Il premio Nobel di quest’anno parla anche di aste

Perché alla fine partecipare a un’asta, sia come venditore che come compratore, è un’attività meno rischiosa di quel che sembri e, soprattutto grazie ad internet, è più comune di quanto si possa pensare.

© Nobel Media. Ill. Niklas Elmehed.


Il premio 2020 Sveriges Riksbank in Scienze Economiche alla Memoria di Alfred Nobel è stato infatti assegnato a Paul R. Milgrom e Robert B. Wilson per i loro studi sulle aste.

I due economisti statunitensi sono specializzati nella teoria delle aste, ramo applicato della teoria dei giochi resa celebre da un altro matematico americano, il John Nash incarnato sul grande schermo da Russell Crowe in A Beautiful Mind.

A Milgrom e Wilson è stato riconosciuto di aver

“migliorato la teoria delle aste e inventato nuovi formati di aste, a vantaggio di venditori, acquirenti e contribuenti in tutto il mondo” poiché “le aste influenzano la nostra vita quotidiana”.

Particolarmente interessanti per le vendite all’incanto sono gli studi di Milgrom sul valore di un bene: per l’arte ad esempio si parla di “valore comune” e “valore privato”, ovvero quello che il singolo è disposto a dare ad un bene. Insomma, se la stima che trovate in catalogo è basata su un valore condiviso da tutti i partecipanti ad un’asta quello che siete effettivamente disposti a spendere sarà il vostro “valore privato”.

Analizzare meccanismi così complessi non è ovviamente facile, perché chi offre in un’asta segue una sorta di propria strategia, basata fra l’altro sul timore più o meno consapevole di quella che viene definita “maledizione del vincitore”, ovvero pagare una cifra superiore a quella a cui si potrà eventualmente rivendere un bene. Fortunatamente per gli offerenti, gli studi di Wilson dimostrano come tendenzialmente essi propongano delle offerte prudenti, proprio per evitare quella circostanza. Non solo, ma Milgrom “ha analizzato le strategie di offerta in una serie di ben noti modelli di aste, dimostrando che un modello darà al venditore entrate attese più elevate quando gli offerenti conoscono di più i valori stimati l’uno dell’altro durante l’asta”.

Partecipare a un’asta, sia come venditore che come compratore, è quindi un’attività meno rischiosa di quel che sembri e soprattutto, anche grazie ad internet, è più comune di quanto si possa pensare.

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