Il Battisti segreto trionfa da Finarte: record per i quadri inediti e le lettere alla madre

Forte interesse e rilanci serrati nell'asta di Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi del 26 giugno a Roma: protagonisti assoluti i due Lucio della canzone italiana, Battisti e Dalla, accanto ai grandi cimeli dello sport e della storia del Novecento

Al centro dell’asta il nucleo delle lettere giovanili di Lucio Battisti, attesissimo e già al centro dell’interesse mediatico nelle settimane precedenti la vendita: la riscoperta della corrispondenza con la madre ha fatto il giro delle testate nazionali fino ai telegiornali. Si tratta di lettere autografe degli anni Sessanta — scritte da Milano, Trani, Torino e dall’Olanda durante i primi spostamenti del giovane musicista con le sue prime formazioni — accompagnate da appunti, testi di canzoni, disegni e schizzi. Un racconto intimo e autentico degli esordi del cantautore, tra pensioni da 800 lire a notte, viaggi in macchina e prime scritture, che restituisce il ritratto inedito di un ragazzo agli inizi della sua avventura artistica. In sala l’interesse si è tradotto in rilanci serratissimi che hanno moltiplicato più volte le stime di partenza: il lotto più conteso (lotto 112) è salito fino a quasi € 8.990, mentre l’insieme dei lotti di lettere ha totalizzato complessivamente più di € 35.000.

Lotto 112. Lucio Battisti. 6 lettere, vergate ed autografe di Lucio Battisti, alcuni foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari, lettere della mamma, Anni ’60. Lotto venduto a € 8.890

A sorprendere è stato però il volto meno conosciuto di Battisti, quello di pittore, che si è rivelato il vero protagonista delle aggiudicazioni. Top lot dell’intera asta è infatti il dipinto su tela La canzone della terra del 1971 al lotto 126, aggiudicato per € 24.130 a fronte di una stima di € 8.000 – 10.000. Realizzato sul retro di un arazzo, l’opera raffigura una sorta di cartina geografica vista dall’alto, una visione panteistica e un ideale abbraccio della natura, rimasta per anni appesa in casa dei genitori del cantautore ed esposta nel 2011 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella mostra Battisti, il tratto delle emozioni. Hanno trovato nuovi collezionisti anche gli altri oli della serie: La macchina del tempo del 1974 (lotto 127), dipinto su cassette della frutta riassemblate attorno al meccanismo di un vecchio orologio, venduto per € 8.255, Respirando del 1976 (lotto 119) a € 6.350, Sognando e risognando del 1971 (lotto 124) a € 5.715 e Prigioniero del mondo del 1968 (lotto 125) a € 4.445.

Lotto 126 – Lucio Battisti. Dipinto su tela per “LA CANZONE DELLA TERRA”, 1971. Lotto venduto a € 24.130

A chiudere la sezione musicale, l’altro grande nome della canzone italiana: il manoscritto originale di Canzone di Lucio Dalla (lotto 105), uno dei suoi brani più amati e secondo solo a Caruso per vendite, ha raggiunto i € 7.620. A renderlo particolarmente interessante una significativa variante testuale, poi smussata nella versione definitiva del 1996.

Lotto 105. Lucio Dalla – Canzone, 1996. Lotto venduto a € 7.620

Brillante anche la sezione dei cimeli sportivi e automobilistici. In testa la torcia della VII edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina 1956 (lotto 169), venduta a € 15.240, seguita dai due trofei della XXIV e ultima Mille Miglia di velocità appartenuti al pilota Giorgio Scarlatti: il Trofeo Mazzotti (lotto 151) a € 10.795 e il Trofeo Shell (lotto 150) venduto a € 5.080. Buoni risultati anche per le altre torce olimpiche — Roma 1960 (lotto 172, € 4.826) e Londra 1948 (lotto 166, € 3.048) — e per l’eccezionale cimelio calcistico donato a Diego Armando Maradona dai compagni Javier Zanetti e Juan Sebastián Verón (lotto 163, € 3.048).

Lotto 169. Torcia della VII Edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina del 1956., 1956. Lotto venduto a € 15.240

Chiude la sezione dedicata alla storia italiana, con il raffinato set da tavola in argento appartenuto a Giuseppe Verdi, inciso con le iniziali del maestro (lotto 184), venduto per oltre € 8.000, e una selezione di testimonianze del Novecento: dal rarissimo orologio a forma di fascio littorio con carillon Giovinezza (lotto 214) aggiudicato a € 3.810 ai lotti legati a Gabriele D’Annunzio tra cui gemelli da polso con teste di levriero con dedica autografa (lotto 136, € 3.302), e il volume Alla più grande Italia con dedica a Thaon di Revel (lotto 139, € 1.207).

Lotto 184. Giuseppe Verdi – Set da tavola appartenuto al maestro Giuseppe Verdi, anni 1880. Lotto venduto a € 8.255

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Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

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Il Vittoriale acquisisce il carteggio segreto di d’Annunzio. Volano i manoscritti nell’asta Finarte di Libri e Manoscritti

Protagonisti il nucleo di codici quattrocenteschi che hanno moltiplicato le stime, e le rarità del Novecento: dalla Cucina Futurista a Harry Potter

Venduto oltre l’80% dei lotti nell’asta di Libri, Autografi e Manoscritti del 25 giugno a Roma, curata da Fabio Massimo Bertolo e Diana Cardaci.

