Savinio, de Chirico, Fontana: torna l’Arte Moderna e Contemporanea da Finarte

L'8 luglio a Milano torna "Tout de Suite". Il giorno successivo, il 9 luglio, l'asta di Grafica Internazionale e Multipli d'Autore completa il dittico con 430 opere-

L’8 luglio a Milano torna “Tout de Suite”, l’appuntamento con l’Arte Moderna e Contemporanea di Finarte dedicato al vasto pubblico di collezionisti che seguono con attenzione tutte le correnti estetiche, alla ricerca delle opere più adatte ai gusti di ciascuno. Il giorno successivo, il 9 luglio, l’asta di Grafica Internazionale e Multipli d’Autore completa il dittico con 430 opere, dai surrealisti alla Pop Art.

Dalla collezione Fortunato Grosso, noto editore catanese, verranno presentate alcune opere su carta di rara qualità, tra cui figurano composizioni di Fabrizio Clerici, Piero Guccione (lotto 21, stima € 1.000 – 1.500) ed un raffinatissimo studio di Alberto Savinio per l’omonimo dipinto Monumento alla Musica, eseguito con tecnica mista su carta nel 1950 e valutato a € 7.000 – 10.000 (lotto 22).

Lotto 31 – Alberto Savinio. Capri, 1940. Stima € 15.000 – 20.000

Sempre su carta ma provenienti da altre collezioni private, figurano inoltre opere di artisti di fama internazionali quali Lucio Fontana, Pierre Alechinsky, Roberto Sebastian Matta Max Ernst, presente con il Paysage pour Histoire Naturelle, 1952, frottage e grafite su carta stimato a € 5.000 – 7.000 (lotto 30).

Lotto 30 – Max Ernst. Paysage pour Histoire Naturelle, 1952. Stima € 5.000 – 7.000

Tra i numerosi dipinti, per gli appassionati dei grandi Maestri del ‘900, si segnalano due composizioni in olio su tela di Giorgio de Chirico: Frutta nel paesaggio del 1950 e Due cavalieri in un paesaggio entrambi presentati in vendita con stima € 35.000 – 50.000 (lotti 18 e 32). 

Lotto 32 – Giorgio de Chirico. Due cavalieri in un paesaggio, 1960 ca. Stima € 35.000 – 50.000

Per gli amanti degli artisti romani della Scuola di Piazza del Popolo, non mancheranno alcuni iconici lavori di Tano Festa, Franco Angeli Mario Schifano, del quale si segnalano, il dipinto Albero, 1991, (lotto 200, stima € 35.000 – 50.000) e l’opera Senza titolo (Paesaggio anemico) al lotto 207, della prima metà degli Anni ’70 con valutazione € 15.000 – 20.000.

Lotto 207 – Mario Schifano. Senza titolo (Paesaggio anemico), prima metà Anni ’70. Stima € 15.000 – 20.000

Il 9 luglio la casa d’aste prosegue con l’asta di Grafica Internazionale e Multipli d’Autore, una selezione di 430 opere che attraversa un intero secolo di linguaggi muovendosi su una delle sue forme più accessibili. È qui che si gioca, forse, la parte più interessante per chi guarda al collezionismo come a un percorso: dove il dipinto resta un unicum spesso destinato a un pubblico ristretto, l’incisione, la litografia e il multiplo consentono anche al collezionista alle prime armi di portare a casa la firma di un grande maestro a cifre decisamente più contenute.  

Lotto 232 – Renè Magritte. Ceci n’est pas une pipe, 1962. Stima € 5.000 – 7.000

Il percorso si apre nel segno del Surrealismo, con Paul DelvauxMax ErnstAndré MassonRené Magritte (lotto 232, stima € 5.000 – 7.000) e Joan Miró. Si prosegue con i nomi cardine del Novecento, da Marc Chagall Giorgio de Chirico, fino a Pablo Picasso, presente con due opere (lotti 295 – 298). L’energia della Pop Art arriva con Roy Lichtenstein (lotto 214, stima € 5.000 – 7.000), Andy Warhol (lotto 427, stima € 7.000 – 9.000) e un nucleo di opere di Mario Schifano, mentre l’arte italiana del secondo dopoguerra è rappresentata da Alberto BurriGiuseppe CapogrossiPiero DorazioMichelangelo Pistoletto e Joseph Beuys (lotto 50, stima € 7.000 – 10.000), a conferma di una proposta calibrata per intercettare gusti, budget e sensibilità molto diversi tra loro.

