in oro
6,66 gr. - Diam. 24,50 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Eolo, dio greco dei venti, soffia verso sinistra spazzando le nubi.
MIR manca. CNI manca. Data inedita. Della massima rarità.
Lieve decentratura al /R.
BB.
“Pellit et attrahit”, ovvero “spinge e trascina”: è questa la suggestiva legenda che caratterizza la rara doppia del vento di Ranuccio II Farnese, una delle emissioni più affascinanti realizzate dalla zecca di Parma nel XVII secolo. Il suo modello iconografico affonda le radici nella tradizione farnesiana, ispirandosi a una celebre moneta fatta coniare dal predecessore Ranuccio I per la zecca di Piacenza.
Come ricorda Mario Traina nel volume Il linguaggio delle monete, Ranuccio I, succeduto al padre Alessandro impegnato nelle campagne militari nelle Fiandre, scelse di rappresentare sulle proprie monete l’allegoria di Eolo che soffia contro le nubi, respingendole e trascinandole lontano. Un’immagine di grande forza simbolica, concepita per evocare la determinazione e il coraggio necessari a difendere il futuro del Ducato, virtù che il giovane duca intendeva idealmente raccogliere in eredità dal padre.
Seguendo la medesima linea allegorica, anche Ranuccio II adottò questa potente iconografia, affidandone l’esecuzione allo zecchiere Giovanni Gualtieri, le cui iniziali compaiono al diritto ai lati della data. Di questa rarissima tipologia sono oggi noti soltanto pochissimi esemplari, tutti datati 1692 (rif. MIR 1030).
Il millesimo 1690 qui presentato compare per la prima volta sul mercato e deve pertanto considerarsi inedito e mai repertoriato. Il Corpus Nummorum Italicorum segnala inoltre l’esistenza di una prova in rame datata 1688 (rif. CNI 19), della quale tuttavia non si conoscono esemplari giunti fino a noi, a ulteriore riprova che i coni della moneta erano già stati predisposti e ufficialmente completati ben prima del 1690.
A parte la lieve decentratura al /R, l'esemplare si presenta in ottimo stato conservativo, con rilievi nitidi e senza difetti deturpanti.