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Brescia, lunedì 13 maggio 2019

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1952 SIATA Daina 1500 Gran Sport (Motto)

Telaio no. SL0185 - Motore no. SL0185

  • Esemplare unico, costruito da Rocco Motto.
  • Molto probabilmente su ordine del direttore commerciale SIATA e pilota, Luigi Segre.
  • Si ritiene costruita per la Mille Miglia del 1952 (ma non ha partecipato).
  • Storia sportiva negli U.S.A.
  • Restauro completo e filologico.Motore matching.
  • Eleggibile per la Mille Miglia e altre principali rievocazione storiche.

Certificati ed Attestati
Fiva, ASI

Documenti
Immatricolazione e targhe italiane in ordine,e aggiornate.

EleggibilitàMille Miglia. Eleggibile. Giro di Sicilia. Eleggibile.Circuito di Pescara. Eleggibile.
Targa Florio. Eleggibile.Goodwood Revival. Eleggibile.Coppa d’Oro delle Dolomiti. Eleggibile.Vernasca Silver Flag. Eleggibile.California Mille: Eleggibile.Nürburgring Classic. Eleggibile.Pebble Beach Concours d’Elegance. Eleggibile.Amelia Island Concours d’Elegance. Eleggibile.Chantilly Arts & Elegance Richard Mille. Eleggibile.Concorso d’eleganza Villa D’Este. Eleggibile.


Stima

€ 420.000 - 450.000

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Provenienza

Il modello


Nel 1926 Giorgio Ambrosini fondò a Torino la S.I.A.T.A. (Società Italiana Auto Trasformazioni Accessori) società per la produzione di kit competizione per motori Fiat, cambi speciali e compressori. Nel 1937 Ambrosini rilevò la Carrozzeria Italiana di Andrea Mantelli e iniziò la costruzione di automobili complete.La Daina è un modello SIATA prodotto dal 1950 al 1954, una granturismo venduta dal 1950 al 1952 sia con la carrozzeria coupé che convertibile con un frontale dotato di una linea e una mascherina del radiatore simili alle coeve Lancia e MG;a partire dal 1952 fu introdotta la carrozzeria Gran Sport disponibile sia in versione spider che coupé. Fino al 1953 la maggior parte delle carrozzerie venne costruita da Giovanni Farina (fondatore della carrozzeria Stabilimenti Farina, fallita nel 1953), mentre le ultime vetture ricevettero carrozzerie Bertone. Era basata su meccanica Fiat 1400 profondamente modificata. Il telaio venne rinforzato e accorciato mentre il motore venne elaborato con una nuova testa, nuovi collettori, carburatori e, talvolta, scarico Abarth.La versione Gran Sport venne derivata nel 1952 dalla più tranquilla Daina 1400 ed è una delle vetture più rappresentative della produzione italiana di auto su misura di quegli anni. Le Daina GS furono immediatamente testate nella Mille Miglia del 1952 con due equipaggi: Ravegnani-Roccato e Comirato-Dumas che si piazzarono al 62° posto assoluto e al 5° in classe (Turismo Internazionale fino a 1500 c.c.). Negli Stati Uniti, l'auto venne subito giudicata e valutata positivamente dalla stampa specializzata. Il giornalista americano Arthur Rusling la descrisse con entusiasmo su Sport Cars Illustrated, sottolineandone le qualità tecniche e stilistiche. L'auto veniva apprezzata per la linea, un tipico esempio di stile italiano di gusto sobrio e per la guida sia piacevole che confortevole. I fautori la chiamavano la "piccola Ferrari". Le vetture ebbero gloria sportiva oltreoceano, dove vennero apprezzate per le loro capacità sportive e di tenuta di strada, gareggiando in numerosi circuiti con le tedesche Porsche 356: la Gran Sport ha dato molte soddisfazioni ai suoi piloti e alla stessa SIATA che esportò una buona parte della sua produzione negli Stati Uniti. Le Gran Sport vennero messe a punto per essere utilizzate in competizione e bruciarono le tappe nelle gare di formula. Alla "12 Ore di Sebring" nel 1954, si qualificarono 1ˆ e 3ˆ assolute con John Bentley. Realizzata in acciaio (tranne tre soli esemplari interamente in alluminio), con una linea snella, è nell'interesse dei migliori collezionisti, ma c'è una disponibilità molto limitata a causa del carattere altamente artigianale della produzione. Questo ha fatto balzare le quotazioni.

