Finarte inaugura la sua Antiques Week

Dalle xilografie originali di Hokusai alle porcellane Meissen, dagli argenti imperiali a Buccellati e Tiffany: quattro aste in tre giorni, un programma denso e articolato che spazia dagli argenti di manifattura imperiale all'arte orientale, dalla grande ceramica da collezione all'antiquariato di provenienza illustre

Dalle raccolte di argenti russi di epoca zarista alle opere provenienti da dimore storiche italiane, passando per oggetti rari e curiosità dal gusto eclettico, la Antiques Week si configura come un appuntamento di riferimento per collezionisti e appassionati. Un evento capace di coniugare qualità museale e varietà di proposta, offrendo uno sguardo ampio e contemporaneo sul collezionismo, tra alto antiquariato, arti decorative e cultura della tavola.

L’esposizione dei lotti sarà aperta al pubblico da lunedì 20 a venerdì 24 aprile, dalle ore 9.00 alle 18.00, presso la sede in Via dei Bossi, 2 a Milano in concomitanza con la Milano Design Week. La Finarte Antiques Week si inserisce così in un contesto di grande fermento e interesse da parte di collezionisti, visitatori e buyer internazionali, trasformando la sede storica di Finarte in una sorta di museo temporaneo che accoglie pezzi straordinari, dall’antiquariato alle molteplici declinazioni del collezionismo, tra arti decorative, design e cultura della tavola.

Argenti da Arredo e da Collezione – 27 aprile

Ad aprire la settimana il 27 aprile, l’asta di Argenti da tavola, da arredo e da collezione debutta con una selezione di circa 240 lotti che offre una panoramica ampia e variegata dell’arte argentiera tra XVIII e XX secolo. Di particolare rilievo la prestigiosa raccolta di argenti russi, tra cui spicca una coppia di piatti in vermeil provenienti dal servizio imperiale Orloff del 1859 (lotto 112, stima € 4.500 – 5.000) e un elegante servizio da tè e caffè in argento dorato realizzato a San Pietroburgo nel 1908 in gusto Impero (lotto 115, stima € 2.000 – 2.500). Notevole anche il servizio firmato da Joseph Nordberg del 1857, dalla raffinata forma a frutto di pero modellato a tutto tondo (lotto 106, stima €2.500 – 3.000). Il XX secolo è rappresentato da un gruppo di argenti firmati Arrigo Finzi (lotto 91, stima € 1.000 – 1.200) e da una selezione di oggetti delle maison BuccellatiBulgari Tiffany


Lotto 104. Pampaloni – Coppia di candelabri, Firenze, 1960 circa. Stima € 6.800 – 7.000

Convivium, Arte della Tavola – 28 aprile

La giornata del 28 aprile è dedicata al nuovo appuntamento Convivium – Arte della Tavola, dedicato a chi riconosce nella tavola un’espressione di stile e cultura. Due sessioni, mattino e pomeriggio, per incontrare gusti e sensibilità differenti. Tra i lotti di punta della sessione pomeridiana, il celebre servizio Blue Indianische Blumen di Meissen (lotto 322, stima € 12.000 – 18.000) e il Ming Grey Dragon (lotto 249, stima € 10.000 – 20.000), accanto a due monumentali alzate da frutta in argento dell’Impero Austro-Ungarico del 1870 circa al lotto 250 (stima € 4.800 – 5.000), espressione di una tradizione artigianale di altissimo livello. 

Lotto 249. Importante servizio da dodici in porcellana “Ming Black Dragon”, Meissen. Stima € 10.000 – 20.000

Arte Orientale – 29 aprile 

Il 29 aprile si passa all’Arte Orientale: la selezione di 135 lotti offre una panoramica d’eccezione sulla produzione artistica di Cina e Giappone. Top lot dell’asta è un sigillo imperiale in giada bianca celadon (lotto 96, stima € 50.000 – 70.000), con due draghi scolpiti a tutto tondo sulla presa: sulla matrice il nome dell’Imperatore Kangxi, e nell’iscrizione un poema dell’Imperatore Qianlong datato 1754. Tra i lotti di rilievo, un grande piatto in porcellana bianco e blu raffigurante i Diciotto Arhat (lotto 62, stima € 4.000 – 6.000), un dipinto su seta attribuibile al XVII–XVIII secolo (lotto 93, stima € 3.500 – 5.000) e una raffinata selezione di tian tsui — gli eleganti spilloni decorati con piume di martin pescatore (lotti 25–28). Chiudono la sessione due importanti incisioni blue outline di Hokusai, tratte dalla serie Trentasei Vedute del Monte Fuji (lotti 134 – 135).

Lotto 134. Katsushita Hokusai. Senju, provincia di Musashi (Bushu Senju); “contorno blu”, c.1830/1832. Stima € 10.000 – 15.000

Antiquariato – 29 aprile

A chiudere la Finarte Antiques Week, il 29 aprile alle ore 14:30, è l’asta di Antiquariato, con una raffinata selezione proveniente da due importanti dimore private: una residenza lombarda di gusto veneto e una storica casa romana di spirito Grand Tour. I due nuclei offrono una panoramica ampia e articolata dell’antiquariato italiano ed europeo tra Settecento e Ottocento. Tra i lotti più attesi, una rara coppia di figure in porcellana policroma raffiguranti due gatti seduti, realizzata a Meissen intorno al 1740 da un modello di J. J. Kaendler (lotto 47, stima € 8.000 – 12.000), opere di grande interesse collezionistico e rarità museale, e una elegante coppia di vasi in marmo verde montati in bronzo dorato (lotto 177, stima € 8.000 – 10.000).

