Stima
€ 6.000 - 8.000
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€ 7.710
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Informazioni
Venezia, Aldo Manuzio, 1502. In 8°. Marca tipografica al fine. Segni e sottolineature in inchiostro rosso e nero, leggere arrossature, legatura in piena pergamena del sec.XIX, dorso a 4 nervi e con autore, titolo e rifiniture in nero, tagli in rosso, titolo al verso del frontespizio: "Lo 'nferno e'l purgatorio e'l paradiso di Dante Alaghieri".
Note Specialistiche
Celebre prima edizione Aldina del 1502 delle Terze rime, ovvero la Commedia di Dante.
Seconda impressione con l'ancora aldina all'ultima carta aggiunta in corso di stampa in un limitato numero di copie. Secondo Renouard e Gamba si tratta della prima volta in cui la celebre marca di Aldo viene utilizzata (Gamba, 379; Renouard, p. 34), mentre era di fatto già apparsa due mesi prima nel secondo tomo dei Poetae Christiani (giugno, 1502). "Prima edizione in formato portatile.. in carattere corsivo dovuto ad Aldo seniore e chiamato italico da quelli d'oltre Alpe e da noi petrarchesco perè appunto servì all'edizione del Canzoniere del Petrarca. L'incisore e fonditore dei caratteri usati dagli Aldi fu Francesco da Bologna" (Mambelli, 17). Oltre all'aggiunta dell'ancora in corso di stampa altre correzioni vennero incluse in corso di pubblicazione fra cui il nome dell'autore in A1v che qui rimane ancora incorrettamente scritto "Alaghieri". Si tratta della prima e unica volta che alla Divina commedia di Dante viene dato il titolo Le terze rime per volontà del curatore Pietro Bembo, il cui padre Bernardo era proprietario del manoscritto dantesco donato da Boccaccio al Petrarca (oggi Vat. Lat. 3199). L'edizione è importante anche per le novità testuali che si trovano sia qui che nell'Aldina del Petrarca del 1501, sempre a cura del Bembo; viene usato per esempio un apostrofo per indicare un'elisione e la è accentata per indicare il significato diverso dalla e.Il codice della Commedia usato per l'edizione, donato da Boccaccio a Petrarca e presente nella ricchissima biblioteca del padre Bernardo Bembo, è identificato nel Vat. Lat. 3199 che fu poi proprietà di Fulvio Orsini, esemplato da un copista a Firenze intorno alla metà del XIV secolo e giunto nelle mani del Petrarca tra il 1351 e il 1353. Pietro Bembo approntò una copia di sua mano, l’attuale Vat. Lat. 3197, durante un soggiorno nella villa di Ercole Strozzi presso Ferrara, dal 6 luglio 1501 al 26 luglio 1502. Bembo operava con questa edizione una decisa rottura nel solco della tradizione della stampa della Commedia, già a partire dal titolo Le terze rime e ancor più con la scelta, certamente condivisa da Aldo, di sbarazzarsi del commento di Cristoforo Landino che si era imposto come imprescindibile accompagnatore del testo dantesco a partire dalla prima edizione fiorentina del 1481.
Seconda impressione con l'ancora aldina all'ultima carta aggiunta in corso di stampa in un limitato numero di copie. Secondo Renouard e Gamba si tratta della prima volta in cui la celebre marca di Aldo viene utilizzata (Gamba, 379; Renouard, p. 34), mentre era di fatto già apparsa due mesi prima nel secondo tomo dei Poetae Christiani (giugno, 1502). "Prima edizione in formato portatile.. in carattere corsivo dovuto ad Aldo seniore e chiamato italico da quelli d'oltre Alpe e da noi petrarchesco perè appunto servì all'edizione del Canzoniere del Petrarca. L'incisore e fonditore dei caratteri usati dagli Aldi fu Francesco da Bologna" (Mambelli, 17). Oltre all'aggiunta dell'ancora in corso di stampa altre correzioni vennero incluse in corso di pubblicazione fra cui il nome dell'autore in A1v che qui rimane ancora incorrettamente scritto "Alaghieri". Si tratta della prima e unica volta che alla Divina commedia di Dante viene dato il titolo Le terze rime per volontà del curatore Pietro Bembo, il cui padre Bernardo era proprietario del manoscritto dantesco donato da Boccaccio al Petrarca (oggi Vat. Lat. 3199). L'edizione è importante anche per le novità testuali che si trovano sia qui che nell'Aldina del Petrarca del 1501, sempre a cura del Bembo; viene usato per esempio un apostrofo per indicare un'elisione e la è accentata per indicare il significato diverso dalla e.Il codice della Commedia usato per l'edizione, donato da Boccaccio a Petrarca e presente nella ricchissima biblioteca del padre Bernardo Bembo, è identificato nel Vat. Lat. 3199 che fu poi proprietà di Fulvio Orsini, esemplato da un copista a Firenze intorno alla metà del XIV secolo e giunto nelle mani del Petrarca tra il 1351 e il 1353. Pietro Bembo approntò una copia di sua mano, l’attuale Vat. Lat. 3197, durante un soggiorno nella villa di Ercole Strozzi presso Ferrara, dal 6 luglio 1501 al 26 luglio 1502. Bembo operava con questa edizione una decisa rottura nel solco della tradizione della stampa della Commedia, già a partire dal titolo Le terze rime e ancor più con la scelta, certamente condivisa da Aldo, di sbarazzarsi del commento di Cristoforo Landino che si era imposto come imprescindibile accompagnatore del testo dantesco a partire dalla prima edizione fiorentina del 1481.
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