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Autografi
D'Annunzio, Gabriele / Cartosio, Tomaso / Villa, Ernesto
Lettere tra Tomaso Cartosio (e altri) e il prof. Ernesto Villa - Fiume, 1919-1921 , 1920
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Informazioni
Bell'insieme di 12 documenti tra lettere e biglietti indirizzati da Tomaso Cartosio e da altri al Prof. Ernesto Villa a Fiume, anni 1920-1921.
Note Specialistiche
Documentazione preziosa e di prima mano, dell'impresa Fiumana.
Tomaso Cartosio fu un tenente aviatore appartenente alla prima squadriglia fiumana durante l’occupazione di Fiume guidata da Gabriele D'Annunzio tra il 1919 e il 1920. Partecipò attivamente all'impresa, d'Annunzio lo chiama affettuosamente il "crocifisso dell'ala", noto per viaggiare su un SVA monoposto, spesso a cavalcioni della fusoliera.
Nella prima lettera, vergata al verso di un bollettino dannunziano del Comando dell'Esercito italiano in Fiume, scritta dal maggiore Vaghini al Prof.Villa si fa riferimento al blocco imposto dal generale Caviglia per isolare la città dopo la decisione di d'Annunzio, la lettera menziona inoltre un transito di informazioni e il supporto necessario viste le difficoltà di approvvigionamento, ma anche la forte determinazione dei volontari: "Noi, in sette aviatori, siamo al campo per la difesa di esso con 80 alpini. Naturalmente vita di paura, la più cruda.(...)". Un successivo biglietto a firma Cartosio ci informa di un trasferimento di apparecchi, utilizzando la base milanese di Sesto San Giovanni. Molto bella e intensa la successiva lettera di Cartosio, dove si esalta Fiume come "sudario della Patria: "Il mondo oggi non ha di puro che questo anelito di passione italica, che questa bronzea volontà italica.(...)" datata 9 dicembre 1920, e dunque pochi giorni prima del celebre Natale di Sangue (24-30 dicembre 1920) quando le truppe regolari italiane attaccarono Fiume per porre fine all'impresa dannunziana. Tra queste righe c'è tutta la tensione e la determinazione del momento. Di notevole interesse anche la successiva missiva, scritta da Gino Guanetti, storico segretario di D'Annunzio nella città, e indirizzata sempre a Villa, in data primo agosto 1920. Si discute delle trattative per l’approvvigionamento e il transito di materiale che il Prof. Villa sta cercando di far giungere a Fiume, aggirando il blocco del governo italiano. La soluzione sembra trovarsi tramite “un grossista triestino”. Più avanti si menziona il Comandante, ovvero d’Annunzio, le cui direttive sono seguite e osservate da tutti. Il periodo è cruciale, perché siamo appena undici giorni prima della proclamazione della Reggenza Italiana del Carnaro (12 agosto 1920), in un momento in cui la resistenza fiumana si organizza anche grazie al supporto di privati quale il prof.Villa. Nella successiva lettera, Cartosio scrive ancora a Villa perché provveda con la sua società S.A.I.A.M. al trasporto di due apparecchi H.d. da portare a Fiume. In una successiva lettera del 22 ottobre 1920, Cartosio presenta a Villa il fotografo Anselmo, milanese, già con buon’esperienza su vari giornali, che a Fiume dovrà immortalare coi suoi scatti l’impresa dannunziana. La preoccupazione per un efficace campagna fotografica si evidenzia ancora in una lettera del luglio 1920, dove si sottolinea la necessità di approvvigionamento di materiale fotografico professionale (carta Tensi seta formato 13x18). Un ultimo documento merita menzione, una lettera di Federico D’Agata del 12 luglio 1920, sempre indirizzata al prof.Villa in cui ringrazia con tono decisamente enfatico il professore per quanto fatto per il Carnaro, la stirpe e la vittoria alata dell’Italia!
Tomaso Cartosio fu un tenente aviatore appartenente alla prima squadriglia fiumana durante l’occupazione di Fiume guidata da Gabriele D'Annunzio tra il 1919 e il 1920. Partecipò attivamente all'impresa, d'Annunzio lo chiama affettuosamente il "crocifisso dell'ala", noto per viaggiare su un SVA monoposto, spesso a cavalcioni della fusoliera.
Nella prima lettera, vergata al verso di un bollettino dannunziano del Comando dell'Esercito italiano in Fiume, scritta dal maggiore Vaghini al Prof.Villa si fa riferimento al blocco imposto dal generale Caviglia per isolare la città dopo la decisione di d'Annunzio, la lettera menziona inoltre un transito di informazioni e il supporto necessario viste le difficoltà di approvvigionamento, ma anche la forte determinazione dei volontari: "Noi, in sette aviatori, siamo al campo per la difesa di esso con 80 alpini. Naturalmente vita di paura, la più cruda.(...)". Un successivo biglietto a firma Cartosio ci informa di un trasferimento di apparecchi, utilizzando la base milanese di Sesto San Giovanni. Molto bella e intensa la successiva lettera di Cartosio, dove si esalta Fiume come "sudario della Patria: "Il mondo oggi non ha di puro che questo anelito di passione italica, che questa bronzea volontà italica.(...)" datata 9 dicembre 1920, e dunque pochi giorni prima del celebre Natale di Sangue (24-30 dicembre 1920) quando le truppe regolari italiane attaccarono Fiume per porre fine all'impresa dannunziana. Tra queste righe c'è tutta la tensione e la determinazione del momento. Di notevole interesse anche la successiva missiva, scritta da Gino Guanetti, storico segretario di D'Annunzio nella città, e indirizzata sempre a Villa, in data primo agosto 1920. Si discute delle trattative per l’approvvigionamento e il transito di materiale che il Prof. Villa sta cercando di far giungere a Fiume, aggirando il blocco del governo italiano. La soluzione sembra trovarsi tramite “un grossista triestino”. Più avanti si menziona il Comandante, ovvero d’Annunzio, le cui direttive sono seguite e osservate da tutti. Il periodo è cruciale, perché siamo appena undici giorni prima della proclamazione della Reggenza Italiana del Carnaro (12 agosto 1920), in un momento in cui la resistenza fiumana si organizza anche grazie al supporto di privati quale il prof.Villa. Nella successiva lettera, Cartosio scrive ancora a Villa perché provveda con la sua società S.A.I.A.M. al trasporto di due apparecchi H.d. da portare a Fiume. In una successiva lettera del 22 ottobre 1920, Cartosio presenta a Villa il fotografo Anselmo, milanese, già con buon’esperienza su vari giornali, che a Fiume dovrà immortalare coi suoi scatti l’impresa dannunziana. La preoccupazione per un efficace campagna fotografica si evidenzia ancora in una lettera del luglio 1920, dove si sottolinea la necessità di approvvigionamento di materiale fotografico professionale (carta Tensi seta formato 13x18). Un ultimo documento merita menzione, una lettera di Federico D’Agata del 12 luglio 1920, sempre indirizzata al prof.Villa in cui ringrazia con tono decisamente enfatico il professore per quanto fatto per il Carnaro, la stirpe e la vittoria alata dell’Italia!
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