La notizia più importante arriva da Gardone Riviera: il Vittoriale degli Italiani ha acquisito, tramite Finarte, il carteggio tra Gabriele d’Annunzio e Giovanni Rizzo, l’imponente nucleo di 83 documenti manoscritti — lettere, minute e buste autografe, in parte inedite — indirizzati dal Vate al funzionario di polizia che Mussolini inviò al Vittoriale nel 1923 con il compito ufficiale di indagare su un furto di gioielli, ma con la reale missione di sorvegliare il Poeta. Negli anni quel rapporto si trasformò: Rizzo divenne segretario, confidente e, a suo modo, amico del Vate, che arrivò a definire quel legame «molto più delicato dell’amore». Un d’Annunzio inedito e privato emerge da queste pagine — le inquietudini, le superstizioni, il dolore per il figlio Gabriellino, i giudizi severi su Mussolini nei momenti di rottura con il regime. L’acquisizione, perfezionata grazie alla collaborazione di Fabio Massimo Bertolo, Responsabile del Dipartimento Libri, Manoscritti e Stampe, restituisce un tassello fondamentale per la storia stessa del Vittoriale: il carteggio sarà digitalizzato e reso disponibile negli Archivi della Fondazione.

Lotto 42. Manoscritti, Sicco Polenton. Sicconis Polentoni prefatio in vitam Sancti Antonii incipit, 1460 Lotto venduto a € 48.260

A trainare l’asta è stato però soprattutto il nucleo di manoscritti, che ha registrato rilanci serrati e aggiudicazioni molto superiori alle attese. In testa lo splendido codice umanistico pergamenaceo di Sicco Polenton (lotto 42), la Vita di Sant’Antonio vergata a Padova nella seconda metà del XV secolo aggiudicato a € 48.260. Sorprendente il risultato del manoscritto medico di Leonardo Bertapaglia (lotto 33), ricca miscellanea di trattati di chirurgia del 1500, salito fino a € 40.640. Grande interesse anche per lo Graduale su pergamena del 1470 al lotto 39, splendidamente miniato in ambito fiorentino, aggiudicato per più di € 30.000. Segue l’elegante codice umanistico del 1470 Rhetoricae di Cicerone al lotto 34, venduto per € 25.400. Hanno raggiunto entrambi € 20.320 le Epistole di Plinio (lotto 41, 1438) e il trattato De confutatione hebraicae sectae di Johannes Baptista Gratia Dei (lotto 40, 1490), straordinaria copia di tipografia con le impronte digitali del compositore. Tra le curiosità più contese, il manoscritto settecentesco Figure di Pirotechnia nuovamente inventate (lotto 38), raro repertorio illustrato di macchine pirotecniche, venduto a € 17.780.

Lotto 38. Manoscritti, Figure di Pirotechnia nuovamente inventate, 1730. Lotto venduto a € 17.780

Tra i libri illustrati spicca la rarissima edizione originale della Raccolta di varie favole di Giorgio Fossati (lotto 168; Venezia, 1744), tra le più riuscite prove di incisione a colori del Settecento veneziano aggiudicata a € 16.510.

Lotto 263 – Filippo Tommaso Marinetti e Fillia. La Cucina Futurista, 1932. Lotto venduto a € 1.651

Vivace anche la sezione del Novecento. La leggendaria Cucina Futurista di Filippo Tommaso Marinetti e Fillìa (lotto 263, stima € 400 – 600), il libro-manifesto del futurismo culinario, una provocazione, ma anche la sintesi in chiave gastronomica della rivoluzione marinettiana, è stata venduta a € 1.651. Alla stessa cifra il libro forse più ambito dai giovani collezionisti: la prima edizione italiana di Harry Potter e la pietra filosofale (lotto 265, stima € 300 – 500), nella ricercatissima variante con Harry senza occhiali in copertina, poi corretta dalla seconda ristampa.

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Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Finarte firma la migliore asta di orologi della sua storia: oltre 2 milioni di euro totalizzati e aggiudicazioni al 155% delle basi d’asta

Il catalogo curato da Alessio Coccioli, Responsabile del Dipartimento Orologi di Finarte, ha confermato il forte interesse del mercato internazionale per l’orologeria d’epoca da collezione

La vendita di Orologi tenutasi il 15 giugno 2026 presso il Salotto di Brera di Finarte si chiude con un risultato record per il Dipartimento Orologi della maison: oltre 2 milioni di euro di fatturato complessivo, il 91% dei lotti aggiudicati e un valore di vendita pari al 155% delle basi d’asta. Un esito che segna il migliore risultato di sempre per il dipartimento e conferma la straordinaria vitalità del mercato dell’orologeria vintage e della solidità del mercato del segnatempo da collezione.

Protagonisti della vendita sono stati tre nomi simbolo dell’orologeria svizzera, Patek Philippe, Vacheron Constantin e Rolex, capaci di catalizzare l’attenzione dei collezionisti e di generare alcune delle aggiudicazioni più rilevanti della tornata.

Lotto 183. Patek Philippe – Calatrava 2431R personalizzato per Freccero, anni 50. Lotto venduto a € 81.900

Grandi risultati per l’importante selezione di Patek Philippe d’epoca, che presentava delle rarità mondiali. A sorprendere è stato il Calatrava 1598 “brioche” con anse a croissant degli anni ’40 (Lotto 95), partito da una base d’asta di € 8.000 e aggiudicato a € 94.500, superando di oltre dieci volte la stima iniziale e affermandosi come simbolo della crescente attenzione verso configurazioni rare e sofisticate. Straordinario anche il risultato del Top Hat 1450 con quadrante in zaffiri e bracciale e garanzia originali (Lotto 114), venduto per € 85.680 da una partenza di € 16.000. Altro orologio iconico della vendita è stato il Calatrava 2431 “flame” personalizzato per Freccero degli anni ’50 (Lotto 183), salito a € 81.900 da una base di € 12.000.

