telefono)

Lerici – Villa Bona
20 – 21 febbraio

Milano – Appartamento
23 – 24 febbraio



Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
 
 

Contemporary Art Week: superati i 2,6 milioni di euro con Marini protagonista a 346 mila euro

La Contemporary Art Week di Finarte si è conclusa con grande soddisfazione, confermando l’interesse del pubblico e la solidità del mercato in un calendario milanese particolarmente competitivo

Le tre giornate d’asta, curate da Georgia Bava, Capo Dipartimento Roma, e da Alessandro Cuomo, Capo Dipartimento Milano, precedute da una mostra molto partecipata nel salotto di Brera, hanno registrato una vivace partecipazione e numerosi rilanci. 

Il 3 dicembre, l’Arte Moderna e Contemporanea ha registrato un totale di 2.436.000 euro, pari all’84% di venduto a valore. La gara si è accesa fin dai primi lotti e ha trovato alcuni momenti clou nei rilanci per Alberto Savinio, con l’opera Uomo con la pipa aggiudicata per € 235.950 (lotto 39), e per Victor Vasarely, il cui dipinto Ellen ha raggiunto la cifra di € 75.750 (lotto 61), entrambi protagonisti di contese serrate tra sala, telefoni e piattaforme online. 

Lotto 39. Alberto Savinio – Uomo con la pipa, 1926/’27. Lotto venduto a € 235.950

Il top lot dell’asta è stato il bronzo di Marino Marini, Piccolo miracolo al lotto 32, aggiudicato per € 345.750 ad un collezionista italiano. Ottima la risposta anche per la scultura di Arnaldo Pomodoro al lotto 60, la sua iconica Sfera del 1978, venduta a € 73.230, così come per l’olio su cartone Lune Jaune di Max Ernst (lotto 35), aggiudicato per € 85.830.  

Lotto 35. Max Ernst – Lune jaune, 1960. Lotto venduto a € 85.830

Particolare attenzione ha ottenuto inoltre l’opera di Emilio Vedova, Paura n. 4 (lotto 49), aggiudicata a € 41.730, e quella di Daniel Spoerri, Restaurant Spoerri – 15 marzo 1972 (lotto 73), venduta a € 30.390: due aggiudicazioni che hanno triplicato la stima iniziale, seguite dal nucleo di opere di Mario Schifano, con sette lavori aggiudicati che hanno totalizzato € 235.000, sostenuti da rilanci continui e da una forte partecipazione da parte dei collezionisti. 

Lotto 73 – Daniel Spoerri. Restaurant Spoerri – 15 marzo 1972, 1972. Lotto venduto a € 30.390

La sessione dedicata alla Grafica Internazionale e ai Multipli d’Autore ha aperto la settimana con un risultato di 210.000 euro, pari al 127,17% del valore stimato e con l’80% dei lotti venduti. Il dipartimento, che celebrava il decimo anniversario dalla sua nascita, ha dimostrato ancora una volta la vitalità del settore, grazie a un pubblico giovane e a un collezionismo attento alla qualità. Particolare interesse ha suscitato un raffinato gruppo di opere di autori italiani e internazionali, con aggiudicazioni significative con aggiudicazioni significative che hanno coinvolto nomi come Arnaldo Pomodoro, Banksy, Alberto Burri e Mario Ceroli, oltre ad Henri Matisse (lotto 270) che, con la litografia Nu dans les ondes, 1938, aggiudicata per € 9.600, ha superato la stima iniziale di € 3.500 – 4.000. 

Lotto 270. Henri Matisse – Nu dans les ondes, 1938. Lotto venduto a € 9.600

La settimana si è chiusa con la tornata dedicata alla Collezione di Palmiro Togliatti e Nilde Iotti, che ha confermato la forza narrativa e storica di un corpus unico per provenienza e contenuto. Tra le aggiudicazioni più significative spicca l’olio su tela Ragazza calabrese, 1950 di Renato Guttuso (lotto 1032), venduto per più di € 19.000 a ulteriore conferma dell’intenso interesse verso il maestro siciliano e del valore documentario dell’intera raccolta. 

