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Autographs & Historical, Musical and Sporting Memorabilia

Friday 26 June 2026, 03:00 PM • Rome

105

Lucio Dalla

(Bologna 1943 - Montreux 2012)

Song, autograph composition, 1996

Estimate

€ 6.000 - 8.000

Sold

€ 7.620

The price includes buyer's premium

Information

Testo autografo su una pagina a quadretti (295 x 200 mm.) del brano "Canzone", uscito nell'agosto del 1996 come singolo e poi inserito nell'album omonimo a settembre. Interessantissima la variante riportata al secondo rigo della seconda strofa: "testa dura testa di rapa / vorrei chiavarti anche qua / nel cesso di una discoteca/..." Nella versione finale la forma chiavarti è sostituita da un più innocuo e generico amarti. Censura? Autocensura? Di sicuro la soluzione poi adottata perde la forza espressiva dell'iniziale chiavarti, risulta più smussata ed edulcorata.

Secondo un articolo de Il Sole 24 Ore del 2012, costruito utilizzando i dati in possesso della SIAE, i brani che hanno generato i maggiori incassi da diritti d'autore per Lucio Dalla erano: Caruso - Canzone 4 marzo 1943. Considerando le vendite del singolo e quelle dell'album, la cifra presumibile di copie vendute si attesta vicino a 1,5 milioni.

Specialist Notes

UNO DEI BRANI DI MAGGIOR SUCCESSO DI LUCIO DALLA, SECONDO SOLO A CARUSO NELLA CLASSIFICA DI VENDITE.

Il testo racconta la fine di una relazione amorosa dal punto di vista di chi è stato lasciato. Non c'è rabbia né desiderio di rivalsa: prevalgono invece nostalgia, vulnerabilità e incapacità di accettare l'assenza dell'altra persona. La ripetizione di immagini quotidiane ("non mi basta mai il tempo", "la stazione", "le finestre") rende il dolore estremamente concreto. Uno degli aspetti più efficaci è che la canzone non spiega cosa sia successo. L'ascoltatore entra direttamente nello stato emotivo del protagonista: un uomo che continua a vivere circondato dai ricordi di una persona che non c'è più. Il tema centrale è la fine di una storia d'amore e la nostalgia profonda per la persona amata. La canzone è vista come messaggero: il testo personifica la canzone stessa (seguendo un modello che risale addirittura allo Stilnovismo duecentesco). Dalla si rivolge al brano chiedendogli di "andare in giro" per il mondo, con la speranza di trovare la donna amata e parlarle a nome suo. L'autore ammette i propri errori e la propria solitudine, usando la musica come unico mezzo rimasto per comunicare e chiedere scusa senza filtri.

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