Candelabri con putti – Antiquariato, Asta del 29 aprile

Il primo nucleo proviene da una proprietà lombarda appartenuta a un collezionista con una forte predilezione per l’arte veneta. Si tratta di un insieme estremamente coerente che comprende arredi, oggetti d’arte, porcellane – alcune di manifattura di Geminiano Cozzi – tra le più importanti del Settecento italiano – maioliche di alta qualità, tra cui un vaso da farmacia veneziano e dipinti, offrendo una panoramica completa della produzione artistica del periodo. Gli arredi di grande pregio si distinguono per rarità e qualità museale, con pezzi in alcuni casi pubblicati e riferibili alla stagione d’oro del collezionismo tra anni Settanta e Ottanta del Novecento. Elemento particolarmente significativo è la provenienza di molti lotti, acquistati proprio da Finarte in quegli anni: un vero ritorno nella sede in cui furono selezionati.

Il secondo nucleo proviene invece da una residenza romana di carattere differente, con una collezione dal gusto eclettico e internazionale. Vi convivono arredi romani, sculture siciliane e opere francesi dell’Ottocento, tra cui orologi e sculture, insieme a oggetti da Grand Tour come obelischi in marmo e manufatti di gusto archeologico e decorativo.

Informazioni
Aste
Argenti da Arredo e da Collezione – 27 aprile, ore 14:30 (lotti 1 – 240)
Convivium, Arte della Tavola – 28 aprile, ore 10:00 (lotti 1-201) e ore 15:00 (lotti 202-429)
Arte Orientale – 29 aprile, ore 11:00 (lotti 1 – 135)
Antiquariato – 29 aprile, ore 14:30 (lotti 1 – 263)

Esposizione: da lunedì 20 a venerdì 24 aprile, dalle ore 9:00 alle ore 18:00
Finarte Milano – Via dei Bossi, 2

Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio tel. 3351282864
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online
https://www.finarte.it/asta/argenti-antichi-e-da-collezione-milano-2026-04-27
https://www.finarte.it/asta/convivium-arte-della-tavola-milano-2026-04-28 https://www.finarte.it/asta/arte-orientale-milano-2026-04-29
https://www.finarte.it/asta/antiquariato-milano-2026-04-29

Katsushika Hokusai: cinque cose da sapere prima dell’asta

In asta il 29 aprile: Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa e Senju, provincia di Musashi


Katsushika Hokusai (1760–1849) è uno dei pochi artisti nella storia dell’arte ad aver raggiunto una fama davvero planetaria, capace di attraversare epoche, culture e medium, dalle collezioni di Monet alle emoji di Apple, dai musei ai biglietti da mille yen. Maestro assoluto dell’ukiyo-e e innovatore instancabile, Hokusai ha ridefinito il paesaggio giapponese trasformandolo da semplice sfondo narrativo a soggetto autonomo, con un linguaggio visivo di straordinaria modernità. Il 29 aprile, saranno battute all’asta due vedute della sua serie più celebre: Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa e Senju, provincia di Musashi.

Ecco cinque cose da sapere per avvicinarsi a queste due stampe con gli occhi giusti.


1. Le creò quando aveva già settant’anni

Hokusai cominciò a dipingere intorno ai sei anni e non smise mai. Nel corso della sua vita produsse oltre trentamila opere tra dipinti, xilografie, libri illustrati e schizzi, una quantità sbalorditiva, tragicamente ridotta dall’incendio che nel 1839 distrusse il suo studio e gran parte del suo archivio. Eppure i lavori per cui è ricordato nel mondo, la Grande Onda, il Fuji Rosso, e le vedute come quelle oggi in asta, appartengono alla sua settima decade di vita. Le Trentasei vedute del Monte Fuji furono pubblicate a partire dal 1830, quando Hokusai aveva settant’anni e si firmava Gakyō-Rōjin: “il vecchio pazzo per il disegno”. Convinto di non aver ancora raggiunto la vera maturità artistica, aveva dichiarato: “A novant’anni capirò il vero significato delle cose, e a cento sarò un pittore davvero straordinario”.


2. Il blu che cambiò tutto, e un porto chiamato Nagasaki

Ciò che rende immediatamente riconoscibili queste stampe è l’inconfondibile dominante blu: il cosiddetto bero-ai, o blu di Prussia, un pigmento sintetico importato dall’Olanda. Durante il periodo Edo il Giappone viveva in un regime di quasi totale isolamento (sakoku): l’unico porto aperto al commercio estero era Nagasaki, e l’unico partner europeo ammesso erano i mercanti olandesi. Attraverso quel canale strettissimo arrivarono gli inchiostri, le prospettive e i rame incisi europei che Hokusai studiò. Arrivò poi anche il blu di Prussia, con la sua forza cromatica che nessun pigmento tradizionale giapponese poteva eguagliare. Nelle stampe in asta, il contorno blu (blue outline) al posto del nero convenzionale è il segnale distintivo delle tirature di primissima mano, quelle realizzate quando le matrici erano ancora fresche e il colore conservava tutta la sua intensità.


3. Cosa rappresentano le due vedute

Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa (ca. 1830–31) – Lotto 135. La sesta veduta della serie sceglie un’inquadratura quasi fotografica, frontale e ribassata: il ponte Mannen occupa il centro della composizione con la sua arcata robusta, sostenuta da pilastri di tronchi legati da grosse funi. Sul parapetto la folla si affaccia, da un lato verso le imbarcazioni e il pescatore solitario sugli scogli, dall’altro verso il Fuji innevato all’orizzonte. Il ponte connette i quartieri di Fukagawa e Fukagawa Kiyomizu, separati dal fiume Onaki; oltre il ponte scorre il Sumida, dietro cui si apriva il quartiere dei piaceri di Nakasu. La monumentalità architettonica e la vitalità della scena urbana mostrano la sperimentalità di Hokusai, e le soluzioni prospettiche che anticipano la fotografia di decenni.