Ottimi riscontri anche per Vacheron Constantin, presente con una selezione di grande raffinatezza tecnica e stilistica, a partire dal cronografo 4178 “pink-on-pink” con scala pulsometrica degli anni ’40 (Lotto 184), che da una base d’asta di € 20.000 ha raggiunto i € 93.240, conquistando il secondo miglior risultato dell’intera vendita. A chiudere il catalogo è stata una delle casse di forma più emblematiche della firma, espressione dell’esuberanza post-bellica: la Cornucopia 4695 con quadrante guilloché degli anni ’50 (Lotto 185), che da € 15.000 ha superato i € 60.000, confermando l’interesse per le interpretazioni più scultoree e decorative dell’orologeria svizzera.

Lotto 185. Vacheron Constantin, Cornucopia 4695 guilloché, anni 50. Lotto venduto a € 60.480

Non da meno Rolex, protagonista con alcune rarità storiche provenienti da collezioni private e presentate per la prima volta sul mercato. Orologio copertina è il Prince Brancard 971 in platino degli anni ’30 (Lotto 40), partito da € 14.000 e aggiudicato a € 31.500: un modello all’epoca promosso come “l’orologio degli uomini distinti”, rarissimo nella declinazione in platino e considerato un vero unicorno del collezionismo. Altro modello di grandissima qualità si è dimostrato il cronografo referenza 4313 in oro rosa e quadrante bitonale degli anni ’50 (Lotto 66), che ha raggiunto € 41.580 da una base di € 10.000, dimostrandosi uno degli orologi più ambiti del catalogo.

Lotto 40. Rolex – Prince Brancard 971 platino, anni 30. Lotto venduto a € 31.500

“Il catalogo presentava delle rarità assolute anche a livello internazionale, in linea con il gusto e la selezione che da sempre cerchiamo di proporre nelle nostre aste. Fa particolarmente piacere riscontrare, al di là delle aggiudicazioni che sono state oggettivamente importanti e sorprendenti, che il mercato abbia sposato questa nostra filosofia e ci riconosca come punto di riferimento in questa direzione. Sono sicuro che questa vendita avrà delle ripercussioni positive anche per i prossimi cataloghi,” commenta Alessio Coccioli.

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Finarte, Via dei Bossi, 2 – Milano 

Ufficio Stampa Finarte: Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

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Finarte: l’asta di Arte Moderna e Contemporanea supera i 2 milioni di euro e conferma il respiro internazionale della casa d’aste

Si è conclusa il 9 giugno, nella sede storica di Finarte in Via dei Bossi a Milano, l'Asta di Arte Moderna e Contemporanea, che ha totalizzato un risultato complessivo di oltre 2 milioni di euro, pari al 90% del valore offerto ed oltre il 70% dei lotti venduti

Tra i maestri del Novecento storico, ottimo riscontro per i Fiori, del 1956 (Lotto 41) di Giorgio Morandi, aggiudicati per 165.100 euro e per la Niobe, del 1921 (Lotto 32) di Giorgio de Chirico, venduta per 387.100 euro. Dalla Collezione Ungaretti, l’indagine segnica di Giuseppe Capogrossi ha trovato piena conferma nella Superficie 189, del 1956 (Lotto 97) aggiudicata per 76.200 euro dopo un’accesa gara, mentre una rara composizione del 1912 di Giacomo Balla, Compenetrazione iridescente – studio per Penetrazione + spazio (Lotto 22) è stata venduta per 63.500 euro.

Lotto 32, Giorgio de Chirico. Niobe, 1921. Collezione Monica Vitti. Lotto venduto a € 387.100

Risultato molto positivo anche per la ricerca plastica di Lucio Fontana, premiata con l’opera Battaglia, del 1950 (Lotto 78), in terracotta smaltata e dipinta in policromia, venduta per 46.990 euro. Apprezzata anche la sensibilità poetica di Filippo De Pisis con la Natura morta con pesci, limoni e bottiglia, del 1926 (Lotto 15), realizzata negli anni parigini e venduta per 21.590 euro, ben superando la base d’asta di € 10.000.

Lotto 78. Lucio Fontana – Battaglia, 1950. Lotto venduto a € 46.990

L’asta ha confermato l’interesse del mercato anche per la ricerca internazionale del secondo dopoguerra, con Phases of Nothingness No. 8-12, del 1971 (Lotto 169) del giapponese Nobuo Sekine, aggiudicato per 99.060 euro; Serpentinando, del 1973 (Lotto 115) di Roberto Sebastián Matta, venduto per 44.450 euro; il ritratto di Renée Rauschenbusch, del 1979 (Lotto 136) di Andy Warhol venduta per 24.130 euro.

Lotto 169. Nobuo Sekine – Phases of Nothingness No. 8-12, 1971. Lotto venduto a € 99.060

Protagonista assoluto tra gli italiani contemporanei è stato Mario Schifano, presente con più opere oggetto di vivace competizione tra gli offerenti: Vista + Oasi, del 1979/’81 (Lotto 144), aggiudicato per 58.420 euro; Ossigeno ossigeno, del 1966 (Lotto 131), per 41.910 euro; e Ingegnere A (Allucinarsi allucinarsi), del 1966 (Lotto 135), per 30.480 euro. Buoni risultati anche per Salvo con un Senza titolo, del 1981 (Lotto 141), venduto per 44.450 euro, e Piero Dorazio con Aeras, del 1982 (Lotto 126), aggiudicato per 35.560 euro.

