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In asta lunedì 18 Maggio 2026 alle ore 16:00
Informazioni
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento su cartolina postale
cm 10,2 x 14,4 (cm 10,2 x 7,1 immagine)
Datata e firmata con AUGURI a penna nera al margine bianco recto con Fotografia di proprietà di Ferruccio Ferroni Senigallia a penna nera al verso
Federico Vender (Schio, Vicenza 1901 – Arco, Trento 1999) entra negli anni ’30 nel Circolo Fotografico Milanese di cui è direttore fino al dopoguerra ottenendo successi e riconoscimenti a Parigi e New York. Nei suoi viaggi con la Plaubel Makina 6x9 in Italia e all’estero elabora un proprio stile asciutto, solare, sempre di altissima qualità formale. Nel 1947 è fra i firmatari del Manifesto del Gruppo La Bussola pur essendo contemporaneamente influenzato dalle suggestioni del neorealismo. Si occupa di moda per Ferrania per essere poi assunto dagli editori Rizzoli e Delduca come fotografo di fotoromanzi.
cm 10,2 x 14,4 (cm 10,2 x 7,1 immagine)
Datata e firmata con AUGURI a penna nera al margine bianco recto con Fotografia di proprietà di Ferruccio Ferroni Senigallia a penna nera al verso
Federico Vender (Schio, Vicenza 1901 – Arco, Trento 1999) entra negli anni ’30 nel Circolo Fotografico Milanese di cui è direttore fino al dopoguerra ottenendo successi e riconoscimenti a Parigi e New York. Nei suoi viaggi con la Plaubel Makina 6x9 in Italia e all’estero elabora un proprio stile asciutto, solare, sempre di altissima qualità formale. Nel 1947 è fra i firmatari del Manifesto del Gruppo La Bussola pur essendo contemporaneamente influenzato dalle suggestioni del neorealismo. Si occupa di moda per Ferrania per essere poi assunto dagli editori Rizzoli e Delduca come fotografo di fotoromanzi.
I punti di riferimento culturali di Vender sono numerosi e vanno dalla fotografia tedesca degli anni ’20 al Pittorialismo con un occhio rivolto, anche se in modo non dogmatico, a quell’idea ispirata all’estetica crociana dell’accurata stampa in high key, dominata cioè dai toni chiari. Sono esattamente questi a caratterizzare le due piccole stampe realizzate come auguri di buon anno (nel mondo anglosassone il termine in uso è Christmas card) per l’anno 1951. Qui i soggetti sono una casa la cui facciata diviene lo spazio che il fotografo utilizza per mettere in sintonia la finestra in alto e la staccionata in basso e il profilo di una chiesa che si staglia sullo sfondo, sovrastato dall’ampio spazio del cielo. In questo secondo caso siamo di fronte a un vero esercizio di stile in una stampa che gioca su tutte le sfumature del bianco attraversato dalle delicate increspature delle nuvole nel cielo e dai pochi punti neri che indicano la porta, due finestre e la campana della chiesa.
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