Katsushika Hokusai: cinque cose da sapere prima dell’asta

In asta il 29 aprile: Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa e Senju, provincia di Musashi


Katsushika Hokusai (1760–1849) è uno dei pochi artisti nella storia dell’arte ad aver raggiunto una fama davvero planetaria, capace di attraversare epoche, culture e medium, dalle collezioni di Monet alle emoji di Apple, dai musei ai biglietti da mille yen. Maestro assoluto dell’ukiyo-e e innovatore instancabile, Hokusai ha ridefinito il paesaggio giapponese trasformandolo da semplice sfondo narrativo a soggetto autonomo, con un linguaggio visivo di straordinaria modernità. Il 29 aprile, saranno battute all’asta due vedute della sua serie più celebre: Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa e Senju, provincia di Musashi.

Ecco cinque cose da sapere per avvicinarsi a queste due stampe con gli occhi giusti.


1. Le creò quando aveva già settant’anni

Hokusai cominciò a dipingere intorno ai sei anni e non smise mai. Nel corso della sua vita produsse oltre trentamila opere tra dipinti, xilografie, libri illustrati e schizzi, una quantità sbalorditiva, tragicamente ridotta dall’incendio che nel 1839 distrusse il suo studio e gran parte del suo archivio. Eppure i lavori per cui è ricordato nel mondo, la Grande Onda, il Fuji Rosso, e le vedute come quelle oggi in asta, appartengono alla sua settima decade di vita. Le Trentasei vedute del Monte Fuji furono pubblicate a partire dal 1830, quando Hokusai aveva settant’anni e si firmava Gakyō-Rōjin: “il vecchio pazzo per il disegno”. Convinto di non aver ancora raggiunto la vera maturità artistica, aveva dichiarato: “A novant’anni capirò il vero significato delle cose, e a cento sarò un pittore davvero straordinario”.


2. Il blu che cambiò tutto, e un porto chiamato Nagasaki

Ciò che rende immediatamente riconoscibili queste stampe è l’inconfondibile dominante blu: il cosiddetto bero-ai, o blu di Prussia, un pigmento sintetico importato dall’Olanda. Durante il periodo Edo il Giappone viveva in un regime di quasi totale isolamento (sakoku): l’unico porto aperto al commercio estero era Nagasaki, e l’unico partner europeo ammesso erano i mercanti olandesi. Attraverso quel canale strettissimo arrivarono gli inchiostri, le prospettive e i rame incisi europei che Hokusai studiò. Arrivò poi anche il blu di Prussia, con la sua forza cromatica che nessun pigmento tradizionale giapponese poteva eguagliare. Nelle stampe in asta, il contorno blu (blue outline) al posto del nero convenzionale è il segnale distintivo delle tirature di primissima mano, quelle realizzate quando le matrici erano ancora fresche e il colore conservava tutta la sua intensità.


3. Cosa rappresentano le due vedute

Sotto il Ponte Mannen a Fukagawa (ca. 1830–31) – Lotto 135. La sesta veduta della serie sceglie un’inquadratura quasi fotografica, frontale e ribassata: il ponte Mannen occupa il centro della composizione con la sua arcata robusta, sostenuta da pilastri di tronchi legati da grosse funi. Sul parapetto la folla si affaccia, da un lato verso le imbarcazioni e il pescatore solitario sugli scogli, dall’altro verso il Fuji innevato all’orizzonte. Il ponte connette i quartieri di Fukagawa e Fukagawa Kiyomizu, separati dal fiume Onaki; oltre il ponte scorre il Sumida, dietro cui si apriva il quartiere dei piaceri di Nakasu. La monumentalità architettonica e la vitalità della scena urbana mostrano la sperimentalità di Hokusai, e le soluzioni prospettiche che anticipano la fotografia di decenni.

Lotto 135 – Katsushita Hokusai. Sotto il Ponte Mannen a Fukugawa (Fukagawa Mannenbashi no shita); blue outline, c.1830/32. Stima € 15.000 – 20.000

Senju, provincia di Musashi (ca. 1830–32) – Lotto 134. La quattordicesima veduta apre invece a una prospettiva più distesa. Senju era uno snodo cruciale lungo le vie di accesso alla capitale Edo, e Hokusai ne coglie il respiro attraverso una composizione a tre piani orizzontali — riva, fiume, cielo — che conferisce all’insieme una serenità quasi contemplativa. Le correnti d’acqua sono semplificate in campiture cromatiche essenziali; figure di contadini e pescatori animano le rive con discrezione; sullo sfondo, la sagoma inconfondibile del Fuji chiude l’orizzonte con la sua imperterrita presenza. Il dialogo tra dettaglio e sintesi grafica, tra vita quotidiana e vastità del paesaggio, è uno degli esempi più felici della maturità compositiva di Hokusai.