Lotto 144. Mario Schifano, Vista + Oasi, 1979/’81. Lotto venduto a € 58.420

Riscontri positivi, infine, per la sezione dedicata alla Collezione del Prof. Sandro BrandimarteMagi 921, del 2008 (Lotto 180) di Shozo Shimamoto, ha realizzato 33.020 euro, mentre l’iconica Assenza della memoria, del 1970-’71 (Lotto 174) di Fabio Mauri, è stata venduta per 27.940 euro.                                      

“Il nostro risultato segna una ulteriore conferma di come le opere di grandi Maestri e di ottima qualità riescano ad intercettare collezionisti da ogni parte del mondo e di quanto la nostra casa d’aste stia diventando sempre più internazionale.” Georgia Bava, Responsabile Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea Roma.

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Ufficio Stampa Finarte: Maria Grazia Vernuccio Tel. 3351282864  
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Borgogna e Scozia: i grandi nomi del collezionismo all’asta da Finarte

Dai vertici della viticoltura francese e italiana fino alle distillerie più leggendarie della Scozia, un doppio appuntamento dedicato a vini e distillati da collezione curato da Guido Groppi e Alessandro Vitale, Dipartimento Vini e Distillati

Lunedì 8 giugno protagonista la grande Borgogna di Henri Jayer (lotti 285 – 300), insieme ai migliori Bordeaux e ai vertici di Toscana e Piemonte. La giornata si apre con una selezione di altissimo profilo, che riunisce nomi come Romanée-Conti (lotto 298, base d’asta € 10.000), Engel (lotti 301 – 302, base d’asta € 1.000), Marc Colin (lotto 304, base d’asta € 1.000), Mugneret-GibourgCoche-Dury (lotto 306, base d’asta € 1.100), Clos du Tart e Ramonet (dal lotto 310 al 313). Spicca poi una verticale di Château Mouton (lotto 260, base d’asta € 2.300), mentre il fronte francese è completato da una nutrita rappresentanza di Rodano Champagne (lotti 319 – 336).

Accanto ai protagonisti francesi, anche l’Italia si ritaglia uno spazio di primo piano. Per il Piemonte e la Toscana spiccano nomi come Giacosa (lotti 1-4), Giuseppe Rinaldi Giacomo Conterno, con una notevole serie di Monfortino d’annata (lotti 100 – 104), mentre l’ampia rappresentanza di Supertuscan è impreziosita da una verticale di tredici annate di Sassicaia (lotto 219, base d’asta € 2.950). Fra i lotti del resto d’Italia si distingue inoltre un’ampia selezione di Giulio Ferrari, con la rarissima Riserva Bruno Lunelli (lotto 128, base d’asta € 800).

Selezione Henri Jayer, 1985 – 1996. Lotti venduti a € 153.381

Mercoledì 10 giugno riflettori puntati su una straordinaria collezione di whisky scozzesi rarissimi. A dominare la giornata è una formidabile selezione, di grande varietà e densa di etichette introvabili come i Samaroli per Osteria degli Apostoli, tra cui il Macallan 14 YO del 1970 (lotto 1085, base d’asta € 15.000) e il Bowmore 20 YO del 1964 (lotto 1090, base d’asta € 15.000). Non mancano una serie di Macallan Glenlivet 1937, 1940, 1942 e 1946 (lotti 1086 – 1089), il Macallan 25 YO Anniversary (lotto 1080, base d’asta € 4.000) e i Macallan 80° proof importati da Rinaldi (lotti 1159 – 1160). In catalogo figura anche una selezione di Springbank tra cui un 32 YO del 1950 e un 15 YO del 1964. Chiude il catalogo una rarissima bottiglia di Laphroaig 12 YO 80° proof (lotto 1153, base d’asta € 3.500) e due bottiglie Glenugie per limitarci ai nomi più entusiasmanti.

Bowmore, Scotland. Malt Scotch Whisky

“Un insieme di etichette che racconta decenni di storia delle distillerie scozzesi, dalle annate più antiche degli anni Trenta e Quaranta fino alle leggendarie imbottigliature Samaroli e alle importazioni storiche italiane”, commenta Guido Groppi, Responsabile del Dipartimento di Finarte.

Informazioni   
Asta Vini da Collezione: lunedì 8 giugno, ore 11:00 – TORNATA 1 (lotti 1-174) e ore 16:00 – TORNATA 2 (lotti 175-369) 
Asta Distillati da Collezione: mercoledì 10 giugno, ore 16:00 – TORNATA UNICA (lotti 1001-1200) 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio Tel. 3351282864 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Da Finarte si raggiungono i 3 milioni di euro per l’asta che premia pietre di colore e firme iconiche

Si è conclusa con risultati straordinari l’Asta di Gioielli Importanti battuta il 25 e 26 maggio 2026 nella sede milanese di Finarte, nel cuore di Brera

La vendita ha registrato una grande partecipazione nazionale e internazionale, con l’80% dei lotti aggiudicati e risultati complessivi pari al 105% delle stime, confermando il forte interesse del collezionismo per gemme di importante caratura e gioielli firmati dalle più rinomate Maison.

