Con lo sguardo fisso al cielo

Dagli archivi della NASA alla sala d'asta: il 19 maggio Finarte presenta una straordinaria selezione di fotografie che hanno raccontato, e cambiato, il nostro modo di guardare l'universo.

Né H.G. Wells che nel 1901 pubblicò I primi uomini sulla luna e tanto meno Gerges Mèliérs che l’anno dopo diresse il gustosissimo film Le voyage dans la lune riuscivano a immaginare che pochissimi anni dopo le loro fervide fantasie si sarebbero confrontate con una realtà altrettanto affascinante ma carica di una straordinaria precisione documentativa. La fotografia, d’altra parte, allora era nata da pochi anni e ancora gli operatori facevano i conti con macchinari complessi e procedimenti laboriosi. Uscite da due conflitti mondiali l’ultimo dei quali aveva diviso il mondo in due grandi sfere di influenza, Unione Sovietica e Stati Uniti si confrontavano sì in una Guerra Fredda in cui i due soggetti mostravano, per dirla con gli antichi Romani, il viso delle armi, ma lo facevano anche sublimando la contrapposizione a livello scientifico in quella che fu chiamata “la conquista dello spazio”. Le migliori menti, i più creativi ingegneri, le più elaborate ricerche in campo meccanico, fisico, chimico, industriale crearono strumenti raffinatissimi in grado di mostrare a un pubblico internazionale affascinato da tanta bellezza quello che un tempo si poteva solo immaginare. In questo quadro la fotografia è stato il mezzo privilegiato e unico per indagare mondi che fluttuavano nello spazio.

Lotto 2052. NASA – Apollo 17, Harrison H. Schmitt on moon, 1972. Stima € 500 – 700

La intrigante serie di immagini fotografiche qui proposte, provenienti dagli archivi della NASA (National Aeronautics and Space Administration) raccontano le vicende legate alla preparazione, partenza e ritorno sulla Terra degli astronauti, i lanci dei missili delle missioni più famose come Apollo osservate da un pubblico appassionato, la storia dello Shuttle. Particolarmente suggestive sono poi le fotografie scattate dagli stessi astronauti sia nello spazio che dalla superficie della Luna mostrandoci lo spettacolo spiazzante del sorgere della nostra Terra su quell’orizzonte da cui per tutti era solo spuntato il Sole e, appunto, la Luna.

Lotto 2058 – NASA. Challenger view from Space Shuttle Challenger, 1983. Stima € 400 – 600

Qualcuno apprezzerà la qualità delle ricerche (la Kodak, per dire, elaborò una particolare emulsione per adattarla alle condizioni limite delle riprese) ma moltissimi apprezzeranno il valore estetico e storico di queste immagini che hanno cambiato il nostro modo di osservare il cielo. 

Lotto 2027. NASA – Apollo 10 liftoff. Albert Siepert, Re Baudouin and Queen Fabiola, Hubert Humphrey, Emil Mosbacher, Kennedy Space Center, Florida, 1969. Stima € 400 – 600

La intrigante serie di immagini fotografiche qui proposte, provenienti dagli archivi della NASA (National Aeronautics and Space Administration) raccontano le vicende legate alla preparazione, partenza e ritorno sulla Terra degli astronauti, i lanci dei missili delle missioni più famose come Apollo osservate da un pubblico appassionato, la storia dello Shuttle. Particolarmente suggestive sono poi le fotografie scattate dagli stessi astronauti sia nello spazio che dalla superficie della Luna mostrandoci lo spettacolo spiazzante del sorgere della nostra Terra su quell’orizzonte da cui per tutti era solo spuntato il Sole e, appunto, la Luna. Qualcuno apprezzerà la qualità delle ricerche (la Kodak, per dire, elaborò una particolare emulsione per adattarla alle condizioni limite delle riprese) ma moltissimi apprezzeranno il valore estetico e storico di queste immagini che hanno cambiato il nostro modo di osservare il cielo.


Testo di Roberto Mutti

Catalogo online

La zattera della Medusa di Renato Guttuso

Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso

Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso, dichiarata citazione del celebre dipinto di Théodore Géricault oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi. L’opera è rappresentativa di un fecondo dialogo tra Guttuso e i grandi maestri del romanticismo francese, dialogo che attraversa l’intera carriera dell’artista come una linea di tensione costante tra memoria storica e urgenza del presente.

La zattera della Medusa di Renato Guttuso (1962, olio su tela, cm 199 x 207). Stima € 100.000 – 140.000.

La rivisitazione di episodi storici offre a Guttuso l’occasione di stupire il pubblico con un’interpretazione di sorprendente modernità, e al tempo stesso di rivendicare la continuità dell’impegno politico, intellettuale e sociale della pittura attraverso i secoli. Tradizione e innovazione convergono qui in una visione appassionata di matrice espressionista, costruita attraverso un meccanismo di appropriazione e, al contempo, di trasgressione: il modello illustre viene assunto e insieme reinventato, piegato a una sensibilità contemporanea che non rinuncia alla forza narrativa dell’originale.

Ne risulta una lettura ancora diretta, a distanza di secoli, della tragica vicenda del naufragio della fregata Méduse: quel brano di cronaca nera che smosse l’opinione pubblica francese agli albori del XIX secolo. Sopravvivenza e disperazione sono ancora una volta protagonisti di un rinnovato atteggiamento creativo, che apre le porte a una ricca stagione di ricerca pittorica. Attraverso il gioco dei contrasti, l’artista restituisce le contraddizioni della vita e invita a una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, anche nel confronto con l’opera monumentale di Géricault. I valori simbolici di libertà, speranza e disperazione, centrali per una corretta interpretazione del dipinto, ne costituiscono il nucleo concettuale e ne giustificano la straordinaria attualità.

Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato Finarte, e Georgia Bava, Responsabile Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea (Roma) presso Villa Igiea, Palermo.

Il dipinto vanta una storia espositiva e bibliografica di assoluto rilievo. Esposto per la prima volta a Roma alla Galleria Il Fante di Spade nella mostra Sette pittori d’oggi e la tradizione (23 febbraio – 9 marzo 1963), è stato successivamente presentato alla XII Mostra Nazionale di Pittura “Golfo della Spezia” e, nel 2003, al Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria, nell’ambito della rassegna Renato Guttuso. Dal Fronte Nuovo all’Autobiografia 1946 – 1966. È pubblicato in L. Budigna, Pittori Italiani del 900 (Arteuropa, Milano 1965), in Del Guercio (1971, fig. 29) e nel Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso a cura di Enrico Crispolti (Vol. 2, Giorgio Mondadori & Associati, Milano 1984, p. 327, n. 62/10). Proviene dalla Galleria Mutina di Modena — i cui timbri sono ancora presenti al verso — ed è successivamente confluito in una collezione privata modenese.

Il dipinto sarà in esposizione fino all’8 maggio presso Villa Igiea, Palermo a Rocco Forte Hotels. Visibile agli ospiti della struttura o su appuntamento. 

Prenota un appuntamento
Maria Letizia Cassata
ml.cassata@finarte.it
+39 348 0160442

Finarte e Villa Igiea, la nuova partnership che accende i riflettori sul collezionismo a Palermo

Un nuovo polo dedicato all’arte ed al collezionismo prende vita a Palermo dalla collaborazione tra Villa Igiea, dimora storica e iconico hotel di lusso in posizione privilegiata sul Golfo della città, e Finarte, storica casa d’aste italiana

Immersa in un contesto di straordinario fascino, Villa Igiea, a Rocco Forte Hotel è residenza iconica ed epicentro della vita culturale e mondana palermitana. In questo luogo, che ha da sempre accolto artisti, intellettuali e ospiti internazionali, l’incontro tra due eccellenze dà vita a un’iniziativa volta a sviluppare sinergie per collezionisti e appassionati d’arte, favorendo nuove opportunità di dialogo tra mercato, cultura e ospitalità di alto profilo, promuovendo al contempo il collezionismo e rafforzando il legame con il territorio. In questa cornice ricca di fascino e memoria, Finarte rafforza la propria presenza nel Sud Italia, consolidando ulteriormente la propria posizione di leadership nel mercato italiano dell’arte e del lusso.

Villa Igiea, Palermo

“Avviare questa collaborazione con Villa Igiea, dimora storica e iconico hotel, rappresenta per noi un’occasione straordinaria. Condividendo l’attenzione per cultura, eccellenza e valore dell’esperienza, Finarte e Villa Igiea potranno dare vita a momenti di incontro e iniziative dedicate a collezionisti e appassionati d’arte. Palermo, città che continua a giocare un ruolo centrale nella scena artistica e del lusso nazionale, offrirà lo sfondo ideale per scoprire, approfondire e relazionarsi. In questo contesto, Villa Igiea si conferma location perfetta per accogliere la nostra comunità e rafforzare il dialogo tra mercato dell’arte, collezionismo e alta ospitalità” commenta Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato del Gruppo Finarte.

A seguire lo sviluppo e il consolidamento dei rapporti con collezionisti e appassionati, accompagnandoli in un percorso di valorizzazione dei propri patrimoni artistici e dei beni di lusso Maria Letizia Cassata, punto di riferimento e Rappresentate di Finarte per Palermo e la Sicilia.

Villa Igiea, Palermo

Nell’ambito della collaborazione, Finarte e Villa Igiea daranno vita ad un ricco calendario di eventi a partire da maggio e fino a novembre: dai Valuation Day, momenti riservati di consulenza specialistica per chi desidera acquistare, vendere o valorizzare opere d’arte e beni di lusso e da collezione, agli Art Talks, incontri con esperti e collezionisti dedicati all’approfondimento del mercato dell’arte e della gestione delle collezioni.

La collaborazione parte con un omaggio alla Sicilia: dal 30 aprile all’8 maggio Villa Igiea ospiterà La “Zattera” dopo Géricault di Renato Guttuso, artista profondamente legato alla sua terra d’origine. Dichiarata citazione del celebre dipinto di Théodore Géricault, oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi, l’opera si configura come un’intensa rilettura contemporanea della tragica vicenda del naufragio della fregata Méduse, capace di coniugare tradizione e innovazione in una visione appassionata di matrice espressionista. Attraverso un linguaggio di sorprendente modernità, Guttuso riafferma la continuità dell’impegno politico, intellettuale e sociale della pittura, trasformando un episodio storico in una potente riflessione senza tempo su sopravvivenza e disperazione. L’opera sarà successivamente presentata in asta da Finarte il 9 giugno a Milano, nell’ambito della vendita di Arte Moderna e Contemporanea.

Villa Igiea

“Questa collaborazione arricchisce il dialogo con l’arte contemporanea di Villa Igiea e Rocco Forte Hotels con un nuovo tassello. L’hotel è una destinazione di lusso, ricca di storia e connessa al patrimonio Liberty della città, che sposa l’innovazione contemporanea ospitando mostre ed eventi, e invita i viaggiatori gli amanti dell’arte in visita a Palermo a scoprirla da prospettive inedite” commenta Giacomo Battafarano, Managing Director Southern Italy, Rocco Forte Hotels.

