La scultura come monumento dall’animo sociale

Monumento da piazza, da giardino, da collina, da lungomare, da salotto, la scultura ha un animo sociale e come una brava maestra trasmette a chi la guarda i propri insegnamenti e valori, senza distinzioni di generi e stili.

Lotto 175, ARNALDO POMODORO, Rotondo I (dettaglio), 1972, Stima € 8.000 - 15.000


La pittura e la scultura sono due importanti componenti della grande famiglia delle Arti, entrambe con le proprie peculiarità. La pittura, soprattutto nell’ultimo periodo, ha assunto sempre più un carattere intimo e di meditazione in un rapporto individuale tra opera e creatore e tra opera e spettatore.

La scultura, invece, mantiene ancora oggi un ruolo più “educativo”, legato alla sua natura intrinseca di monumento. Monumento da piazza, da giardino, da collina, da lungomare, da salotto, ha un animo sociale e come una brava maestra trasmette a chi la guarda i propri insegnamenti e valori, senza distinzioni di generi e stili.

L’Asta di Arte Moderna e Contemporanea del 28 maggio offre moltissimi esempi di questa sua attitudine.

Lotto 98, MARINO MAZZACURATI, Volto virile - Particolare del Monumento ai Martiri Libanesi, 1958, Stima € 2.000 - 3.000
Lotto 98, MARINO MAZZACURATI, Volto virile – Particolare del Monumento ai Martiri Libanesi, 1958, Stima € 2.000 – 3.000

Il Volto virile di Marino Mazzacurati, del 1958, (lotto 98, Stima € 2.000-3.000), nasce come studio per un’opera monumentale collocata, nel 1960, a Beirut in ricordo dei martiri libanesi caduti. All’epoca lo scultore di origine emiliane, ma di formazione veneziana, apprezzato ritrattista per la capacità di rendere non solo realisticamente i volti ma anche i loro dettagli psicologici, aveva già avuto molte commissioni importanti per la realizzazione di gruppi scultorei da “piazza”.

Opere che meglio rispondevano alla sua convinzione che le sculture dovessero essere innanzitutto pubbliche e rappresentare modelli da imitare. Accusato di mancanza di uniformità nella sua produzione, per un continuo passaggio dal realismo all’espressionismo fino all’astrattismo, ai detrattori rispondeva: “Qualche volta sono stato accusato di eclettismo, è un’accusa che non mi spaventa: la cultura può essere eclettica, l’ignoranza mai!”.

Tra le molte sue virtù extra artistiche quella di aver riconosciuto il talento del pittore naif Ligabue e di esserne diventato amico e mentore a conferma di quanto fosse, anche, umanamente speciale.

Come emerge da un ricordo di Carlo Levi:

Mazzacurati era un inventore e innovatore di forme dal carattere raro. Una forza naturale enorme e indifesa, di una grandezza esposta alle tempeste come un albero solitario

Lotto 100, EMILIO GRECO, Testa di uomo, 1947, Stima
€ 800 – 1.200

Dallo sguardo di un ragazzo a quello di un uomo, al lotto 100 (Stima € 800-1.200), troviamo un’opera in cemento di Emilio Greco. Scultore, illustratore e scrittore, siciliano di nascita, è riuscito a superare mille difficoltà: la povertà, le contrarietà di una famiglia e di una società, quella degli anni trenta, che vedeva gli artisti come dei perdigiorno, per portare a compimento il suo sogno.

Partendo come Mazzacurati da una componente realista, nel corso della sua carriera artistica, giunge a un equilibrio perfetto tra vigore plastico e introspezione dei personaggi ritratti grazie a una semplificazione e astrazione delle forme naturali. I visi divengono sempre più ovali, le braccia e le gambe si allungano, i corpi assumono torsioni innaturali. Disarmonie che conducono all’armonia e a uno stile apprezzato in Italia.