A emergere sono state le pietre di origine birmana, protagoniste della vendita a partire da un anello con zaffiro Burma di 12,26 carati (lotto 19) che, al centro di una vivace gara tra offerenti, ha raggiunto i € 158.750, quasi triplicando la stima di partenza, a cui si è affiancato un importante rubino firmato Bulgari (lotto 226), aggiudicato intorno ai € 140.000 e tra i risultati di maggior rilievo dell’asta.

Lotto 226. Bulgari, Anello con rubino. Lotto venduto a € 139.700

“Il forte interesse registrato per le gemme di grande qualità conferma una tendenza ormai ben consolidata nel mercato internazionale, dove origine, rarità e qualità gemmologica incidono sempre più chiaramente sugli esiti delle aggiudicazioni. È un risultato che si riflette in modo evidente sia nell’anello con rubino no heat di 5,20 carati (lotto 550), conteso fino a € 82.550 e tra i più sorprendenti dell’asta su due giorni, sia nell’anello con rubino Burma (lotto 194), in oro bianco 18k, con rubino ovale di circa 3,40 carati e contorno di diamanti per circa 2,00 carati, aggiudicato a € 31.750 a fronte di una stima iniziale di € 1.000”, commenta Clara Arata, Responsabile Dipartimento Gioielli, sede di Milano.

Tra le Maison più contese spiccano Bulgari, Cartier, Van Cleef & Arpels e Buccellati, protagoniste di aggiudicazioni di rilievo che attraversano epoche e stili diversi. Significativo anche l’interesse per le firme storiche italiane, come dimostra il successo del raffinato Bracciale con turchesi Cazzaniga (lotto 128).

Lotto 128. Cazzaniga, Bracciale con turchesi. Lotto venduto a € 21.590

Le grandi firme d’epoca e vintage continuano a esercitare un forte richiamo sul collezionismo grazie a identità stilistica, qualità esecutiva e riconoscibilità. Il mercato premia sempre di più pezzi iconici e senza tempo, come dimostrano in particolare i risultati di Bulgari con la collana groumette in oro giallo e legno (lotto 644), aggiudicata a € 46.990, e l’anello con diamante taglio ovale di 4,02 carati e colore D (lotto 227), venduto a € 63.500”, commenta Vittoria Tomasini, Responsabile Dipartimento Gioielli, sede di Roma.

I diamanti, del resto, restano i migliori amici di una donna: pietre intramontabili e dal valore sempre solido, capaci di trovare casa tanto nei grandi solitari quanto nelle creazioni firmate. Lo conferma il solitario Collezione Ines di Cartier (lotto 659), impreziosito da un diamante taglio rettangolare a contorno ottagonale di 3,09 carati colore F, aggiudicato a 38.100 euro. Alla stessa identica cifra ha chiuso anche un anello con diamante taglio brillante di ben 6,94 carati (lotto 17).

Lotto 659. Cartier. Anello Collezione Ines. Lotto venduto a € 38.100

Brilla anche Cartier, presente con una selezione che attraversa epoche e atelier diversi della Maison, a testimonianza della sua inconfondibile cifra stilistica. Dall’atelier londinese arriva la scenografica collana grappoli Cartier London (lotto 657), impreziosita da un nodo centrale di diamanti, aggiudicata a 58.420 euro; alla produzione parigina appartiene invece l’anello della Collezione Bombè (lotto 648) venduto per 69.850 euro. A queste si affianca la linea C de Cartier, con l’elegante collana a girocollo interamente pavé di diamanti (lotto 658), aggiudicata a 41.910 euro, e l’inconfondibile parure Maillon Panthère in oro giallo (lotto 651), con il suo motivo a maglie déco senza tempo, salita a 48.260 euro.

Lotto 114. Buccellati, Bracciale con granati. Lotto venduto a € 22.860

A dimostrare come alcune firme non passino mai di moda è Buccellati, protagonista di risultati sempre degni di nota con il bracciale rigido con granati (lotto 114, venduto per 22.860 euro) e il raro anello a fascia bombata con diamanti (lotto 113, venduto per 17.780 euro). Fra i lotti più curiosi e ammirati, infine, una raffinata borsetta da sera in oro giallo con accessori (lotto 99) aggiudicata a 54.610 euro.

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Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Gold Rush: secondo white glove consecutivo per la Numismatica di Finarte

La partecipazione internazionale ha riacceso la competizione sui grandi pezzi in oro e sulle emissioni commemorative del Novecento

L’asta online del 5 maggio, dedicata a monete e medaglie da tutto il mondo e curata da Alberto Ambrosetti, ha registrato il 100% dei lotti aggiudicati, con un incremento del 150% rispetto alle stime iniziali.

Protagonista assoluto della sessione è stato il lotto 16: l’elegante set indonesiano in oro e argento, realizzato nel 1970 per il 25° anniversario dell’indipendenza, aggiudicato a € 30.600 dopo un’intensa serie di rilanci (base d’asta € 10.000). 

Lotto 16 – Indonesia, Elegante set contenente la serie completa di 10 monete per il 25° anniversario dell’indipendenza, 1970
Lotto venduto a € 30.600

A confermare il forte interesse per le emissioni italiane è stato il lotto 20, il cofanetto contenente le sei medaglie in oro dedicate alle Olimpiadi di Roma 1960 che è stato venduto a € 26.400 a fronte di una base asta di € 15.000. Ottimo risultato anche per la rara medaglia in oro della Croce Rossa Italiana (lotto 78), che ha raggiunto i € 2.640 partendo da una base di € 800. 