Lotto 134. Katsushita Hokusai. Senju, provincia di Musashi (Bushu Senju); “contorno blu”, c.1830/1832. Stima € 10.000 – 15.000

4. Trentasei vedute, quarantasei stampe

Le Trentasei vedute del Monte Fuji, nome che non cambiò mai, sono in realtà quarantasei. Il successo fu talmente immediato che l’editore Nishimuraya Yohachi (Eijudo), lo stesso che pubblicò le opere in asta, aggiunse dieci tavole ulteriori alle trentasei originali senza aggiornare il titolo. Hokusai rappresentò il Fuji da province, stagioni e condizioni atmosferiche diverse, sempre con la montagna come costante e la vita umana come contrappunto. Oggi si stima che esistano al mondo meno di dieci serie complete.


5. Una presenza rara sul mercato

Le vedute di Hokusai appartenenti a serie paesaggistiche mature godono di un consolidato apprezzamento internazionale, con esemplari comparabili conservati nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e dell’Art Institute of Chicago. La qualità dell’intaglio, la buona conservazione cromatica e la presenza del contorno blu di prima tiratura costituiscono i parametri determinanti nella valutazione di mercato.

Opere capaci di inserirsi con autorevolezza in qualsiasi collezione di respiro internazionale, e al tempo stesso finestre aperte sul Giappone dell’epoca Edo, viste da un uomo che a settant’anni credeva ancora di avere tutto da imparare.


Asta Arte Orientale /  东方艺术 — Milano, 29 aprile 2026

Grande successo per l’asta di Fotografia

Top lot Sugimoto, record mondiale per Franco Fontana e ottimi risultati per i grandi maestri internazionali.  

 Grande successo per l’asta dedicata alla Fotografia d’autore organizzata da Finarte, con una percentuale di venduto del 95% del valore dei lotti proposti, a conferma del forte interesse del mercato per opere di alta qualità e rare sul mercato italiano. L’evento si è svolto ieri a Milano, 1° aprile 2026. 

A guidare la vendita è stato il top lot di Hiroshi SugimotoCaribbean Sea, dalla serie Seascapes, 1980 (Lotto 110), venduto per € 40.640. Di grande rilievo anche il risultato ottenuto da Desirée Dolron con uno dei primi lavori della serie Xteriors, 2002 (Lotto 77), aggiudicato per € 22.860: si tratta del primo passaggio sul mercato italiano in asta per l’artista olandese. Tra i momenti più significativi dell’asta si segnala inoltre il nuovo record mondiale stabilito da Franco Fontana con il Lotto 18, Paesaggio, 1987, venduto per € 20.320, a conferma dell’interesse crescente verso la fotografia italiana storicizzata e del suo posizionamento internazionale.

Lotto 18. Franco Fontana (1933). Paesaggio, 1987. Lotto venduto € 20.320

L’asta ha registrato ottimi risultati anche per altri grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale. Tutti e quattro i lotti di Steve McCurry hanno suscitato grande domanda, tra cui Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002 (Lotto 108), venduto per € 9.525, confermando l’attrazione verso le sue iconiche immagini reportage. Hanno riscosso notevole attenzione anche le opere di Nick Brandt, rare sul mercato italiano, in particolare Elephant Exodus, Amboseli, 2008 (Lotto 104), venduto per € 5.715: un’opera che ha saputo conquistare i collezionisti grazie alla forza evocativa del soggetto e alla qualità dell’immagine, sottolineando l’apprezzamento per la fotografia naturalistica e di denuncia.

Lotto 108. Steve McCurry (1950). Horse and Two Towers, Afghanistan, 2002. Lotto venduto a € 9.525

La vendita ha inoltre evidenziato un interesse trasversale per autori iconici della fotografia del Novecento e contemporanea, confermando la solidità del settore e la capacità della fotografia di attrarre un pubblico ampio e diversificato, tra collezionisti esperti e nuovi acquirenti. Tra le aggiudicazioni di rilievo, spicca il raro portfolio di Luigi GhirriIl profilo delle nuvole, 1987/1989, con 4 stampe in tiratura di 25 (Lotto 10), venduto per € 15.240. Ottimo risultato anche per Paolo Ventura con Confesso a mio fratello della mia felicità, 2016 (Lotto 125), aggiudicato per € 16.510, e grande successo per Gianni Berengo Gardin, con 15 lotti venduti sui 17 proposti. 

Lotto 10. Luigi Ghirri (1943 – 1992). Il profilo delle nuvole, 1987/1989. Lotto venduto a € 15.240

“La vendita del 1° aprile è stata per Finarte una consacrazione non solo per la vendita di opere di autori italiani, ma anche per nomi di primo livello internazionali. Aggiudicazioni come quelle di Sugimoto o Desirée Dolron sono paragonabili a quelle che normalmente si assestano nelle grandi aste newyorkesi. La vera sfida per le prossime aste sarà cercare di proporre sempre più lavori di questo calibro,” dichiara il responsabile del dipartimento Davide Battaglia.

Con questo risultato, Finarte consolida ulteriormente il proprio ruolo nel panorama delle aste di fotografia in Italia, rafforzando un progetto che punta su qualità, ricerca e apertura verso il mercato internazionale.

