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Cristoforo Unterperger
(Cavalese 1732 - Roma 1798 )
Apollo consegna Esculapio al centauro Chirone
Stima
€ 12.000 - 18.000
Aggiudicato
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In asta giovedì 28 Maggio 2026 alle ore 15:00
Informazioni
olio su tela
cm 138 x 100
Il dipinto raffigurante Apollo che consegna il figlio Esculapio al centauro Chirone, è qui riconosciuta come opera autografa di Cristoforo Unterperger, importante pittore nativo di Cavalese nella Val di Fiemme e attivo per lunghissimi periodi a Roma dalla metà del XVIII secolo fino al gennaio 1798 quando vi morì.
cm 138 x 100
Il dipinto raffigurante Apollo che consegna il figlio Esculapio al centauro Chirone, è qui riconosciuta come opera autografa di Cristoforo Unterperger, importante pittore nativo di Cavalese nella Val di Fiemme e attivo per lunghissimi periodi a Roma dalla metà del XVIII secolo fino al gennaio 1798 quando vi morì.
Si tratta del modello, di altissima qualità pittorica, della tela di medesimo soggetto e identica composizione, ma di dimensioni leggermente maggiori, realizzata da Unterperger per il principi Altieri, che si conserva a Roma nella sala degli Specchi, al piano nobile dell’omonimo Palazzo (ora collezione dell’ABI). Al momento della firma del contratto, avvenuta il 4 ottobre 1790, il pittore aveva realizzato infatti un modello del quadro che eseguì in forma definitiva per i committenti Altieri nel 1793.
Dalle attente analisi diagnostiche effettuate in occasione del catalogo d’asta a cura dello Studio Emmebi, a cui siamo grati, si evince nel dipinto qui proposto la presenza di un disegno preparatorio, chiaramente leggibile della testa di Apollo (fig. 1). Qui dei sottili segni scuri definiscono sommariamente e con tratti anche ripetuti, il naso, il labbro superiore, gli occhi e il profilo destro del volto. Anche sul viso di Esculapio si osserva la presenza di un disegno soggiacente. Alcuni disegni sottostanti indicano una prima idea dei panneggi sia di Apollo che di Esculapio. Numerosi sono gli indizi che evidenziano una precisazione delle forme in corso d’opera. Il panno che avvolge Apollo si sovrappone al braccio sinistro, la testa di Chirone è stata leggermente spostata verso sinistra. Il ginocchio sinistro di Esculapio è stato ridotto, mentre la diversa resa del chiaroscuro del panneggio sopra al suo braccio destro fa ipotizzare una prima posizione più alta del braccio stesso. Anche il braccio destro di Apollo è stato definito in corso d’opera così com’è avvenuto per le mani, la cui resa appare mossa dalle ripetute stesure fino alla posizione definitiva delle dita.
Precedente al modello è un disegno preparatorio che si conserva a Cavalese, presso la Pinacoteca della Magnifica Comunità di Fiemme. Tale studio presenta sul recto l’Assunta con San Crescentino e il Beato Mainardo, disegno preparatorio dell’Assunta del duomo di Urbino, sul verso lo schizzo per il dipinto di Apollo che consegna il figlio Esculapio al centauro Chirone. Nel disegno, ben più che nel successivo modello, Unterperger appare ancora incerto sulla posizione dei tre personaggi e sul modo di mostrare la consegna del bambino Esculapio al centauro.
Sia nel dipinto di Palazzo Altieri che nel modello, Unterperger opta alla fine per una impostazione statuaria della figura di Apollo, secondo i neoclassici dettami winckelmanniani, cui sembra fare da contraltare la ritrosia quasi intimista del bimbo Esculapio che pare non apprezzare l’imminente destino fra le braccia di Chirone.
Questi dipinti sono gli esiti finali della produzione di soggetti profani realizzati a Roma dal pittore nel corso della sua lunga carriera.
Abbandonati gli echi tardo barocchi delle origini, a Roma Unterberger entrò in contatto con il circolo degli artisti tedeschi e innanzitutto con Anton Raphael Mengs, una delle maggiori figure del neoclassicismo, che in breve diventò il suo mentore e nell’ottobre del 1772 lo presentò all’Accademia di San Luca che il mese successivo lo accolse come accademico di merito. Unterperger, in quegli anni, aveva ottenuto e portato a termine con successo numerosi incarichi in Vaticano nel Museo Clementino e nella Biblioteca Vaticana, nella sala dei Papiri, dove dapprima coadiuvò e successivamente sostituì lo stesso Mengs, partito per Madrid.
Molti e importanti furono dunque gli incarichi ottenuti negli anni romani da Unterperger, che, oltre all’attività per la corte papale, lavorò per i maggiori esponenti della nobiltà cittadina, dagli Altieri ai Borghese; questi ultimi gli commissionarono nella loro villa suburbana la decorazione della sala di Ercole all’interno del Casino, durante la ristrutturazione voluta dal principe Marcantonio, e il nuovo assetto del parco, per cui progettò sia la sistemazione scenografica dei viali, sia gli elementi architettonici da inserirvi, tra cui vale la pena ricordare il Tempio di Esculapio, realizzato nel 1787 che rimanda al soggetto del dipinto qui offerto nel lotto.
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