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In asta venerdì 26 Giugno 2026 alle ore 15:00
Informazioni
bronzo
120 x 160mm
Placca in bronzo riportante a rilievo il testo del proclama della vittoria a firma Armando Diaz
120 x 160mm
Placca in bronzo riportante a rilievo il testo del proclama della vittoria a firma Armando Diaz
Testo inserito all'interno di una cornice sagomata, sormontata da corona reale circondata da serti di alloro e quercia.
Nessuna firma o sigla di manifattura, la placca misura circa 160x120mm
Applicata su di una cornice in pelle con ricami dorati floreali lungo i bordi e fornita di supporto per l'esposizione da appoggio, timbrata al retro COMM. G. FARINA - Babuino 150 D - Roma
Molto rara in questa versione (misure della cornice 210x175 mm)
In ottime condizioni
Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12;
Bollettino di guerra n. 1268
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza - Armando Diaz
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