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Online, da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre 2020

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1954 Panhard Dyna X86 Spider (Fratelli Rimondi)

telaio no. 481821, motore no. *48084* 174

  •  Ex Mille Miglia, ha corso le ultime quattro edizioni: 1954, 1955, 1956, 1957.
  • Unico proprietario dal 1982.
  • Completamente restaurata.
  • Una barchetta sport in scala ridotta.

 

Foto storiche di: Giorgio Nada Editore 


Stima

€ 250.000 - 400.000

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Il modello

La Panhard Dyna X è un'autovettura di classe utilitaria prodotta dal 1948 al 1953 dalla casa automobilistica francese Panhard. La Dyna X è la prima vettura prodotta in serie con carrozzeria interamente in alluminio. Nel 1943, l'ingegnere Jean-Albert Grégoire presenta un'auto che riprende i principi tecnici dell’Amilcar Compound (telaio e sospensioni), progettata su iniziativa dell'Aluminium Français per promuovere l'uso di alluminio nella costruzione automobilistica. Nessun produttore sembra interessato. Tuttavia, nell'ambito del "Plan Pons", Panhard firma un accordo con Grégoire per riprendere lo sviluppo del prototipo AFG (Aluminium Français - Grégoire) fornendo la meccanica. Nasce l'auto, che si chiama Dyna, ha carrozzeria in alluminio, telaio in acciaio, motore bicilindrico in alluminio 610 cc raffreddato ad aria, cambio a quattro velocità, sospensione anteriore a ruote indipendenti con due balestre trasversali sovrapposte e assale rigido con barre di torsione al retrotreno e, soprattutto, trazione anteriore. La Dyna viene presentata al Salon de Paris nel 1946. Nell'ottobre 1947 inizia la produzione e le carrozzerie vengono subappaltate dalla società Facel-Métallon (futuro produttore della lussuosa e potente Facel Véga). A partire dal 1948, la piccola vettura viene venduta come Dyna X tipo 100 (X84), riferendosi alla velocità massima di 100 km/h, con pochissime differenze rispetto al prototipo del 1946. I modelli del 1950 si distinguono soprattutto per una nuova griglia con motivo circolare centrale. Il tipo 110 (X85) sostituisce il tipo 100. Il motore 3 CV sale da 22 CV a 28 CV SAE. Ad aprile, un motore 4 CV da 745 cc con una potenza di 32/34 CV viene montato sul tipo 120 (X86). Nel febbraio del 1952, il nuovo motore Sprint 4 CV opzionale offre 36/37 CV grazie a un nuovo albero a camme e un carburatore a doppio corpo. Ad aprile viene lanciata la roadster derivata Dyna X Junior. A giugno, la Dyna X tipo 130 (X87) viene equipaggiata con un motore a 5 CV da 851 cc. A dicembre, i tipi 110 e 120 vengono eliminati. Per i modelli del 1953, il tipo 130 raggiunge i 130 km/h con l'opzione del motore Sprint 5 CV da 40 CV. La Dyna X era una vettura di dimensioni piuttosto generose per la fascia di mercato che andava ad occupare: i suoi 3.82 m di lunghezza la avvicinavano maggiormente a vetture di classe superiore, ma il suo piccolo motore la poneva in concorrenza con vetture come la Renault 4CV, una delle sue più dirette rivali. Era disponibile sia come berlina, sia come cabriolet ed anche come giardinetta, ma arrivò anche la versione furgonata (Dyna K). La linea era decisamente anticonformista, molto tondeggiante, con fari anteriori sporgenti. Il pubblico, inizialmente perplesso a causa delle forme inconsuete della vettura, finì poi per apprezzarla, in virtù delle sue doti di maneggevolezza ed economia d'esercizio. Anche le prestazioni erano più che buone per l'epoca. La Dyna X era realizzata su un telaio tubolare e la carrozzeria in lega di alluminio la rendeva più leggera e quindi più briosa nel comportamento stradale. Molte furono le interpretazioni sportive e i carrozzieri crearono vetture sport aerodinamiche, sia chiuse che aperte. Nel 1953, la Dyna X fu tolta di produzione e venne sostituita dalla Dyna Z.

