Stima
€ 400 - 600
Lotto venduto
€ 381
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Informazioni
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento su carta politenata
cm 30,4 x 20,2
Edizione 1 di 3
Firmata, titolata, numerata e datata a matita con timbri del fotografo al verso
Pino Settanni (Grottaglie TA 1949-Roma 2010) lascia il lavoro all’Italsider di Taranto per seguire la sua passione per la fotografia a Roma. Lì collabora con diverse testate e frequenta il mondo dell’avanguardia che gravita attorno ad alcune gallerie come quella di Monique Gregory, sua futura moglie. Amplia così la sua visione creando progetti seriali come i ritratti di personalità della cultura e dell’arte e le interpretazioni dei Tarocchi, dei segni zodiacali, dei sette vizi capitali. Riprende i suoi reportage nei Balcani e in Afghanistan commissionatigli dall’ Esercito italiano alla fine degli anni ’90 per creare immagini elaborate digitalmente. Il suo archivio è custodito dall’Istituto Luce.
cm 30,4 x 20,2
Edizione 1 di 3
Firmata, titolata, numerata e datata a matita con timbri del fotografo al verso
Pino Settanni (Grottaglie TA 1949-Roma 2010) lascia il lavoro all’Italsider di Taranto per seguire la sua passione per la fotografia a Roma. Lì collabora con diverse testate e frequenta il mondo dell’avanguardia che gravita attorno ad alcune gallerie come quella di Monique Gregory, sua futura moglie. Amplia così la sua visione creando progetti seriali come i ritratti di personalità della cultura e dell’arte e le interpretazioni dei Tarocchi, dei segni zodiacali, dei sette vizi capitali. Riprende i suoi reportage nei Balcani e in Afghanistan commissionatigli dall’ Esercito italiano alla fine degli anni ’90 per creare immagini elaborate digitalmente. Il suo archivio è custodito dall’Istituto Luce.
Ben capace come nei suoi reportage di rappresentare il mondo per come appare, Pino Settanni era stato troppo influenzato dalla conoscenza delle opere d’avanguardia per non crearsi un personale spazio creativo all’interno del quale sublimare la realtà. Talvolta lavora in un modo che potremmo definire più tradizionale come nel caso della bella ripresa napoletana dove il basso lungo e stretto diventa un vero e proprio mondo fatto di passi, di voci, di veicoli che avanzano rumorosi. Molto interessante il dittico sempre ripreso a Napoli perché mostra il metodo di lavoro di Settanni che dello stesso soggetto ci propone la classica immagine a colori accanto a quella in bianco e nero su cui, come avesse avuto nostalgia dei cromatismi, interviene con piccole ma significative pennellate di colore.
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Giorgio Sommer
Pompei. Strada di Sallustio; Panteon, anni 1860/1890
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Base d'asta € 280
1091