Informazioni 
Asta Tout de Suite / Arte Moderna e Contemporanea: mercoledì 8 luglio, ore 15:00 – TORNATA UNICA (lotti 1 – 293) 
Asta Grafica Internazionale e Multipli d’Autore: giovedì 9 luglio, ore 10:00 – TORNATA 1 (lotti 1-195) e ore 15:00 – TORNATA 2 (lotti 196-434)

Esposizione: giovedì 2 e venerdì 3 luglio e lunedì 6 e martedì 7 luglio dalle ore 10:00 alle ore 19:00 
Finarte, Via dei Bossi, 2 – Milano 
Ufficio Stampa Finarte: Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Il Battisti segreto trionfa da Finarte: record per i quadri inediti e le lettere alla madre

Forte interesse e rilanci serrati nell'asta di Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi del 26 giugno a Roma: protagonisti assoluti i due Lucio della canzone italiana, Battisti e Dalla, accanto ai grandi cimeli dello sport e della storia del Novecento

Al centro dell’asta il nucleo delle lettere giovanili di Lucio Battisti, attesissimo e già al centro dell’interesse mediatico nelle settimane precedenti la vendita: la riscoperta della corrispondenza con la madre ha fatto il giro delle testate nazionali fino ai telegiornali. Si tratta di lettere autografe degli anni Sessanta — scritte da Milano, Trani, Torino e dall’Olanda durante i primi spostamenti del giovane musicista con le sue prime formazioni — accompagnate da appunti, testi di canzoni, disegni e schizzi. Un racconto intimo e autentico degli esordi del cantautore, tra pensioni da 800 lire a notte, viaggi in macchina e prime scritture, che restituisce il ritratto inedito di un ragazzo agli inizi della sua avventura artistica. In sala l’interesse si è tradotto in rilanci serratissimi che hanno moltiplicato più volte le stime di partenza: il lotto più conteso (lotto 112) è salito fino a quasi € 8.990, mentre l’insieme dei lotti di lettere ha totalizzato complessivamente più di € 35.000.

Lotto 112. Lucio Battisti. 6 lettere, vergate ed autografe di Lucio Battisti, alcuni foglietti con appunti vari, testi di canzoni, disegni, schizzi vari, lettere della mamma, Anni ’60. Lotto venduto a € 8.890

A sorprendere è stato però il volto meno conosciuto di Battisti, quello di pittore, che si è rivelato il vero protagonista delle aggiudicazioni. Top lot dell’intera asta è infatti il dipinto su tela La canzone della terra del 1971 al lotto 126, aggiudicato per € 24.130 a fronte di una stima di € 8.000 – 10.000. Realizzato sul retro di un arazzo, l’opera raffigura una sorta di cartina geografica vista dall’alto, una visione panteistica e un ideale abbraccio della natura, rimasta per anni appesa in casa dei genitori del cantautore ed esposta nel 2011 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella mostra Battisti, il tratto delle emozioni. Hanno trovato nuovi collezionisti anche gli altri oli della serie: La macchina del tempo del 1974 (lotto 127), dipinto su cassette della frutta riassemblate attorno al meccanismo di un vecchio orologio, venduto per € 8.255, Respirando del 1976 (lotto 119) a € 6.350, Sognando e risognando del 1971 (lotto 124) a € 5.715 e Prigioniero del mondo del 1968 (lotto 125) a € 4.445.

Lotto 126 – Lucio Battisti. Dipinto su tela per “LA CANZONE DELLA TERRA”, 1971. Lotto venduto a € 24.130

A chiudere la sezione musicale, l’altro grande nome della canzone italiana: il manoscritto originale di Canzone di Lucio Dalla (lotto 105), uno dei suoi brani più amati e secondo solo a Caruso per vendite, ha raggiunto i € 7.620. A renderlo particolarmente interessante una significativa variante testuale, poi smussata nella versione definitiva del 1996.

Lotto 105. Lucio Dalla – Canzone, 1996. Lotto venduto a € 7.620

Brillante anche la sezione dei cimeli sportivi e automobilistici. In testa la torcia della VII edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina 1956 (lotto 169), venduta a € 15.240, seguita dai due trofei della XXIV e ultima Mille Miglia di velocità appartenuti al pilota Giorgio Scarlatti: il Trofeo Mazzotti (lotto 151) a € 10.795 e il Trofeo Shell (lotto 150) venduto a € 5.080. Buoni risultati anche per le altre torce olimpiche — Roma 1960 (lotto 172, € 4.826) e Londra 1948 (lotto 166, € 3.048) — e per l’eccezionale cimelio calcistico donato a Diego Armando Maradona dai compagni Javier Zanetti e Juan Sebastián Verón (lotto 163, € 3.048).

Lotto 169. Torcia della VII Edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina del 1956., 1956. Lotto venduto a € 15.240

Chiude la sezione dedicata alla storia italiana, con il raffinato set da tavola in argento appartenuto a Giuseppe Verdi, inciso con le iniziali del maestro (lotto 184), venduto per oltre € 8.000, e una selezione di testimonianze del Novecento: dal rarissimo orologio a forma di fascio littorio con carillon Giovinezza (lotto 214) aggiudicato a € 3.810 ai lotti legati a Gabriele D’Annunzio tra cui gemelli da polso con teste di levriero con dedica autografa (lotto 136, € 3.302), e il volume Alla più grande Italia con dedica a Thaon di Revel (lotto 139, € 1.207).

