Automobili da collezione

Padova, venerdì 25 ottobre 2019

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1969 Fiat Dino Spider (Pininfarina)

telaio no. 135AS001062

  • Ricercata versione Spider.
  • Motorizzata Ferrari
  • Condizioni impeccabili.
  • Auto da investimento

Venduto € 98.999,00

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Il modello

Quando fu presentata nel 1966, la Dino rappresentò l'apice della gamma ad alte prestazioni della Fiat fra la metà degli anni ‘60 e ‘70. Dino è un marchio automobilistico nato nel 1965, da un accordo tra Ferrari e FIAT, e attivo fino al 1980. In seguito alla prematura morte del figlio Dino e in sua memoria, Enzo Ferrari volle aggiungere la denominazione "Dino" ad alcuni modelli da competizione. Per ottenere l'omologazione FIA per il suo motore F2 da 2 litri, Ferrari avrebbe dovuto produrre 500 unità per l'uso su strada, cosa che all'Azienda risultava impossibile per via della sua limitata capacità produttiva. Per risolvere questo problema, la Ferrari si rivolse alla Fiat, siglando un accordo dove la prima avrebbe costruito i motori mentre la seconda avrebbe dovuto sviluppare un'auto di produzione per soddisfare i requisiti per l'omologazione. Per la produzione in piccola serie delle vetture stradali con motore Dino, le due case automobilistiche scelsero strade diverse. La Ferrari, rimase fedele allo schema del prototipo e realizzò la sua prima vettura stradale con lo schema "tutto dietro". La Fiat, invece, decise di mettere in cantiere due diversi modelli; una spider commissionata alla Pininfarina e una coupé commissionata alla Bertone, ma strutturalmente progettate in Fiat, secondo il classico schema del motore anteriore con trazione posteriore. Disegnato da Giancarlo Bussi, il nuovo V6 a 65° in lega leggera divenne il motore ideale per la nuova Fiat Dino. Presentata come spider al Salone dell'Auto di Torino 1966 e, pochi mesi dopo, come coupé al Salone di Ginevra del 1967, la Dino fu il primo modello di produzione Fiat dotato di quattro alberi a camme in testa e differenziale a slittamento limitato. Disegnata da Pininfarina, la Dino Spider aveva una carrozzeria in acciaio, trasmissione a 5 rapporti, sospensioni indipendenti a triangoli sovrapposti, ponte rigido posteriore e freni a disco. Con 160 hp, la Dino aveva un'accelerazione vivace risultando anche comoda ed elegante. Inoltre, offerta come una bellissima coupé 2+2 su passo allungato, rappresentava un'ottima scelta per tutti quei padri di famiglia che amavano la sportività. Prodotta inizialmente nella versione 2.000 cc, nel 1969 la Fiat aggiornò la Dino con un nuovo motore di 2.400cc, che sviluppava 20 hp in più rispetto alla versione precedente e sospensioni completamente indipendenti. La FIAT comprendeva i suoi modelli Dino nel listino ufficiale, mentre la Ferrari aveva creato un listino a parte. La produzione delle Dino Coupé e Spider cessò nel 1973 con 7.651 esemplari prodotti, tra tutte le versioni. La Dino Spider 2.0, meno diffusa della coupé, la fu prodotta in sole 1.163 unità in 3 anni. L’Italia dei primi anni settanta aveva un’atmosfera sempre meno colorata e più buia, concedendo sempre meno spazio a vetture di questo tipo e nessuna vettura raccolse l’eredità della Dino; se non, in parte, la Lancia Strato’s che proseguì l’avventura del motore Dino.

L'auto

La Fiat Dino Spider, chassis 135AS001062 è un telaio AS, che identifica le spider 2.0 litri della, cosiddetta, prima serie ed è un esemplare del 1969. I primi modelli prodotti in serie, sia dalla Fiat, sia dalla Ferrari, furono commercializzati senza gli stemmi delle rispettive case costruttrici, sostituiti dal comune stemma "Dino", tondo per la Fiat e rettangolare per la Ferrari. In seguito, la casa torinese, a differenza della Ferrari che continuò a chiamarla sempre e solo “Dino”, conservò la scritta "Dino" come denominazione del modello, ma inserendo il marchio Fiat, con il badge tondo con la corona d’alloro, che identificava i modelli sportivi della casa. La Fiat Dino Spider, chassis 135AS001062 è ritenuta uno degli ultimi esemplari di Spider 2.0 prodotti nel 1968, prima del rinnovamento del modello; è stato immatricolato per la prima volta nel marzo 1969, ed è rifinito nel classico colore Rosso Corsa 121 con interni neri. È stata restaurata diversi anni fa e si presenta in condizioni eccellenti di carrozzeria, interni e meccanica, essendo stata usata con cura e parsimonia dal suo attuale proprietario. La capote in tela con lunotto in plexiglass è anch’essa in ottime condizioni. La vettura dispone, inoltre, del raro hardtop optional con lunotto in vetro, di colore nero e praticamente nuovo. L’abitacolo è del tipo 2+2, con due comodi sedili anteriori e due posti posteriori di fortuna. Questo magnifico esemplare costituisce un'eccellente opportunità di acquisire una delle migliori e più belle spider italiane classiche, affascinante simbolo degli anni ‘60. Il modello è, da sempre, un ottimo investimento.

Stato dell’Arte Completamente restaurata.

Bibliografia

  • Jean Pierre Gabriel,Dino Ferrari-Fiat-Lancia, E.p.a., Italia 1984.
  • Jean Pierre Gabriel,Dino, Le vetture che hanno fatto la storia, Giorgio Nada Ed., Milano 1994.

Documenti

Immatricolazione e targhe svizzere.

Eleggibilità

  • Giro di Sicilia. Eleggibile.
  • Targa Florio. Eleggibile.
  • Goodwood Revival. Eleggibile.
  • Le Mans Classic. Eleggibile.
  • Coppa d’Oro delle Dolomiti. Eleggibile.
  • Coppa delle Alpi by 1000 Miglia. Eleggibile.
  • Nürburgring Classic. Eleggibile.
  • Pebble Beach Concours d’Elegance. Eleggibile.
  • Amelia Island Concours d’Elegance. Eleggibile.
  • Chantilly Arts & Elegance Richard Mille. Eleggibile.
  • Concorso d’eleganza Villa D’Este. Eleggibile

Contatti

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