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In asta giovedì 25 Giugno 2026 alle ore 15:00
Informazioni
Milano, presso Vincenzo Ferrario, 1825-1826. In 8°, 3 voll. pp. [4] 352; [4] 368; [4] 416 [2], con errata finale. 202 x 130 mm. Lievi marginali fioriture, altrimenti ottima copia, in legatura ottocentesca di percallina.
Note Specialistiche
IL ROMANZO FONDATIVO DELLA NOSTRA LINGUA E IDENTITARIO DELLA CULTURA ITALIANA
"Manzoni terminò la stesura del romanzo nel 1823, a settembre, e intraprese subito un’assidua revisione del testo. Già nel giugno del 1824, l’editore Ferrario poté consegnare al vaglio della censura il primo volume, che venne così stampato nell’ottobre dello stesso anno. Al frontespizio, però, si impresse «1825», con l’idea e la speranza di riuscire a terminare la stampa del resto dell’opera entro quella data. I lavori procedettero spediti per il secondo volume, che infatti vide la luce nel 1825, in accordo con quanto indicato sul frontespizio. La lavorazione del terzo volume, invece, richiese più tempo: i torchi si mossero nel 1826, sul frontespizio si impresse la data di quell’anno, ma la tempistica non venne rispettata, e la pubblicazione definitiva avvenne solo nel giugno del 1827.
Come noto, Manzoni seguì da vicino la stampa dell’opera, correggendo refusi e sviste mentre i torchi erano ancora in movimento; ne sono testimonianza tangibile le varianti di stato, per la verità poche, oggi riconoscibili grazie al completo e pregevole lavoro di collazione svolto da Harris e Sartorelli. La presente copia reca le varianti al III tomo: p. 378, r. 13, caduta della preposizione ‘di’ nella frase «in più d’un luogo di questa storia»; l’errore è segnalato anche nell’errata, che ne indica la presenza «in alcuni esemplari»; p. 330, r. 14: reca la lezione «gioia mondana» e non «gioia carnale».
È quest’ultimo caso forse il più interessante, l’unico a configurarsi propriamente come una variante d’autore (gli altri potevano facilmente essere emendati anche dall’editore). Se però, nei casi erronei, abbiamo la certezza di quale sia la lezione seriore, naturalmente quella corretta, ci troviamo qui in presenza di due varianti perfettamente adiafore, per le quali risulta estremamente difficile affermare quale sia la più antica. E tuttavia, Harris e Sartorelli, sulla base di alcuni elementi materiali, ipotizzano che il primo stato recasse la lezione «carnale», poi sostituito in corso di stampa con «mondana»; tra gli esemplari censiti dai due studiosi, quelli che recano la seconda lezione sarebbero meno numerosi."
(Libreria Antiquaria Pontremoli, on line)
"Manzoni terminò la stesura del romanzo nel 1823, a settembre, e intraprese subito un’assidua revisione del testo. Già nel giugno del 1824, l’editore Ferrario poté consegnare al vaglio della censura il primo volume, che venne così stampato nell’ottobre dello stesso anno. Al frontespizio, però, si impresse «1825», con l’idea e la speranza di riuscire a terminare la stampa del resto dell’opera entro quella data. I lavori procedettero spediti per il secondo volume, che infatti vide la luce nel 1825, in accordo con quanto indicato sul frontespizio. La lavorazione del terzo volume, invece, richiese più tempo: i torchi si mossero nel 1826, sul frontespizio si impresse la data di quell’anno, ma la tempistica non venne rispettata, e la pubblicazione definitiva avvenne solo nel giugno del 1827.
Come noto, Manzoni seguì da vicino la stampa dell’opera, correggendo refusi e sviste mentre i torchi erano ancora in movimento; ne sono testimonianza tangibile le varianti di stato, per la verità poche, oggi riconoscibili grazie al completo e pregevole lavoro di collazione svolto da Harris e Sartorelli. La presente copia reca le varianti al III tomo: p. 378, r. 13, caduta della preposizione ‘di’ nella frase «in più d’un luogo di questa storia»; l’errore è segnalato anche nell’errata, che ne indica la presenza «in alcuni esemplari»; p. 330, r. 14: reca la lezione «gioia mondana» e non «gioia carnale».
È quest’ultimo caso forse il più interessante, l’unico a configurarsi propriamente come una variante d’autore (gli altri potevano facilmente essere emendati anche dall’editore). Se però, nei casi erronei, abbiamo la certezza di quale sia la lezione seriore, naturalmente quella corretta, ci troviamo qui in presenza di due varianti perfettamente adiafore, per le quali risulta estremamente difficile affermare quale sia la più antica. E tuttavia, Harris e Sartorelli, sulla base di alcuni elementi materiali, ipotizzano che il primo stato recasse la lezione «carnale», poi sostituito in corso di stampa con «mondana»; tra gli esemplari censiti dai due studiosi, quelli che recano la seconda lezione sarebbero meno numerosi."
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