Lotto 1032. Renato Guttuso – Ragazza calabrese, 1950. Lotto venduto a € 19.050

“Siamo molti soddisfatti dei risultati ottenuti che, grazie alla accurata selezione di opere presentate nei tre differenti cataloghi d’asta corrispondenti a tre differenti formati di vendita, siamo riusciti ad accontentare sia i collezionisti più esigenti in cerca di opere museali con l’asta del 3 dicembre che il pubblico più vasto ed eterogeneo delle nuove generazioni di appassionati,” commentano i capi dipartimento Georgia Bava e Alessandro Cuomo

Informazioni    
Finarte, Milano, Via dei Bossi, 2 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
 
Cataloghi online 
https://www.finarte.it/asta/grafica-internazionale-e-multipli-d-autore-milano-2025-12-02  
https://www.finarte.it/asta/arte-moderna-e-contemporanea-milano-2025-12-03 
https://www.finarte.it/asta/tout-de-suite-arte-moderna-e-contemporanea-milano-2025-07-10 

Tracing the Origins of an Icon: Corto Maltese

From The Ballad of the Salty Sea to the magazine Sgt. Kirk: the pages resurfacing in the lots of the December 18 auction.

As with everything surrounding Hugo Pratt, even the birth of Corto Maltese is wrapped in legend. His first appearance in the graphic novel The Ballad of the Salty Sea unfolds in installments, typical of the time between 1967 and 1969. It was an entry that made history, brilliant in every respect: from the very first page, narrated by none other than the Pacific Ocean itself, to the hero’s first appearance at the bottom of page five, far from the iconic image he would later become. Corto Maltese emerges tied up, the victim of a mutiny, bearded and bare-chested, with the more rugged features of a face inspired by Burt Lancaster, features that Pratt would later distill into a few unmistakable lines.

By then, Hugo Pratt already had a significant and wide-ranging twenty-year career behind him, one that had taken him across continents. From his native Venice where, in the postwar years, he co-founded the magazine Asso di Picche with Alberto Ongaro and Mario Faustinelli, he moved to Buenos Aires, Argentina. There he created some of the cornerstones of his oeuvre: Junglemen, Ernie Pike, Ticonderoga, and above all Sgt. Kirk.

Lot 33. Hugo Pratt, Sgt. Kirk – Il ritorno dell’Asso di Picche, 1967. Estimate € 4.000 – 7.000

After more than a decade of success in South America, Pratt attempted to break into the English-speaking market, first in London and later in the United States, without success. The American comics world, from which many of his early inspirations came (like Milton Caniff’s Terry and the Pirates, which had captivated the young Pratt), never fully embraced him. Perhaps Pratt’s antiheroes were simply too elusive, too sympathetic to outcasts and noble lost causes.

Lot 62. Milton Caniff, Terry and the Pirates – A little business minding, 1938. Sold for € 1.560

Still based in Argentina, he also collaborated with the Italian children’s magazine Corriere dei Piccoli, illustrating literary classics such as Stevenson’s Treasure Island. But then came the opportunity that changed his life: Florenzo Ivaldi, a Genoese entrepreneur and passionate comics enthusiast, invited Pratt to collaborate on a new magazine. The idea was to republish his most successful South American stories alongside new original works. The magazine’s name was a tribute to Pratt himself: Sgt. Kirk. It would be published, more or less continuously, until 1978 (see Lot 31). Over those eleven years, its pages featured newcomers such as Dino Battaglia and Sergio Toppi, as well as great classics including Caniff’s Terry and the Pirates and Radio Patrol by Charles Schmidt and Eddie Sullivan.