Per informazioni
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo completo
https://www.finarte.it/asta/fotografia-milano-2026-04-01 
 

La Silver Age Marvel all’asta: l’8 aprile l’appuntamento firmato Finarte con i Fantastici 4

L'asta dell'8 aprile propone una delle collezioni più prestigiose mai apparse sul mercato del fumetto americano: i primi 150 albi originali dei Fantastic Four, ognuno certificato individualmente da EGC (European Grading Company)

Creata nel 1961 da Stan Lee e Jack Kirby, la serie ha posto le basi del moderno Universo Marvel: per la prima volta i supereroi non erano icone infallibili, ma una famiglia con dubbi, litigi e problemi reali. Una rivoluzione che ha cambiato per sempre il genere e da cui sono nati Spider-Man, gli X-Men e tutto ciò che oggi conosciamo come Marvel.

Lotto 1014. Marvel Comics – Fantastic Four #50 – 9.4 EGC, Maggio 1966. Stima € 3.500 – 4.000

Tra i lotti in asta figurano albi che hanno segnato la storia del fumetto americano. Si parte dal Fantastic Four #1, l’atto fondativo della Silver Age Marvel, dove Mr. Fantastic, Invisible Girl, Human Torch e The Thing fanno il loro ingresso nel mondo per la prima volta (Lotto 1066, stima € 40.000 – 50.000). Nei numeri successivi la mitologia Marvel cresce rapidamente: il #2 introduce gli Skrull, la razza aliena mutaforma destinata a tornare decenni dopo al centro di Secret Invasion (Lotto 1065, stima € 60.000 – 70.000), mentre il #3 vede il gruppo indossare per la prima volta i costumi ufficiali e la Fantasticar (Lotto 1064, stima € 25.000 – 30.000). Con il #4 fa il suo ritorno in epoca Silver Age Sub-Mariner, il principe degli abissi che scatena la sua vendetta contro il mondo di superficie (Lotto 1063, stima € 8.000 – 10.000). Di particolare interesse anche il #50, che apre la saga di Silver Surfer: l’araldo argentato sfida Galactus per proteggere l’umanità (Lotto 1014, stima € 3.500 – 4.000).

Lotto 1064 – Marvel Comics. Fantastic Four #3 (UK Price Variant) – 7.5 EGC, Aprile 1962. Stima € 25.000 – 30.000

“Quest’asta è un pezzo di storia della cultura pop del XX secolo. Trovare i primi 150 numeri in condizioni certificate così omogenee è un evento rarissimo non solo per il mercato italiano, ma anche per quello americano. Ciò che rende questo lotto davvero straordinario è la coerenza qualitativa garantita dalla gradazione EGC: vedere icone come i Fantastici 4 o il debutto di Galactus o la prima apparizione di Silver Surfer certificate da un ente di tale rigore, offre ai collezionisti una sicurezza d’investimento senza precedenti.” Giulio De Angelis, Esperto di Memorabilia di Finarte

Dalla cantina alla sala d’aste: la guida completa per valorizzare al meglio la propria collezione

La guida per affrontare il mercato dei Vini e Distillati in modo consapevole

Nelle cantine di famiglia si nascondono spesso storie straordinarie. Bottiglie acquistate decenni fa, conservate con cura o semplicemente dimenticate, che nel tempo hanno acquisito un valore ben superiore a quello originario. Non sempre è facile riconoscerle, e ancora meno sapere come valorizzarle nel modo giusto.

Il mercato del vino da collezione è selettivo: solo alcune etichette crescono davvero nel tempo. La differenza tra una vendita ben gestita e un’occasione mancata si misura spesso in migliaia di euro. L’asta, quando si tratta di vini e distillati di qualità, è lo strumento più efficace per ottenere il prezzo che una bottiglia merita.

Ecco cinque cose che ogni collezionista, esperto o alle prime armi, dovrebbe sapere prima di vendere.


1. IL VALORE

Non tutte le bottiglie invecchiano allo stesso modo, e saper riconoscere quelle che migliorano nel tempo è il punto di partenza.

Per l’Italia, l’attenzione si concentra sui grandi vini piemontesi: Barolo e Barbaresco in primis, sugli Amarone della Valpolicella e sulle denominazioni toscane più prestigiose, come Brunello di Montalcino e i Supertuscan.

Fuori dall’Italia, Borgogna e Bordeaux restano i riferimenti assoluti, insieme allo Champagne. Accanto al vino, anche i distillati giocano un ruolo importante: whisky scozzesi d’annata, Cognac, Calvados e Marsala storici possono raggiungere cifre sorprendenti.


2. LA CONSERVAZIONE

Una bottiglia vale quanto la sua storia. L’etichetta deve essere integra, la capsula intatta, il livello di riempimento adeguato.

La cantina ideale è fresca, buia, con temperatura stabile e umidità controllata. Le bottiglie non dovrebbero essere spostate spesso. Le casse originali, in legno o cartone, sono un ottimo segnale per capire lo stato di conservazione delle bottiglie.


