1000 Finarte / Asta di automobili

Brescia, lunedì 13 maggio 2019

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1950 Cisitalia 202 B berlinetta (Stabilimenti Farina)

Telaio no.156 SC - Motore no. 281

  • Facilmente accettabile per la Mille Miglia e altre principali rievocazione storiche.
  • Accettabile per i più importanti Concourse d’Elegance.
  • Da sempre in Italia.
  • Storia completa e documentata.
  • Proprietario, da 40 anni: Adriano Cimarosti, noto autore di libri sulla storia dell’automobilismo sportivi.

DocumentiImmatricolazione e targhe italiane in ordine e aggiornate.EleggibilitàMille Miglia. Altamente accettabile.Giro di Sicilia. Eleggibile.Targa Florio. Altamente accettabile.Goodwood Revival. Altamente accettabile.Coppa d’Oro delle Dolomiti. Altamente accettabile.Vernasca Silver Flag. Altamente accettabile.California Mille: Eleggibile.Nürburgring Classic. Altamente accettabile.Pebble Beach Concours d’Elegance. Eleggibile.Amelia Island Concours d’Elegance. Eleggibile.Chantilly Arts & Elegance Richard Mille. Eleggibile.Concorso d’eleganza Villa D’Este. Eleggibile.


Venduto € 403.375,00

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Provenienza

Il modello


La Cisitalia (Compagnia Industriale Sportiva Italia) è stata fondata nel 1939 per la produzione di attrezzature sportive da Piero Dusio, un industriale tessile torinese. Un pilota dilettante esperto, Dusio usò la sua fortuna per impegnarsi nello sport che amava. Dopo aver vinto la sua classe nella Mille Miglia del 1937, iniziò a esplorare le possibilità di costruire le sue auto da corsa. Il primo modello di Cisitalia fu la D46, che apparve nel 1946, una piccola monoposto che utilizzava un telaio tubolare in acciaio con telaio a traliccio fabbricato presso la fabbrica di biciclette Cisitalia a sostenere la meccanica Fiat subito disponibile. Cisitalia si concentrò sulla costruzione di una piccola autovettura basata sulla D46. Nell'estate del 1946, la 202 CMM (Coupé Mille Miglia) fu inizialmente progettata da Dante Giacosa e proseguita da Giovanni Savonuzzi. La prima coupé fu costruita da Alfredo Vignale, all'epoca capo del dipartimento di Stabilimenti Farina. La Cisitalia 202 SMM (Spyder Mille Miglia) è derivata direttamente dalla coupé. Dopo lo sforzo epico di Nuvolari, i successivi spider da competizione erano conosciuti come 202 SMM Nuvolari.Il design di Savonuzzi venne presentato a Battista Pinin Farina come idea iniziale per il nuovo coupé 202 Gran Sport e ha ispirato il maestro a creare uno degli esempi più significativi di design nella storia automobilistica. Cisitalia fornì a Pinin Farina il telaio su cui venne collocato la carrozzeria della Cisitalia. Le sue forme sono il punto di arrivo di tutte le ricerche precedenti: il cofano, il corpo, i parafanghi e i fari sono parte integrante della superficie che scorre continuamente, anziché essere aggiunti, creando un senso generale di bellezza e velocità. Presentata nel 1947 all'esposizione di Carrozzieri alla Triennale di Milano e al Motor Show di Parigi, vinse il premio Coppa d'Oro al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este. La Cisitalia 202 Gran Sport fu definita "una scultura rotolante" nel 1951 quando fu scelta, insieme ad altre sette vetture, per una mostra al Museum of Modern Art di New York (MoMA). La 202 è la progenitrice di tutte le moderne auto sportive e si erge come un ponte senza tempo tra la progettazione di auto sportive prima e dopo la guerra. Le sue linee hanno avuto un forte impatto sull'estetica del design automobilistico dell'epoca, rompendo con la tradizione e introducendo nuovi concetti di stile. Le 202 sono state costruite intorno a componenti Fiat e comprendevano un telaio riprogettato e un motore quattro cilindri di 1089cc da 66 cavalli. Il primo modello Gran Sport ha solo due posti ed è la prima auto della storia ad avere il marchio anche nella parte posteriore. Il primo aggiornamento, la 202 Berlinetta - o B - può invece ospitare quattro persone (tre davanti e uno, male, dietro) e si distingue per la sua griglia più massiccia e paraurti cromati. La 202 C del 1951 ha il bagagliaio accessibile dall'esterno e il lunotto posteriore più largo. La prima griglia della 202 era in alluminio e aveva 23 “denti” a forma di "D" con la parte curva rivolta in avanti e una cornice stretta. Più tardi la 202 ricevette una griglia cromata con 18 denti più spessi e una cornice più spessa. Il doppio parabrezza fu poi sostituito con un parabrezza curvo in un pezzo. La produzione di 202 carrozzerie Pinin Farina passò presto agli Stabilimenti Farina e, in misura minore, a Vignale. Entrambi hanno costruito la 202 con il design originale di Battista Pinin Farina, anche se ci sono alcune differenze. Furono costruite circa 100 coupé.


