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Arte Africana | Opere dalla collezione svizzera di Walter Schwab

mercoledì 13 ottobre 2021 • Milano

39

DJIMINI, Costa D’Avorio

Stima

€ 26.000 - 30.000

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Informazioni

h 33,5 cm
Maschera. Legno duro con patina nera brillante, decorazioni in rosso, bianco e blu.
Questo piccolo gruppo etnico che vive nel nord-est della Costa D’Avorio, al confine con il Ghana, è culturalmente legato ai Senufo ma le loro maschere rappresentano un corpus rarissimo nel panorama artistico africano. Realizzate dagli scultori Djimini sono essenzialmente maschere di danza che si ispirano alle più diffuse maschere Kpelié dei Senufo, dalle quali hanno ripreso alcune analogie stilistiche. Qui risultano evidenti soprattutto per il taglio sottile degli occhi, il lungo naso, la bocca a piccole labbra sporgenti e le appendici ai lati del viso. Anche i tatuaggi a linee orizzontali che segnano la bocca si riscontrano in molte maschere Senufo. Interessanti sono i tatuaggi asimmetrici delle gote, una caratteristica delle maschere Djimini. Il cheloide al centro della fronte rappresenta il simbolo del sesso femminile. La pettinatura è costituita da grosse ciocche disposte ai lati della testa impreziosite da piccole trecce colorate. In analogia con le altre maschere del gruppo la superfice del legno è accuratamente levigata e dipinta con un decoro policromo che ricopre le varie parti con pigmenti bianco, rosso e blu. Nella parte posteriore sono presenti i fori di fissaggio del mantello. L’erosione del legno testimonia segni di un prolungato utilizzo.
Nel 1898 Richard Austin Freeman, un medico, inglese, con altri colleghi, al seguito di una missione coloniale in Africa occidentale, ha esplorato i territori intorno alla cittadina di Bondoukou ubicata nel nord est della Costa d’Avorio ai confini con la Costa d’Oro, oggi attuale Ghana. Un vasto territorio abitato dai gruppi Abron, Bondoukuo, Djimini. Nei territori degli Abron ha assistito ad una cerimonia mascherata organizzata dagli indigeni in suo onore e, come ricordo, ha realizzato i disegni di due maschere a grandi corna di bufalo che ha visto danzare, sono modelli del tipo bedou dei Nafana. Inoltre, durante la sua esplorazione, ha avuto l’opportunità nel 1898 di scattare una fotografia che riprende una maschera Djimini, forse il primo esemplare illustrato. È un modello di maschera che riporta tutti i particolari stilistici che in seguito gli scultori Djimini hanno tramandato nella produzione delle loro maschere. (Goy, pag. 36, ill. 19). Oggi questo esemplare appartiene alle collezioni del British Museum di Londra.

Provenienza

Collezione privata (2001);

Bibliografia

FAGG WILLIAM & PLASS MARGARET "African Sculpture" London 1964, pag. 150 (10);
GOY BERTRAND “Cote d’Ivoire - Premieres regards sur la sculpture - 1850/1935” Paris 2012, pag. 34 - 36 (998);
GOLDWATER ROBERT “Senufo sculpture from West Africa” New York 1964, fig.34 (1081);
GUY LOUDMER “Arts Primitifs” Paris Hotel Drouot auction on 14 May 1990;
SOTHEBY’S “Collection Brian et Diane Leyden: Art Bété et Sénufo” Paris auction on 5 December 2007, lot 10 (625)SOTHEBY’S “Collection Marceau Riviére” Paris, auction on 18 and 19 June 2019;
, lot 94 (1047);

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