3. LA VALUTAZIONE

Non serve essere esperti per fare il primo passo. Spesso chi eredita una cantina si blocca proprio qui: non sa da dove cominciare, teme di commettere errori o semplicemente non ha il tempo di studiare ogni etichetta.

È più semplice di quanto sembri: è sufficiente predisporre un elenco delle bottiglie con le informazioni principali — tra cui produttore, nome del vino e annata — accompagnato da alcune fotografie (etichetta frontale, retro, capsula e livello di riempimento). Su questa base, il Dipartimento Vini e Distillati può fornire una prima stima gratuita e senza impegno, utile per orientarsi sul valore effettivo della collezione.


4. L’ASTA

L’asta rappresenta il mercato più trasparente per il vino di qualità. A differenza della vendita privata, in cui il prezzo dipende dalla capacità negoziale del venditore e dalle informazioni disponibili, l’asta mette in competizione acquirenti esperti e appassionati provenienti da tutto il mondo.

Il risultato è, nella maggior parte dei casi, un prezzo molto vicino al reale valore di mercato.

Le bottiglie affidate vengono inserite nel primo appuntamento utile in calendario, garantendo tempi rapidi di monetizzazione e la massima visibilità presso un pubblico selezionato di intenditori e collezionisti.


5. IL PROCESSO

Dalla cantina all’asta, il percorso si articola in passaggi chiari. Dalla prima stima alla martellata finale, gli esperti accompagnano il venditore in ogni fase.


Hai una cantina da valorizzare?

I nostri esperti sono a completa disposizione per un appuntamento.
Contattaci: vini@finarte.it


Whisky da collezione e rarità da tutto il mondo in asta il 18 marzo a Milano

385 lotti tra grandi distillerie scozzesi, vintage storici e formati speciali per una giornata interamente dedicata ai Distillati

Cuore della selezione è una collezione di Whisky costruita nell’arco di più decenni, che spazia tra numerose distillerie scozzesi e comprende etichette provenienti da Irlanda, Stati Uniti, Canada e Giappone.

Accanto a bottiglie rare e preziose come una serie di The Macallan 80° Proof (lotti 354-356, stime € 2.500 – 5.000), i The Glenlivet Vintage 1939, 1940, 1948, 1949 e 1956 (lotti 357-361), i Glen Grant 1948 e 1919 (Lotto 362 – 363, stima € 1.500 – 3.000), e i Signatory Springbank ai lotti 371 e 372.

Lotto 371. Signatory springbank n°118 Single Malt Scotch Whisky, 1967. Base d’asta € 1.500

La proposta si conclude con una selezione di grandissimi formati (Lotti 615 – 626) e con i rari e divertenti decanter in ceramica della serie Wild Turkey Decanters (Lotti 659 – 663), oggetti iconici molto ricercati dai collezionisti.

Lotto 644. Bell’s Queen Elizabeth Whisky Decanter. Base d’asta € 50

“È molto raro trovare una collezione di tale ampiezza e varietà, oltre 950 bottiglie tutte rigorosamente diverse una dall’altra,” afferma Guido Groppi, Capo Dipartimento Vini e Distillati di Finarte, “una vera enciclopedia del Whisky”.

Informazioni   
Mercoledì 18 Marzo, ore 10:00 – TORNATA 1 (lotti 300-486) e ore 15:00 – TORNATA 2 (lotti 487-685) 
Esposizione: Visione dei lotti solo su appuntamento nella sede di Milano 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online 
https://www.finarte.it/asta/distillati-milano-2026-03-18 

Capolavori in bottiglia: il 17 marzo in asta a Milano i grandi nomi del vino da collezione

Dai grandi Barolo ai miti di Borgogna: Jayer, Romanée-Conti e le icone internazionali protagoniste della vendita

Si riapre la stagione delle aste del Dipartimento Vini e Distillati con un appuntamento di grande prestigio dedicato ai grandi vini italiani, francesi e internazionali. Un catalogo ricco e articolato che conferma la qualità della selezione, capace di affiancare etichette iconiche a bottiglie più rare e ricercate.

Tra i protagonisti spiccano le più prestigiose etichette di Barolo, con una splendida Jeroboam di Monfortino Riserva 2015 (Lotto 20, base d’asta € 3.000), accanto ai più importanti Supertuscan e a chicche meno frequenti ma di grande interesse collezionistico come Inama “Oratorio di San Lorenzo” (Lotto 69, base d’asta € 840) e i Miani (Lotti 75 – 77). Di particolare rilievo anche la selezione campana con Montevetrano(Lotti 174 – 177), Quintodecimo (Lotti 178 – 179) e Mastroberardino (Lotti 180 – 182), etichette che raccontano un territorio in continua crescita.

Lotto 253. Henri Jayer Richebourg Grand Cru Magnum, 1985. Base d’asta € 23.000

La Francia è rappresentata da una straordinaria selezione di Borgogna, con le bottiglie di Henri Jayer (Lotti 246 – 254), accanto ai quali figurano nomi di assoluto prestigio come il Domaine de la Romanée-Conti (Lotti 211 – 212, 244), il Domaine René Engel (Lotti 201 – 203), oltre a Coche-DuryDugat-Py Ramonet, RoulotMugneret-GibourgAnne Gros, a testimonianza di una proposta ampia e di altissimo livello.

