Salvo, il cane sciolto dell’arte

Salvo è stato uno dei grandi protagonisti delle aste di Finarte in questo 2020 in chiusura. Il suo percorso artistico concettuale inizia nel 1970 e, tra autoritratti, lapidi, favole di Esopo e paesaggi, la sua produzione è un vero e proprio viaggio tra memoria del mondo e ricordi personali.

SALVO, Ottomania, 1985 (dettaglio)


Ceci n’est pas un paysage

La Storia dell’Arte non è scritta solamente da gruppi o movimenti e correnti artistiche ma in molti casi lo è da personaggi inclassificabili, che per tutta la vita hanno perseguito e percorso una propria strada personale verso l’opera d’arte.

Tra questi “cani sciolti” si può certamente ascrivere anche Salvo Mangione che per tutta la sua vita, come lui stesso disse, cercò “di fare qualcosa di originale, volevo una voce che fosse soltanto mia”.

Siciliano, nato nel 1947 a Leonforte in provincia di Enna, all’età di 9 anni si sposta con la famiglia Torino, città dove risiederà per tutta la vita e che segnerà il suo percorso artistico grazie a una vivace e attiva scena artistica, all’incontro e all’amicizia con altri artisti come ad esempio alcuni componenti del movimento dell’Arte Povera – Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto – e alla presenza negli anni ’60-’70 di gallerie di primissimo livello come Gian Enzo Sperone, dove il nostro artista debutterà nel 1970.

SALVO, Senza titolo, 1983, Venduto a € 12.659 (Arte Moderna e Contemporanea
Milano, 22 ottobre 2020)

Dotato di una memoria prodigiosa e lettore appassionato, spesso nelle interviste rilasciate, risponde, infatti, ai quesiti con citazioni di autori e filosofi di ogni epoca e formazione; Salvo infonde questa sua ampia cultura in tutte le sue opere, dagli iniziali fotomontaggi, alle opere tridimensionali – le così dette “lapidi“, fino ai quadri che dagli anni Ottanta diverranno il suo marchio di fabbrica dando così vita per tutto il suo percorso artistico a opere “concettuali”.

SALVO, Senza titolo, 1981, venduto € 6.107 (Arte Moderna e Contemporanea Milano, 22 ottobre 2020)

All’inizio, la sua produzione si concentra sul   e la Storia: rappresentativa di questo è la serie di ritratti di fotografie tratte dai quotidiani a cui l’autore sovrappone i suoi lineamenti, non solo un gesto di appropriazionismo ma anche di riflessione sul concetto stesso di tempo, in quanto, anche se non ce ne rendiamo conto, in ogni istante noi viviamo già nella storia e quindi nello stesso “momento” in cui si trovano anche personaggi come Giulio Cesare o Napoleone Bonaparte.

Da qui, è facile per Salvo indossare anche i panni di un artista come Raffaello in una delle sue opere più conosciute: Autoritratto (come Raffaello),  in cui assume, specularmente, la posa del autoritratto dell’autore rinascimentale conservato alla galleria degli Uffizi, dando vita a un dialogo di sguardi tra maestri.

Salvo, Autoritratto (come Raffaello), 1970, fotografia su alluminio, 65 x 49 cm, courtesy Archivio Paul Maenz, Berlino

Dalla storia per immagini alla storia per parole, per Salvo il passo è naturale e breve. Nascono, così, le lapidi di marmo e pietra in cui Salvo fa riportare stralci di poesie e di romanzi, le favole di Esopo o in alcuni casi lunghi elenchi di personaggi storici al cui ultimo posto, immancabilmente, compare il suo nome. Una passione per le liste che si materializzerà anche nelle tele successive in cui la contrapposizione di nomi dipinti di diverso colore farà emergere i confini dell’Italia, letteralmente un riassunto, anche storico, del “Paesaggio Italia”.

SALVO, Ottomania, 1985, venduto € 42.419 (Arte Moderna e Contemporanea, Milano, giovedì 22 ottobre 2020)

Ben presto il paesaggio diviene il soggetto unico della ricerca di Salvo, non un paesaggio tratto dal reale come nelle ricerche degli impressionisti o di un post-impressionista come Cézanne, ma delle idee e sensazioni di luoghi fatti di colori e forme semplificate nella ricerca di un’essenza che portano Salvo a creare quadri paragonabili non a Guerra e Pace di Tolstoj ma a degli haiku giapponesi.

SALVO, Inverno, 2000, venduto a € 36.219 (Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 18 dicembre 2020)

Perfetto esempio di questo i lotti 57, Paesaggio con automobile del 1984/85 e il lotto 211, Inverno del 2000 venduti, all’asta del  18 dicembre, rispettivamente per € 30.019 e € 36.219. Le case, la chiesa, i lampioni, le automobili potrebbero essere state disegnate da un bambino e le tinte innaturali amplificano la sensazione d’irrealtà quasi da sogno.

SALVO, Paesaggio con automobile, 1984/’85, venduto a € 30.109 (Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 18 dicembre 2020)

In un momento come quello attuale, per cui per forza maggiore è sempre più sentita la necessità di viaggiare con la mente, è comprensibile il successo di un artista come Salvo, che lo ha fatto per tutta la vita tra la memoria del mondo e i ricordi personali. D’altronde, come lui stesso affermava:

“Un quadro è un capolinea: è un arrivo (per chi l’ha fatto) e una partenza (per chi lo guarda)”

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