Informazioni
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
cm 19,3 x 30 (cm 18,7 x 29,4 immagine)
Firmata e datata a matita al verso
Opera in cornice
Antonio Biasucci (Dragoni, Caserta 1961) attua fin da subito una personale ricerca sui temi della cultura del Sud, sui suoi riti e ambienti. La collaborazione iniziata nel 1984 con l’Osservatorio vesuviano e quella dal 1987 con il teatro di Antonio Neiwiller ne arricchisce la visione che si allarga fino ad approdare, in anni più recenti, a un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza. Dopo il Premio Kodak ad Arles nel 1992 che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, ha avuto riconoscimenti, pubblicato libri, realizzato mostre fotografiche e partecipato a iniziative culturale di carattere sociale.
Una delle caratteristiche più evidenti dello stile di Antonio Biasiucci è la ricerca continua di inquadrature originali, ogni volta scelte per adeguarsi al progetto che sta realizzando. Così, in Magma si avvicinava alla materia oscura per esaltarne la plasticità archetipa mentre in Vapori come in Impasto sublima i gesti di antiche ritualità. Quando, come nelle due immagini di Napoli, scattate agli inizi della sua carriera deve muoversi all’interno dei confini del reportage, sceglie di scavalcarli ricorrendo a tagli decisi che possiedono un respiro teatrale: qui emerge la capacità di far dialogare la figura umana con il paesaggio giocando con determinazione sui diversi piani. I ragazzi sembrano invitare l’osservatore ad entrare in scena, si mettono da parte per lasciare che lo sguardo si allontani da loro per incantarsi di fronte alle linee lontane dove il mare, la montagna, il cielo, le nuvole riempiano quel grande vuoto.
cm 19,3 x 30 (cm 18,7 x 29,4 immagine)
Firmata e datata a matita al verso
Opera in cornice
Antonio Biasucci (Dragoni, Caserta 1961) attua fin da subito una personale ricerca sui temi della cultura del Sud, sui suoi riti e ambienti. La collaborazione iniziata nel 1984 con l’Osservatorio vesuviano e quella dal 1987 con il teatro di Antonio Neiwiller ne arricchisce la visione che si allarga fino ad approdare, in anni più recenti, a un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza. Dopo il Premio Kodak ad Arles nel 1992 che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, ha avuto riconoscimenti, pubblicato libri, realizzato mostre fotografiche e partecipato a iniziative culturale di carattere sociale.
Una delle caratteristiche più evidenti dello stile di Antonio Biasiucci è la ricerca continua di inquadrature originali, ogni volta scelte per adeguarsi al progetto che sta realizzando. Così, in Magma si avvicinava alla materia oscura per esaltarne la plasticità archetipa mentre in Vapori come in Impasto sublima i gesti di antiche ritualità. Quando, come nelle due immagini di Napoli, scattate agli inizi della sua carriera deve muoversi all’interno dei confini del reportage, sceglie di scavalcarli ricorrendo a tagli decisi che possiedono un respiro teatrale: qui emerge la capacità di far dialogare la figura umana con il paesaggio giocando con determinazione sui diversi piani. I ragazzi sembrano invitare l’osservatore ad entrare in scena, si mettono da parte per lasciare che lo sguardo si allontani da loro per incantarsi di fronte alle linee lontane dove il mare, la montagna, il cielo, le nuvole riempiano quel grande vuoto.
Contatta il dipartimento
Condition report
Per richiedere un condition report contattare fotografia@finarte.it
Il dipartimento fornirà un rapporto generale sullo stato del bene sopra descritto. Si ricorda però che quanto dichiarato da Finarte rispetto allo stato di conservazione dei beni corrisponde unicamente a un parere qualificato e che i nostri esperti non sono restauratori professionisti.
Per una relazione dettagliata consigliamo quindi di rivolgersi a un restauratore di vostra fiducia. Si consiglia ai potenziali acquirenti di ispezionare ogni lotto per accertarsi delle condizioni durante le giornate di esposizione come indicato in catalogo.
Lotti suggeriti
Caricamento lotti suggeriti...