Sue sono la scultura principale di Pinocchio nel comune di Collodi e le porte del Duomo di Orvieto, perfetto esempio di come un’opera d’arte contemporanea possa integrarsi con un capolavoro dell’architettura del 1300. Le opere di Greco furono amate anche all’estero e in particolare in Giappone, dove negli anni Settanta ad Hakone nacque un museo all’aperto di ben 1.800 mq per ospitare le sue opere. Emilio Greco è passato dal rischio di non essere mai artista alla certezza di essere un grande scultore.

Lotto 180, MARIO CEROLI, Profilo di Giuseppe Catalano, Stima € 4.000 – 6.000

Se i volti di Mazzacurati e Greco sono plasticamente tridimensionali, il Ritratto di Giulio Catalano realizzato da Mario Ceroli, lotto 180 (Stima € 4.000-6.000), è sinteticamente bidimensionale. Un esempio perfetto delle ricerche condotte dall’artista di origini abruzzesi sull’uso delle sagome come rappresentazione essenziale del mondo.

Tra le sue mani corpi, macchine, cavalli, angeli, sedie, ecc. si appiattiscono per divenire come delle ombre di se stesse.

Una visione del mondo che prende forma nel legno, uno dei materiali preferiti dall’autore per la sua sensualità, come afferma l’artista:

“L’albero è vita e come tale assomiglia molto all’uomo”

Ceroli, uno dei maggiori esponenti del movimento pop italiano, si è impegnato a ridisegnare la vita e a condividere le sue opere perché “le idee sono di tutti”. Proprio per raggiungere il maggior numero di persone, decide di dedicare parte della sua attività alla scenografia. I teatri di tutto il mondo divengono, quindi, le piazze in cui mostrare i suoi monumenti. Le sue creazioni non sono mai dei semplici fondali per lo spettacolo rappresentato, ma delle riflessioni autonome che cercano di guidare lo spettatore verso la scoperta del mondo che lo circonda.

Lotto 175, ARNALDO POMODORO, Rotondo I, 1972, Stima € 8.000 – 15.000

Grande conoscitore di piazze è Arnaldo Pomodoro. Le sue opere nel corso della sua lunga carriera artistica si sono, infatti, diffuse in tutto il mondo. Dall’Italia all’America, dal Giappone all’Australia, ornando gli angoli d’incontro di città e metropoli perché, come dice lui stesso: “Quello che fa un artista gli può appartenere solo attraverso gli altri”.

Al lotto 175 troviamo una delle sue forme più amate, un Rotondo del 1972 in argento e acciaio (Stima € 8.000-15.000). Esempio di forma primaria, sottoposta all’azione dell’artista e del tempo per svelarne la natura più intrinseca.

Pomodoro nelle sue opere cerca di squarciare le forme perfette, sfere, dischi, piramidi, colonne, cubi, per svelarne gli ingranaggi che le guidano: l’anima.
Per fare questo crea alfabeti di segni che corrono lungo le superfici, tatuaggi tridimensionali. Sequenze di forme semplicissime e universalmente riconosciute e proprio per questo comprensibili e apprezzabili da tutti i popoli del globo. Opere che uniscono e sorprendono nel labirinto della vita.

Lotto 138, CARLO SCARPA, Crescita, 1968/’69, Stima € 28.000 – 38.000

Se Arnaldo Pomodoro nelle proprie sculture svela il caos primordiale della materia, un architetto, designer e artista non può che mettervi ordine come fa appunto Carlo Scarpa con Crescita, del 1968/69, al lotto 138 (Stima € 28.000-38.000).

Una progressione di cubi in acciaio e foglia oro si sovrappongono e uniscono tra loro, dando vita a una forma romboidale più complessa nello spazio. L’artista veneto, famoso per la cura e maniacalità dei suoi progetti – basti pensare al negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia – anche qui non si smentisce. In Crescita, come in tutti i suoi lavori, non sembra mai esserci nulla di superfluo pur non apparendo essenziale.

Un Barocco controllato delle forme, dovuto a una profonda conoscenza dei materiali e a un loro perfetto mix allo scopo di ottenere il massimo rendimento fisico e sensoriale. Superfici e tinte calde si accostano a elementi freddi in continue contrapposizioni che stimolano lo spettatore visivamente. Scarpa dimostra di essere un profondo conoscitore dell’uomo e delle sue dinamiche percettive. Infatti, entrare in un’architettura scarpiana non lascia indifferenti e lo stesso può dirsi dei suoi oggetti.

