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Padova Finarte / Automobili da collezione

venerdì 25 ottobre 2019 • Padova

41

FIAT

Fiat 131 Abarth Rally (Bertone), 1976

Lotto proveniente da impresa

Stima

€ 110.000 - 120.000

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Informazioni

telaio no. AR2031312
  • 40 anni e non dimostrarli, un’icona dei rally.
  • L’auto più vincente della FIAT.
  • Una dei 350 esemplari di serie.
  • Allestita Gruppo 4, in conformità al regolamento.

Certificati ed Attestati
HTP Nazionale, Fiche CSAI
Documenti
Immatricolazione e targhe italiane.
Eleggibilità
  • Giro di Sicilia. Eleggibile.
  • Targa Florio. Eleggibile.
  • Goodwood Revival. Eleggibile.
  • Rallye Monte-Carlo Historique. Eleggibile
  • Coppa d’Oro delle Dolomiti Legend. Eleggibile.
  • Coppa delle Alpi by 1000 Miglia. Eleggibile.
  • Vernasca Silver Flag. Eleggibile.
  • Nürburgring Classic. Eleggibile.
  • Tour De Corse Historique
  • Campionato Rally Europeo Storico
  • Campionato Rally Storico Italiano

Provenienza

Il modello
La Fiat 131 detta "Mirafiori", dal nome dello stabilimento di produzione in Torino, era un'auto di famiglia di medie dimensioni, prodotta dalla Fiat dal 1974 al 1984. La 131 sostituiva la fortunata Fiat 124 ed era disponibile come berlina a 2 o 4 porte e Station Wagon 5 porte. La 131 aveva uno schema tradizionale di motore anteriore longitudinale e trazione posteriore. I motori, dei 4 cilindri in linea a valvole in testa da 1.3 e 1.6 litri, erano evoluzioni di quelli della 124.La 131 Abarth Rally nacque da una doppia esigenza del marchio Fiat: sostituire l’ormai obsoleta 124 Abarth Rally nel Campionato Rally e promuovere l’immagine della sua nuova berlina media sul mercato internazionale. Fu così che nel 1976 la Fiat presentò la 131 Abarth Rally, basata sulla carrozzeria della prima serie due porte, ma completamente trasformata dagli ingegneri del reparto corse Abarth, alleggerita di carrozzeria e rinforzata di telaistica, la Abarth Rally era senza paraurti e dotata di parafanghi allargati, spoiler, alettone, prese dinamiche e presa aria sul cofano; così modificata la Abarth Rally conservò solo il passo della vettura di serie rispetto alla quale è più corta, più bassa e più larga. Per risparmiare peso, tutti i pannelli della carrozzeria, tranne il tetto e le porte, erano realizzati in fibra di vetro mentre i finestrini laterali e posteriori erano in plexiglass. Anche la meccanica fu completamente stravolta rispetto alla 131 di serie; il motore bialbero di base era stato completamente rivisto dal “mago” Aurelio Lampredi; il risultato era un’unità da 2 litri con testa in lega leggera e, per la prima volta, quattro valvole per cilindro. La versione stradale equipaggiata con due carburatori doppio-corpo Weber aveva 140 cavalli a 6400 giri/min. Il motore delle auto da competizione raggiungeva 215 hp nella prima versione del 1975 per arrivare a superare i 230 hp negli anni successivi. Il cambio era a 5 marce; i freni, a disco su tutte le ruote. L'assale posteriore rigido venne sostituito da una sospensione indipendente con montanti MacPherson. Le vetture venivano costruite in collaborazione tra Fiat dove nasceva la scocca, Bertone dove veniva assemblata con le parti speciali di carrozzeria e Abarth, ormai divisione motoristica della Fiat. Nel 1976 furono costruiti circa 400 Fiat 131 Abarth Rally a scopo di omologazione: 350 in allestimento stradale furono venduti da concessionari Fiat italiani, 50 furono affidati ad Abarth per le competizioni. Omologata nel Campionato Mondiale Rally, vi partecipò dal 1976 al 1982, anno in cui la Fiat decise di ritirarsi dalle corse e consacrare ai rally unicamente il marchio Lancia. Debuttò nel 1975 nella gara italiana 100.000 Trabucchi con Giorgio Pianta, ma l’impegno ufficiale iniziò l’anno successivo, ottenendo negli anni a venire due titoli piloti nel campionato mondiale (1978 con Markku Alén e 1980 con Walter Rohrl) e tre titoli costruttori dal 1977 al 1980. Proseguì la sua carriera agonistica grazie ai team privati. La Fiat 131 Abarth Rally è il punto più alto raggiunto da Fiat nella sua storia “rallistica”. Spesso sottovalutata per il look squadrato e ritenuta all’epoca poco affascinante, ha saputo guadagnarsi il plauso dei piloti e il tifo degli appassionati che pure avevano negli occhi il fascino dell’invincibile Lancia Strato’s, grazie all’affidabilità, alla piacevolezza di guida al limite e alle numerose vittorie ottenute.
L’auto
La Fiat 131 Abarth Rally, telaio no. AR2031312, è una dei 400 esemplari costruiti dal reparto Abarth per ottenere l’omologazione FIA, precisamente uno dei 350 che avranno una destinazione “stradale”. Nel 2015 viene restaurata e completamente trasformata dal secondo proprietario in un bellissimo esemplare Gruppo 4, attenendosi ai regolamenti dell’epoca. L’autore della trasformazione è il noto specialista Girola di Torino che, in certificato, avalla il lavoro eseguito così: “(…) in qualità di costruttori (si) dichiara che la scocca/telaio dell’autovettura marca Fiat modello 131 Abarth targata (…), anno di costruzione 1976, numero di telaio Fiat 131 AR2031312, è stata da noi interamente saldata e gli sono stati applicati i rinforzi, secondo i dettami adottati e forniteci dalla casa madre, al tempo in cui la vettura era in corsa per il campionato del mondo rally. Altresì (si) dichiara che il rollbar-gabbia numero 15011, anno di fabbricazione 2015 da noi prodotto è conforme alle norme del regolamento Fia allegato ‘J’, in vigore nell’anno di fabbricazione…” La Fiat 131 Abarth Rally, telaio no. AR2031312 è una vettura che può partecipare a tutti i rally storici. Una vettura pronta gara nella sua lineare ma sempre avvincente livrea bianca.
Stato dell’Arte
Completamente restaurata nel 2015 e trasformata in Gruppo 4, la trasformazione ed il percorso di restauro sono dettagliati da fotografie e documenti.

Esposizione



Bibliografia

  • Graham Robson, 131 Abarth, Veloce, GB 2001.
  • Antonio Biasioli, Fiat 131 Abarth Rally, Elzeviro, Italia 2016
  • Alessandro Sannia, Fiat 131 1975-1985, Il Cammello, Italia 2013

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Condition report

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