Lotto 277. Dom Perignon P2 Rosè, 2000. Base d’asta € 1.600

Fra gli Champagne si segnalano un raffinato Salon Cuvée S Le Mesnil (Lotto 276, base d’asta € 1.100) e uno splendido Dom Pérignon P2 Rosé (Lotto 277, base d’asta € 1.600), mentre la selezione internazionale comprende icone del Nuovo Mondo come Opus One (Lotto 282, base d’asta € 480) dagli Stati Uniti, Penfolds Grange Bin 95 (Lotto 285, base d’asta € 300) dall’Australia e un raro e prezioso Barbeito Malvasia (Lotto 284, base d’asta € 600) di Madeira.

“Filo conduttore dal 2025 al 2026 sono le meravigliose bottiglie di Jayer, protagoniste delle ultime aste dell’anno scorso e vertice dell’interessante offerta di vini di Borgogna in questa prima asta del 2026” –dichiara Guido Groppi, Capo Dipartimento Vini e Distillati di Finarte – “Siamo molto orgogliosi della selezione italiana che, a fianco dei nomi più noti e ricercati, propone anche splendide bottiglie meno frequenti ma ugualmente interessanti”.

Informazioni 
Asta: martedì 17 marzo, ore 10:00 – TORNATA 1 (lotti 1-186) e ore 15:00 – TORNATA 2 (lotti 187-285) 
Esposizione: Visione dei lotti solo su appuntamento nella sede di Milano. 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online 
https://www.finarte.it/asta/vini-da-collezione-milano-2026-03-17 

Numismatica da record: un’asta “white-glove” per l’importante collezione nobiliare

L’asta curata da Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica, tenutasi il 12 e 13 marzo presso la sala d’aste in via dei Bossi a Milano, ha più che quadruplicato le stime di partenza, aggiudicando tutti i 512 lotti proposti per un valore complessivo di 1.706.000 euro

L’asta “Importante Collezione Numismatica di una Nobile Famiglia Italiana” ha scritto una pagina straordinaria nella storia recente della casa d’aste, consegnando al Dipartimento di Numismatica il traguardo del “white glove” (100% dei lotti venduti) al suo primo appuntamento dall’arrivo di Alberto Ambrosetti. Un risultato che si inserisce in un percorso che Finarte porta avanti con continuità: quello della valorizzazione delle grandi collezioni private. Dalla Collezione Crivellaro a questa straordinaria raccolta numismatica, la casa d’aste milanese ha saputo costruire un metodo, fatto di selezione rigorosa, catalogo curato e capacità di intercettare l’interesse del collezionismo nazionale ed internazionale.

La collezione, proveniente da un’importante famiglia nobiliare che nel corso di più generazioni ha custodito le monete come testimonianze storiche, ha saputo coinvolgere tanto i collezionisti esperti quanto i nuovi appassionati. Il percorso proposto in catalogo abbracciava oltre due millenni di storia monetaria, dagli albori della monetazione greca antica attraverso l’Impero Romano, il Medioevo, il Rinascimento italiano e il periodo risorgimentale, con significative aperture oltre i confini nazionali.

Lotto 231. Sacro Romano Impero – MASSIMILIANO I, Imperatore eletto (1508 – 1519) – Lira imperiale o Testone 1516, Verona. Base d’asta € 30.000. Lotto venduto a € 158.600

Protagonista assoluto dell’asta è stato il lotto 231, un eccezionale esemplare del Sacro Romano Impero riferibile a Massimiliano I, che ha attirato l’attenzione di collezionisti da tutta Europa con una competizione serrata e rilanci prolungati, aggiudicato per 158.600 euro a fronte di una base d’asta di 30.000 euro. Il lotto 308 – una moneta di Amburgo Libera Città Anseatica – ha confermato la vocazione internazionale della raccolta con un’aggiudicazione di 79.300 euro, ben superando la base d’asta di 12.000 euro.

Lotto 308. Germania – AMBURGO, Libera Città Anseatica – Portugalöser da 10 ducati, 1689, Amburgo.
Base d’asta € 12.000. Lotto venduto a € 79.300

Hanno chiuso poi la prima tornata il lotto 185, una moneta della Repubblica di Venezia attribuibile al doge Pietro Grimani, venduta per 56.120 euro, che ha suggellato magnificamente il capitolo veneziano della raccolta, e il lotto 18, un aureo di Elio Cesare, erede designato di Adriano, coniato a Roma nel 137 d.C., venduto per 40.260 euro a fronte di una base d’asta di 9.000 euro.

