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IN CARTA – Speciale Natale / Libri Antichi, Autografi e Stampe

giovedì 11 Dicembre 2025 e venerdì 12 Dicembre 2025, ore 15:00 • Roma

360

Arte

Cavalieri, Lina

Raccolta di ritagli di giornale - teatro, 1901

Stima

€ 300 - 400

Lotto venduto

€ 387

I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta

Informazioni

Splendido cimelio celebrativo della grandissima Lina Cavalieri (Viterbo, 25 dicembre 1874 – Firenze, 7 febbraio 1944), soprano e attrice cinematografica eccelsa. Si tratta di un corposo volume in 4° grande, 330 x 255 mm., un album a fogli che raccoglie ritagli di giornale, locandine, programmi di scena dal 1901 al 1906 circa, per oltre 300 singoli documenti. Si va dal trafiletto di spalla all'inserto dedicato, ritagliato da giornali italiani ma anche stranieri visto il successo internazionale della Cavalieri. § Insieme nel lotto Firrao, Luigi. Teatro Tragico Italiano. Tragedie di Vittorio Alfieri, Napoli, 1847.  In 8° grande. 2 voll. Ritratto di Alfieri in antiporta, testo entro cornice tipografica, qualche lieve fioritura, legatura coeva in mezzo marocchino verde, titolo in oro entro tassello al dorso a 4 nervi con fregi dorati.

Note Specialistiche

È stata la grande icona del suo tempo: da canzonettista a cantante lirica, poi attrice, il cui straordinario aspetto fisico ed estetico finiva sempre però con l’avere il sopravvento, tanto che Gabriele D’Annunzio la definì come la “Venere in Terra”. Un figlio avuto in giovanissima età e ben cinque mariti, ma in primis – si dice – qualcosa come 840 proposte di matrimonio!
Lina Cavalieri venne definita “la donna più bella del mondo”, perché questa fu la stupenda etichetta con la quale si arrivò a identificarla. E se ciò non bastasse, aggiungiamo le parole di Gabriele D’Annunzio, che di donne certamente si intendeva e che la apostrofò come “la massima testimonianza di Venere in Terra”. Nel periodo della “Belle Epoque”, Lina Cavalieri conquista per la sua bellezza e la sua grazia da vera dama, nonostante le sue umili origini. La sua presenza sulla scena della lirica, in un’epoca di puritanesimo, porta un’autentica ventata di sensualità (garbata, però) e pone all’attenzione l’espressione suprema della bellezza femminile del suo tempo; se magari non eccelleva a livello di voce, riusciva però a esaltarsi e a esaltare con presenza scenica e recitazione, carte decisive nell’epoca del verismo. 
  

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