Lotto 162, CÉSAR, Compressione, 1989, Stima € 8.000 – 12.000

Le sensazioni, però, non dipendono necessariamente dalla preziosità dei materiali, anzi, e il massimo cantore dei materiali di riciclo nella storia dell’arte è stato sicuramente César.

L’artista marsigliese afferma: “Sono diventato uno scultore perché ero povero” e non potendo permettersi materiali pregiati come il marmo o il bronzo fa di necessità virtù, incominciando ad assemblare tra loro scarti. Materializzando animali e personaggi in opere solo apparentemente istintive, per la forza bruta dei materiali usati, ma molto meditate.

Punto nevralgico della sua carriera è il 1960 quando, per la sua partecipazione al Salon de Mai realizza, 3 Tonnes: la compressione unica di tre automobili, appunto del peso di 3 tonnellate. Un marchio di fabbrica, quello della compressione, che l’artista francese opererà per tutta la sua carriera artistica e di cui abbiamo un esempio al lotto 162, con delle lattine (Stima € 8.000-12.000).

Astrazioni tridimensionali in cui il volere dell’artista è limitato nella primaria disposizione degli oggetti nella pressa idraulica per lasciare poi spazio alla casualità: “è la materia che guida”. Opere forse più attuali che mai perché riflettono contemporaneamente sulla progressiva e continua automatizzazione dei processi del mondo umano e sul problema ambientale legato ai materiali di scarto e al loro riciclo.

Lotto 52, ENRICO BAJ, Cavaliere, Stima € 2.000 – 3.000

Se le opere di César ci fanno riflettere per la loro stessa natura, quelle di Enrico Baj lo fanno grazie alla loro carica di ironia e sarcasmo. L’artista varesino, ideatore del movimento della Patafisica, nell’arco di tutta la sua carriera ha cercato di combattere grazie alle sue opere qualsiasi forma di conformismo. Intendendo come tale qualsiasi abitudine che, portando l’essere umano a ripetere azioni e pensieri a livello individuale e sociale, ne determina anche un impoverimento intellettuale.

Quindi libero spazio a protagonisti degli Ultracorpi, i Grandi Mostri, i Generali, e alle parodie non troppo velate di personaggi e calamità che affliggono il mondo ancora oggi come la ceramica Cavaliere, realizzata a quattro mani con il figlio Andrea, lotto 52 (Stima € 2.000-3.000). Fantocci in vari materiali che, come statuette per riti voodoo, ci vogliono aiutare a esorcizzare le nostre paure più profonde, regalandoci un sorriso.

Lotto 173, PHOEBE WASHBURN, La città che sale, Stima € 4.000 – 5.000

Anche Enrico Baj come César non disdegnava l’utilizzo per le proprie creazioni di materiali di recupero e a loro può essere affiancata anche l’americana Phoebe Washburn.

Le sue monumentali installazioni fatte di carta, cartone, cartoncini, adesivi, plastiche, piante e qualsiasi altro oggetto riciclabile vogliono sensibilizzare lo spettatore rispetto alla bellezza intrinseca della materia. Secondo il suo credo, ogni materiale che usiamo nella nostra quotidianità è in potenza un elemento degno di un’opera d’arte e come tale va trattato e conservato.

Il lotto 173 (Stima € 4.000-5.000) è un omaggio da parte dell’artista a La città che sale di Umberto Boccioni. Le forme a volute e i colori accesi del dipinto sono rese dall’accostamento di tanti legni colorati e da una scala a pioli. Il movimento bidimensionale nel quadro diventa reale e un invito alla portata di tutti.

Perché non trasformare un angolo della vostra casa in una piazza, aggiudicandovi una di queste e delle tante altre sculture in asta?

Arte Moderna e Contemporanea

Roma, giovedì 28 maggio 2020

Catalogo

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