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€ 12.000 - 18.000
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€ 15.240
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Information
oil on canvas
77 x 62 cm
on the back an old label with an inscription that is no longer legible
Photographic references
Pubblicato da Stella Rudolph nel 1972 - quando si trovata a Roma nella collezione di Andrea Busiri Vici - come opera della tarda produzione del Mola, il dipinto è stato poi inserito tra le opere dubbie dal professor Petrucci che all'epoca ebbe modo di giudicarlo solamente sulla base di una piccola riproduzione in bianco e nero. Il dipinto riemerge oggi, dopo essere stato conservato per diversi decenni in collezione privata, e lo studioso ne rivede la sua posizione, considerandolo opera autografa e di pregevole qualità di Pier Francesco Mola, eseguita attorno al 1660-66, che offre una visione intimistica e domestica del tema, quello del riposo durante la fuga in Egitto, ed una sensibilità atmosferica del paesaggio, tipica dell'attenzione naturalistica del pittore.
77 x 62 cm
on the back an old label with an inscription that is no longer legible
Photographic references
Zeri photo library, sheet no. 47927
Provenance
Paris, D'Atri Florence, antiques market
Milan, Finarte, May 17, 1977, lot 64
Private collection
Milan, Finarte, May 17, 1977, lot 64
Private collection
Literature
S. Rudolph, Pier Francesco Mola: la monografia di R. Cocke e nuovi contributi, in “Arte illustrata”, V, 50, 1972, p. 350, fig. 5F. Petrucci, L. Piu (a cura di), Indice dell’opera pittorica del Mola, in Mola e il suo tempo. Pittura di figura dalla collezione Köelliker, catalogo mostra (Ariccia), Milano 2005, p. 246 n. 139 (as uncertain work)F. Petrucci, Pier Francesco Mola (1612-1666). Materia e colore nella pittura del ‘600, Roma 2012, p. 502, n. E105 (as uncertain work).
Thanks to Professor Francesco Petrucci for confirming the attribution.Pubblicato da Stella Rudolph nel 1972 - quando si trovata a Roma nella collezione di Andrea Busiri Vici - come opera della tarda produzione del Mola, il dipinto è stato poi inserito tra le opere dubbie dal professor Petrucci che all'epoca ebbe modo di giudicarlo solamente sulla base di una piccola riproduzione in bianco e nero. Il dipinto riemerge oggi, dopo essere stato conservato per diversi decenni in collezione privata, e lo studioso ne rivede la sua posizione, considerandolo opera autografa e di pregevole qualità di Pier Francesco Mola, eseguita attorno al 1660-66, che offre una visione intimistica e domestica del tema, quello del riposo durante la fuga in Egitto, ed una sensibilità atmosferica del paesaggio, tipica dell'attenzione naturalistica del pittore.
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