Informazioni
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
cm 40 x 30
Titolata a penna nera con timbro del fotografo al verso
Paolo Monti (Novara 1908 – Milano 1982) laureato in economia, per lavorare al Consorzio Agrario del Veneto si trasferisce a Venezia dove condivide la sua passione per la fotografia con un gruppo di amici con cui, spinto dalla notizia della fondazione del gruppo milanese della Bussola, fonda nel 1948 il circolo la Gondola, portandolo a diventare un importante punto di riferimento e a scoprire autori come Fulvio Roiter. Nel 1953 si trasferisce a Milano e da professionista documenta i cambiamenti della città, pubblica su riviste e libri, collabora con case editrici e dal 1965 realizza una originale analisi del territorio urbano di Bologna in collaborazione con l’architetto Cervellati. Nel 1967 la galleria milanese il diaframma inaugura con una sua mostra di chimigrammi e fotografie astratte.
cm 40 x 30
Titolata a penna nera con timbro del fotografo al verso
Paolo Monti (Novara 1908 – Milano 1982) laureato in economia, per lavorare al Consorzio Agrario del Veneto si trasferisce a Venezia dove condivide la sua passione per la fotografia con un gruppo di amici con cui, spinto dalla notizia della fondazione del gruppo milanese della Bussola, fonda nel 1948 il circolo la Gondola, portandolo a diventare un importante punto di riferimento e a scoprire autori come Fulvio Roiter. Nel 1953 si trasferisce a Milano e da professionista documenta i cambiamenti della città, pubblica su riviste e libri, collabora con case editrici e dal 1965 realizza una originale analisi del territorio urbano di Bologna in collaborazione con l’architetto Cervellati. Nel 1967 la galleria milanese il diaframma inaugura con una sua mostra di chimigrammi e fotografie astratte.
Quando ha affrontato la realtà delle grandi città Paolo Monti ne ha spesso sottolineato le situazioni più dolenti come quella di quell’uomo solitario che non è posto al centro della scena ma lontano, sulla diagonale, in una distanza divenuta simbolica. Ironica e pensosa è, invece, La domenica degli immigrati, perché quello che poteva essere un classico esercizio foto amatoriale diventa una sintesi efficace delle contraddizioni del mondo che stava sorgendo dal dopoguerra: da un lato i grandi flussi migratori interni e dall’altra i segnali di una industrializzazione che col benessere portava, come le colonne di fumo mostrano e simboleggiano, anche danni all’ambiente. In questa immagine si scorgono le influenze non solo estetiche della fotografia americana della Farm Security Administration a lui ben nota. Curiosamente in due occasioni diverse la fotografia è stata intitolata come qui nel volume curato da Giovanni Chiaramonte e “Le nuove cattedrali, Milano” datata 1955 in quella curata da Paolo Zanzi.
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1063
Paolo Monti
Paesaggio di periferia, la domenica degli immigrati, 1953
Stima € 800 - 1.200
Base d'asta € 600
1064

