Informazioni
Firenze, opera & impensa Philippi bibliopolæ, 1503. In 8°. Legatura in mezza pelle con piatti marmorizzati. Dorso liscio con autore, anno e decori in oro. Contiene l'Argonauticon a cura di Benedetto Riccardini, il cui nome figura a carta [a]2r. Tarli e mancanze alla legatura del libro. Postille manoscritte in inchiostro bruno. Legatura allentata.
Note Specialistiche
Prima edizione giuntina dell'Argonauticon, su testo di Bartolomeo Fonzio, dedicata da Benedetto Riccardini a Bernardo Michelozzo, figlio dell'architetto e canonico della cattedrale fiorentina.
È il terzo libro stampato da Bernardo Giunta in formato ottavo e con caratteri corsivi, dopo le edizioni di Catullo e Orazio (agosto e ottobre 1502). Aldo Manuzio fu il primo stampatore a utilizzare i caratteri corsivi nel 1501. Il privilegio decennale concesso dal Senato veneziano per la sua invenzione fu esteso il 17 ottobre e il 14 novembre 1502 ai libri stampati in corsivo in qualsiasi parte d'Italia, e un analogo privilegio decennale fu rilasciato da Papa Alessandro VI il 17 dicembre 1502, con l'aggiunta della scomunica alle pene previste dai privilegi veneziani. Il Catullo e l'Orazio di Giunta erano copie riga per riga di edizioni aldine, e violazioni flagranti. Questo Valerius Flaccus era una forma più sottile di plagio, che utilizzava il carattere corsivo per trasmettere l'autorità di un testo che non era ancora stato stampato da Aldo. Il tipo rimase in uso fino al 1513, quando Giunta fece progettare un nuovo corsivo (L. Balsamo & A. Tinto, Origini del corsivo nella tipografia italiana del Cinquecento, 1967, pp. 106-107).
È il terzo libro stampato da Bernardo Giunta in formato ottavo e con caratteri corsivi, dopo le edizioni di Catullo e Orazio (agosto e ottobre 1502). Aldo Manuzio fu il primo stampatore a utilizzare i caratteri corsivi nel 1501. Il privilegio decennale concesso dal Senato veneziano per la sua invenzione fu esteso il 17 ottobre e il 14 novembre 1502 ai libri stampati in corsivo in qualsiasi parte d'Italia, e un analogo privilegio decennale fu rilasciato da Papa Alessandro VI il 17 dicembre 1502, con l'aggiunta della scomunica alle pene previste dai privilegi veneziani. Il Catullo e l'Orazio di Giunta erano copie riga per riga di edizioni aldine, e violazioni flagranti. Questo Valerius Flaccus era una forma più sottile di plagio, che utilizzava il carattere corsivo per trasmettere l'autorità di un testo che non era ancora stato stampato da Aldo. Il tipo rimase in uso fino al 1513, quando Giunta fece progettare un nuovo corsivo (L. Balsamo & A. Tinto, Origini del corsivo nella tipografia italiana del Cinquecento, 1967, pp. 106-107).
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