Calendario Eventi 2026

Valuation days

12 maggio

25 giugno

23 settembre

Art Talks

24 giugno

22 settembre

18 Novembre

NOTE PER LA STAMPA

Finarte | Fondata nel 1959 dal banchiere milanese Gian Marco Manusardi e poi rilevata in anni recenti da un nuovo gruppo di soci investitori con l’idea di creare una casa d’aste di collezionisti per i collezionisti, Finarte ha scritto la storia del mercato dell’arte in Italia, crescendo costantemente nel corso dei decenni e ampliando il proprio raggio d’azione e un’offerta sempre più diversificata. Oggi, con 21 dipartimenti, 70 aste annuali e una continua espansione nel settore del lusso, dell’arte e del design, il Gruppo Finarte si conferma protagonista nel panorama artistico e collezionistico.

Villa Igiea | Incastonata tra Monte Pellegrino e il Golfo di Palermo, Villa Igiea, un hotel Rocco Forte, fonde il ricco patrimonio culturale della città con il lusso contemporaneo. Immersa nello spettacolare paesaggio siciliano, lo storico hotel offre 72 camere e 28 suite. Il meticoloso restauro concluso con l’apertura del 2021 è stato guidato da Paolo Moschino e Philip Vergeylen, in collaborazione con Olga Polizzi, Direttore del Design di Rocco Forte Hotels. La proposta eno-gastronomica include: Ristorante Florio e Alicetta Bistro – che offrono l’autentica cucina siciliana curata da Fulvio Pierangelini -, e Igiea Terrazza Bar con i cocktail creati da Salvatore Calabrese.

Rocco Forte Hotels | Fondata da Sir Rocco Forte e sua sorella Olga Polizzi nel 1996, Rocco Forte Hotels è una collezione di 14 tra alberghi, resort, appartamenti e ville di lusso dal carattere unico. Tutti gli hotel sono indirizzi iconici, sia storici sia moderni, ricavati all’interno di magnifici edifici in location eccezionali. Gestiti da una famiglia che si occupa di ospitalità da quattro generazioni, gli alberghi sono caratterizzati da un approccio distintivo al servizio, che garantisce agli ospiti di sperimentare il meglio della destinazione e delle aree circostanti. Rocco Forte Hotels comprende: Hotel de la Ville, Hotel de Russie e Rocco Forte House, Roma; Hotel Savoy, Firenze; Verdura Resort, Rocco Forte Ville Private e Villa Igiea, Sicilia; Masseria Torre Maizza, Puglia; Il Balmoral, Edimburgo; Brown’s Hotel, Londra; The Charles Hotel, Monaco di Baviera; Hotel de Rome, Berlino; Hotel Amigo, Bruxelles e Hotel Astoria, San Pietroburgo. Prossime aperture: 2024 – Rocco Forte House Milano; 2025 – The Carlton, Milano e Liscia di Vacca, Sardegna; 2027 – Palazzo Sirignano, Napoli.

Media contacts

Finarte: Maria Grazia Vernuccio: mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Rocco Forte Hotels: Isabella Giglia | Cluster PR Manager, Sicily – Rocco Forte Hotels

Sofia Francesca Polla | PR & Communication Manager, Italy – Rocco Forte Hotels

Finarte inaugura la sua Antiques Week

Dalle xilografie originali di Hokusai alle porcellane Meissen, dagli argenti imperiali a Buccellati e Tiffany: quattro aste in tre giorni, un programma denso e articolato che spazia dagli argenti di manifattura imperiale all'arte orientale, dalla grande ceramica da collezione all'antiquariato di provenienza illustre

Dalle raccolte di argenti russi di epoca zarista alle opere provenienti da dimore storiche italiane, passando per oggetti rari e curiosità dal gusto eclettico, la Antiques Week si configura come un appuntamento di riferimento per collezionisti e appassionati. Un evento capace di coniugare qualità museale e varietà di proposta, offrendo uno sguardo ampio e contemporaneo sul collezionismo, tra alto antiquariato, arti decorative e cultura della tavola.

L’esposizione dei lotti sarà aperta al pubblico da lunedì 20 a venerdì 24 aprile, dalle ore 9.00 alle 18.00, presso la sede in Via dei Bossi, 2 a Milano in concomitanza con la Milano Design Week. La Finarte Antiques Week si inserisce così in un contesto di grande fermento e interesse da parte di collezionisti, visitatori e buyer internazionali, trasformando la sede storica di Finarte in una sorta di museo temporaneo che accoglie pezzi straordinari, dall’antiquariato alle molteplici declinazioni del collezionismo, tra arti decorative, design e cultura della tavola.