Lotto 184. Giuseppe Verdi – Set da tavola appartenuto al maestro Giuseppe Verdi, anni 1880. Lotto venduto a € 8.255

Informazioni 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

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Il Vittoriale acquisisce il carteggio segreto di d’Annunzio. Volano i manoscritti nell’asta Finarte di Libri e Manoscritti

Protagonisti il nucleo di codici quattrocenteschi che hanno moltiplicato le stime, e le rarità del Novecento: dalla Cucina Futurista a Harry Potter

Venduto oltre l’80% dei lotti nell’asta di Libri, Autografi e Manoscritti del 25 giugno a Roma, curata da Fabio Massimo Bertolo e Diana Cardaci.

La notizia più importante arriva da Gardone Riviera: il Vittoriale degli Italiani ha acquisito, tramite Finarte, il carteggio tra Gabriele d’Annunzio e Giovanni Rizzo, l’imponente nucleo di 83 documenti manoscritti — lettere, minute e buste autografe, in parte inedite — indirizzati dal Vate al funzionario di polizia che Mussolini inviò al Vittoriale nel 1923 con il compito ufficiale di indagare su un furto di gioielli, ma con la reale missione di sorvegliare il Poeta. Negli anni quel rapporto si trasformò: Rizzo divenne segretario, confidente e, a suo modo, amico del Vate, che arrivò a definire quel legame «molto più delicato dell’amore». Un d’Annunzio inedito e privato emerge da queste pagine — le inquietudini, le superstizioni, il dolore per il figlio Gabriellino, i giudizi severi su Mussolini nei momenti di rottura con il regime. L’acquisizione, perfezionata grazie alla collaborazione di Fabio Massimo Bertolo, Responsabile del Dipartimento Libri, Manoscritti e Stampe, restituisce un tassello fondamentale per la storia stessa del Vittoriale: il carteggio sarà digitalizzato e reso disponibile negli Archivi della Fondazione.

Lotto 42. Manoscritti, Sicco Polenton. Sicconis Polentoni prefatio in vitam Sancti Antonii incipit, 1460 Lotto venduto a € 48.260

A trainare l’asta è stato però soprattutto il nucleo di manoscritti, che ha registrato rilanci serrati e aggiudicazioni molto superiori alle attese. In testa lo splendido codice umanistico pergamenaceo di Sicco Polenton (lotto 42), la Vita di Sant’Antonio vergata a Padova nella seconda metà del XV secolo aggiudicato a € 48.260. Sorprendente il risultato del manoscritto medico di Leonardo Bertapaglia (lotto 33), ricca miscellanea di trattati di chirurgia del 1500, salito fino a € 40.640. Grande interesse anche per lo Graduale su pergamena del 1470 al lotto 39, splendidamente miniato in ambito fiorentino, aggiudicato per più di € 30.000. Segue l’elegante codice umanistico del 1470 Rhetoricae di Cicerone al lotto 34, venduto per € 25.400. Hanno raggiunto entrambi € 20.320 le Epistole di Plinio (lotto 41, 1438) e il trattato De confutatione hebraicae sectae di Johannes Baptista Gratia Dei (lotto 40, 1490), straordinaria copia di tipografia con le impronte digitali del compositore. Tra le curiosità più contese, il manoscritto settecentesco Figure di Pirotechnia nuovamente inventate (lotto 38), raro repertorio illustrato di macchine pirotecniche, venduto a € 17.780.

Lotto 38. Manoscritti, Figure di Pirotechnia nuovamente inventate, 1730. Lotto venduto a € 17.780

Tra i libri illustrati spicca la rarissima edizione originale della Raccolta di varie favole di Giorgio Fossati (lotto 168; Venezia, 1744), tra le più riuscite prove di incisione a colori del Settecento veneziano aggiudicata a € 16.510.

Lotto 263 – Filippo Tommaso Marinetti e Fillia. La Cucina Futurista, 1932. Lotto venduto a € 1.651

Vivace anche la sezione del Novecento. La leggendaria Cucina Futurista di Filippo Tommaso Marinetti e Fillìa (lotto 263, stima € 400 – 600), il libro-manifesto del futurismo culinario, una provocazione, ma anche la sintesi in chiave gastronomica della rivoluzione marinettiana, è stata venduta a € 1.651. Alla stessa cifra il libro forse più ambito dai giovani collezionisti: la prima edizione italiana di Harry Potter e la pietra filosofale (lotto 265, stima € 300 – 500), nella ricercatissima variante con Harry senza occhiali in copertina, poi corretta dalla seconda ristampa.

Informazioni 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Il collezionismo colto premia Finarte: trionfano le icone di Albini, Ingrand e Hadid nel consolidato format Design Heritage

Una tornata in cui i grandi maestri del dopoguerra hanno dialogato con il design da collezione più contemporaneo, a ulteriore conferma di un format ormai consolidato dopo l'ottimo riscontro delle edizioni precedenti

Si è conclusa con risultati più che positivi l’asta Design Heritage, curata dal Dipartimento Design di Finarte guidato da Filippo Maria Fiorini Rogai e tenutasi il 23 giugno.

Le aggiudicazioni più significative testimoniano la solidità del design italiano degli anni Cinquanta. A guidare i risultati è la libreria modello LB7 di Franco Albini, aggiudicata a € 13.970 (lotto 40), affiancata dalle poltrone P32 di Osvaldo Borsani, vendute a € 10.160 (lotto 66). Segue Gio Ponti, con il tavolo ovale e le poltrone mod. 516 battuti entrambi a € 8.890 (lotti 94 e 97): numeri che raccontano un collezionismo colto, alla ricerca di icone intramontabili.

