1000 Finarte / Asta di automobili

Brescia, lunedì 13 maggio 2019

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1949 Bernardini Fiat 1100 Sport (Fratelli Mariani)

Telaio no. 227288 (già 800650) - Motore no. 108L299081

  • Vettura esemplare unico, nata con motore posteriore poi spostato anteriormente
  • Tre podi alla Coppa della Collina del 1949, 1950 e Coppa Abetone 1951
  • Ha partecipato al Giro di Sicilia del 1951

Certificati ed Attestati
FIVA, ASI.
DocumentiLibretto di circolazione e targhe Italiane in ordine.
EleggibilitàMille Miglia. Eleggibile.Coefficiente medio/buono.Giro di Sicilia. Eleggibile.Targa Florio. Eleggibile.Goodwood Revival. Eleggibile.Le Mans Classic. Eleggibile.Circuito di Pescara. Eleggibile.
Coppa d’Oro delle Dolomiti. Eleggibile.Vernasca Silver Flag. Eleggibile.California Mille: Eleggibile.Nürburgring Classic. Eleggibile.


Stima

€ 280.000 - 350.000

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Provenienza

Il modello (la vettura di partenza)

Mario Bernardini, emiliano di nascita e toscano d’adozione, è uno degli artigiani di questo periodo magico, anche se le sue creazioni sono poche unità.Dopo una onesta carriera come pilota (tra le sue vittorie, quella alla Coppa della Collina pistoiese con una Diatto nel 1931), Bernardini costruisce la sua prima vettura nel 1949. Bernardini si dedica al progetto della prima Sport italiana con motore posteriore e ruote posteriori indipendenti. Si ritiene che per immatricolare la vettura Bernardini abbia dichiarato di essere partito da una Fiat 508 S ma nella realtà elaborò una più recente Fiat 508 C “Nuova Balilla”. Dall’estratto cronologico, infatti, la data del certificato di origine non parte dagli anni 30 e l’auto viene indicata come ricostruita. La vettura viene punzonata d’ufficio con il numero 800650. Nella costruzione della nuova vettura, il raffinato ponte posteriore è quello di una Lancia “Aprilia”. Il lavoro di battilastra è affidato alla vicina carrozzeria Mariani di Pistoia specializzata all’epoca proprio in vetture da corsa. La vettura corre una sola stagione, conquistando un ottimo terzo posto assoluto alla Coppa della Collina pistoiese del 1949.

L’auto

Nel 1950 la vettura-laboratorio di sperimentazioni viene modificata, il motore viene spostato davanti, il cannotto dello sterzo allungato, le lunette per agevolare l’ingresso nell’abitacolo della vettura vengono arretrate così come la pedaliera ed i sedili. La vettura si presenta ora con una diversa mascherina, a listelli verticali anziché orizzontali. Anche il passaggio dei braccetti dell’avantreno nella carrozzeria a siluro è diverso, ma il muso mantiene lo stesso disegno, con la presa d’aria e i fari che ricordano la bocca e gli occhi di un pesce scorfano e le prese di aerazione che sembrano due branchie. I due posti sono piuttosto risicati e la posizione di guida è sdraiata. Il volante di grande diametro è in alluminio con la corona in legno e il cruscotto ha un incavo per favorire l'innesto della prima e della terza. I piccoli parafanghi sono solidali alle ruote. Il lavoro di carrozzeria è sempre della Carrozzeria Mariani. In questa nuova configurazione la vettura corre la stagione del 1950 e, tra le altre, la Coppa della Collina ed il Giro di Sicilia.Come spesso avviene per le vetture sportive l’automobile passa di mano e viene nuovamente modificata negli anni ’50, in particolare nel musetto. La prima targa è PT9298. Il 17 settembre 1952 la vettura viene venduta e prende la targa LI16776, nel 1953 la stessa cambia in PI16360 per poi ritornare a Livorno con la targa LI23942. Nel 1960 prende la targa di Bologna BO147393. In Emilia Romagna la vettura rimane molti anni. Nel 1993 viene venduta a Thurner Reinhard che inizia il restauro e poi la vende in Germania con ancora le sue vecchie targhe italiane. La vettura ritorna in Italia nel 2008, priva di documenti, ma ancora con le sue targhe originali BO147393. Un importante restauro le dona il muso originale del 1950 anche se sotto alle lamiere vi sono tutte le cicatrici di un’automobile che è stata oggetto di notevoli sperimentazioni tecniche. Sulla vettura viene trovato un secondo numero di telaio 227288 relativo alle targhe BO75153, presumibilmente una seconda punzonatura, che viene riportato nel nuovo libretto e nei certificati ASI e FIVA. La vettura partecipa alle rievocazioni della Mille Miglia del 2014, 2015 e 2016.

Stato dell’Arte: Restaurata completamente di carrozzeria e interni.


Bibliografia

  • Mario Bernardini, Un Bolognese alla conquista di Pistoia, Vallero Fagioli, Pistoia 2014