Lotto 135 – Katsushita Hokusai. Sotto il Ponte Mannen a Fukugawa (Fukagawa Mannenbashi no shita); blue outline, c.1830/32. Stima € 15.000 – 20.000

Senju, provincia di Musashi (ca. 1830–32) – Lotto 134. La quattordicesima veduta apre invece a una prospettiva più distesa. Senju era uno snodo cruciale lungo le vie di accesso alla capitale Edo, e Hokusai ne coglie il respiro attraverso una composizione a tre piani orizzontali — riva, fiume, cielo — che conferisce all’insieme una serenità quasi contemplativa. Le correnti d’acqua sono semplificate in campiture cromatiche essenziali; figure di contadini e pescatori animano le rive con discrezione; sullo sfondo, la sagoma inconfondibile del Fuji chiude l’orizzonte con la sua imperterrita presenza. Il dialogo tra dettaglio e sintesi grafica, tra vita quotidiana e vastità del paesaggio, è uno degli esempi più felici della maturità compositiva di Hokusai.

Lotto 134. Katsushita Hokusai. Senju, provincia di Musashi (Bushu Senju); “contorno blu”, c.1830/1832. Stima € 10.000 – 15.000

4. Trentasei vedute, quarantasei stampe

Le Trentasei vedute del Monte Fuji, nome che non cambiò mai, sono in realtà quarantasei. Il successo fu talmente immediato che l’editore Nishimuraya Yohachi (Eijudo), lo stesso che pubblicò le opere in asta, aggiunse dieci tavole ulteriori alle trentasei originali senza aggiornare il titolo. Hokusai rappresentò il Fuji da province, stagioni e condizioni atmosferiche diverse, sempre con la montagna come costante e la vita umana come contrappunto. Oggi si stima che esistano al mondo meno di dieci serie complete.


5. Una presenza rara sul mercato

Le vedute di Hokusai appartenenti a serie paesaggistiche mature godono di un consolidato apprezzamento internazionale, con esemplari comparabili conservati nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e dell’Art Institute of Chicago. La qualità dell’intaglio, la buona conservazione cromatica e la presenza del contorno blu di prima tiratura costituiscono i parametri determinanti nella valutazione di mercato.

Opere capaci di inserirsi con autorevolezza in qualsiasi collezione di respiro internazionale, e al tempo stesso finestre aperte sul Giappone dell’epoca Edo, viste da un uomo che a settant’anni credeva ancora di avere tutto da imparare.


Asta Arte Orientale /  东方艺术 — Milano, 29 aprile 2026

Grande successo per l’asta di Fotografia

Top lot Sugimoto, record mondiale per Franco Fontana e ottimi risultati per i grandi maestri internazionali.  

 Grande successo per l’asta dedicata alla Fotografia d’autore organizzata da Finarte, con una percentuale di venduto del 95% del valore dei lotti proposti, a conferma del forte interesse del mercato per opere di alta qualità e rare sul mercato italiano. L’evento si è svolto ieri a Milano, 1° aprile 2026. 

A guidare la vendita è stato il top lot di Hiroshi SugimotoCaribbean Sea, dalla serie Seascapes, 1980 (Lotto 110), venduto per € 40.640. Di grande rilievo anche il risultato ottenuto da Desirée Dolron con uno dei primi lavori della serie Xteriors, 2002 (Lotto 77), aggiudicato per € 22.860: si tratta del primo passaggio sul mercato italiano in asta per l’artista olandese. Tra i momenti più significativi dell’asta si segnala inoltre il nuovo record mondiale stabilito da Franco Fontana con il Lotto 18, Paesaggio, 1987, venduto per € 20.320, a conferma dell’interesse crescente verso la fotografia italiana storicizzata e del suo posizionamento internazionale.

Lotto 18. Franco Fontana (1933). Paesaggio, 1987. Lotto venduto € 20.320

L’asta ha registrato ottimi risultati anche per altri grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale. Tutti e quattro i lotti di Steve McCurry hanno suscitato grande domanda, tra cui Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002 (Lotto 108), venduto per € 9.525, confermando l’attrazione verso le sue iconiche immagini reportage. Hanno riscosso notevole attenzione anche le opere di Nick Brandt, rare sul mercato italiano, in particolare Elephant Exodus, Amboseli, 2008 (Lotto 104), venduto per € 5.715: un’opera che ha saputo conquistare i collezionisti grazie alla forza evocativa del soggetto e alla qualità dell’immagine, sottolineando l’apprezzamento per la fotografia naturalistica e di denuncia.

Lotto 108. Steve McCurry (1950). Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002. Lotto venduto a € 9.525

La vendita ha inoltre evidenziato un interesse trasversale per autori iconici della fotografia del Novecento e contemporanea, confermando la solidità del settore e la capacità della fotografia di attrarre un pubblico ampio e diversificato, tra collezionisti esperti e nuovi acquirenti. Tra le aggiudicazioni di rilievo, spicca il raro portfolio di Luigi GhirriIl profilo delle nuvole, 1987/1989, con 4 stampe in tiratura di 25 (Lotto 10), venduto per € 15.240. Ottimo risultato anche per Paolo Ventura con Confesso a mio fratello della mia felicità, 2016 (Lotto 125), aggiudicato per € 16.510, e grande successo per Gianni Berengo Gardin, con 15 lotti venduti sui 17 proposti. 

Lotto 10. Luigi Ghirri (1943 – 1992). Il profilo delle nuvole, 1987/1989. Lotto venduto a € 15.240

“La vendita del 1° aprile è stata per Finarte una consacrazione non solo per la vendita di opere di autori italiani, ma anche per nomi di primo livello internazionali. Aggiudicazioni come quelle di Sugimoto o Desirée Dolron sono paragonabili a quelle che normalmente si assestano nelle grandi aste newyorkesi. La vera sfida per le prossime aste sarà cercare di proporre sempre più lavori di questo calibro,” dichiara il responsabile del dipartimento Davide Battaglia.

Con questo risultato, Finarte consolida ulteriormente il proprio ruolo nel panorama delle aste di fotografia in Italia, rafforzando un progetto che punta su qualità, ricerca e apertura verso il mercato internazionale.

