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Central Italian school, 16th century
Deposition from the Cross
oil on board, 39,5 x 30 cm
Il dipinto, che deriva da un prototipo perduto di Raffaello noto attraverso stampe, è menzionato tra le opere migliori della galleria Manfrin nella guida cittadina redatta dall’erudito Francesco Zanotto e destinata ai forestieri alla ricerca di notizie sulle collezioni pubbliche e le raccolte d’arte private (F. Zanotto, Nuovissima guida di Venezia e delle isole della sua laguna, Venezia 1856). A testimonianza dell’interesse rivolto a quest’opera della collezione Manfrin si menzionano, tra gli altri, il Catalogo de’ Quadri Esistente nella Galleria Della Nobile Signora Marchesa Manfrin Plattis in Venezia, manoscritto anonimo datato 1851 e conservato presso la Biblioteca della National Gallery di Londra, A IV 4 Vol. 37, in cui la Deposizione dalla Croce è attribuita a Raffaello e indicata nella “stanza segnata K, n. 7” e il Catalogo dei quadri esistenti nella Galleria Manfrin in Venezia, catalogo anonimo stampato a Venezia dalla tipografia Clementi nel 1856, con l’attribuzione sempre a Raffaello ed il numero d’inventario 438.
Il dipinto, che deriva da un prototipo perduto di Raffaello noto attraverso stampe, è menzionato tra le opere migliori della galleria Manfrin nella guida cittadina redatta dall’erudito Francesco Zanotto e destinata ai forestieri alla ricerca di notizie sulle collezioni pubbliche e le raccolte d’arte private (F. Zanotto, Nuovissima guida di Venezia e delle isole della sua laguna, Venezia 1856). A testimonianza dell’interesse rivolto a quest’opera della collezione Manfrin si menzionano, tra gli altri, il Catalogo de’ Quadri Esistente nella Galleria Della Nobile Signora Marchesa Manfrin Plattis in Venezia, manoscritto anonimo datato 1851 e conservato presso la Biblioteca della National Gallery di Londra, A IV 4 Vol. 37, in cui la Deposizione dalla Croce è attribuita a Raffaello e indicata nella “stanza segnata K, n. 7” e il Catalogo dei quadri esistenti nella Galleria Manfrin in Venezia, catalogo anonimo stampato a Venezia dalla tipografia Clementi nel 1856, con l’attribuzione sempre a Raffaello ed il numero d’inventario 438.
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