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€ 12.000 - 18.000
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€ 15.210
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Information
oil on canvas
82.5 x 118.5 cm
82.5 x 118.5 cm
Provenance
Finarte, Rome, auction 1984;
Galleria Caretto, Turin, and there purchased by the current owner.
Galleria Caretto, Turin, and there purchased by the current owner.
Literature
B. Nicolson, Caravaggism in Europe, Torino 1990, p. 70, fig. 1325 (as Atelier of Jan Van Bijlert);
P. H. Janssen,Jan Van Bijlert. Catalog Raisonné, Amsterdam 1998, p. 125, n. 63, tab. 11 (as Jan Van Bijlert)
P. H. Janssen,Jan Van Bijlert. Catalog Raisonné, Amsterdam 1998, p. 125, n. 63, tab. 11 (as Jan Van Bijlert)
L’opera fu pubblicata nel 1998 da Paul Huys Janssen nella monografia dedicata a van Bijlert e qui inserita per la prima volta nel corpus pittorico dell’artista. Lo studioso ricorda la pubblicazione precedente all’interno del celebre volume di Nicolson International Caravaggesque Movement del 1989, nel quale il dipinto è ingiustamente riferito all’atelier di van Bijlert e non alla mano del maestro stesso, al quale, invece, è da assegnarsi in toto.
La composizione presenta tutti gli elementi tipici della vanitas con i relativi rimandi semantici: il teschio e la clessidra che ricordano l’inesorabile scorrere del tempo e la morte; la sacca di monete e il ricco calice in argento cesellato, di grande e sicura resa mimetica, che sottolineano l’effimerità dei beni materiali e la transitorietà della vita terrena; e ancora, la rosa e il putto, chiari simboli d’amore, e la giovane donna che, scoprendo dolcemente il seno, permea la scena di sensualità.
Stilisticamente il dipinto si può ben confrontare con Venere castiga Amore (P.H. Janssen, ibidem, cat. 46, tav. 31), nel quale sia Venere sia il piccolo amorino hanno sembianze particolarmente affini a quelle delle due figure protagoniste dell’opera in esame.
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