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Monete Greche e Puniche (shipping only in Italy)
MACEDONIA – ALESSANDRO MAGNO (336-323 a.C.) - Statere. Emissione sotto Balakros o Menes, circa 332-327 a.C., Tarso.
Base d'asta
€ 1.500
Lotto venduto
€ 4.636
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Informazioni
in oro
8,57 gr. - Diam. 15,90/16,80 mm.
Dritto: Testa di Atena a destra con elmo corinzio; - Rovescio: Nike stante a sinistra, tiene una corona nella mano destra; kerykeion (caduceo) sotto l'ala nel campo a destra.
Proveniente dalla prestigiosa “Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all'incanto da C. & C. Canessa il 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 47.
Shipping only in Italy.
8,57 gr. - Diam. 15,90/16,80 mm.
Dritto: Testa di Atena a destra con elmo corinzio; - Rovescio: Nike stante a sinistra, tiene una corona nella mano destra; kerykeion (caduceo) sotto l'ala nel campo a destra.
Price 3458 (Sidone).
Colpo al ciglio del /R.
BB/SPL.
Proveniente dalla prestigiosa “Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all'incanto da C. & C. Canessa il 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 47.
Shipping only in Italy.
In un primo momento Newell assegnò questo gruppo monetale alla zecca di Sidone, includendolo tra otto emissioni di stateri (oltre a due distateri) accomunate dall’assenza di firma o data di zecca, elementi invece presenti nella quasi totalità delle altre coniazioni di sidone. Successivamente lo stesso Newell mise in discussione tale attribuzione, avanzando l’ipotesi che queste emissioni potessero provenire da una zecca più antica situata nell’area di Damasco, come ricordato anche da G. F. Hill (JHS 43, 1923, p. 159).
Anche Price, pur continuando formalmente a seguire la proposta originaria di Newell, espresse riserve significative sulla sua attendibilità (Price, p. 436). Un riesame complessivo della questione è stato condotto da Le Rider nella sua recente sintesi sulla monetazione di Alessandro Magno (Alexander the Great: Coinage, Finances, and Policy, Philadelphia 2007). Ripercorrendo il dibattito precedente e integrando dati emersi da studi più recenti, Le Rider sostiene in modo argomentato che queste otto emissioni auree debbano essere attribuite non a Sidone, bensì alla zecca di Tarso, dove costituirebbero le prime coniazioni di stateri di tipo alessandrino (pp. 134–139).
Questa nuova attribuzione modifica in modo sostanziale il valore storico delle emissioni. È opinione diffusa che Alessandro abbia dato avvio alla produzione delle sue nuove tipologie monetali poco dopo la presa di Tarso nel 333 a.C.
Proprio in virtù del ruolo centrale di questa città, e sulla base delle evidenze allora disponibili, Newell aveva inizialmente assegnato a Tarso un ampio numero di stateri del primo periodo alessandrino (E. T. Newell, “Tarsos under Alexander”, AJN 52, 1918). Studi successivi, tuttavia, hanno ricollocato quasi tutte queste emissioni in ambito macedone (cfr. Price, p. 371; Troxell, Studies, pp. 99–110).
La riassegnazione delle otto emissioni precedentemente attribuite a Sidone colma dunque un vuoto significativo nella documentazione aurea di Tarso, identificandole non solo come le prime coniazioni alessandrine della zecca, ma probabilmente come le prime emissioni di stateri di Alessandro Magno in assoluto.
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