La vendita degli Antichi Maestri di Finarte in programma per il 28 maggio presso la sede romana di Via Quattro Novembre 114 riporta alla luce storie dimenticate e importanti riscoperte storico-artistiche attraverso un catalogo di quasi 300 lotti suddivisi in due tornate.
Più che una semplice asta, quella romana si presenta come un viaggio nel collezionismo italiano di arte antica, tra dipinti rimasti per secoli nelle stesse famiglie, opere mai apparse sul mercato e nuclei collezionistici costruiti con un gusto raffinato e coerente.
Veri protagonisti dell’asta saranno un’inedita opera di Cristoforo Unterperger, Apollo consegna Esculapio al centauro Chirone (lotto 281, stima € 12.000 – 18.000), importante testimonianza del collezionismo romano di fine Settecento. Scelto anche come copertina del catalogo, si tratterebbe del modello preparatorio per la versione finale conservata a Palazzo Altieri, a Roma, sede anche dell’ABI.

Altra opera centrale dell’asta è il raro Ritratto della famiglia Thiene dell’abate Pietro Bini (lotto 282, stima € 15.000 – 20.000), già noto agli studi ma esposto qui per la prima volta. Particolarmente affascinante la storia di questo dipinto, proveniente da una storica villa di Asolo e tramandato per generazioni all’interno della stessa famiglia. La ricostruzione iconografica dell’opera ha portato all’identificazione di simboli araldici, riferimenti alla Serenissima, dettagli legati al linguaggio settecentesco del ventaglio e persino una veduta miniaturizzata di Vicenza sullo sfondo, trasformando il dipinto in un vero racconto familiare sospeso tra memoria, amore e celebrazione dinastica.
Entrambe le opere rappresentano veri e propri “ritrovamenti” e saranno al centro della conferenza Due capolavori del Settecento ritrovati: Cristoforo Unterperger e l’abate Pietro Bini a confronto, in programma giovedì 21 maggio durante la preview. L’incontro proporrà un format inedito tra approfondimento storico-artistico, analisi diagnostiche, letture sceniche e narrazione teatrale, restituendo al pubblico il contesto umano, simbolico ed emotivo delle opere.
La vendita all’incanto include un nucleo di opere (lotti 149 – 203), provenienti da un’importante dimora lombarda di un appassionato collezionista di arte veneta, che delinea un percorso attraverso la pittura e la grafica in particolare del Settecento veneziano. Il nucleo veneziano rappresenta uno dei punti di forza dell’intera asta: una raccolta costruita con gusto rigoroso e sensibilità collezionistica, capace di restituire non solo il valore delle singole opere, ma anche una precisa visione culturale dell’arte veneta.
Tra i dipinti più importanti della raccolta campeggia il San Girolamo di Giambattista Piazzetta, opera dichiarata nel 1986 di interesse artistico e storico da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (lotto 202, stima € 40.000 – 60.000). Arricchiscono la collezione altri nomi di primo piano del Settecento veneto: una coppia di dipinti di Gaspare Diziani (lotto 197, stima € 7.000 – 10.000), un Paesaggio di Francesco Zuccarelli (lotto 199, stima € 5.000 – 8.000) e una grande tela di Giuseppe Zais (lotto 198, stima € 3.000 – 6.000). L’attento gusto collezionistico è inoltre confermato dal Riposo durante la Fuga in Egitto di Pier Francesco Mola che qui offre una visione intimistica del tema (lotto 203, stima € 12.000 – 18.000).
Di particolare interesse anche la collezione di quasi cinquanta disegni, nella quale tornano Zuccarelli, con uno splendido Riposo durante la fuga in Egitto (lotto 172, stima € 1.800 – 3.000), e Zais, con due Paesaggi (lotti 153 e 154, stima € 600 – 800 cadauno), accanto a fogli di altri maestri: un Dio Padre di Francesco Fontebasso (lotto 162, stima € 600 – 800), uno Studio di teste di Giambattista Pittoni (lotto 164, stima € 800 – 1.200) e una Scena di Miracolo attribuita a Daniele Crespi (lotto 173, stima € 1.000 – 2.000).