Per informazioni
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo completo
https://www.finarte.it/asta/fotografia-milano-2026-04-01 
 

Dalla cantina alla sala d’aste: la guida completa per valorizzare al meglio la propria collezione

La guida per affrontare il mercato dei Vini e Distillati in modo consapevole

Nelle cantine di famiglia si nascondono spesso storie straordinarie. Bottiglie acquistate decenni fa, conservate con cura o semplicemente dimenticate, che nel tempo hanno acquisito un valore ben superiore a quello originario. Non sempre è facile riconoscerle, e ancora meno sapere come valorizzarle nel modo giusto.

Il mercato del vino da collezione è selettivo: solo alcune etichette crescono davvero nel tempo. La differenza tra una vendita ben gestita e un’occasione mancata si misura spesso in migliaia di euro. L’asta, quando si tratta di vini e distillati di qualità, è lo strumento più efficace per ottenere il prezzo che una bottiglia merita.

Ecco cinque cose che ogni collezionista, esperto o alle prime armi, dovrebbe sapere prima di vendere.


1. IL VALORE

Non tutte le bottiglie invecchiano allo stesso modo, e saper riconoscere quelle che migliorano nel tempo è il punto di partenza.

Per l’Italia, l’attenzione si concentra sui grandi vini piemontesi: Barolo e Barbaresco in primis, sugli Amarone della Valpolicella e sulle denominazioni toscane più prestigiose, come Brunello di Montalcino e i Supertuscan.

Fuori dall’Italia, Borgogna e Bordeaux restano i riferimenti assoluti, insieme allo Champagne. Accanto al vino, anche i distillati giocano un ruolo importante: whisky scozzesi d’annata, Cognac, Calvados e Marsala storici possono raggiungere cifre sorprendenti.


2. LA CONSERVAZIONE

Una bottiglia vale quanto la sua storia. L’etichetta deve essere integra, la capsula intatta, il livello di riempimento adeguato.

La cantina ideale è fresca, buia, con temperatura stabile e umidità controllata. Le bottiglie non dovrebbero essere spostate spesso. Le casse originali, in legno o cartone, sono un ottimo segnale per capire lo stato di conservazione delle bottiglie.


3. LA VALUTAZIONE

Non serve essere esperti per fare il primo passo. Spesso chi eredita una cantina si blocca proprio qui: non sa da dove cominciare, teme di commettere errori o semplicemente non ha il tempo di studiare ogni etichetta.

È più semplice di quanto sembri: è sufficiente predisporre un elenco delle bottiglie con le informazioni principali — tra cui produttore, nome del vino e annata — accompagnato da alcune fotografie (etichetta frontale, retro, capsula e livello di riempimento). Su questa base, il Dipartimento Vini e Distillati può fornire una prima stima gratuita e senza impegno, utile per orientarsi sul valore effettivo della collezione.


4. L’ASTA

L’asta rappresenta il mercato più trasparente per il vino di qualità. A differenza della vendita privata, in cui il prezzo dipende dalla capacità negoziale del venditore e dalle informazioni disponibili, l’asta mette in competizione acquirenti esperti e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Il risultato è, nella maggior parte dei casi, un prezzo molto vicino al reale valore di mercato.

Le bottiglie affidate vengono inserite nel primo appuntamento utile in calendario, garantendo tempi rapidi di monetizzazione e la massima visibilità presso un pubblico selezionato di intenditori e collezionisti.


5. IL PROCESSO

Dalla cantina all’asta, il percorso si articola in passaggi chiari. Dalla prima stima alla martellata finale, gli esperti accompagnano il venditore in ogni fase.


Hai una cantina da valorizzare?

I nostri esperti sono a completa disposizione per un appuntamento.
Contattaci: vini@finarte.it


Numismatica da record: un’asta “white-glove” per l’importante collezione nobiliare

L’asta curata da Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica, tenutasi il 12 e 13 marzo presso la sala d’aste in via dei Bossi a Milano, ha più che quadruplicato le stime di partenza, aggiudicando tutti i 512 lotti proposti per un valore complessivo di 1.706.000 euro

L’asta “Importante Collezione Numismatica di una Nobile Famiglia Italiana” ha scritto una pagina straordinaria nella storia recente della casa d’aste, consegnando al Dipartimento di Numismatica il traguardo del “white glove” (100% dei lotti venduti) al suo primo appuntamento dall’arrivo di Alberto Ambrosetti. Un risultato che si inserisce in un percorso che Finarte porta avanti con continuità: quello della valorizzazione delle grandi collezioni private. Dalla Collezione Crivellaro a questa straordinaria raccolta numismatica, la casa d’aste milanese ha saputo costruire un metodo, fatto di selezione rigorosa, catalogo curato e capacità di intercettare l’interesse del collezionismo nazionale ed internazionale.

La collezione, proveniente da un’importante famiglia nobiliare che nel corso di più generazioni ha custodito le monete come testimonianze storiche, ha saputo coinvolgere tanto i collezionisti esperti quanto i nuovi appassionati. Il percorso proposto in catalogo abbracciava oltre due millenni di storia monetaria, dagli albori della monetazione greca antica attraverso l’Impero Romano, il Medioevo, il Rinascimento italiano e il periodo risorgimentale, con significative aperture oltre i confini nazionali.

Lotto 231. Sacro Romano Impero – MASSIMILIANO I, Imperatore eletto (1508 – 1519) – Lira imperiale o Testone 1516, Verona. Base d’asta € 30.000. Lotto venduto a € 158.600

Protagonista assoluto dell’asta è stato il lotto 231, un eccezionale esemplare del Sacro Romano Impero riferibile a Massimiliano I, che ha attirato l’attenzione di collezionisti da tutta Europa con una competizione serrata e rilanci prolungati, aggiudicato per 158.600 euro a fronte di una base d’asta di 30.000 euro. Il lotto 308 – una moneta di Amburgo Libera Città Anseatica – ha confermato la vocazione internazionale della raccolta con un’aggiudicazione di 79.300 euro, ben superando la base d’asta di 12.000 euro.

