Stima
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Informazioni
Stampa alla gelatina ai sali d'argento, stampata 1997
cm 30,8 x 21,3
Edizione 5 di 30
Firmata e datata a penna nera sull'immagine con timbro didascalico al verso
Opera in cornice
Luigi Veronesi (Milano, 1908 –1998) ha indagato nei più diversi campi con uno stile ispirato alla lezione Bauhaus. In pittura è un importante esponente dell’Astrattismo (ne firma il primo Manifesto italiano e aderisce al gruppo parigino Abstraction-Création) e, dal 1949, della MAC Art. Fin dagli anni ’20 lavora come disegnatore tessile (spesso a Parigi frequentata da fiero antifascista) e come grafico per riviste come “Poligono”, “Campo Grafico”, “Casabella”, “Ferrania”. La ricerca lo vede protagonista anche in campo fotografico: elabora, come Man Ray e Moholy-Nagy, la tecnica del fotogramma, nel 1947 firma a Milano il “Manifesto della Bussola” e nel 1950 aderisce all’Unione Fotografica. Pregevoli gli interventi in campo teatrale e le ricerche, svolte con Malipiero sulla musica visiva.
cm 30,8 x 21,3
Edizione 5 di 30
Firmata e datata a penna nera sull'immagine con timbro didascalico al verso
Opera in cornice
Luigi Veronesi (Milano, 1908 –1998) ha indagato nei più diversi campi con uno stile ispirato alla lezione Bauhaus. In pittura è un importante esponente dell’Astrattismo (ne firma il primo Manifesto italiano e aderisce al gruppo parigino Abstraction-Création) e, dal 1949, della MAC Art. Fin dagli anni ’20 lavora come disegnatore tessile (spesso a Parigi frequentata da fiero antifascista) e come grafico per riviste come “Poligono”, “Campo Grafico”, “Casabella”, “Ferrania”. La ricerca lo vede protagonista anche in campo fotografico: elabora, come Man Ray e Moholy-Nagy, la tecnica del fotogramma, nel 1947 firma a Milano il “Manifesto della Bussola” e nel 1950 aderisce all’Unione Fotografica. Pregevoli gli interventi in campo teatrale e le ricerche, svolte con Malipiero sulla musica visiva.
Nella fotografia di Luigi Veronesi si mescolano in modo dichiarato gli elementi della sua professione di grafico audace e visionario. Tutto è molto chiaro soprattutto nella lunga serie dei “Fotogrammi” elaborata fra gli anni Trenta e Quaranta per seguire il suo spirito di astrattista sperimentato con successo anche nella grafica e nella pittura. La ricerca di elementi geometrici è evidente in queste due opere che si caratterizzano per la loro originalità: in un caso il risultato è dovuto a un uso attento e creativo della luce, nel secondo da un accostamento fra gli elementi circolari posti sullo sfondo e il tessuto in primo piano che in parte li nasconde e in parte li fa argutamente intravedere. Poiché Veronesi, al contrario di altri autori che lavoravano sulla tecnica off camera, lavorava su pellicola, le sue non sono opere uniche ma possono essere riprodotte anni dopo sotto la sua stessa direzione.
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