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Libri, Autografi e Stampe

venerdì 15 dicembre 2023, ore 11:00 • Roma

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Manoscritto - Barberino, Andrea da

Il Guerrin Meschino, 1440

Stima

€ 35.000 - 45.000

Lotto venduto

€ 37.890

I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta

Informazioni

Codice cartaceo di 290 x 221 mm. databile alla prima metà del sec.XV, cc.142 (manca la c.99), numerazione antica, corsiva influenzata da elementi goticheggianti, disposta su due colonne, strutturato in 16 fascicoli, bruniture alle prime carte, marginali aloni, legatura coeva in mezza pergamena e assi di cipresso, mancanze al dorso, tracce di fermagli, entro box moderno in tela grigia con titolo su tassello di pelle rossa.

Note Specialistiche

Incipit: "Qui comincia el primo libro chiamato el meschino di durazo e questo nome meschino fue sopranome chel suo primo edi detto [sic] nome fue ghuerrino del sanghue de lignaggio de reali di francia ed e partito questo vilume (i)n otto partj e tratta tutte e tre le parti del mondo cioe Asia, Africha, Europia (...)"
Explicit: "E gherardo le pulglese dopo la morte del re ghuicciardo suo padre nella quale ghuerra mori millon figliuolo del meschino e non vollo [sic] quegli di Taranto del Re di Pulglia per questa ghuerra e a durazo regno gran tempo che Reali ne furono signori e chiamati ducha di durazo quegli che segnavano. Deo Gratia Aemen [sic]. finto el librio del meschino di durazo." 


Diciassette sono i codici finora rintracciati del Guerrin Meschino di Andrea da Barberino, tutti registrati da Mauro Cursietti nella sua edizione critica approntata per l'editrice Antenore nel 2005 (vd. pp.569-580). La descrizione del presente codice è contenuta a p.580 ma il filologo non l'ha potuto collazionare né inserire tale testimone nella sua edizione critica perché segnalazione giunta tardi per il tramite di Gloria Allaire.
"La fortuna del Meschino fu immediata. Composto con tutta probabilità nel pieno della maturità dello scrittore all'inizio del secondo decennio del Quattrocento, nonostante la sua mole, che doveva necessariamente costituire un ostacolo alla diffusione, e nonostante il notevole costo, a quei tempi, di un  libro tanto ponderoso, ben presto le copie si moltiplicarono. I manoscritti testimoniano chiaramente diverse fasi successive: una prima vulgata fiorentina, già dipendente da un archetipo non poco corrotto, un propagarsi alla provincia limitrofa e poi, in un secondo momento, l'uscita dai confini della Toscana, a nord nella zona emiliano-romagnola-veneta, a sud presso la corte aragonese di Napoli, dove venne probabilmente esportata dai mercanti fiorentini." (Introduzione, p.XIII-XIV).
Il presente manoscritto è probabilmente ascrivibile, stanti i primi saggi linguistico-filologici, alla primissima fase fiorentina, giusta anche la sua datazione alta. Un testimone tutto da studiare per gli apporti testuali che potrebbe offrire alla lezione definita dall'edizione critica di Cursietti.

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