Spazio anche alla Somalia, con il set in oro del 1965 per il V anniversario dell’indipendenza (lotto 36), aggiudicato a € 13.200.

Lotto 36. Somalia – Repubblica (1960-1969). Set contenente 5 monete per il V anniversario dell’indipendenza, 1965
Lotto venduto a € 13.200

Positivi i riscontri dall’area centro e sudamericana con il massimale in oro da 100 soles del 1967 coniato dalla Repubblica del Perù che è stato venduto a € 6.000 (lotto 273), ma soprattutto è stata particolarmente vivace la performance del Messico, che ha registrato alcuni dei rilanci più sorprendenti dell’intera sessione: il set di quattro monete da 100 pesos del 1992 ha raggiunto 1.380 euro partendo da una base di € 50 (quasi 28 volte la stima), mentre i 10.000 pesos da cinque once dello stesso anno hanno moltiplicato per quasi nove volte la stima iniziale (lotti 26 e 27). 

Lotto 273 – Perù, Repubblica, (dal 1822) 100 soles 1967, Lima. Lotto venduto a € 6.000


“Il secondo white glove consecutivo conferma il grande interesse verso il settore numismatico, grazie a una selezione rigorosa, cataloghi curati e un’attenzione alla narrativa storica dei pezzi. Questa asta, molto diversa per struttura e contenuto rispetto alla precedente, evidenzia come anche la numismatica moderna e contemporanea – in particolare le emissioni commemorative in oro – stia vivendo una fase di significativa rivalutazione, sostenuta sia dal contenuto aureo sia da una nuova generazione di collezionisti internazionali.” Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica di Finarte.

Catalogo online

Piazzetta, Unterperger, e una collezione di Arte Veneta del Settecento: Capolavori nascoti in asta da Finarte

Dipinti inediti, riscoperte storico-artistiche, un importante nucleo di arte veneta e quasi cinquanta disegni antichi: la vendita del 28 maggio racconta il volto più colto, narrativo e sorprendente del collezionismo italiano

La vendita degli Antichi Maestri di Finarte in programma per il 28 maggio presso la sede romana di Via Quattro Novembre 114 riporta alla luce storie dimenticate e importanti riscoperte storico-artistiche attraverso un catalogo di quasi 300 lotti suddivisi in due tornate.

Più che una semplice asta, quella romana si presenta come un viaggio nel collezionismo italiano di arte antica, tra dipinti rimasti per secoli nelle stesse famiglie, opere mai apparse sul mercato e nuclei collezionistici costruiti con un gusto raffinato e coerente.

Veri protagonisti dell’asta saranno un’inedita opera di Cristoforo UnterpergerApollo consegna Esculapio al centauro Chirone (lotto 281, stima € 12.000 – 18.000), importante testimonianza del collezionismo romano di fine Settecento. Scelto anche come copertina del catalogo, si tratterebbe del modello preparatorio per la versione finale conservata a Palazzo Altieri, a Roma, sede anche dell’ABI.

Lotto 281. Cristoforo Unterperger. Apollo consegna Esculapio al centauro Chirone. Lotto venduto a € 38.100

Altra opera centrale dell’asta è il raro Ritratto della famiglia Thiene dell’abate Pietro Bini (lotto 282, stima € 15.000 – 20.000), già noto agli studi ma esposto qui per la prima volta. Particolarmente affascinante la storia di questo dipinto, proveniente da una storica villa di Asolo e tramandato per generazioni all’interno della stessa famiglia. La ricostruzione iconografica dell’opera ha portato all’identificazione di simboli araldici, riferimenti alla Serenissima, dettagli legati al linguaggio settecentesco del ventaglio e persino una veduta miniaturizzata di Vicenza sullo sfondo, trasformando il dipinto in un vero racconto familiare sospeso tra memoria, amore e celebrazione dinastica.

Entrambe le opere rappresentano veri e propri “ritrovamenti” e saranno al centro della conferenza Due capolavori del Settecento ritrovati: Cristoforo Unterperger e l’abate Pietro Bini a confronto, in programma giovedì 21 maggio durante la preview. L’incontro proporrà un format inedito tra approfondimento storico-artistico, analisi diagnostiche, letture sceniche e narrazione teatrale, restituendo al pubblico il contesto umano, simbolico ed emotivo delle opere.

La vendita all’incanto include un nucleo di opere (lotti 149 – 203), provenienti da un’importante dimora lombarda di un appassionato collezionista di arte veneta, che delinea un percorso attraverso la pittura e la grafica in particolare del Settecento veneziano. Il nucleo veneziano rappresenta uno dei punti di forza dell’intera asta: una raccolta costruita con gusto rigoroso e sensibilità collezionistica, capace di restituire non solo il valore delle singole opere, ma anche una precisa visione culturale dell’arte veneta.

Lotto 203. Pier Francesco Mola. Riposo durante la fuga in Egitto. Lotto venduto a € 15.240

Tra i dipinti più importanti della raccolta campeggia il San Girolamo di Giambattista Piazzetta, opera dichiarata nel 1986 di interesse artistico e storico da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (lotto 202, stima € 40.000 – 60.000). Arricchiscono la collezione altri nomi di primo piano del Settecento veneto: una coppia di dipinti di Gaspare Diziani (lotto 197, stima € 7.000 – 10.000), un Paesaggio di Francesco Zuccarelli (lotto 199, stima € 5.000 – 8.000) e una grande tela di Giuseppe Zais (lotto 198, stima € 3.000 – 6.000). L’attento gusto collezionistico è inoltre confermato dal Riposo durante la Fuga in Egitto di Pier Francesco Mola che qui offre una visione intimistica del tema (lotto 203, stima € 12.000 – 18.000).