Argenti da Arredo e da Collezione – 27 aprile

Ad aprire la settimana il 27 aprile, l’asta di Argenti da tavola, da arredo e da collezione debutta con una selezione di circa 240 lotti che offre una panoramica ampia e variegata dell’arte argentiera tra XVIII e XX secolo. Di particolare rilievo la prestigiosa raccolta di argenti russi, tra cui spicca una coppia di piatti in vermeil provenienti dal servizio imperiale Orloff del 1859 (lotto 112, stima € 4.500 – 5.000) e un elegante servizio da tè e caffè in argento dorato realizzato a San Pietroburgo nel 1908 in gusto Impero (lotto 115, stima € 2.000 – 2.500). Notevole anche il servizio firmato da Joseph Nordberg del 1857, dalla raffinata forma a frutto di pero modellato a tutto tondo (lotto 106, stima €2.500 – 3.000). Il XX secolo è rappresentato da un gruppo di argenti firmati Arrigo Finzi (lotto 91, stima € 1.000 – 1.200) e da una selezione di oggetti delle maison BuccellatiBulgari Tiffany


Lotto 104. Pampaloni – Coppia di candelabri, Firenze, 1960 circa. Stima € 6.800 – 7.000

Convivium, Arte della Tavola – 28 aprile

La giornata del 28 aprile è dedicata al nuovo appuntamento Convivium – Arte della Tavola, dedicato a chi riconosce nella tavola un’espressione di stile e cultura. Due sessioni, mattino e pomeriggio, per incontrare gusti e sensibilità differenti. Tra i lotti di punta della sessione pomeridiana, il celebre servizio Blue Indianische Blumen di Meissen (lotto 322, stima € 12.000 – 18.000) e il Ming Grey Dragon (lotto 249, stima € 10.000 – 20.000), accanto a due monumentali alzate da frutta in argento dell’Impero Austro-Ungarico del 1870 circa al lotto 250 (stima € 4.800 – 5.000), espressione di una tradizione artigianale di altissimo livello. 

Lotto 249. Importante servizio da dodici in porcellana “Ming Black Dragon”, Meissen. Stima € 10.000 – 20.000

Arte Orientale – 29 aprile 

Il 29 aprile si passa all’Arte Orientale: la selezione di 135 lotti offre una panoramica d’eccezione sulla produzione artistica di Cina e Giappone. Top lot dell’asta è un sigillo imperiale in giada bianca celadon (lotto 96, stima € 50.000 – 70.000), con due draghi scolpiti a tutto tondo sulla presa: sulla matrice il nome dell’Imperatore Kangxi, e nell’iscrizione un poema dell’Imperatore Qianlong datato 1754. Tra i lotti di rilievo, un grande piatto in porcellana bianco e blu raffigurante i Diciotto Arhat (lotto 62, stima € 4.000 – 6.000), un dipinto su seta attribuibile al XVII–XVIII secolo (lotto 93, stima € 3.500 – 5.000) e una raffinata selezione di tian tsui — gli eleganti spilloni decorati con piume di martin pescatore (lotti 25–28). Chiudono la sessione due importanti incisioni blue outline di Hokusai, tratte dalla serie Trentasei Vedute del Monte Fuji (lotti 134 – 135).

Lotto 134. Katsushita Hokusai. Senju, provincia di Musashi (Bushu Senju); “contorno blu”, c.1830/1832. Stima € 10.000 – 15.000

Antiquariato – 29 aprile

A chiudere la Finarte Antiques Week, il 29 aprile alle ore 14:30, è l’asta di Antiquariato, con una raffinata selezione proveniente da due importanti dimore private: una residenza lombarda di gusto veneto e una storica casa romana di spirito Grand Tour. I due nuclei offrono una panoramica ampia e articolata dell’antiquariato italiano ed europeo tra Settecento e Ottocento. Tra i lotti più attesi, una rara coppia di figure in porcellana policroma raffiguranti due gatti seduti, realizzata a Meissen intorno al 1740 da un modello di J. J. Kaendler (lotto 47, stima € 8.000 – 12.000), opere di grande interesse collezionistico e rarità museale, e una elegante coppia di vasi in marmo verde montati in bronzo dorato (lotto 177, stima € 8.000 – 10.000).

Candelabri con putti – Antiquariato, Asta del 29 aprile

Il primo nucleo proviene da una proprietà lombarda appartenuta a un collezionista con una forte predilezione per l’arte veneta. Si tratta di un insieme estremamente coerente che comprende arredi, oggetti d’arte, porcellane – alcune di manifattura di Geminiano Cozzi – tra le più importanti del Settecento italiano – maioliche di alta qualità, tra cui un vaso da farmacia veneziano e dipinti, offrendo una panoramica completa della produzione artistica del periodo. Gli arredi di grande pregio si distinguono per rarità e qualità museale, con pezzi in alcuni casi pubblicati e riferibili alla stagione d’oro del collezionismo tra anni Settanta e Ottanta del Novecento. Elemento particolarmente significativo è la provenienza di molti lotti, acquistati proprio da Finarte in quegli anni: un vero ritorno nella sede in cui furono selezionati.

Il secondo nucleo proviene invece da una residenza romana di carattere differente, con una collezione dal gusto eclettico e internazionale. Vi convivono arredi romani, sculture siciliane e opere francesi dell’Ottocento, tra cui orologi e sculture, insieme a oggetti da Grand Tour come obelischi in marmo e manufatti di gusto archeologico e decorativo.