Lot 31. Hugo Pratt, Sgt. Kirk – Billy James, 1968. Estimate € 8.000 – € 15.000

Corto Maltese made his debut in the very first issue—a double milestone that would go down in comics history. The “gentleman of fortune” would reach the cover only with issue 7, but that first cover was unforgettable: a composition perfectly in line with the graphic trends of the time – bold, saturated colors; the title integrated into the artwork; silhouettes of seagulls and sails reduced almost to abstract shapes. A visually striking image, with Corto Maltese radiating his adventurer’s charm: he looks the reader straight in the eye, stepping out of the background frame as if claiming his rightful place in our collective imagination. With this cover, and with the unforgettable pages of The Ballad, Pratt secured his place among the giants of European and international comics.

Browse the full catalogue for the December 18 auction:
https://www.finarte.it/asta/i-maestri-del-fumetto-milano-2025-12-18?lang=en

Article by Marzia Flamini

Grande successo per l’asta di Dipinti e Disegni Antichi

Sotto la cura di Valentina Ciancio, Capo Dipartimento di Dipinti e Disegni Antichi di Finarte, insieme alle esperte Adele Coggiola e Giulia Leonardi, l’asta tenutasi nella sede di Finarte a Roma il 26 novembre 2025 si è conclusa con un risultato complessivo di oltre € 900.000

La vendita si è aperta con la prima tornata (Disegni e Dipinti Antichi), che ha registrato una partecipazione straordinaria, chiudendosi con l’85% dei lotti venduti e una rivalutazione dei prezzi base superiore al 110%. Dopo i numerosi rilanci che hanno animato la sezione dedicata ai disegni, ottimi risultati si sono ottenuti anche per i dipinti, tra cui si segnala La conversione di San Paolo di scuola italiana del Seicento (Lotto 82) dipinta su pietra, venduta per oltre € 19.000 diritti inclusi. 

Lotto 82. Scuola italiana, secolo XVII – Conversione di San Paolo. Lotto venduto a € 19.050

Protagonista dell’asta è stata la seconda tornata (Importanti Dipinti Antichi) che con un’accurata selezione di 40 lotti ha ottenuto ottimi risultati con aggiudicazioni da record. Top lot della vendita è stato il dipinto di Francesco Guardi raffigurante Pio VI prende congedo dal Doge. L’opera, sottoposta a notifica nel 1987 dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e parte del celebre ciclo dedicato alle cerimonie in onore del pontefice, è stata venduta per oltre € 220.000 ad un collezionista privato italiano (Lotto 202).

Lotto 202. Francesco Guardi – Papa Pio VI prende congedo dal Doge. Lotto venduto a € 223.750

La sessione si è accesa fin da subito con una combattuta gara per il Compianto su Cristo morto di Giovanni Francesco Crivelli, capolavoro di rara qualità all’interno del corpus dell’artista ancora poco noto agli studi, venduto a € 34.170 a fronte di una base d’asta di € 7.000 (Lotto 168). Importante anche il risultato del fondo oro di Francesco di Paolo da Montereale, Cristo risorto tra San Tommaso e Santo Stefano, aggiudicato ad un concorrente al telefono a € 63.150 (Lotto 172). 

Lotto 72. Francesco di Paolo da Montereale – Cristo risorto tra San Tommaso e Santo Stefano. Lotto venduto a € 63.150

La pittura del Seicento si conferma di grande interesse per il settore: tra le opere più apprezzate la Natura morta di frutta con scimmia, attribuita ad un maestro fiammingo attivo in Italia nel XVII secolo, che da una base di € 7.000 ha superato i € 25.000 (Lotto 187), e l’inedita Sant’Orsola di Valerio Castello aggiudicata per oltre € 20.000 (Lotto 197); passando nell’ambito del caravaggismo, che continua a richiamare l’attenzione dei collezionisti italiani e stranieri, troviamo l’Incredulità di San Tommaso di Massimo Stanzione, venduta a € 21.570 (Lotto 190), e l’affascinante Davide con la testa di Golia, attribuito a Tanzio da Varallo, che ha raggiunto €25.350 (Lotto 185). 

Lotto 185. Attribuito a Antonio d’Enrico, detto Tanzio da Varallo – Davide con la testa di Golia. Lotto venduto a € 25.350

A cavallo tra Seicento e Settecento, lo scenografico Trionfo di fiori di Andrea Belvedere ha superato i € 30.000 (Lotto 193). 