Lotto 428 – Oselle di Venezia. ALVISE II MOCENIGO, doge CX (1700-1709) – Osella da 4 zecchini, anno V, 1704.
Base d’asta € 8.000. Lotto venduto a € 65.880

La seconda tornata ha riservato la sezione più attesa: le Oselle di Venezia, nucleo sul quale la famiglia conferente aveva concentrato il proprio impegno collezionistico per oltre due decenni, dagli anni Settanta fino al 1992, partecipando alle principali aste numismatiche dell’epoca. In particolare, segnaliamo le aggiudicazioni del lotto 428, una rara osella del doge Alvise II Mocenigo, aggiudicata per 65.880 euro (base d’asta 8.000 euro), e del lotto 411, osella da 4 zecchini del 1684 di Marcantonio Giustiniani, doge CVII, venduta per 36.600 euro.

“Il successo dell’asta testimonia l’ottima salute del mercato numismatico, sempre più riconosciuto come forma di investimento oltre che come ambito collezionistico. La combinazione di qualità e rarità, unita alla grande attenzione per gli aspetti divulgativi e culturali che, come mio consueto, hanno avuto un ruolo centrale nella realizzazione del catalogo, hanno creato la giusta alchimia per raggiungere questo importante risultato.” Alberto Ambrosetti, Responsabile del Dipartimento di Numismatica 

Un’asta che segna definitivamente l’avvio di una nuova fase per la Numismatica di Finarte, con uno sguardo contemporaneo e internazionale che riflette la vitalità del mercato e la fiducia crescente dei collezionisti nella casa d’aste milanese.

 
Informazioni 
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
 
Catalogo completo 
https://www.finarte.it/asta/importante-collezione-numismatica-di-una-nobile-famiglia-italiana-milano-2026-03-12 
 

Finarte annuncia un progetto d’asta ed espositivo che celebra lo sguardo dei fotografi italiani e internazionali

Il catalogo presenta una selezione attentamente curata di opere che attraversano epoche, linguaggi e tecniche, offrendo uno sguardo articolato sulla grande stagione della fotografia, tra autori storici e protagonisti della scena contemporanea

In vista dell’asta di mercoledì 1° aprile e dell’esposizione che aprirà al pubblico venerdì 27 marzo presso la sede milanese di Via dei Bossi 2, il Dipartimento di Fotografia propone 235 lotti firmati da protagonisti assoluti della scena fotografica. Un insieme articolato per autori e tematiche, capace di dialogare con un pubblico ampio e internazionale, con opportunità di arricchire la propria collezione spaziando dai grandi classici alle ricerche più contemporanee.

Lotto 110 – Hiroshi Sugimoto. Caribbean Sea, dalla serie “Seascapes”, 1980. Stima € 30.000 – 40.000

Sarà la giusta occasione per aggiudicarsi opere importanti di autori raramente presenti sul mercato italiano. La selezione include nomi noti agli appassionati più esperti, come il giapponese Hiroshi Sugimoto con un’opera dalla celebre serie Seascapes, Carribean Sea, 1980 (Lotto 110, stima € 30.000 – 40.000), l’olandese Desirée Dolron con uno dei primi lavori dedicati alla serie  Xteriors del 2002 (Lotto 77, stima € 20.000 – 30.000) e il britannico Nick Brandt con due stampe a testimonianza della Africa selvaggia come denuncia dell’intervento invasivo dell’uomo, Elephant Exodus, Amboseli, 2008 (Lotto 104, stima € 4.000 – 6.000), ma anche artisti riconosciuti dal grande pubblico, tra cui Steve McCurry, presente con quattro iconici scatti realizzati nei suoi reportage in Oriente, citiamo Golden Rock, Pagoda of Kyaikto, Birmania (Lotto 107, stima € 5.500 – 6.500), David LaChapelle, celebre per immortalare icone come in questo caso Britney Spears: NYC street scene shot in California, 2000 (Lotto 66, stima € 8.000 – 12.000) e il maestro Henri Cartier-Bresson con il noto scatto Valencia, 1933 (Lotto 30, stima € 2.000 – 3.000) a sottolineare il taglio surrealista di molte delle sue opere.

Lotto 66 – David LaChapelle. Britney Spears: NYC street scene shot in California, 2000. Stima € 8.000 – 12.000

Non è da meno la proposta di autori nazionali con opere che sono entrate nell’immaginario collettivo come Gianni Berengo Gardin con l’iconico scatto Gran Bretagna, 1977 (Lotto 38, stima € 2.500 – 3.500), Scanno Boy del marchigiano Mario Giacomelli (Lotto 140, stima € 4.000 – 5.000) e Franco Fontana con i suoi paesaggi creati dal colore, Paesaggio, 1987 (Lotto 18, stima € 2.500 – 3.500), per citarne solo alcuni.

Lotto 18 – Franco Fontana. Paesaggio, 1987. Stima € 2.500 – 3.500

Sottolinea il curatore scientifico Roberto Mutti “Accanto ai lavori storicizzati della fotografia italiana vengono proposte opere contemporanee come quelle di Maurizio Galimberti e Paolo Ventura, che si caratterizzano per l’unicità delle stesse con interventi l’uno di collage e l’altro pittorici. Autori da attenzionare proprio per il loro trasgredire in questi casi la caratteristica tipica della fotografia, la tiratura.”. Maurizio GalimbertiModigliani Ready Made Jeanna 1925, 2025 (Lotto 118, stima € 1.500 – 2.500), Paolo VenturaConfesso a mio fratello della mia felicità, 2016 (Lotto 125, stima € 6.000 – 8.000).