Informazioni
Aste
Argenti da Arredo e da Collezione – 27 aprile, ore 14:30 (lotti 1 – 240)
Convivium, Arte della Tavola – 28 aprile, ore 10:00 (lotti 1-201) e ore 15:00 (lotti 202-429)
Arte Orientale – 29 aprile, ore 11:00 (lotti 1 – 135)
Antiquariato – 29 aprile, ore 14:30 (lotti 1 – 263)

Esposizione: da lunedì 20 a venerdì 24 aprile, dalle ore 9:00 alle ore 18:00
Finarte Milano – Via dei Bossi, 2

Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio tel. 3351282864
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online
https://www.finarte.it/asta/argenti-antichi-e-da-collezione-milano-2026-04-27
https://www.finarte.it/asta/convivium-arte-della-tavola-milano-2026-04-28 https://www.finarte.it/asta/arte-orientale-milano-2026-04-29
https://www.finarte.it/asta/antiquariato-milano-2026-04-29

Katsushika Hokusai: cinque cose da sapere prima dell’asta

In asta il 29 aprile: Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa e Senju, provincia di Musashi


Katsushika Hokusai (1760–1849) è uno dei pochi artisti nella storia dell’arte ad aver raggiunto una fama davvero planetaria, capace di attraversare epoche, culture e medium, dalle collezioni di Monet alle emoji di Apple, dai musei ai biglietti da mille yen. Maestro assoluto dell’ukiyo-e e innovatore instancabile, Hokusai ha ridefinito il paesaggio giapponese trasformandolo da semplice sfondo narrativo a soggetto autonomo, con un linguaggio visivo di straordinaria modernità. Il 29 aprile, saranno battute all’asta due vedute della sua serie più celebre: Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa e Senju, provincia di Musashi.

Ecco cinque cose da sapere per avvicinarsi a queste due stampe con gli occhi giusti.


1. Le creò quando aveva già settant’anni

Hokusai cominciò a dipingere intorno ai sei anni e non smise mai. Nel corso della sua vita produsse oltre trentamila opere tra dipinti, xilografie, libri illustrati e schizzi, una quantità sbalorditiva, tragicamente ridotta dall’incendio che nel 1839 distrusse il suo studio e gran parte del suo archivio. Eppure i lavori per cui è ricordato nel mondo, la Grande Onda, il Fuji Rosso, e le vedute come quelle oggi in asta, appartengono alla sua settima decade di vita. Le Trentasei vedute del Monte Fuji furono pubblicate a partire dal 1830, quando Hokusai aveva settant’anni e si firmava Gakyō-Rōjin: “il vecchio pazzo per il disegno”. Convinto di non aver ancora raggiunto la vera maturità artistica, aveva dichiarato: “A novant’anni capirò il vero significato delle cose, e a cento sarò un pittore davvero straordinario”.


2. Il blu che cambiò tutto, e un porto chiamato Nagasaki

Ciò che rende immediatamente riconoscibili queste stampe è l’inconfondibile dominante blu: il cosiddetto bero-ai, o blu di Prussia, un pigmento sintetico importato dall’Olanda. Durante il periodo Edo il Giappone viveva in un regime di quasi totale isolamento (sakoku): l’unico porto aperto al commercio estero era Nagasaki, e l’unico partner europeo ammesso erano i mercanti olandesi. Attraverso quel canale strettissimo arrivarono gli inchiostri, le prospettive e i rame incisi europei che Hokusai studiò. Arrivò poi anche il blu di Prussia, con la sua forza cromatica che nessun pigmento tradizionale giapponese poteva eguagliare. Nelle stampe in asta, il contorno blu (blue outline) al posto del nero convenzionale è il segnale distintivo delle tirature di primissima mano, quelle realizzate quando le matrici erano ancora fresche e il colore conservava tutta la sua intensità.


3. Cosa rappresentano le due vedute

Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa (ca. 1830–31) – Lotto 135. La sesta veduta della serie sceglie un’inquadratura quasi fotografica, frontale e ribassata: il ponte Mannen occupa il centro della composizione con la sua arcata robusta, sostenuta da pilastri di tronchi legati da grosse funi. Sul parapetto la folla si affaccia, da un lato verso le imbarcazioni e il pescatore solitario sugli scogli, dall’altro verso il Fuji innevato all’orizzonte. Il ponte connette i quartieri di Fukagawa e Fukagawa Kiyomizu, separati dal fiume Onaki; oltre il ponte scorre il Sumida, dietro cui si apriva il quartiere dei piaceri di Nakasu. La monumentalità architettonica e la vitalità della scena urbana mostrano la sperimentalità di Hokusai, e le soluzioni prospettiche che anticipano la fotografia di decenni.

Lotto 135 – Katsushita Hokusai. Sotto il Ponte Mannen a Fukugawa (Fukagawa Mannenbashi no shita); blue outline, c.1830/32. Stima € 15.000 – 20.000

Senju, provincia di Musashi (ca. 1830–32) – Lotto 134. La quattordicesima veduta apre invece a una prospettiva più distesa. Senju era uno snodo cruciale lungo le vie di accesso alla capitale Edo, e Hokusai ne coglie il respiro attraverso una composizione a tre piani orizzontali — riva, fiume, cielo — che conferisce all’insieme una serenità quasi contemplativa. Le correnti d’acqua sono semplificate in campiture cromatiche essenziali; figure di contadini e pescatori animano le rive con discrezione; sullo sfondo, la sagoma inconfondibile del Fuji chiude l’orizzonte con la sua imperterrita presenza. Il dialogo tra dettaglio e sintesi grafica, tra vita quotidiana e vastità del paesaggio, è uno degli esempi più felici della maturità compositiva di Hokusai.

Lotto 134. Katsushita Hokusai. Senju, provincia di Musashi (Bushu Senju); “contorno blu”, c.1830/1832. Stima € 10.000 – 15.000

4. Trentasei vedute, quarantasei stampe

Le Trentasei vedute del Monte Fuji, nome che non cambiò mai, sono in realtà quarantasei. Il successo fu talmente immediato che l’editore Nishimuraya Yohachi (Eijudo), lo stesso che pubblicò le opere in asta, aggiunse dieci tavole ulteriori alle trentasei originali senza aggiornare il titolo. Hokusai rappresentò il Fuji da province, stagioni e condizioni atmosferiche diverse, sempre con la montagna come costante e la vita umana come contrappunto. Oggi si stima che esistano al mondo meno di dieci serie complete.