Esposizione Design Heritage giugno 2026.

Grande interesse anche per il nucleo del catalogo dedicato all’illuminazione, con Max Ingrand assoluto protagonista. Le sue creazioni per Fontana Arte hanno trovato un riscontro positivo in diversi momenti della vendita: la coppia di lampade da parete del 1955 è stata aggiudicata a € 11.430 (lotto 1), la lampada da terra Dahlia a € 9.525 (lotto 123) e la lampada da terra mod. 1569 al lotto 82 ha raggiunto gli € 8.255, a testimonianza di una domanda vivace per pezzi capaci di unire funzione e arte decorativa.

Esposizione Design Heritage 2026. In primo piano, Ma Yansong / Studio MAD. Seduta centrale modello ‘Mogu’, limited edition, 2017. Lotto venduto a € 5.080

Accanto ai maestri storici, l’asta ha riservato un eccezionale risultato al prototipo della poltrona Miniplush di Zaha Hadid venduto a € 12.065 (lotto 36), e alla seduta Mogu di Ma Yansong / Studio MAD, aggiudicata a € 5.080 (lotto 30).

“Finarte conferma la propria capacità di individuare opere rappresentative della storia del design, dal primo Novecento ai giorni nostri, spaziando dalle arti decorative all’illuminazione e agli arredi iconici ed eclettici, in cui la rarità del prototipo si coniuga con l’eleganza formale dei maestri che hanno reso il Made in Italy celebre nel mondo”, commenta Filippo Maria Fiorini Rogai, Responsabile del Dipartimento Design e Arti Decorative di Finarte.

Informazioni 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio Tel. 3351282864 
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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La pittura al femminile accende l’asta romana di Arte Figurativa tra XIX e XX Secolo

A guidare la classifica e a catalizzare le gare in sala è stata la figura femminile, vera protagonista della giornata

Si è conclusa con risultati più che positivi la tornata di Arte Figurativa tra XIX e XX secolo, curata da Giulia Leonardi e Marzia Flamini e tenutasi il 18 giugno presso la sede romana di Finarte.

Top lot assoluto della vendita è il Nudo di donna velata del pittore croato Vlaho Bukovac (lotto 161), dipinto nel 1921, nell’ultima fase della carriera dell’artista, scomparso l’anno successivo a Praga. L’opera stimata tra i € 5.000 – 8.000, è stata contesa in una lunga e intensa gara fino a raggiungere un’aggiudicazione di € 57.150, un risultato che conferma il vivace interesse del mercato internazionale per questo autore.

Lotto 161 – Vlaho Bukovac. Nudo di donna velata, 1921. Lotto venduto a € 57.150

Sempre sul tema della figura femminile spiccano anche i lavori di Giovanni Boldini, presente con due prove di registro opposto: la sensuale Figura femminile distesa al lotto 157, un disegno a carboncino e acquerello che ha catturato l’interesse dei collezionisti italiani presenti in sala, venduto a € 16.510, e il più intimo bozzetto Signore che leggono al lotto 158, aggiudicato a € 2.800.

Lotto 157- Giovanni Boldini. Figura femminile distesa. Lotto venduto a € 16.510

Rimane solida l’attenzione per il gusto neopompeiano, con un nucleo di suggestive scene di ambientazione classica: in testa la Scena pompeiana di Pietro Saltini (lotto 92), battuta a quasi € 9.000, seguita da quella di Felice Bauduc Cerruti del 1876 (lotto 90), venduto a € 7.620, e dalla raffinata tavola di Luigi Bazzani del 1884 (lotto 89, venduto a € 5.715).

Lotto 92. Pietro Saltini. Scena pompeiana. Lotto venduto a € 8.890

Interesse particolare anche per le vedute e paesaggi, a partire dalle due piccole tavole di Giovanni Grubacs con la Piazzetta e Riva degli Schiavoni a Venezia (lotti 110-111) aggiudicate per un valore complessivo di € 12.700. Una tela di importanti dimensioni di Federico Rossano, il lirico Il trasporto del fieno del 1864 (lotto 132), ha poi più che triplicato la stima di € 2.000-3.000, raggiungendo € 10.160. 

Lotto 111 – Giovanni Grubacs. Venezia, Riva degli Schiavoni. Lotto venduto a € 6.350

“Ancora una volta il mercato dell’Ottocento si è dimostrato presente, con un solido interesse per le scuole regionali e la continua ricerca di opere di grande qualità e ‘fresche’ sul mercato, con provenienze private e testimoni di un gusto collezionistico raffinato. La figura femminile ha dominato come soggetto ma è giusto segnalare anche la presenza in catalogo di artiste donne spesso trascurate o dimenticate dalla critica verso cui l’interesse del pubblico si sta finalmente risvegliando, in linea con una tendenza trasversale alle varie epoche storiche e ai vari media,” commentano Giulia Leonardi e Marzia Flamini.

