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Opere dalla collezione di Bruno Mantura

martedì 23 marzo 2021 • Roma

114

Giulio Aristide Sartorio

(Roma 1860 - 1932)

Allegoria dell'Egitto Moderno

Stima

€ 300 - 500

Lotto venduto

€ 576

I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta

Informazioni

incisione
cm 40,8 x 36,6 (i due più grandi assieme) e cm 31 x 17,5 circa (il più piccolo)

Nel 1919, su invito del sultano Fu’ad che diverrà re di Egitto nel 1922, Giulio Aristide Sartorio si reca in Egitto per eseguirne il ritratto. La sua febbrile attività creativa lo porterà inoltre, in quell’occasione, a dipingere diverse vedute e paesaggi, suggestioni di una terra esotica che rappresenterà in svariati oli e pastelli. È da riferire a quel contesto di relazioni il probabile progetto di un fregio sulla celebrazione dell’Egitto, di cui si ha finora come unica traccia documentaria l’acquaforte Allegoria dell’Egitto moderno esposta nella mostra a Orvieto del 2005 [1] e un grande bozzetto monocromo ad olio presentato nell’esposizione al Chiostro del Bramante nel 2006 [2] . I tre frammenti qui esposti, opportunamente ricongiunti, formerebbero l’acquaforte per intero ma con una diversità di colore e la mancanza di una scritta in arabo nella parte superiore destra. La composizione propone il tipico linguaggio di Sartorio dei grandi cicli decorativi a cui fa sicuramente riferimento ed è impostata simmetricamente, con due cortei festanti di uomini, donne e bambini che convergono verso il centro offrendo doni quali probabili allusioni alla fertilità dell’Egitto, a una figura femminile rappresentante l’Egitto in posizione frontale, posta al centro fra due colonne in una sorta di altare sostenuto da cariatidi.

Francesco Maria Romani

[1] Giulio Aristide Sartorio. Il realismo plastico tra sentimento ed intelletto, catalogo della mostra a cura di P.A. De Rosa, P.E. Trastulli, Orvieto, Palazzo Coelli, 8 maggio – 18 luglio 2005, p. 62.
[2] Giulio Aristide Sartorio 1860-1932, catalogo della mostra a cura di R. Miracco, Chiostro del Bramante 24 marzo – 11 giugno 2006, p. 213.

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