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Opere dalla collezione di Bruno Mantura

martedì 23 marzo 2021 • Roma

61

Ettore Ferrari

(Roma 1845 - 1929)

Lotto di due disegni con militari

Stima

€ 200 - 300

Lotto venduto

€ 307

I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta

Informazioni

entrambi china su carta
cm 10,5 x 17 ciascuno

a) Grandi manovre

Sul retro, altro disegno con soldati e cannone.

b) Sosta di soldati presso Foligno, 1892

datato e intitolato in basso a sinistra: 4 - 9 - 92 / presso Foligno

Sul retro, altro disegno di mano dell'artista raffigurante soldati nei pressi di un ospedale da campo.


Il foglio fa parte di una serie di quattro raffinati disegni a china raffiguranti soldati accampati a Torre di Montefalco, località nei pressi di Foligno, eseguiti nel 1892. In questo delle Grandi manovre due gruppi di soldati a cavallo si avvicinano alla grande torre medievale che dà il nome al luogo, presidiata da una guardia armata e da una guardia a cavallo, con una lunga scala appoggiata sulla facciata principale. Sono fedelmente rappresentati due lati della torre a pianta quadrata, con la copertura a beccatelli e caditoie o “piombate” e il moncone di casamatta sommitale, che s’intravede oltre le sagome di quattro militari armeggianti intorno a un cannocchiale d’avvistamento. Scultore, pittore dal 1870 al seguito di Onorato Carlandi e poi cofondatore de "I XXV della Campagna Romana", deputato dell'estrema sinistra radicale dal 1882 al 1892, consigliere del Comune di Roma (1877-1907), iniziato in massoneria sin dal 1881 fino a divenire Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (1904-1917), direttore del Museo Artistico Industriale, membro di molte società e associazioni artistiche e circoli repubblicani, Ettore Ferrari fu personalità tra le più complesse del milieu culturale e politico italiano a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il disegno Grandi manovre attesta il suo stretto rapporto con l’Umbria, documentato altresì dalla sua elezione a deputato nel 1882, nel collegio di Spoleto, collegio che lo confermò per le due legislature successive, nel 1886 e nel 1890. Il suo unico intervento parlamentare durante la XV legislatura, del resto, si scagliava contro la rimozione di una lapide a Garibaldi decisa dalle autorità di Foligno. Repubblicano, mazziniano, democratico, anticlericale, anticolonialista ma interventista convinto, Ferrari agli esordi e per tutti gli anni Settanta sperimentò una sorta di romanticismo storico personalizzato dall’uso del lessico barocco, prediligendo il tema del ribelle. Nello stesso anno della vittoria del primo premio all’Esposizione nazionale di Torino del 1880 con il gruppo Cum Spartaco pugnavit, vinse il concorso per il monumento equestre a Vittorio Emanuele II a Venezia, divenendo da lì in poi uno dei maggiori autori di monumenti pubblici a uomini politici ed eroi del Risorgimento in tutt’Italia. I monumenti a cui è legata la sua fama sono il monumento a Mazzini sull'Aventino, inaugurato postumo a vent'anni di distanza senza ricordarne l'artefice, e il Giordano Bruno di Campo de' Fiori (1887-89), monumento per eccellenza dell’anticlericalismo italiano che fu oggetto di aspre polemiche. Ferrari dovette infatti modificare il primo bozzetto del Bruno col braccio alzato che incita alla rivolta, bocciato dal Consiglio comunale, in favore di un severo ‘Bruno filosofo’.

 

Alessandra Imbellone

Esposizione

Roma, Galleria Prencipe, 2019.

Bibliografia

a)
Un coup de coeur. Grafica tra Italia e Francia dalla raccolta di Bruno Mantura, catalogo della mostra a cura di T. Sacchi Lodispoto, S. Spinazzè, Roma, Galleria Prencipe, 14 febbraio – 16 marzo 2019, p. 72 n. 21.

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