Lotto 308. Germania – AMBURGO, Libera Città Anseatica – Portugalöser da 10 ducati, 1689, Amburgo.
Base d’asta € 12.000. Lotto venduto a € 79.300

Hanno chiuso poi la prima tornata il lotto 185, una moneta della Repubblica di Venezia attribuibile al doge Pietro Grimani, venduta per 56.120 euro, che ha suggellato magnificamente il capitolo veneziano della raccolta, e il lotto 18, un aureo di Elio Cesare, erede designato di Adriano, coniato a Roma nel 137 d.C., venduto per 40.260 euro a fronte di una base d’asta di 9.000 euro.

Lotto 428 – Oselle di Venezia. ALVISE II MOCENIGO, doge CX (1700-1709) – Osella da 4 zecchini, anno V, 1704.
Base d’asta € 8.000. Lotto venduto a € 65.880

La seconda tornata ha riservato la sezione più attesa: le Oselle di Venezia, nucleo sul quale la famiglia conferente aveva concentrato il proprio impegno collezionistico per oltre due decenni, dagli anni Settanta fino al 1992, partecipando alle principali aste numismatiche dell’epoca. In particolare, segnaliamo le aggiudicazioni del lotto 428, una rara osella del doge Alvise II Mocenigo, aggiudicata per 65.880 euro (base d’asta 8.000 euro), e del lotto 411, osella da 4 zecchini del 1684 di Marcantonio Giustiniani, doge CVII, venduta per 36.600 euro.

“Il successo dell’asta testimonia l’ottima salute del mercato numismatico, sempre più riconosciuto come forma di investimento oltre che come ambito collezionistico. La combinazione di qualità e rarità, unita alla grande attenzione per gli aspetti divulgativi e culturali che, come mio consueto, hanno avuto un ruolo centrale nella realizzazione del catalogo, hanno creato la giusta alchimia per raggiungere questo importante risultato.” Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica 

Un’asta che segna definitivamente l’avvio di una nuova fase per la Numismatica di Finarte, con uno sguardo contemporaneo e internazionale che riflette la vitalità del mercato e la fiducia crescente dei collezionisti nella casa d’aste milanese.

 


Informazioni 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

Catalogo completo 
https://www.finarte.it/asta/importante-collezione-numismatica-di-una-nobile-famiglia-italiana-milano-2026-03-12
 

Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro: un grande successo per la house sale

Con l’87% di lotti venduti e un totale pari al 152% delle stime, l’asta ha premiato in particolare i nuclei dell’astrazione italiana del Novecento, da Dorazio a Soldati, da Magnelli a Griffa

Si è conclusa con ottimi risultati Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro, la house sale con cui la casa d’aste ha reso omaggio alla collezione di Antonio Crivellaro (1942 – 2025), avvocato milanese, giurista di fama internazionale e collezionista di gusto rigoroso. Tenutasi il 5 e 6 marzo nella sede di via dei Bossi, l’asta ha conquistato il mercato grazie alla qualità di un insieme mai costruito per ostentazione, ma come riflesso di un modo di abitare: una collezione varia e coerente, dove astrattismo italiano, design, arti decorative e dipinti antichi convivevano in un equilibrio raro e personale.  

Lotto 101 – Piero Dorazio. Alla lunga II, 1984. Lotto venduto a € 101.600

Proprio il nucleo astratto, centrale nel gusto di Crivellaro, ha segnato alcuni dei risultati più importanti della vendita. Tra i risultati più importanti spicca Piero Dorazio, con Alla lunga II (Lotto 101) aggiudicato a 101.600 euro, ben oltre la stima di 30.000 euro, e con Interno (Lotto 97) venduto a 27.940 euro a fronte di una stima di 9.000 – 11.000 euro: due risultati che confermano il forte appeal del maestro di Forma 1. Ottimo anche il riscontro per Alberto Magnelli, con l’opera Introduction (Lotto 80) che, dopo numerosi rilanci, è stata venduta per 59.690 euro. Tra i risultati da segnalare anche due opere di Atanasio Soldati, autore centrale nel percorso collezionistico di Crivellaro aggiudicati entrambi per circa 16.000 euro (Lotti 75 e 87). 

Lotto 87 – Atanasio Soldati. Composizione, 1935. Lotto venduto a € 16.510

Sempre per l’arte moderna si segnalano anche due sculture: il lotto 53, Erma di Mario Negri del 1980, venduta per 30.480 euro, e Bagnante di Alberto Viani, databile agli anni Settanta (Lotto 64), aggiudicata a 15.250 euro.

“Quest’asta ha messo in luce la visione di un collezionista che, nel corso della sua vita, ha costruito una raccolta personale ed unica. Affidarne l’eredità al mercato significa mantenerne vivo il ricordo e riconoscere il valore degli oggetti, del gusto e del pensiero che l’hanno definita. Il risultato premia non solo l’esito economico della vendita, ma anche il lavoro svolto per restituire l’identità della collezione”, commenta Francesca Avanzini, Specialist del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Finarte. 

Lotto 180 – Tapio Wirkkala. Cinque bottiglie della serie ‘Bolle’, 1966. Lotto venduto a € 6.985

Non meno significativa la presenza del design, rappresentato dal tavolo modello Doge di Carlo Scarpa (Lotto 157), disegno del 1968 ed eseguito nel 2010 circa da Cassina, venduto a 6.350 euro, oltre la stima di 2.000 – 3.000 euro, e dai vetri di Tapio Wirkkala, con le cinque bottiglie della serie Bolle (lotto 180), aggiudicate a 6.985 euro.

“I risultati di vendita testimoniano l’apprezzamento per una collezione eclettica capace di accostare pezzi moderni e presenze più antiche, dai vetri di Venini agli argenti di Carlo Scarpa”, conclude Filippo Maria Fiorini Rogai, Esperto di Design e Arti Decorative di Finarte.