5. Una presenza rara sul mercato

Le vedute di Hokusai appartenenti a serie paesaggistiche mature godono di un consolidato apprezzamento internazionale, con esemplari comparabili conservati nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e dell’Art Institute of Chicago. La qualità dell’intaglio, la buona conservazione cromatica e la presenza del contorno blu di prima tiratura costituiscono i parametri determinanti nella valutazione di mercato.

Opere capaci di inserirsi con autorevolezza in qualsiasi collezione di respiro internazionale, e al tempo stesso finestre aperte sul Giappone dell’epoca Edo, viste da un uomo che a settant’anni credeva ancora di avere tutto da imparare.


Asta Arte Orientale /  东方艺术 — Milano, 29 aprile 2026

Grande successo per l’asta di Fotografia

Top lot Sugimoto, record mondiale per Franco Fontana e ottimi risultati per i grandi maestri internazionali.  

 Grande successo per l’asta dedicata alla Fotografia d’autore organizzata da Finarte, con una percentuale di venduto del 95% del valore dei lotti proposti, a conferma del forte interesse del mercato per opere di alta qualità e rare sul mercato italiano. L’evento si è svolto ieri a Milano, 1° aprile 2026. 

A guidare la vendita è stato il top lot di Hiroshi SugimotoCaribbean Sea, dalla serie Seascapes, 1980 (Lotto 110), venduto per € 40.640. Di grande rilievo anche il risultato ottenuto da Desirée Dolron con uno dei primi lavori della serie Xteriors, 2002 (Lotto 77), aggiudicato per € 22.860: si tratta del primo passaggio sul mercato italiano in asta per l’artista olandese. Tra i momenti più significativi dell’asta si segnala inoltre il nuovo record mondiale stabilito da Franco Fontana con il Lotto 18, Paesaggio, 1987, venduto per € 20.320, a conferma dell’interesse crescente verso la fotografia italiana storicizzata e del suo posizionamento internazionale.

Lotto 18. Franco Fontana (1933). Paesaggio, 1987. Lotto venduto € 20.320

L’asta ha registrato ottimi risultati anche per altri grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale. Tutti e quattro i lotti di Steve McCurry hanno suscitato grande domanda, tra cui Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002 (Lotto 108), venduto per € 9.525, confermando l’attrazione verso le sue iconiche immagini reportage. Hanno riscosso notevole attenzione anche le opere di Nick Brandt, rare sul mercato italiano, in particolare Elephant Exodus, Amboseli, 2008 (Lotto 104), venduto per € 5.715: un’opera che ha saputo conquistare i collezionisti grazie alla forza evocativa del soggetto e alla qualità dell’immagine, sottolineando l’apprezzamento per la fotografia naturalistica e di denuncia.

Lotto 108. Steve McCurry (1950). Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002. Lotto venduto a € 9.525

La vendita ha inoltre evidenziato un interesse trasversale per autori iconici della fotografia del Novecento e contemporanea, confermando la solidità del settore e la capacità della fotografia di attrarre un pubblico ampio e diversificato, tra collezionisti esperti e nuovi acquirenti. Tra le aggiudicazioni di rilievo, spicca il raro portfolio di Luigi GhirriIl profilo delle nuvole, 1987/1989, con 4 stampe in tiratura di 25 (Lotto 10), venduto per € 15.240. Ottimo risultato anche per Paolo Ventura con Confesso a mio fratello della mia felicità, 2016 (Lotto 125), aggiudicato per € 16.510, e grande successo per Gianni Berengo Gardin, con 15 lotti venduti sui 17 proposti. 

Lotto 10. Luigi Ghirri (1943 – 1992). Il profilo delle nuvole, 1987/1989. Lotto venduto a € 15.240

“La vendita del 1° aprile è stata per Finarte una consacrazione non solo per la vendita di opere di autori italiani, ma anche per nomi di primo livello internazionali. Aggiudicazioni come quelle di Sugimoto o Desirée Dolron sono paragonabili a quelle che normalmente si assestano nelle grandi aste newyorkesi. La vera sfida per le prossime aste sarà cercare di proporre sempre più lavori di questo calibro,” dichiara il responsabile del dipartimento Davide Battaglia.

Con questo risultato, Finarte consolida ulteriormente il proprio ruolo nel panorama delle aste di fotografia in Italia, rafforzando un progetto che punta su qualità, ricerca e apertura verso il mercato internazionale.

Per informazioni
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo completo
https://www.finarte.it/asta/fotografia-milano-2026-04-01 
 

La Silver Age Marvel all’asta: l’8 aprile l’appuntamento firmato Finarte con i Fantastici 4

L'asta dell'8 aprile propone una delle collezioni più prestigiose mai apparse sul mercato del fumetto americano: i primi 150 albi originali dei Fantastic Four, ognuno certificato individualmente da EGC (European Grading Company)

Creata nel 1961 da Stan Lee e Jack Kirby, la serie ha posto le basi del moderno Universo Marvel: per la prima volta i supereroi non erano icone infallibili, ma una famiglia con dubbi, litigi e problemi reali. Una rivoluzione che ha cambiato per sempre il genere e da cui sono nati Spider-Man, gli X-Men e tutto ciò che oggi conosciamo come Marvel.

