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Marinetti, Filippo Tommaso / Fillia (Colombo, Luigi)
(Alessandria d’Egitto 1876 - Bellagio 1944 & 0)
La Cucina Futurista, 1932
Stima
€ 400 - 600
Lotto venduto
€ 1.651
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Informazioni
Milano, Sonzogno, s.d. [ma 1932]. Pagine 267, [4] con 2 carte di tavole fotografiche fuori testo contenenti tre immagini, ESEMPLARE INTONSO. Copia n. 3260 su una tiratura complessiva di 6000 copie, tiratura impressa al frontespizio. Legatura in brossura editoriale originale, piccola perdita al dorso inferiore, strappetti ai margini dei piatti ma nel complesso in ottime condizioni.
Note Specialistiche
Prima edizione in esemplare quasi perfetto.
La cucina futurista è un famoso manifesto culinario e libro (pubblicato nel 1932) scritto da Filippo Tommaso Marinetti con Fillìa. Proponeva un'alimentazione provocatoria fondata sull'abolizione della pastasciutta e su accostamenti chimici, visivi e tattili rivoluzionari. "Mai un movimento artistico si era spinto a una così appassionata adesione all’ideazione culinaria e alla codificazione gastronomica e conviviale, progettando ricette e ideando scenografie da tavola e ingegnose atmosfere da banchetto, impostando così una vera e propria filosofia della mensa e dei suoi riti. Non solo un libro ma la sistemazione schematica e programmatica del “Manifesto della cucina futurista” (pubblicato il 28 dicembre 1930, nella “Gazzetta del Popolo” di Torino), firmato a quattro mani dagli stessi Marinetti e Fillìa, che confermava l’interesse del movimento votato al dinamismo e alla modernità per il cibo, anch’esso parte di un progetto onnicomprensivo di evoluzione morale della società italica. Duecento formule rallegranti e spesso irrealizzabili, che nella tavola futurista assumono i contorni di un divertissement giocato sull’equilibrio tra colore e gusto, sperimentazione e stile, cibo e illustrazione. Ricette astruse che tracciano i confini di un mondo culinario immaginario (e immaginato), che prende in prestito figure retoriche e suggestioni visive, dall’Aerovivanda al Brodo solare, dal Carneplastico al Paesaggio alimentare, ai Reticolati del cielo, tra Uova divorziate, Sciatori mangiabili e Zuppe zoologiche: piatti elaborati dai cuochi futuristi, in modo che “tutte le persone abbiano la sensazione di mangiare, oltre che dei buoni cibi, anche delle opere d’arte”. (Fondazione Magnani Rocca, on line).
Cammarota, Marinetti 162; Gambetti Vezzosi 337; Lista, Futurismo e Fotografia 198.
La cucina futurista è un famoso manifesto culinario e libro (pubblicato nel 1932) scritto da Filippo Tommaso Marinetti con Fillìa. Proponeva un'alimentazione provocatoria fondata sull'abolizione della pastasciutta e su accostamenti chimici, visivi e tattili rivoluzionari. "Mai un movimento artistico si era spinto a una così appassionata adesione all’ideazione culinaria e alla codificazione gastronomica e conviviale, progettando ricette e ideando scenografie da tavola e ingegnose atmosfere da banchetto, impostando così una vera e propria filosofia della mensa e dei suoi riti. Non solo un libro ma la sistemazione schematica e programmatica del “Manifesto della cucina futurista” (pubblicato il 28 dicembre 1930, nella “Gazzetta del Popolo” di Torino), firmato a quattro mani dagli stessi Marinetti e Fillìa, che confermava l’interesse del movimento votato al dinamismo e alla modernità per il cibo, anch’esso parte di un progetto onnicomprensivo di evoluzione morale della società italica. Duecento formule rallegranti e spesso irrealizzabili, che nella tavola futurista assumono i contorni di un divertissement giocato sull’equilibrio tra colore e gusto, sperimentazione e stile, cibo e illustrazione. Ricette astruse che tracciano i confini di un mondo culinario immaginario (e immaginato), che prende in prestito figure retoriche e suggestioni visive, dall’Aerovivanda al Brodo solare, dal Carneplastico al Paesaggio alimentare, ai Reticolati del cielo, tra Uova divorziate, Sciatori mangiabili e Zuppe zoologiche: piatti elaborati dai cuochi futuristi, in modo che “tutte le persone abbiano la sensazione di mangiare, oltre che dei buoni cibi, anche delle opere d’arte”. (Fondazione Magnani Rocca, on line).
Cammarota, Marinetti 162; Gambetti Vezzosi 337; Lista, Futurismo e Fotografia 198.
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