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Brescia, lunedì 13 maggio 2019

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1954 Lancia Aurelia B20 GT 2500 berlinetta (Pinin Farina)

Telaio no. B203351 - Motore no. 4004

  • Eleggibile Mille Miglia.
  • Raro esemplare della cosiddetta “IV serie”.
  • Sicuro investimento.
  • Auto già proveniente dalla collezione di Giacomo Tavoletti.
  • Bellissimo esemplare restaurato.

Certificati ed Attestati
ASI

Documenti
Immatricolazione e targhe italiane in ordine.

EleggibilitàMille Miglia. Eleggibile. Come vettura anteguerra, gode il vantaggio di posizionarsi presto sulla linea di partenza.Giro di Sicilia. Eleggibile.Targa Florio. Eleggibile.Goodwood Revival. Eleggibile.Coppa d’Oro delle Dolomiti. Eleggibile.Vernasca Silver Flag. Eleggibile.California Mille: Eleggibile.Nürburgring Classic. Eleggibile.Pebble Beach Concours d’Elegance. Eleggibile.Amelia Island Concours d’Elegance. Eleggibile.Chantilly Arts & Elegance Richard Mille. Eleggibile.Concorso d’eleganza Villa D’Este. Eleggibile.


Stima

€ 135.000 - 155.000

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Provenienza

Il modello

La prima auto Lancia del dopoguerra, la rivoluzionaria Aurelia disegnata da Vittorio Jano, apparve nel 1950. La combinazione del primo motore V6 di serie, con angolo di 60 ° sviluppato da Francesco de Virgilio, con cambio transaxle e freni posteriori interni bilanciare i pesi, furono una rivelazione nell’Europa del dopoguerra. L'Aurelia Gran Turismo fu presentata nel 1951 come un’evoluzione coupé (tipo B20) della berlina B10 con un motore che fu introdotto, infine, con una cilindrata al limite della classe. Questo era il risultato della nuova politica imposta in tutta la società da Gianni Lancia, che aveva preso il posto di sua madre nel 1947. Il motore Aurelia venne portato a 1.991 cc nel 1951 e in versione potenziata fu montato sulla B20. Più leggera e con rapporti al cambio più lunghi rispetto alla berlina, la B20 era in grado di raggiungere una velocità massima di oltre 160 km/h. Introdotta nel 1953, la 3ˆ e le successive serie B20 furono equipaggiate con una versione da 2.451 cc, per 118 hp del V6 ad aste e bilancieri. La forma, disegnata da Mario Felice Boano, rifinita e costruita da Pinin Farina, è diventata un “instant classic” per le sue linee fluide e pulite e la per le sue performance in gara.La vettura venne subito iscritta alla Mille Miglia del 1951 e tre esemplari "privati", dei quattro che furono iscritti a nome dei piloti, conclusero la gara entro i primi sette posti assoluti e si sono classificati ai primi tre in classe, con Bracco-Maglioli secondo, battuto solo dalla Ferrari di Villoresi, che aveva oltre il doppio della cilindrata della Lancia. Bracco, in coppia con Lurani, si classificò 12° assoluto alla 24 Ore di Le Mans dopo aver guidato la sua macchina da corsa dall'Italia per raggiungere l'evento. La Lancia preparò sette versioni "Corsa" della vettura per il 1952, sei delle quali iscritte a nome dei soliti "privati" e che non solo si sono piazzate 2ˆ, 3ˆ e 4ˆ assolute al Giro di Sicilia, ma hanno terminato la Mille Miglia 3ˆ, 5ˆ, 6ˆ e 8ˆ assolute, 1ˆ, 2ˆ, 3ˆ alla Targa Florio, 4ˆ, 6ˆ, 8ˆ e 9ˆ alla Coppa d'Oro delle Dolomiti e, equipaggiata con un compressore, 4ˆ alla Carrera Panamericana.

L’auto

La Lancia Aurelia B20 GT 2500 berlinetta Pinin Farina, telaio no. B203351 è un bellissimo esemplare “IV serie” del 1954, in colore azzurro chiaro ed interni in panno Lancia. L'Aurelia B20 risulta essere stata classificata "per serie" soltanto nelle due prime edizioni con motore da 2 litri, mentre la produzione della 2.5 litri non risulta essere mai stata ufficialmente classificata per "serie", suddivisione entrata nell'uso comune per ragioni di maggior immediatezza. La “IV serie”, esposta al Salone di Torino con la nuova berlina B12, come quest'ultima è caratterizzata dal retrotreno tipo “De Dion” a ruote semi-indipendenti e per questa ragione verrà detta "balestrata". A partire da questa serie, anche la B20 può essere fornita con la guida a sinistra. Vengono apportate migliorie al motore (bronzine e lubrificazione in particolare) ed montato un nuovo carburatore ottenendo la potenza più alta (raggiunta da un’Aurelia di serie) di 118 hp. La nuova serie si presenta con i vetri “polarizzati”, con un nuovo volante e comandi neri anziché bianco-crema. Viene anche montata una luce posteriore di retromarcia.Immatricolata la prima volta con targhe “Roma” a nome di Mario Morpurgo, di una importante famiglia romana di origine ebraica e noto “lancista”, la vettura ha ricevuto le attuali targhe “Milano” negli anni ’70, quando fu acquistatadall’ing. Giacomo Tavoletti, noto nell’ambiente automobilistico per essere stato tra i soci fondatori e a lungo conservatore del Registro Touring Superleggera, responsabile della raccolta e registrazione delle vetture carrozzate Touring ancora esistenti. Dopo la morte dell’Ing. Carlo Felice Bianchi Anderloni, a cui Tavoletti ha dedicato uno dei suoi libri, mantenne l’incarico di conservatore e fu eletto presidente del Registro, fino al 2008. Tavoletti, con gli “oggetti” delle sue incredibili collezioni ha fondato e finanziato, rendendolo pubblico nel 2002, il museo delle Comunicazioni di Cormano, presso Milano. Nel museo anche molte vetture. Si ritiene che anche il telaio no. B203351 possa esservi stato esposto. La vettura ha partecipato in anni più recenti a diverse gare rievocative, comprese almeno tre edizioni della Mille Miglia, dal 2008 al 2010. Si presenta completamente restaurata ed è in stato eccellente, ha fiche FIVA ed è omologata ASI dal 1976. Presenti accessori d’epoca come l’autoradio Condor. Accompagnata dal suo libretto originale. Un classico tra i classici, un investimento, un’auto vincente nelle gare, un’eleganza senza tempo. Un capolavoro di Pinin Farina.

Stato dell’Arte: Completo restauro.


Bibliografia

  • Geoffrey Goldberg, Lancia and De Virgilio, At the Center, David Bull Publishing, UK 2014.
  • Ferruccio Bernabò, Lancia Aurelia GT,Tutto sui modelli dell’Aurelia, Giorgio Nada Editore, MI 2002.