Lotto 1014. Marvel Comics – Fantastic Four #50 – 9.4 EGC, Maggio 1966. Stima € 3.500 – 4.000

Tra i lotti in asta figurano albi che hanno segnato la storia del fumetto americano. Si parte dal Fantastic Four #1, l’atto fondativo della Silver Age Marvel, dove Mr. Fantastic, Invisible Girl, Human Torch e The Thing fanno il loro ingresso nel mondo per la prima volta (Lotto 1066, stima € 40.000 – 50.000). Nei numeri successivi la mitologia Marvel cresce rapidamente: il #2 introduce gli Skrull, la razza aliena mutaforma destinata a tornare decenni dopo al centro di Secret Invasion (Lotto 1065, stima € 60.000 – 70.000), mentre il #3 vede il gruppo indossare per la prima volta i costumi ufficiali e la Fantasticar (Lotto 1064, stima € 25.000 – 30.000). Con il #4 fa il suo ritorno in epoca Silver Age Sub-Mariner, il principe degli abissi che scatena la sua vendetta contro il mondo di superficie (Lotto 1063, stima € 8.000 – 10.000). Di particolare interesse anche il #50, che apre la saga di Silver Surfer: l’araldo argentato sfida Galactus per proteggere l’umanità (Lotto 1014, stima € 3.500 – 4.000).

Lotto 1064 – Marvel Comics. Fantastic Four #3 (UK Price Variant) – 7.5 EGC, Aprile 1962. Stima € 25.000 – 30.000

“Quest’asta è un pezzo di storia della cultura pop del XX secolo. Trovare i primi 150 numeri in condizioni certificate così omogenee è un evento rarissimo non solo per il mercato italiano, ma anche per quello americano. Ciò che rende questo lotto davvero straordinario è la coerenza qualitativa garantita dalla gradazione EGC: vedere icone come i Fantastici 4 o il debutto di Galactus o la prima apparizione di Silver Surfer certificate da un ente di tale rigore, offre ai collezionisti una sicurezza d’investimento senza precedenti.” Giulio De Angelis, Esperto di Memorabilia di Finarte

Dalla cantina alla sala d’aste: la guida completa per valorizzare al meglio la propria collezione

La guida per affrontare il mercato dei Vini e Distillati in modo consapevole

Nelle cantine di famiglia si nascondono spesso storie straordinarie. Bottiglie acquistate decenni fa, conservate con cura o semplicemente dimenticate, che nel tempo hanno acquisito un valore ben superiore a quello originario. Non sempre è facile riconoscerle, e ancora meno sapere come valorizzarle nel modo giusto.

Il mercato del vino da collezione è selettivo: solo alcune etichette crescono davvero nel tempo. La differenza tra una vendita ben gestita e un’occasione mancata si misura spesso in migliaia di euro. L’asta, quando si tratta di vini e distillati di qualità, è lo strumento più efficace per ottenere il prezzo che una bottiglia merita.

Ecco cinque cose che ogni collezionista, esperto o alle prime armi, dovrebbe sapere prima di vendere.


1. IL VALORE

Non tutte le bottiglie invecchiano allo stesso modo, e saper riconoscere quelle che migliorano nel tempo è il punto di partenza.

Per l’Italia, l’attenzione si concentra sui grandi vini piemontesi: Barolo e Barbaresco in primis, sugli Amarone della Valpolicella e sulle denominazioni toscane più prestigiose, come Brunello di Montalcino e i Supertuscan.

Fuori dall’Italia, Borgogna e Bordeaux restano i riferimenti assoluti, insieme allo Champagne. Accanto al vino, anche i distillati giocano un ruolo importante: whisky scozzesi d’annata, Cognac, Calvados e Marsala storici possono raggiungere cifre sorprendenti.


2. LA CONSERVAZIONE

Una bottiglia vale quanto la sua storia. L’etichetta deve essere integra, la capsula intatta, il livello di riempimento adeguato.

La cantina ideale è fresca, buia, con temperatura stabile e umidità controllata. Le bottiglie non dovrebbero essere spostate spesso. Le casse originali, in legno o cartone, sono un ottimo segnale per capire lo stato di conservazione delle bottiglie.


3. LA VALUTAZIONE

Non serve essere esperti per fare il primo passo. Spesso chi eredita una cantina si blocca proprio qui: non sa da dove cominciare, teme di commettere errori o semplicemente non ha il tempo di studiare ogni etichetta.

È più semplice di quanto sembri: è sufficiente predisporre un elenco delle bottiglie con le informazioni principali — tra cui produttore, nome del vino e annata — accompagnato da alcune fotografie (etichetta frontale, retro, capsula e livello di riempimento). Su questa base, il Dipartimento Vini e Distillati può fornire una prima stima gratuita e senza impegno, utile per orientarsi sul valore effettivo della collezione.


4. L’ASTA

L’asta rappresenta il mercato più trasparente per il vino di qualità. A differenza della vendita privata, in cui il prezzo dipende dalla capacità negoziale del venditore e dalle informazioni disponibili, l’asta mette in competizione acquirenti esperti e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Il risultato è, nella maggior parte dei casi, un prezzo molto vicino al reale valore di mercato.

Le bottiglie affidate vengono inserite nel primo appuntamento utile in calendario, garantendo tempi rapidi di monetizzazione e la massima visibilità presso un pubblico selezionato di intenditori e collezionisti.