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Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Le chitarre di Lucio Battisti, un manoscritto di Lucio Dalla e i grandi cimeli della storia italiana

Da Lucio Battisti a Lucio Dalla, passando per Maradona, le Mille Miglia e Gabriele D'Annunzio: un viaggio unico tra musica, sport e storia italiana

l 26 giugno Finarte porta all’incanto a Roma oltre due secoli di emozioni, raccontati attraverso autografi, memorabilia e oggetti appartenuti a protagonisti della cultura, dello sport e della storia del nostro Paese. 

Tra i protagonisti più attesi dell’asta Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi, in programma venerdì 26 giugno alle ore 15:00 presso la sede romana di Finarte, spiccano due nomi che hanno segnato in modo indelebile la storia della canzone italiana: Lucio Battisti e Lucio Dalla. Nati entrambi nel marzo del 1943, i due artisti tornano idealmente insieme attraverso una selezione di oggetti e documenti che ne raccontano il talento, il percorso umano e la straordinaria eredità culturale. 

La sezione dedicata a Lucio Battisti offre uno sguardo privilegiato sui suoi anni giovanili e sulla nascita della sua avventura musicale. Tra i lotti più significativi figurano due chitarre utilizzate agli esordi della carriera, strumenti che accompagnarono le prime esperienze artistiche del futuro cantautore e tra cui una ricevuta in dono dal padre (lotto 121, stima € 60.000 – 65.000 e lotto 122 stima € 60.000 – 70.000). A queste si affianca un importante nucleo di corrispondenza privata con la madre, lettere scritte durante i numerosi spostamenti che, a metà degli anni Sessanta, portarono il giovane musicista a esibirsi in Italia e all’estero con le sue prime formazioni. Un racconto intimo e autentico degli anni della formazione. A sorprendere è anche la presenza di alcune opere pittoriche che testimoniano una dimensione meno conosciuta ma altrettanto creativa di Battisti, confermando la versatilità del suo talento artistico. 

Di grande fascino anche il gruppo di lotti appartenuti a Lucio Dalla, capace di restituire il ritratto di un artista eclettico, curioso e profondamente legato ai propri ricordi. Tra gli oggetti più rari si distingue un borsello realizzato dalla madre, uno dei soli tre esemplari conosciuti (lotto 101, stima € 3.000-5.000), accanto a una valigetta Cartier, al microfono e cuffie provenienti dallo studio di registrazione installato sul suo yacht (lotto 102, stimato € 2.000-3.000) e alla Fiat 500 Abarth ricevuta in dono da Luca Cordero di Montezemolo al lotto 106 stimata € 7.000-10.000. Ma a catturare l’attenzione dei collezionisti saranno soprattutto alcuni pezzi iconici della sua carriera: la giacca originale indossata durante la tournée americana DallAmeriCaruso del 1986 (lotto 104, stima € 12.000-16.000), gli storici occhiali Ray-Ban utilizzati nel tour Banana Republic del 1979 (lotto 103, stima € 2.500-3.500) e, soprattutto, il manoscritto originale di Canzone, uno dei brani più amati del repertorio di Dalla, presentato con un’interessante variante testuale che ne accresce l’interesse storico e collezionistico al lotto 105, stimato € 6.000-8.000. 

Ad arricchire ulteriormente il catalogo una significativa selezione di cimeli sportivi che attraversa alcune delle pagine più memorabili dello sport italiano e internazionale: dall’automobilismo, con un prestigioso trofeo delle Mille Miglia (lotto 151, stima € 4.000 – 4.500), alle Olimpiadi di Cortina 1956 e Roma 1960, fino al calcio, rappresentato da una straordinaria maglia donata a Diego Armando Maradona da Javier Zanetti e Juan Sebastián Verón (lotto 163, stima € 2.500-3.000). 

Ampio spazio è dedicato anche alla storia italiana, con una ricca selezione di documenti e oggetti del Ventennio fascista, autografi di grandi protagonisti della cultura e della musica, preziosi cimeli come un servizio da tè appartenuto a Giuseppe Verdi e numerose testimonianze legate a figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia del Paese, tra cui Gabriele D’Annunzio

Un appuntamento che si annuncia come uno dei più interessanti della stagione per collezionisti e appassionati, offrendo la rara opportunità di custodire frammenti autentici della memoria italiana. 

Finarte firma la migliore asta di orologi della sua storia: oltre 2 milioni di euro totalizzati e aggiudicazioni al 155% delle basi d’asta

Il catalogo curato da Alessio Coccioli, Responsabile del Dipartimento Orologi di Finarte, ha confermato il forte interesse del mercato internazionale per l’orologeria d’epoca da collezione

La vendita di Orologi tenutasi il 15 giugno 2026 presso il Salotto di Brera di Finarte si chiude con un risultato record per il Dipartimento Orologi della maison: oltre 2 milioni di euro di fatturato complessivo, il 91% dei lotti aggiudicati e un valore di vendita pari al 155% delle basi d’asta. Un esito che segna il migliore risultato di sempre per il dipartimento e conferma la straordinaria vitalità del mercato dell’orologeria vintage e della solidità del mercato del segnatempo da collezione.

