Informazioni
olio su tela
cm 36 x 49
al retro, sul telaio, etichette relative alla provenienza (Bergamo, avv. Mario Finazzi) e vecchia etichetta di inventario
cm 36 x 49
al retro, sul telaio, etichette relative alla provenienza (Bergamo, avv. Mario Finazzi) e vecchia etichetta di inventario
Provenienza
Milano, Galleria Barbaroux;
Bergamo, Avv. Mario Finazzi;
collezione privata
Bergamo, Avv. Mario Finazzi;
collezione privata
Bibliografia
A. P. Quinsac, Daniele Ranzoni 1843-1889, Milano, 1989, p. 112 e tav. 11 p. 28
Note Specialistiche
Scrive Annie-Paule Quinsac in merito all'affascinante dipinto: "L'opera, inedita, è uno studio dal vero con figure di gusto settecentesco inserite alla luce dell'atelier. Realizzato dunque nel secondo periodo torinese all'Albertina, il dipinto rivela un'attenta reinterpretazione fontanesiana, senza peraltro dimenticare la lezione del Piccio". Davvero sorprende la gamma cromatica utilizzata da Ranzoni, che inizia già a mettere in evidenza le sue doti di pittore fatto nonostante la giovanissima età; colpisce anche la trattazione francese, certamente nota attraverso le conquiste di Fontanesi.
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