Informazioni
Asta: mercoledì 1° aprile ore 15:00, Via dei Bossi 2, Milano
Tornata unica: lotti 1-235

Esposizione: 27, 28 e 30, 31 marzo, ore 10:00 – 18:00 
1° aprile, ore 10:00 – 13:00   
Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro: un grande successo per la house sale

Con l’87% di lotti venduti e un totale pari al 152% delle stime, l’asta ha premiato in particolare i nuclei dell’astrazione italiana del Novecento, da Dorazio a Soldati, da Magnelli a Griffa

Si è conclusa con ottimi risultati Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro, la house sale con cui la casa d’aste ha reso omaggio alla collezione di Antonio Crivellaro (1942 – 2025), avvocato milanese, giurista di fama internazionale e collezionista di gusto rigoroso. Tenutasi il 5 e 6 marzo nella sede di via dei Bossi, l’asta ha conquistato il mercato grazie alla qualità di un insieme mai costruito per ostentazione, ma come riflesso di un modo di abitare: una collezione varia e coerente, dove astrattismo italiano, design, arti decorative e dipinti antichi convivevano in un equilibrio raro e personale.  

Lotto 101 – Piero Dorazio. Alla lunga II, 1984. Lotto venduto a € 101.600

Proprio il nucleo astratto, centrale nel gusto di Crivellaro, ha segnato alcuni dei risultati più importanti della vendita. Tra i risultati più importanti spicca Piero Dorazio, con Alla lunga II (Lotto 101) aggiudicato a 101.600 euro, ben oltre la stima di 30.000 euro, e con Interno (Lotto 97) venduto a 27.940 euro a fronte di una stima di 9.000 – 11.000 euro: due risultati che confermano il forte appeal del maestro di Forma 1. Ottimo anche il riscontro per Alberto Magnelli, con l’opera Introduction (Lotto 80) che, dopo numerosi rilanci, è stata venduta per 59.690 euro. Tra i risultati da segnalare anche due opere di Atanasio Soldati, autore centrale nel percorso collezionistico di Crivellaro aggiudicati entrambi per circa 16.000 euro (Lotti 75 e 87). 

Lotto 87 – Atanasio Soldati. Composizione, 1935. Lotto venduto a € 16.510

Sempre per l’arte moderna si segnalano anche due sculture: il lotto 53, Erma di Mario Negri del 1980, venduta per 30.480 euro, e Bagnante di Alberto Viani, databile agli anni Settanta (Lotto 64), aggiudicata a 15.250 euro.

“Quest’asta ha messo in luce la visione di un collezionista che, nel corso della sua vita, ha costruito una raccolta personale ed unica. Affidarne l’eredità al mercato significa mantenerne vivo il ricordo e riconoscere il valore degli oggetti, del gusto e del pensiero che l’hanno definita. Il risultato premia non solo l’esito economico della vendita, ma anche il lavoro svolto per restituire l’identità della collezione”, commenta Francesca Avanzini, Specialist del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Finarte. 

Lotto 180 – Tapio Wirkkala. Cinque bottiglie della serie ‘Bolle’, 1966. Lotto venduto a € 6.985

Non meno significativa la presenza del design, rappresentato dal tavolo modello Doge di Carlo Scarpa (Lotto 157), disegno del 1968 ed eseguito nel 2010 circa da Cassina, venduto a 6.350 euro, oltre la stima di 2.000 – 3.000 euro, e dai vetri di Tapio Wirkkala, con le cinque bottiglie della serie Bolle (lotto 180), aggiudicate a 6.985 euro.

“I risultati di vendita testimoniano l’apprezzamento per una collezione eclettica capace di accostare pezzi moderni e presenze più antiche, dai vetri di Venini agli argenti di Carlo Scarpa”, conclude Filippo Maria Fiorini Rogai, Esperto di Design e Arti Decorative di Finarte.

Lotto 52. Senufo, Costa D’avorio – Grande scultura Calao. Lotto venduto a € 17.780

Anche l’arte africana trova spazio tra i risultati della vendita con la grande scultura Calao dei Senufo, Costa d’Avorio (Lotto 52), aggiudicata a 17.780 euro, superando la stima di 1.000 – 1.500 euro; mentre per i dipinti antichi si segnala l’aggiudicazione di Natura morta con farfalle e cardellini en plein air di Isaac Denies (lotto 14), venduta a 6.985 euro. 

Finarte ringrazia Patto Studio, nelle persone di Rischa Paterlini Giulia Tortora, per la collaborazione al progetto, che ha contribuito a restituire con sensibilità lo spirito e l’unicità della collezione.