L’auto


La SIATA Daina, telaio no. SL0185, è un esemplare unico. Gli storici ritengono presumibile la seguente storia sulla SL0185: l'auto fu realizzata durante i primi mesi del 1952 come ordine speciale del Direttore Commerciale della SIATA, l'Ing. Luigi Segre. Durante la seconda guerra mondiale era stato nelle unità partigiane dove aveva incontrato Renato Ambrosini. Alla fine della guerra si laureò in ingegneria ed entrò in SIATA, dove il suo amico Ambrosini lo assunse. Erano gli anni del Cucciolo, uno scooter popolare che Luigi Valenzano prese per attraversare i passi alpini. Il "raid" era stato fortemente voluto da Luigi Segre e il ritorno pubblicitario per l'azienda fu enorme. Luigi Segre fu anche un eccellente pilota. Era molto conosciuto nel mondo automobilistico torinese, grazie alle sue innate capacità di gestione. Nel 1951 Luigi Segre, d'accordo con la direzione della SIATA, ritiene appropriata la presenza ufficiale della SIATA alla Mille Miglia del 1952,con un'ulteriore vettura oltre alle due Daina GS già iscritte, per confermare le capacità competitive della SIATA, del nuovo modello Daina Gran Sport e per mostrare la versatilità del telaio che poteva essere anche la base per carrozzerie sportive speciali. Ordinò personalmente al carrozziere Rocco Motto di Torino un'automobile con carrozzeria in alluminio, per partecipare alla Mille Miglia. Motto costruisce una carrozzeria tipo "barchetta" in alluminio: nasce la SL0185, molto proporzionata e dalla forma equilibrata e, inoltre, molto leggera. Luigi Segre, tuttavia, stava per passare alla Ghia e le relazioni con il suo amico Renato Ambrosini diventarono tese. La SL0185 venne finita e consegnata a Segre che però, dimettendosi, la lasciò alla SIATA: il programma di partecipazione alla Mille Miglia svanì e la vita della SL0185 prese un'altra strada. Il 1952 fu l'anno del primo viaggio di Ambrosini negli Stati Uniti. Conobbe Tony Pompeo, importatore di auto italiane e con lui definì una serie di accordi commerciali. La SL0185 venne spedita negli Stati Uniti. Non è noto chi la abbia acquistata, ma ebbe una vita sportiva intensa, dimostrata dalle innumerevoli "cicatrici" da corsa che sono apparse quando è stata ritrovata. La storia sportiva non è stata tracciata, ma dalle foto del ritrovamento si evince un intenso passato sportivo. La vettura è stata ritrovata con i numeri identificativi illeggibili, anche per il sovrapporsi di riparazioni di fortuna in seguito a (si presume) incidenti di gara. Per questo motivo la vettura è stata studiata a lungo e identificata come il telaio no. SL0185, in seguito riconosciuto dagli organi Fiva ed ASI. Asseverando questo stato delle cose, Bridgehampton, Thompson e Cumberland dovrebbero essere alcuni dei circuiti in cui l'auto ha corso, fino al 1964. In quell'anno, a Thompson, ebbe un incidente che danneggiò la parte anteriore e venne quindi deciso di ritirare la SL0185 che fu acquistata da Peter Zobian, appassionato di auto. Un rivenditore di auto sportive, durante una visita alla collezione Zobian, vide la SL0185 in uno stato di abbandono. Propose uno scambio con una Cisitalia 202 Pinin Farina. Lo scambio avvenne ma la SL0185 rimase in California per molto tempo. Un altro cacciatore di tesori scattò alcune foto della SL0185 e le inviò nel 2000 a Gilberto Focardi, un collezionista italiano. In questo modo la SL0185 è tornata in Italia.Il restauro: la SL0185 è arrivata al suo restauro più importante ed ultimo, completa in tutte le sue parti. Il fatto che non fosse mai stato smontata in precedenza era chiaramente identificabile. Il team chiamato ad operare sulla SL0185, ha verificato con attenta analisi ogni singolo elemento e componente della vettura al fine di determinare la "filosofia" del restauro da eseguire sulla vettura. La SL0185 è definibile come un'auto da “alta collezione", con contenuti tecnici e storici di grande importanza, realizzata a mano come pezzo unico da un grande costruttore come Rocco Motto. È sempre (più) difficile ripristinare un'auto con un passato sportivo, che meritava di essere salvaguardata. Per fare questo, è stata ricercata una strada che ha favorito il restauro completo, ma anche la conservazione di quegli elementi e cambiamenti che hanno caratterizzato la vita sportiva della vettura. È stato anche evitato di eliminare le prove relative alla tecnologia del periodo in cui è stata costruita: nel pieno rispetto dell'originalità, sono stati utilizzati materiali, colori e tipo di vernice, identici a quelli del periodo di origine dell'auto. Un'attenzione simile è stata rivolta alle parti meccaniche.

Stato dell’Arte: Restauro completo di carrozzeria, interni e meccanica.


Esposizione



Bibliografia

Alberto Fornai, S.I.A.T.A. 1926-1974, Italy 2002.-Alessandro Sannia, Carrozzeria Motto, Il Cammello, Torino 2017.

Contatti

Automotive

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