Il corpus dei disegni costituisce uno dei segmenti più interessanti della vendita anche per il pubblico più giovane e per i nuovi collezionisti: opere accessibili, immediate e fortemente contemporanee nel dialogo con gli interni moderni. Proprio il disegno, fase primaria di studio e invenzione, conserva infatti la spontaneità del gesto creativo e permette di entrare nel laboratorio mentale dell’artista.
Nel catalogo figurano opere di arte veneta provenienti da altre collezioni private: in particolare un’Adorazione dei Magi attribuita ad Antonio Balestra (lotto 276, stima € 7.000 – 10.000) e il San Gregorio Magno del Maestro della Madonna del Parto, tavola inedita che costituisce un’interessante scoperta all’interno del corpus di questo pittore (lotto 278, stima € 5.000 – 8.000). L’opera faceva parte di un importante polittico smembrato a cui afferivano anche quattro tavole oggi conservate alle Gallerie dell’Accademia di Venezia e altre due, un tempo nella chiesa serbo-ortodossa di Mostar.
Alla pittura lombarda appartengono una tavola del pittore Callisto Piazza raffigurante Cristo alla colonna (lotto 279, stima € 20.000 – 30.000), una tela di Carlo Urbino, Madonna con Bambino e San Giovannino tra i Santi Pietro e Paolo (lotto 210, stima € 7.000 – 10.000) e un’opera di Giuseppe Nuvolone di grande formato ed impatto visivo con Giacobbe si riconcilia con Labano (lotto 275, stima € 5.000 – 8.000).
Alla scuola caravaggesca si riferiscono un Bacco di ignoto maestro nordico attivo in Italia nella prima metà del secolo XVII (lotto 280, stima € 8.000 – 12.000) e un Ecce Homo, sempre di anonimo che qui recupera una celebre invenzione del Merisi (lotto 222, stima € 12.000 – 18.000).
È ben rappresentata anche la scuola napoletana con uno Studio di nudo maschile di Corrado Giaquinto (lotto 269, stima € 6.000 – 8.000), due tele inedite di Francesco De Mura raffiguranti San Pietro e San Paolo (lotti 223 e 224, stima € 4.000 – 6.000 cadauno) e un Trionfo di pescato di Elena Recco, (lotto 256, stima € 5.000 – 8.000). Al genere della natura morta appartiene anche una bella tela di Andrea Benedetti (lotto 239, stima € 8.000 – 12.000).
«L’asta del 28 maggio ’26 si preannuncia come un’occasione speciale» commenta Valentina Ciancio, capo Dipartimento di Dipinti e Disegni Antichi di Finarte, a margine del catalogo della vendita che ha curato insieme ad Adele Coggiola e Giulia Leonardi. «Il catalogo offre ai collezionisti più esperti dipinti inediti di un Settecento meno noto ma di grande pregio oltre a presentare all’incanto una ricca selezione di grafica interessante anche sotto il profilo economico per chi desidera avvicinarsi per la prima volta all’arte degli antichi maestri. Il fascino del disegno, utilizzato dagli artisti come fase di studio e sperimentazione rispetto all’opera finita, mantiene infatti la freschezza e l’immediatezza della creatività dell’artista».
Informazioni
Esposizione / da giovedì 21 maggio a sabato 23 maggio e da lunedì 25 a mercoledì 27 maggio
Dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Asta di Dipinti Antichi, – giovedì 28 maggio, ore 11:00 – PRIMA TORNATA (lotti 1 – 136)
Asta di Importanti Dipinti e Disegni Antichi – giovedì 28 maggio, ore 15:00 – SECONDA TORNATA (lotti 137 – 290)
Sede: Finarte, Via Quattro Novembre 114, Roma
Conferenza / giovedì 21 maggio, ore 18:30
Due capolavori del Settecento ritrovati: Cristoforo Unterperger e l’abate Pietro Bini a confronto
Introduce Riccardo Lattuada. Testi di Alessandra Uguccioni letti da Valerio Ricci
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio Tel. 3351282864 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it
Cataloghi online

Thursday 28 May 2026, 03:00 PM • Rome

Thursday 28 May 2026, 11:00 AM • Rome