Lotto 52. Senufo, Costa D’avorio – Grande scultura Calao. Lotto venduto a € 17.780

Anche l’arte africana trova spazio tra i risultati della vendita con la grande scultura Calao dei Senufo, Costa d’Avorio (Lotto 52), aggiudicata a 17.780 euro, superando la stima di 1.000 – 1.500 euro; mentre per i dipinti antichi si segnala l’aggiudicazione di Natura morta con farfalle e cardellini en plein air di Isaac Denies (lotto 14), venduta a 6.985 euro. 

Finarte ringrazia Patto Studio, nelle persone di Rischa Paterlini Giulia Tortora, per la collaborazione al progetto, che ha contribuito a restituire con sensibilità lo spirito e l’unicità della collezione.

Informazioni Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online https://www.finarte.it/asta/abitare-la-bellezza-le-case-di-antonio-crivellaro-milano-2026-03-05

Arte e fotografia contemporanea incontrano l’alta ristorazione nel cuore di Napoli

Nasce il nuovo progetto Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS Restaurant

Finarte e Caracciolo Hospitality Group presentano un nuovo progetto espositivo che segna l’evoluzione della loro collaborazione, estendendo il dialogo tra arte e ospitalità anche agli spazi del nuovo Ristorante DESCHEVALIERS all’interno dell’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton. Una partnership che si rafforza nel tempo, unendo la proposta culturale di Finarte all’eccellenza gastronomica dell’hotel in un contesto di raffinata contemporaneità

L’iniziativa prende forma all’interno del Ristorante DESCHEVALIERS, che per il 2026 si trasforma in una galleria temporanea dedicata alla fotografia. Ogni mostra, focalizzata su un singolo autore, è pensata come parte integrante dell’esperienza culinaria accompagnando gli ospiti in un percorso che unisce gusto, estetica e contemplazione, che invita a rallentare lo sguardo, a osservare, a lasciarsi sorprendere: perché anche l’arte, come la cucina, è esperienza, racconto e memoria.

La cura del programma è affidata agli esperti di Finarte Davide Carlo Battaglia e Marica Rossetti ed al curatore scientifico e critico d’arte Roberto Mutti, che accompagnerà ogni mostra con testi critici e approfondimenti dedicati agli artisti presentati. Il ciclo si inaugura con Sam Shaw | Marlon Brando. Il volto, il mito, il set, uno dei sodalizi più celebri nella storia del cinema e della fotografia.

Aperta al pubblico dal 5 marzo al 20 aprile 2026, l’esposizione presenta una selezione di stampe fotografiche originali del celebre fotografo americano, capaci di restituire un ritratto intimo e potente di Marlon Brando, colto tra set cinematografici e momenti privati, contribuendo alla costruzione di un immaginario senza tempo.

Con Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS, l’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton consolida la propria identità come luogo di incontro tra ospitalità, cultura e bellezza, mentre Finarte inaugura THE GALLERY come progetto trasversale, capace di accogliere e mettere in dialogo diversi linguaggi artistici, definendo e consolidando il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte al di fuori dei contesti espositivi tradizionali. Concepita come galleria in ambiente digitale, THE GALLERY amplia l’esperienza oltre lo spazio fisico, rendendo tutte le opere presentate disponibili per l’acquisto attraverso la piattaforma e aprendo nuove possibilità di accesso al collezionismo.

Situato all’interno dell’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, il Ristorante DESCHEVALIERS è un luogo in cui l’eleganza dell’alta ristorazione incontra una visione contemporanea dell’ospitalità. Pensato come uno spazio di esperienza sensoriale completa, il ristorante unisce cucina, design e cultura in un dialogo armonico e raffinato. La proposta gastronomica è guidata dalla filosofia dello Chef Nino Di Costanzo – 2 Stelle MICHELIN al Ristorante Danì Maison di Ischia – interprete autorevole della tradizione campana riletta con sensibilità moderna, attenzione assoluta alla materia prima e profondo rispetto per la memoria gastronomica. Al suo fianco, in qualità di Resident Chef, il talentuoso Antonio Autiero – che traduce quotidianamente questa visione in una cucina precisa, elegante e coerente, garantendo continuità e identità all’esperienza del DESCHEVALIERS.

Nel corso dell’anno, il progetto proseguirà con cinque appuntamenti dedicati a diversi autori e linguaggi della fotografia contemporanea, confermando il DESCHEVALIERS restaurant come luogo di riferimento per la fotografia d’autore a Napoli.

Le mostre saranno visitabili durante gli orari di apertura del ristorante dagli ospiti che avranno prenotato la cena; su richiesta, sarà inoltre possibile organizzare visite dedicate anche negli orari di chiusura. Tutte le esposizioni saranno infine accessibili online sul sito gallery.finarte.it

Caracciolo Hospitality Group
Caracciolo Hospitality Group è una società di gestione alberghiera fondata da un gruppo di imprenditori partenopei, con l’obiettivo di valorizzare il mercato dell’hotellerie in tutte le sue forme, esaltando l’ospitalità e promuovendo il territorio napoletano come destinazione d’eccellenza. La missione del gruppo è stendere l’accoglienza, il servizio e la cura oltre i confini della propria attività, creando valore condiviso attraverso la valorizzazione delle persone e l’uso consapevole delle risorse. Nella collezione si trovano il Palazzo Caracciolo Naples, affiliato Hilton, il de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton e il Grand Hotel Telese, un’oasi di benessere immersa nella Valle Telesina (Benevento).  