5. IL PROCESSO

Dalla cantina all’asta, il percorso si articola in passaggi chiari. Dalla prima stima alla martellata finale, gli esperti accompagnano il venditore in ogni fase.


Hai una cantina da valorizzare?

I nostri esperti sono a completa disposizione per un appuntamento.
Contattaci: vini@finarte.it


Whisky da collezione e rarità da tutto il mondo in asta il 18 marzo a Milano

385 lotti tra grandi distillerie scozzesi, vintage storici e formati speciali per una giornata interamente dedicata ai Distillati

Cuore della selezione è una collezione di Whisky costruita nell’arco di più decenni, che spazia tra numerose distillerie scozzesi e comprende etichette provenienti da Irlanda, Stati Uniti, Canada e Giappone.

Accanto a bottiglie rare e preziose come una serie di The Macallan 80° Proof (lotti 354-356, stime € 2.500 – 5.000), i The Glenlivet Vintage 1939, 1940, 1948, 1949 e 1956 (lotti 357-361), i Glen Grant 1948 e 1919 (Lotto 362 – 363, stima € 1.500 – 3.000), e i Signatory Springbank ai lotti 371 e 372.

Lotto 371. Signatory springbank n°118 Single Malt Scotch Whisky, 1967. Base d’asta € 1.500

La proposta si conclude con una selezione di grandissimi formati (Lotti 615 – 626) e con i rari e divertenti decanter in ceramica della serie Wild Turkey Decanters (Lotti 659 – 663), oggetti iconici molto ricercati dai collezionisti.

Lotto 644. Bell’s Queen Elizabeth Whisky Decanter. Base d’asta € 50

“È molto raro trovare una collezione di tale ampiezza e varietà, oltre 950 bottiglie tutte rigorosamente diverse una dall’altra,” afferma Guido Groppi, Capo Dipartimento Vini e Distillati di Finarte, “una vera enciclopedia del Whisky”.

Informazioni   
Mercoledì 18 Marzo, ore 10:00 – TORNATA 1 (lotti 300-486) e ore 15:00 – TORNATA 2 (lotti 487-685) 
Esposizione: Visione dei lotti solo su appuntamento nella sede di Milano 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online 
https://www.finarte.it/asta/distillati-milano-2026-03-18 

Capolavori in bottiglia: il 17 marzo in asta a Milano i grandi nomi del vino da collezione

Dai grandi Barolo ai miti di Borgogna: Jayer, Romanée-Conti e le icone internazionali protagoniste della vendita

Si riapre la stagione delle aste del Dipartimento Vini e Distillati con un appuntamento di grande prestigio dedicato ai grandi vini italiani, francesi e internazionali. Un catalogo ricco e articolato che conferma la qualità della selezione, capace di affiancare etichette iconiche a bottiglie più rare e ricercate.

Tra i protagonisti spiccano le più prestigiose etichette di Barolo, con una splendida Jeroboam di Monfortino Riserva 2015 (Lotto 20, base d’asta € 3.000), accanto ai più importanti Supertuscan e a chicche meno frequenti ma di grande interesse collezionistico come Inama “Oratorio di San Lorenzo” (Lotto 69, base d’asta € 840) e i Miani (Lotti 75 – 77). Di particolare rilievo anche la selezione campana con Montevetrano(Lotti 174 – 177), Quintodecimo (Lotti 178 – 179) e Mastroberardino (Lotti 180 – 182), etichette che raccontano un territorio in continua crescita.

Lotto 253. Henri Jayer Richebourg Grand Cru Magnum, 1985. Base d’asta € 23.000

La Francia è rappresentata da una straordinaria selezione di Borgogna, con le bottiglie di Henri Jayer (Lotti 246 – 254), accanto ai quali figurano nomi di assoluto prestigio come il Domaine de la Romanée-Conti (Lotti 211 – 212, 244), il Domaine René Engel (Lotti 201 – 203), oltre a Coche-DuryDugat-Py Ramonet, RoulotMugneret-GibourgAnne Gros, a testimonianza di una proposta ampia e di altissimo livello.

Lotto 277. Dom Perignon P2 Rosè, 2000. Base d’asta € 1.600

Fra gli Champagne si segnalano un raffinato Salon Cuvée S Le Mesnil (Lotto 276, base d’asta € 1.100) e uno splendido Dom Pérignon P2 Rosé (Lotto 277, base d’asta € 1.600), mentre la selezione internazionale comprende icone del Nuovo Mondo come Opus One (Lotto 282, base d’asta € 480) dagli Stati Uniti, Penfolds Grange Bin 95 (Lotto 285, base d’asta € 300) dall’Australia e un raro e prezioso Barbeito Malvasia (Lotto 284, base d’asta € 600) di Madeira.

“Filo conduttore dal 2025 al 2026 sono le meravigliose bottiglie di Jayer, protagoniste delle ultime aste dell’anno scorso e vertice dell’interessante offerta di vini di Borgogna in questa prima asta del 2026” –dichiara Guido Groppi, Capo Dipartimento Vini e Distillati di Finarte – “Siamo molto orgogliosi della selezione italiana che, a fianco dei nomi più noti e ricercati, propone anche splendide bottiglie meno frequenti ma ugualmente interessanti”.

Informazioni 
Asta: martedì 17 marzo, ore 10:00 – TORNATA 1 (lotti 1-186) e ore 15:00 – TORNATA 2 (lotti 187-285) 
Esposizione: Visione dei lotti solo su appuntamento nella sede di Milano. 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online 
https://www.finarte.it/asta/vini-da-collezione-milano-2026-03-17