L’auto


Questa Cisitalia 202 del 1950 con carrozzeria Stabilimenti Farina, telaio n. 156 SC, è un esemplare versione B, diversa dal precedente modello "Gran Sport" per il sedile posteriore aggiuntivo e altri dettagli.È un'auto al 100% italiana, poiché ha viaggiato, seguendo la storia dei suoi proprietari, in tutta la penisola italiana: registrata a Milano, passò successivamente a Roma, Isola d'Elba, Piombino, Gorizia, ancora Milano e, infine, Pordenone dove è rimasta nella stessa collezione per 40 anni. Il suo attento proprietario e custode è stato, fino adoggi, Adriano Cimarosti, per oltre 40 anni redattore sportivo di Automobile Revue, la più antica rivista automobilistica in Europa. Cimarosti ha vissuto e seguito tutto il periodo d'oro dei Grand Prix, dall'inizio degli anni sessanta in poi. È anche noto come autorevole autore di libri sulla storia dell’automobilismo sportivo. Quindi, il proprietario perfetto per un'auto che ha fatto la storia delle auto sportive. Cimarosti ha rintracciato l'auto negli anni '70, grazie a un’indagine di Nino Balestra, il famoso esperto automobilistico e grande conoscitore del marchio Cisitalia, autore di libri. Alcuni dei quali, ovviamente, dedicati alla storia di Cisitalia. Insieme a Balestra, Cimarosti si recò a Milano e acquistò il telaio no. 156 SC. Cosa della massima importanza: è stato ancora Balestra a portare la sua esperienza e a dare consigli per il restauro della vettura. Sebbene il proprietario viva in Svizzera, ha sempre preferito mantenere l'auto nella casa di famiglia nel nord Italia, anche per conservare le vecchie targhe italiane.L'auto, nonostante l'importante pedigree, non è stata ancora presentata nei tradizionali circuiti di rievocazioni storiche e concourse d'elegance, dove sarebbe stata una sorprendente new entry.

Stato dell’Arte: Restauro non recente, ma completo di carrozzeria, interni e motore a ripristino delle condizioni d’origine.


Bibliografia

Nino Balestra – Cesare De Agostini, Cisitalia Catalogue Raisonné 1945-1965, Automobilia, 1991

Nino Balestra, Cisitalia, Una storia di coraggio e passione, Giorgio Nada Editore, 2016

Mario Simoni, Un sogno chiamato Cisitalia, Angelini Photo Editore, 2004

Giorgio Piacentini, Cisitalia come opera d’arte, Polo Books

Dante Giacosa, I miei 40 anni di progettazione alla Fiat, Centro Storico Fiat, Torino 2014