Protagonisti della vendita sono stati tre nomi simbolo dell’orologeria svizzera, Patek Philippe, Vacheron Constantin e Rolex, capaci di catalizzare l’attenzione dei collezionisti e di generare alcune delle aggiudicazioni più rilevanti della tornata.

Lotto 183. Patek Philippe – Calatrava 2431R personalizzato per Freccero, anni 50. Lotto venduto a € 81.900

Grandi risultati per l’importante selezione di Patek Philippe d’epoca, che presentava delle rarità mondiali. A sorprendere è stato il Calatrava 1598 “brioche” con anse a croissant degli anni ’40 (Lotto 95), partito da una base d’asta di € 8.000 e aggiudicato a € 94.500, superando di oltre dieci volte la stima iniziale e affermandosi come simbolo della crescente attenzione verso configurazioni rare e sofisticate. Straordinario anche il risultato del Top Hat 1450 con quadrante in zaffiri e bracciale e garanzia originali (Lotto 114), venduto per € 85.680 da una partenza di € 16.000. Altro orologio iconico della vendita è stato il Calatrava 2431 “flame” personalizzato per Freccero degli anni ’50 (Lotto 183), salito a € 81.900 da una base di € 12.000.

Ottimi riscontri anche per Vacheron Constantin, presente con una selezione di grande raffinatezza tecnica e stilistica, a partire dal cronografo 4178 “pink-on-pink” con scala pulsometrica degli anni ’40 (Lotto 184), che da una base d’asta di € 20.000 ha raggiunto i € 93.240, conquistando il secondo miglior risultato dell’intera vendita. A chiudere il catalogo è stata una delle casse di forma più emblematiche della firma, espressione dell’esuberanza post-bellica: la Cornucopia 4695 con quadrante guilloché degli anni ’50 (Lotto 185), che da € 15.000 ha superato i € 60.000, confermando l’interesse per le interpretazioni più scultoree e decorative dell’orologeria svizzera.

Lotto 185. Vacheron Constantin, Cornucopia 4695 guilloché, anni 50. Lotto venduto a € 60.480

Non da meno Rolex, protagonista con alcune rarità storiche provenienti da collezioni private e presentate per la prima volta sul mercato. Orologio copertina è il Prince Brancard 971 in platino degli anni ’30 (Lotto 40), partito da € 14.000 e aggiudicato a € 31.500: un modello all’epoca promosso come “l’orologio degli uomini distinti”, rarissimo nella declinazione in platino e considerato un vero unicorno del collezionismo. Altro modello di grandissima qualità si è dimostrato il cronografo referenza 4313 in oro rosa e quadrante bitonale degli anni ’50 (Lotto 66), che ha raggiunto € 41.580 da una base di € 10.000, dimostrandosi uno degli orologi più ambiti del catalogo.

Lotto 40. Rolex – Prince Brancard 971 platino, anni 30. Lotto venduto a € 31.500

“Il catalogo presentava delle rarità assolute anche a livello internazionale, in linea con il gusto e la selezione che da sempre cerchiamo di proporre nelle nostre aste. Fa particolarmente piacere riscontrare, al di là delle aggiudicazioni che sono state oggettivamente importanti e sorprendenti, che il mercato abbia sposato questa nostra filosofia e ci riconosca come punto di riferimento in questa direzione. Sono sicuro che questa vendita avrà delle ripercussioni positive anche per i prossimi cataloghi,” commenta Alessio Coccioli.

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Finarte, Via dei Bossi, 2 – Milano 

Ufficio Stampa Finarte: Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

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Finarte: l’asta di Arte Moderna e Contemporanea supera i 2 milioni di euro e conferma il respiro internazionale della casa d’aste

Si è conclusa il 9 giugno, nella sede storica di Finarte in Via dei Bossi a Milano, l'Asta di Arte Moderna e Contemporanea, che ha totalizzato un risultato complessivo di oltre 2 milioni di euro, pari al 90% del valore offerto ed oltre il 70% dei lotti venduti

Tra i maestri del Novecento storico, ottimo riscontro per i Fiori, del 1956 (Lotto 41) di Giorgio Morandi, aggiudicati per 165.100 euro e per la Niobe, del 1921 (Lotto 32) di Giorgio de Chirico, venduta per 387.100 euro. Dalla Collezione Ungaretti, l’indagine segnica di Giuseppe Capogrossi ha trovato piena conferma nella Superficie 189, del 1956 (Lotto 97) aggiudicata per 76.200 euro dopo un’accesa gara, mentre una rara composizione del 1912 di Giacomo Balla, Compenetrazione iridescente – studio per Penetrazione + spazio (Lotto 22) è stata venduta per 63.500 euro.

Lotto 32, Giorgio de Chirico. Niobe, 1921. Collezione Monica Vitti. Lotto venduto a € 387.100

Risultato molto positivo anche per la ricerca plastica di Lucio Fontana, premiata con l’opera Battaglia, del 1950 (Lotto 78), in terracotta smaltata e dipinta in policromia, venduta per 46.990 euro. Apprezzata anche la sensibilità poetica di Filippo De Pisis con la Natura morta con pesci, limoni e bottiglia, del 1926 (Lotto 15), realizzata negli anni parigini e venduta per 21.590 euro, ben superando la base d’asta di € 10.000.