Lotto 172. Francesco Zuccarelli. Riposo durante la fuga in Egitto. Lotto venduto a € 7.620

Di particolare interesse anche la collezione di quasi cinquanta disegni, nella quale tornano Zuccarelli, con uno splendido Riposo durante la fuga in Egitto (lotto 172, stima € 1.800 – 3.000), e Zais, con due Paesaggi (lotti 153 e 154, stima € 600 – 800 cadauno), accanto a fogli di altri maestri: un Dio Padre di Francesco Fontebasso (lotto 162, stima € 600 – 800), uno Studio di teste di Giambattista Pittoni (lotto 164, stima € 800 – 1.200) e una Scena di Miracolo attribuita a Daniele Crespi (lotto 173, stima € 1.000 – 2.000).

Il corpus dei disegni costituisce uno dei segmenti più interessanti della vendita anche per il pubblico più giovane e per i nuovi collezionisti: opere accessibili, immediate e fortemente contemporanee nel dialogo con gli interni moderni. Proprio il disegno, fase primaria di studio e invenzione, conserva infatti la spontaneità del gesto creativo e permette di entrare nel laboratorio mentale dell’artista.

Nel catalogo figurano opere di arte veneta provenienti da altre collezioni private: in particolare un’Adorazione dei Magi attribuita ad Antonio Balestra (lotto 276, stima € 7.000 – 10.000) e il San Gregorio Magno del Maestro della Madonna del Parto, tavola inedita che costituisce un’interessante scoperta all’interno del corpus di questo pittore (lotto 278, stima € 5.000 – 8.000). L’opera faceva parte di un importante polittico smembrato a cui afferivano anche quattro tavole oggi conservate alle Gallerie dell’Accademia di Venezia e altre due, un tempo nella chiesa serbo-ortodossa di Mostar.

Lotto 278. Maestro della Madonna del Parto. San Gregorio Magno. Lotto venduto a € 8.255

Alla pittura lombarda appartengono una tavola del pittore Callisto Piazza raffigurante Cristo alla colonna (lotto 279, stima € 20.000 – 30.000), una tela di Carlo UrbinoMadonna con Bambino e San Giovannino tra i Santi Pietro e Paolo (lotto 210, stima € 7.000 – 10.000) e un’opera di Giuseppe Nuvolone di grande formato ed impatto visivo con Giacobbe si riconcilia con Labano (lotto 275, stima € 5.000 – 8.000).

Alla scuola caravaggesca si riferiscono un Bacco di ignoto maestro nordico attivo in Italia nella prima metà del secolo XVII (lotto 280, stima € 8.000 – 12.000) e un Ecce Homo, sempre di anonimo che qui recupera una celebre invenzione del Merisi (lotto 222, stima € 12.000 – 18.000).

Lotto 269. Corrado Giaquinto. Studio di nudo maschile seduto su una nuvola. Lotto venduto a € 7.620

È ben rappresentata anche la scuola napoletana con uno Studio di nudo maschile di Corrado Giaquinto (lotto 269, stima € 6.000 – 8.000), due tele inedite di Francesco De Mura raffiguranti San Pietro e San Paolo (lotti 223 e 224, stima € 4.000 – 6.000 cadauno) e un Trionfo di pescato di Elena Recco, (lotto 256, stima € 5.000 – 8.000). Al genere della natura morta appartiene anche una bella tela di Andrea Benedetti (lotto 239, stima € 8.000 – 12.000).

«L’asta del 28 maggio ’26 si preannuncia come un’occasione speciale» commenta Valentina Ciancio, capo Dipartimento di Dipinti e Disegni Antichi di Finarte, a margine del catalogo della vendita che ha curato insieme ad Adele Coggiola e Giulia Leonardi. «Il catalogo offre ai collezionisti più esperti dipinti inediti di un Settecento meno noto ma di grande pregio oltre a presentare all’incanto una ricca selezione di grafica interessante anche sotto il profilo economico per chi desidera avvicinarsi per la prima volta all’arte degli antichi maestri. Il fascino del disegno, utilizzato dagli artisti come fase di studio e sperimentazione rispetto all’opera finita, mantiene infatti la freschezza e l’immediatezza della creatività dell’artista».

Informazioni 
Esposizione / da giovedì 21 maggio a sabato 23 maggio e da lunedì 25 a mercoledì 27 maggio 
Dalle ore 10.00 alle ore 19.00 
Asta di Dipinti Antichi, – giovedì 28 maggio, ore 11:00 – PRIMA TORNATA (lotti 1 – 136) 
Asta di Importanti Dipinti e Disegni Antichi – giovedì 28 maggio, ore 15:00 – SECONDA TORNATA (lotti 137 – 290) 

Sede: Finarte, Via Quattro Novembre 114, Roma 
 
Conferenza / giovedì 21 maggio, ore 18:30 
Due capolavori del Settecento ritrovati: Cristoforo Unterperger e l’abate Pietro Bini a confronto 

Introduce Riccardo Lattuada. Testi di Alessandra Uguccioni letti da Valerio Ricci  
 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio Tel. 3351282864 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Cataloghi online

To the Moon & Back

From the NASA archives to the auction room: on May 19, Finarte presents an extraordinary selection of photographs that have narrated, and transformed, our way of looking at the universe.

