Automotive: Finarte 2020 Selection + 1000 Finarte

Online, da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre 2020

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1968 Jaguar E-Type series 1 4.2 2+2

telaio no.1E 79 200

  • Linea immortale.
  • Prestazioni ancora notevoli.
  • Molto piacevole da guidare.

Stima

€ 55.000 - 70.000

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Il modello

La Jaguar E-Type coupé debuttò nel marzo del 1961 al salone di Ginevra, la versione roadster (denominata OTS) esordì un mese dopo, al salone di New York, con madrina l’attrice Marilyn Hanold. La E-Type riproponeva la struttura monotrave centrale adottata dalla vittoriosa D-Type, con telaio ausiliario anteriore e le sospensioni posteriori su un telaio ausiliario imbullonato. L’autore del disegno fu l’inglese Malcom Sayer, l’elemento caratterizzante è il lungo cofano anteriore (ispirato alla D-Type sempre disegnata da Sayer) in un corpo unico con parafanghi e incernierato anteriormente. La E-Type è stata prodotta in tre serie dal 1961 al 1974, ed ha adottato tre tipi di propulsori; i modelli della prima serie, 1961-1968, hanno montato sia il 3.8 litri (1961-1964) che il 4.2 litri (1964-1968); la seconda serie, 1969-1971, venne equipaggiata sempre con il 4.2 litri; per finire, la terza serie, 1971-1974, adottò il 5.3 litri da 12 cilindri. Il disegno dell’auto, durante tutto il ciclo di produzione, non venne stravolto visto che era piaciuto molto al pubblico, infatti dopo il debutto nel 1961 in soli sei giorni si erano registrati ben 300 ordini. La versione con motore 4.2 litri esordì nel 1966 ed era identificabile solo dal badge del portellone posteriore, in quanto identica alla 3.8. Molte invece le modifiche tecniche: motore con più coppia, cambio a 4 marce sincronizzato, pinze freno Girling più potenti. All’interno vennero installati sedili più ergonomici, mentre il cruscotto e il tunnel centrale erano rifiniti in nero invece che in alluminio. La versione 2+2 con carrozzeria di 22 cm più lunga, cockpit ampliato e linea del tetto più alta, garantiva un abitacolo (quasi) a quattro posti. La piccola panchetta posteriore (detta backbench) poteva far sedere due bambini e inoltre, grazie all’interasse più lungo, si poteva montare il cambio automatico. Gli ultimi esemplari della prima serie, chiamati colloquialmente serie 1½ per le modifiche apportate, erano versioni della E-Type costruite per rispettare le severe norme americane su sicurezza e inquinamento del 1967. Le modifiche più significative consistettero nell’eliminazione della copertura in vetro dei fari anteriori e la sostituzione degli interruttori a levetta con interruttori a bilanciere sul cruscotto. Per le auto destinate al mercato americano i tre carburatori SU vennero rimpiazzati da una coppia di carburatori Stromberg, il motore adottò anche il coperchio punterie di colore nero lucido. La E-Type uscì di produzione nel 1974 dopo 21.289 esemplari costruititi.

L’auto

L’auto con telaio no. 1E 79 200 è una di 1.577 esemplari di E-Type 4.2 2+2 ed è stata prodotta nel luglio 1968. È pertanto una delle cosiddette e pregiate serie 1 ½. Destinata al mercato americano, venne spedita negli Stati Uniti nell’agosto del 1968 al concessionario Jaguar di New York. L’auto è stata oggetto di un profondo restauro, sia meccanico che di carrozzeria, con quest’ultima portata a nudo e riverniciata con la tonalità corretta “Pale Primrose Yellow”, gli interni restaurati nella pelle nera d’origine mentre il motore è stato completamente rifatto e rettificato. Il motore è di tipo corretto con i carburatori Stromberg adottati sui modelli americani, ma non è matching con il telaio. L’auto è corredata dal certificato Jaguar Heritage.

Stato dell’arte

Restauro totale, in ottime condizioni.


Certificati ed Attestati
Certificato d’origine Jaguar.
Documenti
Immatricolazione e targhe italiane in ordine.
Eleggibilità
Giro di Sicilia.
Targa Florio.
Goodwood Revival.
Rallye Monte-Carlo Historic.
Coppa d’Oro delle Dolomiti.
Coppa delle Alpi by 1000 Miglia.
Winter Marathon.
Nürburgring Classic.
Pebble Beach Concours d’Elegance.
Amelia Island Concours d’Elegance.
Chantilly Arts & Elegance Richard Mille.
Concorso d’eleganza Villa D’Este.


Contatti

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