L’auto

La vettura con telaio no. 481821 è stata realizzata nel 1954 su telaio di Panhard Junior X86, con motore elaborato espressamente, con carrozzeria costruita artigianalmente nel modenese con una leggera “pelle” di alluminio (F.lli Rimondi) su una intelaiatura di tubi leggeri (Zucchelli) del tipo “barchetta” a 2 posti, con le linee che, soprattutto nella parte anteriore, inizialmente avevano una forma aerodinamica e di lontano richiamo Panhard, con terzo faro centrale. Dopo la prima stagione di corse, nel 1955 il muso ricevette una presa d’aria più grande e più classica con disegno che ricorda gli stilemi Ferrari dell’epoca. È stata venduta nuova da Gastone Crepaldi, non solo noto concessionario Ferrari, ma capo della scuderia Ital-France, responsabile dell’impegno agonistico Panhard in Italia e, allora, importatore ufficiale delle vetture Panhard in Italia. La vettura ha partecipato col suo primo proprietario, Adriano Zerbini di Bologna, alle ultime quattro edizioni della Mille Miglia di velocità, nel 1954, 1955, 1956 e 1957. Nel 1954 è giunta 8^ di classe e 125^ assoluta. La vettura ha avuto una carriera agonistica degna di nota col primo proprietario che l’ha condotta in alcune tra le più importanti gare sul territorio italiano di quegli anni, come il Trofeo Supercortemaggiore, la Corsa in salita sulle Torricelle, la Coppa della Consuma tra altri eventi. Venduta nel 1957, ha avuto altri 4 proprietari appassionati, prima di giungere, nel 1982, nelle mani dell’ultimo proprietario che la conserva, dunque, da 38 anni. La vettura con telaio no. 481821 è ancora immatricolata con la sua targa originale Bologna del 1954. Restaurata inizialmente e perfettamente da Mario Galbiati, utilizzando tutte le parti originali, la vettura ha intrapreso dal 1986 una seconda entusiasmante carriera nelle gare rievocative per vetture d’epoca, come la Coppa d'Oro delle Dolomiti e la Stella Alpina, classificandosi prima assoluta alla Coppa dei Due Mari a Riccione. Nel 1992 ha partecipato alla Mille Miglia storica con un onorevole risultato: 5° assoluto e 4° nella classe C. Nel 1993 è stata coinvolta in un incidente affrontando la Mille Miglia che ha portato ad un restauro importante: è stato ricostruito quanto era irrecuperabile, tutto il resto è stato mantenuto; il numero di telaio, ancora presente, non è stato compromesso. Restaurata dai F.lli Lopane, con digitalizzazione del Politecnico di Milano e meccanica curata dallo specialista Cesare di Valenza la vettura ha ritrovato il suo posto nel circuito delle più importanti manifestazioni per auto d’epoca. Monta un motore 850 cc preparato per le gare d’epoca ma è compreso nel lotto anche il motore originale smontato (no.*021335* S3). L'auto verrà pubblicata sul libro "MILLE MIGLIA’S CHASSIS The Ultimate Opus Volume II". 

Stato dell’Arte

Completo restauro di carrozzeria, interni e parti meccaniche.

Condizione particolare di questo lotto: il proprietario ha deciso di vendere solo una delle sue barchette ex Mille Miglia, entrambe all'incanto, pertanto si procederà alla vendita della sola vettura che si aggiudicherà l’offerta massima, tra la Giaur 750 Sport, telaio no. BT006, e la Panhard Dyna X86 Spider, telaio no. 48182.

Certificati ed Attestati

ASI.

Documenti

Immatricolazione e targhe nere italiane originali in ordine.

Eleggibilità

Mille Miglia. Altamente eleggibile, dal momento che l'auto è una ex partecipante alla gara.

Giro di Sicilia.

Targa Florio.

Goodwood Revival.

Rallye Monte-Carlo Historic.

Tour Auto.

Le Mans Classic.

Coppa d’Oro delle Dolomiti.

Coppa delle Alpi by 1000 Miglia.

Winter Marathon.

Vernasca Silver Flag.

California Mille.

Nürburgring Classic.

Pebble Beach Concours d’Elegance.

Amelia Island Concours d’Elegance.

Chantilly Arts & Elegance Richard Mille.

Concorso d’eleganza Villa D’Este.

Contatti

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Tel: 02 33638028