Informazioni
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
cm 17,2 x 22
Timbro del fotografo al verso
Ugo Mulas (Pozzolengo, Brescia 1928 – Milano 1973) frequenta l’ambiente artistico milanese che ruota attorno al bar Jamaica dove conosce Mario Dondero e inizia una carriera figlia dei molti interessi: reporter per L’illustrazione Italiana e fotografo di scena per il Piccolo Teatro, documentando la Biennale di Venezia dal 1954 al 1972 si lega ad artisti come Alberto Burri, Lucio Fontana, Alik Cavaliere, Fausto Melotti. I viaggi nei primi anni ’60 negli Usa da cui nasce il volume “New York arte e persone” gli fanno conoscere Andy Warhol, Robert Raushenberg, Lee Friedlander, Robert Frank. Partecipa a manifestazioni delle neoavanguardie dirette da Luciano Caramel (Campo Urbano, Como 1969) e Paul Restany (Noveau Réalisme, Milano 1970). Una profonda riflessione sul ruolo della fotografia influenzata dal contributo teorico di Marcel Duchamp lo induce al lavoro metafotografico “Le verifiche” pubblicato nel 1972 da Einaudi. I suoi lavori, esposti in spazi museali di tutta Europa, e le sue numerose monografie sono curati dall’archivio milanese curato dalle figlie Melina e Valentina.
cm 17,2 x 22
Timbro del fotografo al verso
Ugo Mulas (Pozzolengo, Brescia 1928 – Milano 1973) frequenta l’ambiente artistico milanese che ruota attorno al bar Jamaica dove conosce Mario Dondero e inizia una carriera figlia dei molti interessi: reporter per L’illustrazione Italiana e fotografo di scena per il Piccolo Teatro, documentando la Biennale di Venezia dal 1954 al 1972 si lega ad artisti come Alberto Burri, Lucio Fontana, Alik Cavaliere, Fausto Melotti. I viaggi nei primi anni ’60 negli Usa da cui nasce il volume “New York arte e persone” gli fanno conoscere Andy Warhol, Robert Raushenberg, Lee Friedlander, Robert Frank. Partecipa a manifestazioni delle neoavanguardie dirette da Luciano Caramel (Campo Urbano, Como 1969) e Paul Restany (Noveau Réalisme, Milano 1970). Una profonda riflessione sul ruolo della fotografia influenzata dal contributo teorico di Marcel Duchamp lo induce al lavoro metafotografico “Le verifiche” pubblicato nel 1972 da Einaudi. I suoi lavori, esposti in spazi museali di tutta Europa, e le sue numerose monografie sono curati dall’archivio milanese curato dalle figlie Melina e Valentina.
Anche se Ugo Mulas è noto per altri complessi lavori, quelli realizzati nel mondo dello spettacolo non solo dimostrano la sua duttilità, ma testimoniano anche la sua perizia tecnica quando ha a che fare con la fotografia di teatro caratterizzata da luci che fendono in modo selettivo il buio delle scene e la necessità di muoversi il meno possibile nei pressi del palcoscenico rendendo difficile ogni ripresa. In questo caso, tuttavia, il fotografo aveva potuto lavorare con più libertà perché lo spettacolo – si tratta di “Orlando Furioso” – perché il visionario regista Luca Ronconi lo aveva previsto per essere recitato anche in aperto e ciò spiega la vicinanza alla scena che rende così spettacolare e viva questa fotografia. I due ballerini della seconda immagine sono invece ripresi all’interno di quello che un tempo veniva denominato Ristorante Carminati – Night Club – Varietà, un locale che si affacciava su piazza del Duomo al cui piano superiore erano allestite diverse sale da ballo aperte fino a tarda notte.
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