Lotto 193 – Andrea Belvedere. Trionfo di fiori en plein air. Lotto venduto a € 31.650

L’interesse si è mantenuto vivissimo fino all’ultimo lotto della vendita quando il dipinto di Francesco Maria Gatteri (Lotto 207), raffigurante un episodio della guerra d’indipendenza greca contro i turchi, ha suscitato una forte partecipazione internazionale che, da una stima di €12.000 – 15.000, ha portato l’opera ad un’aggiudicazione al martello di € 50.000, segnando il record price dell’artista triestino.

Informazioni 
Via dei Bossi 2, Milano    
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

Catalogo completo 
https://www.finarte.it/asta/importanti-dipinti-antichi-roma-2025-11-26 

Rubino Bulgari da 248 mila euro firma il successo dell’Asta di Gioielli Finarte oltre i 2,7 milioni di euro 

Si è conclusa con risultati eccezionali l’Asta di Gioielli tenutasi lunedì 24 e martedì 25 novembre nella storica sede milanese di Via dei Bossi 2.

Curata da Clara Arata, Capo Dipartimento Gioielli Milano, e Vittoria Tomasini, Capo Dipartimento Gioielli Roma, la vendita ha presentato oltre 700 lotti tra gioielli d’epoca, vintage e creazioni delle più prestigiose Maison internazionali, totalizzando oltre 2 milioni e mezzo di euro e registrando una rivalutazione complessiva del 110% rispetto alle basi d’asta, con l’80% dei lotti venduti.  

Protagonista assoluto della vendita è stato il lotto 655, uno spettacolare rubino birmano di 4,00 carati montato su un anello Trombino con diamanti della maison Bulgari: dopo una serrata gara tra offerenti online e oltre quindici collegamenti telefonici da tutto il mondo, il gioiello ha raggiunto la cifra record di 248.150 euro. Ottimo risultato anche per il lotto 699, un anello con zaffiro birmano di 15,45 carati dall’intensità cromatica eccezionale, aggiudicato a 126.150 euro, confermando l’interesse dei collezionisti internazionali per le pietre di grande qualità. 

Lotto 121 – Anello con zaffiro Ceylon. Lotto venduto a € 50.550

Tra le aggiudicazioni di maggior rilievo si distinguono inoltre l’anello con zaffiro Ceylon di 7,93 carati firmato Mario Buccellati (Lotto 102), che da una base d’asta di 8.000 euro ha raggiunto la straordinaria cifra di 48.030 euro; l’anello con zaffiro Ceylon di 18 carati (Lotto 121), aggiudicato a 50.550 euro partendo da 10.000 euro; un bracciale con diamante taglio rosa di 7,50 carati (Lotto 684) venduto a 40.470 euro; una raffinata borsetta da sera in oro e diamanti (Lotto 133) aggiudicata a 32.910 euro; e un bracciale rigido firmato David Webb, realizzato su commissione (Lotto 285), venduto per 26.610 euro. 

Lotto 699 – Anello con zaffiro. Lotto venduto € 126.150

“La vendita, che ha abbracciato gioielli di fine Ottocento fino alle creazioni contemporanee di maison come Webb, Boucheron, Buccellati, Van Cleef & Arpels e Pomellato, ha saputo incantare una platea internazionale di appassionati e collezionisti, confermando il forte dinamismo del settore,” commenta Vittoria Tomasini.  

“La bellezza e l’unicità dei gioielli, siano essi firmati o non firmati ma di grande qualità, insieme alle pietre di colore rare e straordinarie, si confermano capisaldi della gioielleria più ricercata. In un momento di forte instabilità come quello attuale, questi elementi hanno ribadito il loro valore, dando vita a una gara vivace ed elettrizzante tra offerenti da tutto il mondo nell’asta appena conclusa,” conclude Clara Arata. 
 
Catalogo completo 
https://www.finarte.it/asta/gioielli-importanti-milano-2025-11-24