Per informazioni
Finarte Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio
tel. 3351282864  mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

Indirizzo
DESCHEVALIERS restaurant, De Bonart Naples, C.so Vittorio Emanuele, 133, 80121 Napoli 
gallery.finarte.itcaracciolohospitality.com | debonartnaples.com 



Il congedo di Papa Pio VI dal Doge: il capolavoro veneziano di Francesco Guardi trova la sua nuova casa

Dichiarata di notevole interesse storico-artistico, l'opera della maturità dell'artista incanterà ancora Venezia, sospesa com'è tra storia e mito, in una prossima occasione espositiva

Il dipinto raffigurante Papa Pio VI prende congedo dal Doge, commissionato al pittore veneziano Francesco Guardi nel 1782 dall’ispettore delle Belle Arti Pietro Edwards, dopo numerosi passaggi attraverso prestigiose collezioni londinesi e italiane ha trovato finalmente una nuova collocazione nel corso dell’asta Finarte di Dipinti e Disegni antichi del 26 novembre 2025.

L’opera, dichiarata di notevole interesse storico e artistico da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel gennaio 1987, fa parte di un ciclo di quattro dipinti realizzati da Guardi in occasione di importanti cerimonie organizzate a Venezia durante in soggiorno del papa Pio VI tra il 15 e il 17 maggio 1782. La scena del Congedo è ambientata all’interno dell’ex Convento di San Zanipolo che fa parte del complesso monumentale dell’Ospedale Civile di San Giovanni e Paolo, attualmente in corso di restauro.

Oltre alle evidenti qualità pittoriche, l’opera, data la chiarezza dei dettagli della sala raffigurata, rappresenta una importante testimonianza storica degli ambienti, profondamente modificati quando, con l’allontanamento dei frati domenicani, furono trasformati in nosocomio.

Lotto 202. Francesco Guardi – Papa Pio VI prende congedo dal Doge. Lotto venduto a € 223.750


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Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro

Finarte annuncia l’asta della collezione del celebre avvocato milanese, recentemente scomparso, in programma il 5 e il 6 marzo presso il salotto della casa d’aste di Brera

Ci sono case che non si limitano a contenere una vita: la rivelano. Non sono semplici involucri, ma architetture interiori, mappe di un pensiero che ha preso forma nel tempo.

Non tutte le collezioni nascono per essere esposte. Alcune prendono forma lentamente, come una biografia silenziosa, intrecciando opere, oggetti e spazi vissuti. È il caso della collezione di Antonio Crivellaro (1942–2025), giurista di fama internazionale, professore e intellettuale, che ha coltivato per oltre cinquant’anni un rapporto profondo e privato con l’arte, come esercizio quotidiano di attenzione e conoscenza. 

Interni Villa di Lerici di Antonio Crivellaro

Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro è il titolo della house sale che, per la prima volta, rende visibile questo universo, aprendo idealmente le porte delle due residenze che hanno segnato la sua vita: l’appartamento milanese e la villa di Lerici, affacciata sul Golfo dei Poeti. Due luoghi mai concepiti come spazi espositivi, ma come ambienti vissuti, attraversati, condivisi. Qui l’arte africana convive con il design, la pittura astratta del Novecento con arredi d’epoca rigorosi; le sculture si dispongono come presenze silenziose accanto a tavoli e finestre. Nulla appare esibito: tutto è vissuto. 

La collezione riflette una visione coerente e originale, capace di tenere insieme epoche e linguaggi diversi. Accanto a una natura morta seicentesca di Isaak Denies, compaiono opere centrali dell’astrazione italiana e internazionale del Novecento di Alberto Magnelli, Atanasio Soldati, Piero Dorazio, Giorgio Griffa, Max Bill, insieme a sculture, arte africana, design storico e arredi d’autore. 

Casa di Antonio Crivellaro. Milano

Attorno al tavolo basso di Carlo Scarpa e ai piccoli troni lignei Ashanti, Crivellaro intratteneva gli ospiti con battute e invenzioni teatrali, ricordando che la bellezza, per lui, non era mai separata dall’ironia. Viaggiatore instancabile e docente capace di formare generazioni, visse l’arte come una presenza necessaria. Più volte pensò di separarsi dalle sue opere, senza mai riuscirci davvero: non riusciva a immaginarle lontane dalle stanze che le avevano accolte. La decisione finale è maturata solo nel suo testamento, affidata ai nipoti, come gesto di apertura e continuità. 

Yoruba, Nigeria, Figura femminile a cavallo circondata da musici, dignitari e simboli dell’iconografia indigena.

Cresciuto in una famiglia veneta improntata a sobrietà e disciplina, affiancò alla carriera accademica una curiosità culturale vorace. Gli anni tra Padova e Harvard, nei primi Settanta, segnarono l’inizio di un rapporto profondo con l’arte contemporanea, maturato nei grandi musei americani e consolidato a Milano, dove prese avvio la collezione. La prima opera, una scultura in marmo di Natalino Andolfatto, arrivò in casa prima ancora degli arredi essenziali. 

Nel frattempo, a Milano le opere iniziarono a occupare pareti e superfici domestiche, diventando parte integrante dell’abitare. Le composizioni geometriche evocavano nel Professore le grandi opere ingegneristiche osservate nel corso della sua attività professionale. In questo contesto la collezione si arricchì di una composizione di Atanasio Soldati, opera chiave del primo astrattismo italiano, seguita da tre lavori di Piero Dorazio, fondatore del gruppo Forma 1, che ampliarono la variabilità geometrica della raccolta. 

Atanasio Soldati – COMPOSIZIONE, 1935

Nel 2004 Crivellaro acquistò la villa di Lerici, dedicandola alla madre Bona. Nel salone, i vetri Venini, tra cui le cinque bottiglie della serie Bolle di Tapio Wirkkala, erano accostati ai tappeti berberi disposti in obliquo e alla poltrona bergère di Carlo Mollino; i servizi Richard Ginori accompagnavano le tele di Vittorio Matino. La villa, come la casa milanese, era pensata per la convivialità: un luogo di relazione, non di rappresentazione. 