Lotto 78. Lucio Fontana – Battaglia, 1950. Lotto venduto a € 46.990

L’asta ha confermato l’interesse del mercato anche per la ricerca internazionale del secondo dopoguerra, con Phases of Nothingness No. 8-12, del 1971 (Lotto 169) del giapponese Nobuo Sekine, aggiudicato per 99.060 euro; Serpentinando, del 1973 (Lotto 115) di Roberto Sebastián Matta, venduto per 44.450 euro; il ritratto di Renée Rauschenbusch, del 1979 (Lotto 136) di Andy Warhol venduta per 24.130 euro.

Lotto 169. Nobuo Sekine – Phases of Nothingness No. 8-12, 1971. Lotto venduto a € 99.060

Protagonista assoluto tra gli italiani contemporanei è stato Mario Schifano, presente con più opere oggetto di vivace competizione tra gli offerenti: Vista + Oasi, del 1979/’81 (Lotto 144), aggiudicato per 58.420 euro; Ossigeno ossigeno, del 1966 (Lotto 131), per 41.910 euro; e Ingegnere A (Allucinarsi allucinarsi), del 1966 (Lotto 135), per 30.480 euro. Buoni risultati anche per Salvo con un Senza titolo, del 1981 (Lotto 141), venduto per 44.450 euro, e Piero Dorazio con Aeras, del 1982 (Lotto 126), aggiudicato per 35.560 euro.

Lotto 144. Mario Schifano, Vista + Oasi, 1979/’81. Lotto venduto a € 58.420

Riscontri positivi, infine, per la sezione dedicata alla Collezione del Prof. Sandro BrandimarteMagi 921, del 2008 (Lotto 180) di Shozo Shimamoto, ha realizzato 33.020 euro, mentre l’iconica Assenza della memoria, del 1970-’71 (Lotto 174) di Fabio Mauri, è stata venduta per 27.940 euro.                                      

“Il nostro risultato segna una ulteriore conferma di come le opere di grandi Maestri e di ottima qualità riescano ad intercettare collezionisti da ogni parte del mondo e di quanto la nostra casa d’aste stia diventando sempre più internazionale.” Georgia Bava, Responsabile Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea Roma.

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Ufficio Stampa Finarte: Maria Grazia Vernuccio Tel. 3351282864  
mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Da Finarte si raggiungono i 3 milioni di euro per l’asta che premia pietre di colore e firme iconiche

Si è conclusa con risultati straordinari l’Asta di Gioielli Importanti battuta il 25 e 26 maggio 2026 nella sede milanese di Finarte, nel cuore di Brera

La vendita ha registrato un’eccellente partecipazione nazionale e internazionale, con l’80% dei lotti aggiudicati e risultati complessivi pari al 105% delle stime, confermando il forte interesse del collezionismo per gemme di importante caratura e gioielli firmati dalle grandi Maison.

A emergere sono state le pietre di origine birmana, protagoniste della vendita a partire da un anello con zaffiro Burma di 12,26 carati (lotto 19) che, al centro di una vivace gara tra offerenti, ha raggiunto i € 158.750, quasi triplicando la stima di partenza, a cui si è affiancato un importante rubino firmato Bulgari (lotto 226), aggiudicato intorno ai € 140.000 e tra i risultati di maggior rilievo dell’asta.

Lotto 226. Bulgari, Anello con rubino. Lotto venduto a € 139.700

“Il forte interesse registrato per le gemme di grande qualità conferma una tendenza ormai ben consolidata nel mercato internazionale, dove origine, rarità e qualità gemmologica incidono sempre più chiaramente sugli esiti delle aggiudicazioni. È un risultato che si riflette in modo evidente sia nell’anello con rubino no heat di 5,20 carati (lotto 550), conteso fino a € 82.550 e tra i più sorprendenti dell’asta su due giorni, sia nell’anello con rubino Burma (lotto 194), in oro bianco 18k, con rubino ovale di circa 3,40 carati e contorno di diamanti per circa 2,00 carati, aggiudicato a € 31.750 a fronte di una stima iniziale di € 1.000”, commenta Clara Arata, Responsabile Dipartimento Gioielli, sede di Milano.

Tra le Maison più contese spiccano Bulgari, Cartier, Van Cleef & Arpels e Buccellati, protagoniste di aggiudicazioni di rilievo che attraversano epoche e stili diversi. Significativo anche l’interesse per le firme storiche italiane, come dimostra il successo del raffinato Bracciale con turchesi Cazzaniga (lotto 128).

Lotto 128. Cazzaniga, Bracciale con turchesi. Lotto venduto a € 21.590

Le grandi firme d’epoca e vintage continuano a esercitare un forte richiamo sul collezionismo grazie a identità stilistica, qualità esecutiva e riconoscibilità. Il mercato premia sempre di più pezzi iconici e senza tempo, come dimostrano in particolare i risultati di Bulgari con la collana groumette in oro giallo e legno (lotto 644), aggiudicata a € 46.990, e l’anello con diamante taglio ovale di 4,02 carati e colore D (lotto 227), venduto a € 63.500”, commenta Vittoria Tomasini, Responsabile Dipartimento Gioielli, sede di Roma.

