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La zattera della Medusa di Renato Guttuso

Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso

Tra le opere di maggior impatto della prossima Asta di Arte Moderna e Contemporanea, in programma a Milano il 9 giugno 2026, Finarte presenta una monumentale rivisitazione de La zattera della Medusa di Renato Guttuso, dichiarata citazione del celebre dipinto di Théodore Géricault oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi. L’opera è rappresentativa di un fecondo dialogo tra Guttuso e i grandi maestri del romanticismo francese, dialogo che attraversa l’intera carriera dell’artista come una linea di tensione costante tra memoria storica e urgenza del presente.

La zattera della Medusa di Renato Guttuso (1962, olio su tela, cm 199 x 207). Stima € 100.000 – 140.000.

La rivisitazione di episodi storici offre a Guttuso l’occasione di stupire il pubblico con un’interpretazione di sorprendente modernità, e al tempo stesso di rivendicare la continuità dell’impegno politico, intellettuale e sociale della pittura attraverso i secoli. Tradizione e innovazione convergono qui in una visione appassionata di matrice espressionista, costruita attraverso un meccanismo di appropriazione e, al contempo, di trasgressione: il modello illustre viene assunto e insieme reinventato, piegato a una sensibilità contemporanea che non rinuncia alla forza narrativa dell’originale.

Ne risulta una lettura ancora diretta, a distanza di secoli, della tragica vicenda del naufragio della fregata Méduse: quel brano di cronaca nera che smosse l’opinione pubblica francese agli albori del XIX secolo. Sopravvivenza e disperazione sono ancora una volta protagonisti di un rinnovato atteggiamento creativo, che apre le porte a una ricca stagione di ricerca pittorica. Attraverso il gioco dei contrasti, l’artista restituisce le contraddizioni della vita e invita a una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, anche nel confronto con l’opera monumentale di Géricault. I valori simbolici di libertà, speranza e disperazione, centrali per una corretta interpretazione del dipinto, ne costituiscono il nucleo concettuale e ne giustificano la straordinaria attualità.

Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato Finarte, e Georgia Bava, Responsabile Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea (Roma) presso Villa Igiea, Palermo.

Il dipinto vanta una storia espositiva e bibliografica di assoluto rilievo. Esposto per la prima volta a Roma alla Galleria Il Fante di Spade nella mostra Sette pittori d’oggi e la tradizione (23 febbraio – 9 marzo 1963), è stato successivamente presentato alla XII Mostra Nazionale di Pittura “Golfo della Spezia” e, nel 2003, al Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria, nell’ambito della rassegna Renato Guttuso. Dal Fronte Nuovo all’Autobiografia 1946 – 1966. È pubblicato in L. Budigna, Pittori Italiani del 900 (Arteuropa, Milano 1965), in Del Guercio (1971, fig. 29) e nel Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso a cura di Enrico Crispolti (Vol. 2, Giorgio Mondadori & Associati, Milano 1984, p. 327, n. 62/10). Proviene dalla Galleria Mutina di Modena — i cui timbri sono ancora presenti al verso — ed è successivamente confluito in una collezione privata modenese.

Il dipinto sarà in esposizione fino all’8 maggio presso Villa Igiea, Palermo a Rocco Forte Hotels. Visibile agli ospiti della struttura o su appuntamento. 

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Maria Letizia Cassata
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