Neither H.G. Wells, who published The First Men in the Moon in 1901, nor Georges Méliès, who a year later directed the delightful film A Trip to the Moon, could have imagined that just a few years later their vivid imaginations would be confronted with a reality that was equally fascinating yet filled with extraordinary documentary precision. Photography, on the other hand, had only been around for a few years, and photographers were still struggling with complex equipment and laborious processes. Emerging from two world wars, the last of which had divided the world into two great spheres of influence, the Soviet Union and the United States were indeed locked in a Cold War in which the two sides showed, to borrow the words of the ancient Romans, the face of arms, but they also did so by sublimating this rivalry on a scientific level in what came to be known as ‘the conquest of space’. The finest minds, the most creative engineers, and the most sophisticated research in the fields of mechanics, physics, chemistry and industry produced highly sophisticated instruments capable of revealing to an international public, captivated by such beauty, what had once only been imaginable. In this context, photography was the preferred and unique medium for exploring worlds floating in space.

Lot 2052. NASA – Apollo 17, Harrison H. Schmitt on moon, 1972. Estimate € 500 – 700

This fascinating series of photographs, from the archives of NASA (National Aeronautics and Space Administration), chronicles the events surrounding the astronauts’ preparation, departure and return to Earth; the rocket launches of famous missions such as Apollo, watched by an enthusiastic public; and the history of the Space Shuttle.

Lot 2058 – NASA. Challenger view from Space Shuttle Challenger, 1983. Estimate € 400 – 600

Particularly striking are the photographs taken by the astronauts themselves, both in space and from the surface of the Moon, showing us, the breathtaking spectacle of our Earth rising on that horizon from which, for everyone, only the Sun and, indeed, the Moon had previously appeared. Some will appreciate the technical quality of the photography (Kodak, for instance, developed a special emulsion to adapt it to the extreme conditions of space photography), but many more will appreciate the aesthetic and historical value of these images, which have changed the way we look at the sky. 

Lot 2027. NASA – Apollo 10 liftoff. Albert Siepert, Re Baudouin and Queen Fabiola, Hubert Humphrey, Emil Mosbacher, Kennedy Space Center, Florida, 1969. Estimate € 400 – 600

by Roberto Mutti

Discover the catalogue: https://www.finarte.it/asta/fotografia-alla-scoperta-dello-spazio-milano-2026-05-19?lang=en

La zattera della Medusa di Renato Guttuso

Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso

Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso, dichiarata citazione del celebre dipinto di Théodore Géricault oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi. L’opera è rappresentativa di un fecondo dialogo tra Guttuso e i grandi maestri del romanticismo francese, dialogo che attraversa l’intera carriera dell’artista come una linea di tensione costante tra memoria storica e urgenza del presente.

La zattera della Medusa di Renato Guttuso (1962, olio su tela, cm 199 x 207). Stima € 100.000 – 140.000.

La rivisitazione di episodi storici offre a Guttuso l’occasione di stupire il pubblico con un’interpretazione di sorprendente modernità, e al tempo stesso di rivendicare la continuità dell’impegno politico, intellettuale e sociale della pittura attraverso i secoli. Tradizione e innovazione convergono qui in una visione appassionata di matrice espressionista, costruita attraverso un meccanismo di appropriazione e, al contempo, di trasgressione: il modello illustre viene assunto e insieme reinventato, piegato a una sensibilità contemporanea che non rinuncia alla forza narrativa dell’originale.

Ne risulta una lettura ancora diretta, a distanza di secoli, della tragica vicenda del naufragio della fregata Méduse: quel brano di cronaca nera che smosse l’opinione pubblica francese agli albori del XIX secolo. Sopravvivenza e disperazione sono ancora una volta protagonisti di un rinnovato atteggiamento creativo, che apre le porte a una ricca stagione di ricerca pittorica. Attraverso il gioco dei contrasti, l’artista restituisce le contraddizioni della vita e invita a una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, anche nel confronto con l’opera monumentale di Géricault. I valori simbolici di libertà, speranza e disperazione, centrali per una corretta interpretazione del dipinto, ne costituiscono il nucleo concettuale e ne giustificano la straordinaria attualità.

Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato Finarte, e Georgia Bava, Responsabile Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea (Roma) presso Villa Igiea, Palermo.

Il dipinto vanta una storia espositiva e bibliografica di assoluto rilievo. Esposto per la prima volta a Roma alla Galleria Il Fante di Spade nella mostra Sette pittori d’oggi e la tradizione (23 febbraio – 9 marzo 1963), è stato successivamente presentato alla XII Mostra Nazionale di Pittura “Golfo della Spezia” e, nel 2003, al Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria, nell’ambito della rassegna Renato Guttuso. Dal Fronte Nuovo all’Autobiografia 1946 – 1966. È pubblicato in L. Budigna, Pittori Italiani del 900 (Arteuropa, Milano 1965), in Del Guercio (1971, fig. 29) e nel Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso a cura di Enrico Crispolti (Vol. 2, Giorgio Mondadori & Associati, Milano 1984, p. 327, n. 62/10). Proviene dalla Galleria Mutina di Modena — i cui timbri sono ancora presenti al verso — ed è successivamente confluito in una collezione privata modenese.

Il dipinto sarà in esposizione fino all’8 maggio presso Villa Igiea, Palermo a Rocco Forte Hotels. Visibile agli ospiti della struttura o su appuntamento. 

Prenota un appuntamento
Maria Letizia Cassata
ml.cassata@finarte.it
+39 348 0160442