I diamanti, del resto, restano i migliori amici di una donna: pietre intramontabili e dal valore sempre solido, capaci di trovare casa tanto nei grandi solitari quanto nelle creazioni firmate. Lo conferma il solitario Collezione Ines di Cartier (lotto 659), impreziosito da un diamante taglio rettangolare a contorno ottagonale di 3,09 carati colore F, aggiudicato a 38.100 euro. Alla stessa identica cifra ha chiuso anche un anello con diamante taglio brillante di ben 6,94 carati (lotto 17).

Lotto 659. Cartier. Anello Collezione Ines. Lotto venduto a € 38.100

Brilla anche Cartier, presente con una selezione che attraversa epoche e atelier diversi della Maison, a testimonianza della sua inconfondibile cifra stilistica. Dall’atelier londinese arriva la scenografica collana grappoli Cartier London (lotto 657), impreziosita da un nodo centrale di diamanti, aggiudicata a 58.420 euro; alla produzione parigina appartiene invece l’anello della Collezione Bombè (lotto 648) venduto per 69.850 euro. A queste si affianca la linea C de Cartier, con l’elegante collana a girocollo interamente pavé di diamanti (lotto 658), aggiudicata a 41.910 euro, e l’inconfondibile parure Maillon Panthère in oro giallo (lotto 651), con il suo motivo a maglie déco senza tempo, salita a 48.260 euro.

Lotto 114. Buccellati, Bracciale con granati. Lotto venduto a € 22.860

A dimostrare come alcune firme non passino mai di moda è Buccellati, protagonista di risultati sempre degni di nota con il bracciale rigido con granati (lotto 114, venduto per 22.860 euro) e il raro anello a fascia bombata con diamanti (lotto 113, venduto per 17.780 euro). Fra i lotti più curiosi e ammirati, infine, una raffinata borsetta da sera in oro giallo con accessori (lotto 99) aggiudicata a 54.610 euro.

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Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

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Gold Rush: secondo white glove consecutivo per la Numismatica di Finarte

La partecipazione internazionale ha riacceso la competizione sui grandi pezzi in oro e sulle emissioni commemorative del Novecento

L’asta online del 5 maggio, dedicata a monete e medaglie da tutto il mondo e curata da Alberto Ambrosetti, ha registrato il 100% dei lotti aggiudicati, con un incremento del 150% rispetto alle stime iniziali.

Protagonista assoluto della sessione è stato il lotto 16: l’elegante set indonesiano in oro e argento, realizzato nel 1970 per il 25° anniversario dell’indipendenza, aggiudicato a € 30.600 dopo un’intensa serie di rilanci (base d’asta € 10.000). 

Lotto 16 – Indonesia, Elegante set contenente la serie completa di 10 monete per il 25° anniversario dell’indipendenza, 1970
Lotto venduto a € 30.600

A confermare il forte interesse per le emissioni italiane è stato il lotto 20, il cofanetto contenente le sei medaglie in oro dedicate alle Olimpiadi di Roma 1960 che è stato venduto a € 26.400 a fronte di una base asta di € 15.000. Ottimo risultato anche per la rara medaglia in oro della Croce Rossa Italiana (lotto 78), che ha raggiunto i € 2.640 partendo da una base di € 800. 

Spazio anche alla Somalia, con il set in oro del 1965 per il V anniversario dell’indipendenza (lotto 36), aggiudicato a € 13.200.

Lotto 36. Somalia – Repubblica (1960-1969). Set contenente 5 monete per il V anniversario dell’indipendenza, 1965
Lotto venduto a € 13.200

Positivi i riscontri dall’area centro e sudamericana con il massimale in oro da 100 soles del 1967 coniato dalla Repubblica del Perù che è stato venduto a € 6.000 (lotto 273), ma soprattutto è stata particolarmente vivace la performance del Messico, che ha registrato alcuni dei rilanci più sorprendenti dell’intera sessione: il set di quattro monete da 100 pesos del 1992 ha raggiunto 1.380 euro partendo da una base di € 50 (quasi 28 volte la stima), mentre i 10.000 pesos da cinque once dello stesso anno hanno moltiplicato per quasi nove volte la stima iniziale (lotti 26 e 27). 

Lotto 273 – Perù, Repubblica, (dal 1822) 100 soles 1967, Lima. Lotto venduto a € 6.000


“Il secondo white glove consecutivo conferma il grande interesse verso il settore numismatico, grazie a una selezione rigorosa, cataloghi curati e un’attenzione alla narrativa storica dei pezzi. Questa asta, molto diversa per struttura e contenuto rispetto alla precedente, evidenzia come anche la numismatica moderna e contemporanea – in particolare le emissioni commemorative in oro – stia vivendo una fase di significativa rivalutazione, sostenuta sia dal contenuto aureo sia da una nuova generazione di collezionisti internazionali.” Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica di Finarte.

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