Informazioni
matita, china e acquerello su cartoncino
67 x 50 cm
Illustrazione originale realizzata da Manfredini tra il 1904 e il 1907 per la sua celebre edizione de "La Divina Commedia" edita da Nerbini nel 1908. Fori di affissione, lievi pieghe e piccoli strappi ai margini. Firmata. Nato a Ferrara nel 1881, Manfredini si trasferì a Firenze nel 1904 anno in cui l'editore Giuseppe Nerbini gli commissionò una nuova edizione della Commedia chiedendogli di illustrare i cento canti del poema. Nel corso dell'esecuzione febbrile ed eccitata di questa faticosa opera, Manfredini si invaghì follemente della cantante lirica ucraina Solomija Krusel'nyc'ka, il suo amore non corrisposto lo portò alla follia e a diversi episodi violenti che sfociarono in numerosi arresti. Nell'aprile 1907 venne arrestato dopo essere stato trovato in possesso di una pistola e di un flacone di vetriolo (destinato probabilmente alla soprano ucraina), fu quindi ricoverato presso il manicomio di Mombello in Brianza dove, dopo un'agonia durata quaranta giorni, Manfredini morì ufficialmente per una grave forma di tubercolosi polmonare. La sua opera rimase incompiuta arrestandosi al XXX canto del Purgatorio, Nerbini decise quindi di affidare le restanti tavole al napoletano Tancredi Scarpelli.
67 x 50 cm
Illustrazione originale realizzata da Manfredini tra il 1904 e il 1907 per la sua celebre edizione de "La Divina Commedia" edita da Nerbini nel 1908. Fori di affissione, lievi pieghe e piccoli strappi ai margini. Firmata. Nato a Ferrara nel 1881, Manfredini si trasferì a Firenze nel 1904 anno in cui l'editore Giuseppe Nerbini gli commissionò una nuova edizione della Commedia chiedendogli di illustrare i cento canti del poema. Nel corso dell'esecuzione febbrile ed eccitata di questa faticosa opera, Manfredini si invaghì follemente della cantante lirica ucraina Solomija Krusel'nyc'ka, il suo amore non corrisposto lo portò alla follia e a diversi episodi violenti che sfociarono in numerosi arresti. Nell'aprile 1907 venne arrestato dopo essere stato trovato in possesso di una pistola e di un flacone di vetriolo (destinato probabilmente alla soprano ucraina), fu quindi ricoverato presso il manicomio di Mombello in Brianza dove, dopo un'agonia durata quaranta giorni, Manfredini morì ufficialmente per una grave forma di tubercolosi polmonare. La sua opera rimase incompiuta arrestandosi al XXX canto del Purgatorio, Nerbini decise quindi di affidare le restanti tavole al napoletano Tancredi Scarpelli.
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