Informazioni
Stampa alla gelatina ai sali d'argento montata su dibond, stampata 2007
cm 120 x 150
Edizione 14 di 15
Etichetta didascalica del fotografo firmata a penna nera al verso
Opera in cornice
cm 120 x 150
Edizione 14 di 15
Etichetta didascalica del fotografo firmata a penna nera al verso
Opera in cornice
Opera accompagnata da Certificato d'autenticità rilasciato da VM21 artecontemporanea, Roma firmato dal fotografo
Provenienza
VM21 artecontemporanea, Roma
Esposizione
Esemplare in altra edizione in collezione permanente al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
Bibliografia
Basilico. Beyrouth, Art&, Udine, 1994Basilico. Beyrouth, La Chambre Claire, Parigi, 1994Gabriele Basilico, Beirut 1991 (2003), Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2003
Gabriele Basilico (Milano 1944 - 2013) dopo la laurea in architettura, si dedica totalmente alla fotografia mettendo subito in luce uno stile analitico e asciutto sul modello di Walker Evans grazie al quale ottiene nel 1984, unico italiano, la partecipazione alla Mission Photographique de la DATAR. Da allora innumerevoli sono gli incarichi svolti nelle metropoli di tutto il mondo da Beirut a Bilbao, da San Francisco a Shanghai, da Mosca a Parigi senza dimenticare Roma e Milano, esposti in musei e istituzioni e pubblicati in libri fotografici sempre attentamente curati. Fra i riconoscimenti il Prix Mois de la Photo, l’Osella d’oro della Biennale di Venezia.Con Ritratti di fabbriche, questa l’immagine per la copertina della prima edizione del 1981 del libro, Gabriele Basilico – che pure con lavori di gusto reportagistico come “Dancing in Emilia” si era fatto notare – ottiene una grande attenzione da parte della critica per la sua importante riflessione sull’epoca della deindustrializzazione. Realizzato a Milano con una Nikon dotata di un obiettivo decentrabile e la disciplina derivante dalla sua formazione di architetto, questo lavoro si richiama all’estetica cara a Hilla e Bernd Becher, maestri dell’Accademia di Düsseldorf. Quando nel 1991 riceve l’incarico di documentare i danni di quindici anni di guerra inferti a Beirut prima della sua ricostruzione, Basilico lavora già in banco ottico soffermandosi sulle rovine ma facendo intuire, nelle prospettive che si intravedono, le possibilità di una rinascita. Emerge qui quella visione rigorosa e quella capacità di interpretare il paesaggio in termini più ampiamente umanistici che restano le caratteristiche fondamentali del suo stile.
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