Stima
€ 600 - 800
Lotto venduto
€ 581
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Informazioni
d max cm 18
di forma circolare con parete traforata ad imitare l'intreccio del vimini, profilo superiore lobato, uno decorato nel cavetto con il motivo della frutta barocca (d cm 17,8) (restauri), l'altro con il motivo del blanser (d cm 18) (difetti)
di forma circolare con parete traforata ad imitare l'intreccio del vimini, profilo superiore lobato, uno decorato nel cavetto con il motivo della frutta barocca (d cm 17,8) (restauri), l'altro con il motivo del blanser (d cm 18) (difetti)
Note Specialistiche
Il motivo del blanser, costituito da tre fiori accorpati da cui muove uno stelo lungo e sottile di piccoli fiori e foglie, risente dell'influenza orientale dei motivi a "fiore di pruno" delle porcellane Kakiemon giapponesi e delle riproduzioni cinesi.
Presenta delle affinità con il simile decoro coevo pesarese, il ticchio della fabbrica Casali e Calegari. R. Ausenda (AA.VV., La Ceramica degli Antonibon, catalogo della mostra, Milano 1990, p. 78) propone Nove quale primo centro di elaborazione del decoro, per la presenza di un fondaco di Antonibon a Pesaro.
Per confronto si veda:
AA.VV., La Ceramica degli Antonibon, catalogo della mostra, Milano 1990, p. 74, fig. 64
Presenta delle affinità con il simile decoro coevo pesarese, il ticchio della fabbrica Casali e Calegari. R. Ausenda (AA.VV., La Ceramica degli Antonibon, catalogo della mostra, Milano 1990, p. 78) propone Nove quale primo centro di elaborazione del decoro, per la presenza di un fondaco di Antonibon a Pesaro.
Per confronto si veda:
AA.VV., La Ceramica degli Antonibon, catalogo della mostra, Milano 1990, p. 74, fig. 64
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