Informazioni
Due stampe all'albumina, applicate recto e verso a cartoncino
cm 17 x 22,5 ciascuna (cm 31,5 x 41 cartoncino)
Titolo e credito del fotografo sull'immagine da negativo di ciascuna stampa
Giovanni Crupi (Taormina 1861 -1925) inizia per passione come allievo di Giuseppe Bruno poi capisce di poter praticare la fotografia come professione e così, nel 1885, apre il suo studio “Fotografia Artistica Giovanni Crupi” in via Teatro Greco a Taormina lontano, come si usava, dal laboratorio posto in via Fratelli Bandiera. Il suo soggetto principale sono le vedute dei siti archeologici di Taormina, Agrigento, Siracusa. Nella sua città era inevitabile conoscere Wilhelm von Gloeden e fra i due nasce un’amicizia e una collaborazione perché probabilmente per un certo periodo Crupi distribuì le fotografie del barone tedesco. Nel 1900 lascia studio e laboratorio al nipote Francesco Galifi per trasferirsi a Eliopoli in Egitto dove lavora per dieci anni prima di tornare a Taormina dedicandosi non più alle riprese ma alla commercializzazione del suo archivio.
cm 17 x 22,5 ciascuna (cm 31,5 x 41 cartoncino)
Titolo e credito del fotografo sull'immagine da negativo di ciascuna stampa
Giovanni Crupi (Taormina 1861 -1925) inizia per passione come allievo di Giuseppe Bruno poi capisce di poter praticare la fotografia come professione e così, nel 1885, apre il suo studio “Fotografia Artistica Giovanni Crupi” in via Teatro Greco a Taormina lontano, come si usava, dal laboratorio posto in via Fratelli Bandiera. Il suo soggetto principale sono le vedute dei siti archeologici di Taormina, Agrigento, Siracusa. Nella sua città era inevitabile conoscere Wilhelm von Gloeden e fra i due nasce un’amicizia e una collaborazione perché probabilmente per un certo periodo Crupi distribuì le fotografie del barone tedesco. Nel 1900 lascia studio e laboratorio al nipote Francesco Galifi per trasferirsi a Eliopoli in Egitto dove lavora per dieci anni prima di tornare a Taormina dedicandosi non più alle riprese ma alla commercializzazione del suo archivio.
Prima di trasferirsi in Egitto, come facevano molti fotografi dell’epoca, Giovanni Crupi realizza queste due spettacolari riprese architettoniche, genere per cui si segnala per originalità. In effetti, se coglie il Tempio della Concordia a Girgenti dal basso in alto per sottolineare il luogo rialzato da cui domina il paesaggio inserendo ulivi e fichi d’India per creare un’atmosfera teatrale, di fronte all’Anfiteatro siracusano cambia completamente prospettiva. Qui siamo di fronte a una ripresa sorprendentemente modernissima, quasi cinematografica dove la circolarità del teatro viene colta nel suo insieme mentre la figura dell’uomo con il peplo (e qui si sente l’influenza di Von Gloeden) ci permette di misurare la grandiosità del luogo. Molto diversa, e questa con un richiamo alla classicità antica di Fox Talbot, è la ripresa di tre alberi svettanti che la scelta della stampa su carta salata rende ancora più preziosa.
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