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Informazioni
Piacenza, Edizioni futuriste di "Poesia" della Società Tip. Editoriale Porta Piacenza, 1922. Brossura, copertina con titoli in nero e rosso su fondo chiaro, strappi ai margini, macchioline, introduzione dell'autore sullo stile parolibero, le prime 16 pagine sono numerate con lettere maiuscole da A a Q. Esemplare con invio autografo a PIETRO GARGIULO. Prima edizione.
Note Specialistiche
"Come definire «Gli indomabili?» Romanzo d'avventure? poema simbolico? romanzo fantastico? fiaba? visione filosofico-sociale? - Nessuna di queste denominazioni può caratterizzarlo. E' un libro parolibero. Nudo crudo sintetico. Simultaneo policromo polirumorista. Vasto violento dinamico. (p.E)
«Gli Indomabili» rappresentano la vetta suprema di Marinetti prosatore «tradizionale»: da consumato allegorista egli dispiega in quest'opera il virtuosismo di uno stile maturo, non per nulla passato attraverso le più varie esperienze, uno stile a più registri, ora diretto, immediato, ora letterario e prezioso; ora intinto di spezzature brutali, ora soffuso di musicali delicatezze. (...) La prosa degli «Indomabili» regge il confronto con la miglior prosa d'arte del tempo. In un'isola vulcanica, sotto il cocente sole tropicale, un centinaio di uomini incatenati, gli Indomabili, nudi ma «irti di punte come istrici», e cinti di cosciali, frontali e collari di ferro, giacciono in una fossa guardati a vista da carcerieri negri museruolati. Ferocia, sangue, violenza sono gli attributi di questi uomini-belve che vengono nutriti dai carcerieri negri con pezzi sanguinolenti di bufali e pecore squarciati al momento e che gli Indomabili abbrancano a volo con la punta del frontale. (...) Col declinare del sole la furia belluina degli Indomabili s'acquieta: essi vengono liberati dai negri, ai quali, a loro volta, viene tolta la museruola dai Cartacei, signori dell'isola. (...) Gli Indomabili vengono condotti, come ogni sera, nell'«ombra affascinante e materna dell'Oasi». (...) Si giunge infine al Lago della Poesia e del Sentimento, dove gli Indomabili e i loro carcerieri si bagnano, mondandosi dai resti della passata ferocia. (...) Continuando il cammino gli Indomabili giungono alla città dei Cartacei. Il romanzo cambia registro e assume coloriture avveniristiche. (...) La città è in subbuglio: ferve la rivolta dei fluviali che si oppongono ai cartacei, loro dominatori. Mirmofim, uno degli Indomabili, si pone a capo dei Fluviali: ma il fiume rivoluzionario travolge gli Indomabili che, per salvarsi, sono costretti a fuggire attraverso l'Oasi e a tornare all'arsione della loro fossa dove giaceranno di nuovo incatenati" (Filippo Tommaso Marinetti, «Teoria e invenzione futurista. A cura di Luciano De Maria», Milano, Mondadori, 1983: pp. LXXXIII - LXXXVI).
«Gli Indomabili» rappresentano la vetta suprema di Marinetti prosatore «tradizionale»: da consumato allegorista egli dispiega in quest'opera il virtuosismo di uno stile maturo, non per nulla passato attraverso le più varie esperienze, uno stile a più registri, ora diretto, immediato, ora letterario e prezioso; ora intinto di spezzature brutali, ora soffuso di musicali delicatezze. (...) La prosa degli «Indomabili» regge il confronto con la miglior prosa d'arte del tempo. In un'isola vulcanica, sotto il cocente sole tropicale, un centinaio di uomini incatenati, gli Indomabili, nudi ma «irti di punte come istrici», e cinti di cosciali, frontali e collari di ferro, giacciono in una fossa guardati a vista da carcerieri negri museruolati. Ferocia, sangue, violenza sono gli attributi di questi uomini-belve che vengono nutriti dai carcerieri negri con pezzi sanguinolenti di bufali e pecore squarciati al momento e che gli Indomabili abbrancano a volo con la punta del frontale. (...) Col declinare del sole la furia belluina degli Indomabili s'acquieta: essi vengono liberati dai negri, ai quali, a loro volta, viene tolta la museruola dai Cartacei, signori dell'isola. (...) Gli Indomabili vengono condotti, come ogni sera, nell'«ombra affascinante e materna dell'Oasi». (...) Si giunge infine al Lago della Poesia e del Sentimento, dove gli Indomabili e i loro carcerieri si bagnano, mondandosi dai resti della passata ferocia. (...) Continuando il cammino gli Indomabili giungono alla città dei Cartacei. Il romanzo cambia registro e assume coloriture avveniristiche. (...) La città è in subbuglio: ferve la rivolta dei fluviali che si oppongono ai cartacei, loro dominatori. Mirmofim, uno degli Indomabili, si pone a capo dei Fluviali: ma il fiume rivoluzionario travolge gli Indomabili che, per salvarsi, sono costretti a fuggire attraverso l'Oasi e a tornare all'arsione della loro fossa dove giaceranno di nuovo incatenati" (Filippo Tommaso Marinetti, «Teoria e invenzione futurista. A cura di Luciano De Maria», Milano, Mondadori, 1983: pp. LXXXIII - LXXXVI).
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