L’antico e mai interrotto legame fra fotografia e cinema qui si trova confermato da un bel gruppo di autori internazionali che a quel mondo si sono ispirati in modo più o meno diretto. Quando nel 1993 Claudio Abate, grande interprete di artisti, documenta a Campo de’ Fiori a Roma la performance di Felice Levini e H.H. Lim “Il gatto e la volpe” (lotto 196), mette in atto tutte quelle attente articolazioni proprie del cinema come la scelta dei costumi, la riproposizione delle situazioni care all’avanguardia, il richiamo alle dinamiche sociali di una intera epoca, quella della cosiddetta fine della Prima Repubblica.
Alle atmosfere del noir si richiama Alain Daussin con quel nudo mascherato che si aggira in un onirico interno veneziano (lotto 213), agli allestimenti dei grandi set fanno riferimento Philip-Lorca Dicorcia che usa le luci in esterni per trasfigurare così le sue immagini di reportage realizzate on the road (lotto 12), David LaChapelle con la scelta di esasperare ogni situazione per addentrarsi nel grottesco (lotto 82), Wim Wenders con quella di far emergere dal buio, illuminandolo, il suo soggetto (lotto 83). Anche se “Chromo Triller # 1” è tecnicamente una fotografia a sé stante (lotto 225), è evidente che la precedente carriera di regista di film musicali continua a farsi sentire nello stile di Miles Aldridge esattamente come la perizia con cui Paolo Ventura realizzava a mano i modelli in scala che avrebbe poi fotografato ne fanno uno straordinario scenografo anche dei lavori più recenti (lotti 85 e 86).
Parlando ora degli autori più direttamente interni al mondo del cinema qui siamo di fronte a Dino Pedriali autore con “Testamento del corpo” delle ultime fotografie di Pier Paolo Pasolini (lotti 169, 170 e 171) e, con tono molto diverso, a Gianfranco Salis con le sue celebri immagini di Moana Pozzi e Ilona Staller (lotti 211 e 212). Pur facendo ricorso a mezzi fotografici e in particolare a un banco ottico, Gregory Crewdson (lotto 84) usa set, maestranze, illuminazioni, ambientazioni e attori per realizzare immagini che potrebbero essere tranquillamente frammenti di film con una operazione che, sia pure con intenti e una scelta estetica differente, percorre anche Cindy Sherman che agli esordi si “traveste” da Lucille Ball (chi se la ricorda come protagonista della sitcom “Lucy ed io”?) per mettere in atto una critica severa ai meccanismi e agli stereotipi della celebrità mediatica contrapponendo, in un gioco di rimandi sull’identità, al personaggio divertente un’espressione fredda e asettica (lotto 80).
Tutti inseriti nell’ambito della ricerca sono Emilio Carpi de’ Resmini in arte Cioni Carpi (figlio del pittore e direttore dell’Accademia di Brera Aldo e fratello del musicista Fiorenzo) che con le sue opere si inserisce nel gruppo Narrative Art (lotti 147 e 148), Matteo Basilé che nel 2006 realizza con Franco Losvizzero “Il grande sogno di un nano” film d’arte sperimentale sull’inconscio e le grandi aspettative di un piccolo uomo (lotti 207 e 208) e Loris Cecchini che nel suo “No casting” del 1998 ricrea atmosfere surreali accostando piccole enigmatiche figure ad ambientazioni in equilibrio fra realtà e finzione (lotto 197).

Questa sezione non poteva che concludersi con una grande figura di questo mondo: fra il numeroso gruppo di fotoreporter che Federico Fellini ne “La Dolce Vita” definì applicando il nome Paparazzo a un’intera categoria, Tazio Secchiaroli faceva storia a sé. Non perché si comportasse in modo diverso dai colleghi, ma perché del cinema aveva assorbito, frequentandone i protagonisti, lo stile. Questa immagine della spider dei colleghi lanciati all’inseguimento della Cadillac di Ava Gardner in fuga da loro avrebbe potuto essere il fotogramma di un film che raccontava la scena (lotto 172). D’altra parte, basterebbe riguardare il capolavoro felliniano per accorgersi che la fotografia precede di due anni l’uscita del film e probabilmente ne ispira alcune scene. Ma Secchiaroli è stato an pregevole ritrattista come testimoniano le riprese di Mina e di Sophia Loren che da fotografo ufficiale seguì anche negli Stati Uniti sul set di “Arabesque”, la spy story firmata da Stanley Donan con Gregory Pck che affiancava l’attrice italiana (lotti 173 e 174).

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