Informazioni Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Catalogo online https://www.finarte.it/asta/abitare-la-bellezza-le-case-di-antonio-crivellaro-milano-2026-03-05

Arte e fotografia contemporanea incontrano l’alta ristorazione nel cuore di Napoli

Nasce il nuovo progetto Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS Restaurant

Finarte e Caracciolo Hospitality Group presentano un nuovo progetto espositivo che segna l’evoluzione della loro collaborazione, estendendo il dialogo tra arte e ospitalità anche agli spazi del nuovo Ristorante DESCHEVALIERS all’interno dell’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton. Una partnership che si rafforza nel tempo, unendo la proposta culturale di Finarte all’eccellenza gastronomica dell’hotel in un contesto di raffinata contemporaneità

L’iniziativa prende forma all’interno del Ristorante DESCHEVALIERS, che per il 2026 si trasforma in una galleria temporanea dedicata alla fotografia. Ogni mostra, focalizzata su un singolo autore, è pensata come parte integrante dell’esperienza culinaria accompagnando gli ospiti in un percorso che unisce gusto, estetica e contemplazione, che invita a rallentare lo sguardo, a osservare, a lasciarsi sorprendere: perché anche l’arte, come la cucina, è esperienza, racconto e memoria.

La cura del programma è affidata agli esperti di Finarte Davide Carlo Battaglia e Marica Rossetti ed al curatore scientifico e critico d’arte Roberto Mutti, che accompagnerà ogni mostra con testi critici e approfondimenti dedicati agli artisti presentati. Il ciclo si inaugura con Sam Shaw | Marlon Brando. Il volto, il mito, il set, uno dei sodalizi più celebri nella storia del cinema e della fotografia.

Aperta al pubblico dal 5 marzo al 20 aprile 2026, l’esposizione presenta una selezione di stampe fotografiche originali del celebre fotografo americano, capaci di restituire un ritratto intimo e potente di Marlon Brando, colto tra set cinematografici e momenti privati, contribuendo alla costruzione di un immaginario senza tempo.

Con Finarte THE GALLERY per DESCHEVALIERS, l’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton consolida la propria identità come luogo di incontro tra ospitalità, cultura e bellezza, mentre Finarte inaugura THE GALLERY come progetto trasversale, capace di accogliere e mettere in dialogo diversi linguaggi artistici, definendo e consolidando il proprio impegno nella valorizzazione dell’arte al di fuori dei contesti espositivi tradizionali. Concepita come galleria in ambiente digitale, THE GALLERY amplia l’esperienza oltre lo spazio fisico, rendendo tutte le opere presentate disponibili per l’acquisto attraverso la piattaforma e aprendo nuove possibilità di accesso al collezionismo.

Situato all’interno dell’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, il Ristorante DESCHEVALIERS è un luogo in cui l’eleganza dell’alta ristorazione incontra una visione contemporanea dell’ospitalità. Pensato come uno spazio di esperienza sensoriale completa, il ristorante unisce cucina, design e cultura in un dialogo armonico e raffinato. La proposta gastronomica è guidata dalla filosofia dello Chef Nino Di Costanzo – 2 Stelle MICHELIN al Ristorante Danì Maison di Ischia – interprete autorevole della tradizione campana riletta con sensibilità moderna, attenzione assoluta alla materia prima e profondo rispetto per la memoria gastronomica. Al suo fianco, in qualità di Resident Chef, il talentuoso Antonio Autiero – che traduce quotidianamente questa visione in una cucina precisa, elegante e coerente, garantendo continuità e identità all’esperienza del DESCHEVALIERS.

Nel corso dell’anno, il progetto proseguirà con cinque appuntamenti dedicati a diversi autori e linguaggi della fotografia contemporanea, confermando il DESCHEVALIERS restaurant come luogo di riferimento per la fotografia d’autore a Napoli.

Le mostre saranno visitabili durante gli orari di apertura del ristorante dagli ospiti che avranno prenotato la cena; su richiesta, sarà inoltre possibile organizzare visite dedicate anche negli orari di chiusura. Tutte le esposizioni saranno infine accessibili online sul sito gallery.finarte.it

Caracciolo Hospitality Group
Caracciolo Hospitality Group è una società di gestione alberghiera fondata da un gruppo di imprenditori partenopei, con l’obiettivo di valorizzare il mercato dell’hotellerie in tutte le sue forme, esaltando l’ospitalità e promuovendo il territorio napoletano come destinazione d’eccellenza. La missione del gruppo è stendere l’accoglienza, il servizio e la cura oltre i confini della propria attività, creando valore condiviso attraverso la valorizzazione delle persone e l’uso consapevole delle risorse. Nella collezione si trovano il Palazzo Caracciolo Naples, affiliato Hilton, il de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton e il Grand Hotel Telese, un’oasi di benessere immersa nella Valle Telesina (Benevento).  

Per informazioni
Finarte Ufficio Stampa | Maria Grazia Vernuccio
tel. 3351282864  mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 

Indirizzo
DESCHEVALIERS restaurant, De Bonart Naples, C.so Vittorio Emanuele, 133, 80121 Napoli 
gallery.finarte.itcaracciolohospitality.com | debonartnaples.com