Tapio Wirkkala, Venini – Cinque bottiglie serie BOLLE

Nel 2009 acquistò l’appartamento di via Cossa a Milano, dove la collezione trovò una sintesi più compiuta. All’ingresso, la scultura Erma di Mario Negri, una scultura lignea africana Calao e una struttura Toguna Dogon segnavano simbolicamente la soglia. Nell’attico, le opere di Giorgio Griffa definiscono il nucleo più avanzato della raccolta, completata da un acquerello realizzato per la messa in scena de La vita di Galileo di Bertolt Brecht

Salotto di Antonio Crivellaro, Milano

Questa house sale nasce così non come dispersione, ma come apertura: le opere lasciano le stanze che le hanno custodite per incontrare nuovi sguardi. Non soltanto una collezione, ma il racconto di un modo di stare al mondo – colto, rigoroso, affettuoso. Profondamente poetico. 

ASTA 
Finarte – Via dei Bossi 2, Milano
5 – 6 marzo, ore 15:00

ESPOSIZIONE
3 – 4 marzo
dalle ore 10:00 alle 18:00

VISITA DELLE PROPRIETÀ – solo su appuntamento
+39 0233638029 (WhatsApp / Telefono)

Lerici – Villa Bona
20 – 21 febbraio

Milano – Appartamento
23 – 24 febbraio



Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
 
 

Contemporary Art Week: superati i 2,6 milioni di euro con Marini protagonista a 346 mila euro

La Contemporary Art Week di Finarte si è conclusa con grande soddisfazione, confermando l’interesse del pubblico e la solidità del mercato in un calendario milanese particolarmente competitivo

Le tre giornate d’asta, curate da Georgia Bava, Capo Dipartimento Roma, e da Alessandro Cuomo, Capo Dipartimento Milano, precedute da una mostra molto partecipata nel salotto di Brera, hanno registrato una vivace partecipazione e numerosi rilanci. 

Il 3 dicembre, l’Arte Moderna e Contemporanea ha registrato un totale di 2.436.000 euro, pari all’84% di venduto a valore. La gara si è accesa fin dai primi lotti e ha trovato alcuni momenti clou nei rilanci per Alberto Savinio, con l’opera Uomo con la pipa aggiudicata per € 235.950 (lotto 39), e per Victor Vasarely, il cui dipinto Ellen ha raggiunto la cifra di € 75.750 (lotto 61), entrambi protagonisti di contese serrate tra sala, telefoni e piattaforme online. 

Lotto 39. Alberto Savinio – Uomo con la pipa, 1926/’27. Lotto venduto a € 235.950

Il top lot dell’asta è stato il bronzo di Marino Marini, Piccolo miracolo al lotto 32, aggiudicato per € 345.750 ad un collezionista italiano. Ottima la risposta anche per la scultura di Arnaldo Pomodoro al lotto 60, la sua iconica Sfera del 1978, venduta a € 73.230, così come per l’olio su cartone Lune Jaune di Max Ernst (lotto 35), aggiudicato per € 85.830.  

Lotto 35. Max Ernst – Lune jaune, 1960. Lotto venduto a € 85.830

Particolare attenzione ha ottenuto inoltre l’opera di Emilio Vedova, Paura n. 4 (lotto 49), aggiudicata a € 41.730, e quella di Daniel Spoerri, Restaurant Spoerri – 15 marzo 1972 (lotto 73), venduta a € 30.390: due aggiudicazioni che hanno triplicato la stima iniziale, seguite dal nucleo di opere di Mario Schifano, con sette lavori aggiudicati che hanno totalizzato € 235.000, sostenuti da rilanci continui e da una forte partecipazione da parte dei collezionisti. 

Lotto 73 – Daniel Spoerri. Restaurant Spoerri – 15 marzo 1972, 1972. Lotto venduto a € 30.390

La sessione dedicata alla Grafica Internazionale e ai Multipli d’Autore ha aperto la settimana con un risultato di 210.000 euro, pari al 127,17% del valore stimato e con l’80% dei lotti venduti. Il dipartimento, che celebrava il decimo anniversario dalla sua nascita, ha dimostrato ancora una volta la vitalità del settore, grazie a un pubblico giovane e a un collezionismo attento alla qualità. Particolare interesse ha suscitato un raffinato gruppo di opere di autori italiani e internazionali, con aggiudicazioni significative con aggiudicazioni significative che hanno coinvolto nomi come Arnaldo Pomodoro, Banksy, Alberto Burri e Mario Ceroli, oltre ad Henri Matisse (lotto 270) che, con la litografia Nu dans les ondes, 1938, aggiudicata per € 9.600, ha superato la stima iniziale di € 3.500 – 4.000. 

Lotto 270. Henri Matisse – Nu dans les ondes, 1938. Lotto venduto a € 9.600

La settimana si è chiusa con la tornata dedicata alla Collezione di Palmiro Togliatti e Nilde Iotti, che ha confermato la forza narrativa e storica di un corpus unico per provenienza e contenuto. Tra le aggiudicazioni più significative spicca l’olio su tela Ragazza calabrese, 1950 di Renato Guttuso (lotto 1032), venduto per più di € 19.000 a ulteriore conferma dell’intenso interesse verso il maestro siciliano e del valore documentario dell’intera raccolta. 

Lotto 1032. Renato Guttuso – Ragazza calabrese, 1950. Lotto venduto a € 19.050

“Siamo molti soddisfatti dei risultati ottenuti che, grazie alla accurata selezione di opere presentate nei tre differenti cataloghi d’asta corrispondenti a tre differenti formati di vendita, siamo riusciti ad accontentare sia i collezionisti più esigenti in cerca di opere museali con l’asta del 3 dicembre che il pubblico più vasto ed eterogeneo delle nuove generazioni di appassionati,” commentano i capi dipartimento Georgia Bava e Alessandro Cuomo

Informazioni    
Finarte, Milano, Via dei Bossi, 2 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
 
Cataloghi online 
https://www.finarte.it/asta/grafica-internazionale-e-multipli-d-autore-milano-2025-12-02  
https://www.finarte.it/asta/arte-moderna-e-contemporanea-milano-2025-12-03 
https://www.finarte.it/asta/tout-de-suite-arte-moderna-e-contemporanea-milano-2025-07-10