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Gio Ponti è il Leonardo da Vinci del Design?

Leonardo da Vinci e Gio Ponti: due personaggi che hanno molti punti di vicinanza nonostante i secoli che li separano. Tutti e due si sono dedicati e hanno operato in una poliedricità di settori: architettura, ingegneria, arte, scienze, eccellendo in quasi tutte.

Il palinsesto televisivo contemporaneo è monopolizzato da serie tv e contest. Soprattutto questi ultimi stanno spopolando con confronti di ogni genere: cucina, ballo, pasticceria, recitazione, musica, ecc… Quindi, perché non immaginare dei confronti anche tra dei grandi personaggi della cultura e dell’arte di vari periodi storici?

Per esempio, secondo voi chi vincerebbe in un contest di genialità tra Leonardo da Vinci e Gio Ponti? Due personaggi che sicuramente hanno molti punti di vicinanza nonostante i secoli che li separano. Vediamone alcuni insieme.

Tutti e due si sono dedicati e hanno operato in una poliedricità di settori: architettura, ingegneria, arte, scienze, eccellendo in quasi tutte. Entrambi hanno vissuto a Milano, Leonardo chiamato alla corte di Ludovico il Moro e lavorando per la famiglia degli Sforza; Giovanni Ponti, detto Gio, nascendovi nel 1891, e successivamente collaborando con le grandi aziende della città come la Richard Ginori, di cui ha innovato la proposta di prodotti ceramici nel ruolo di Direttore Creativo sia nelle forme che nelle decorazioni.

Lotto 70, Gio Ponti, Salvatore Saponaro, Il pellegrino stanco modello 5764, 1930 ca., stima € 4.000 – 5.000

Entrambi pensavano con la matita in mano. Basti vedere un qualsiasi studio di Leonardo in cui convivono disegni anatomici, progetti ingegneristici e riflessioni; dalla parte opposta Lisa Ponti, figlia e collaboratrice di Gio, ha più volte raccontato di come il padre disegnasse costantemente, tanto che persino il suo letto, al momento del risveglio, era ricolmo di schizzi e appunti. Chissà se l’idea per la sua mitica sedia Superleggera o per una delle tante lampade progettate non gli sia venuta in sogno…

Lotto 75, Gio Ponti, Lampada da tavolo modello 546, 1940 ca., stima € 1.200 – 1.500

Entrambi hanno amato i materiali e sono stati degli sperimentatori. Leonardo, per decorare il refettorio della chiesa Santa Maria delle Grazie, anziché realizzare un semplice affresco usò una tecnica di sua ideazione, andando alla ricerca di soluzioni cromatiche uniche e innovative ma, come si suol dire, “non tutte le ciambelle escono con il buco” e ai nostri occhi il Cenacolo è un capolavoro nonostante i colori usati da Leonardo non si siano dimostrati così resistenti alla prova del tempo.

Quasi “eterni” invece gli infiniti prodotti lasciateci da Gio Ponti che da “buon” designer conosceva l’importanza della scelta del giusto materiale per ogni applicazione, che fosse la giusta essenza di legno per un mobile o una sedia, il metallo più adatto per la base di un tavolino o le tinte di un vaso in vetro. Ripetendosi però spesso come un mantra: “Non il cemento, non il legno, non la pietra, non il vetro sono le materie più durevoli; ma l’ARTE, nel costruire e nel creare, è la materia prima più durevole ed è sempre la MATERIA PRIMA, perché l’uomo le cose senz’ARTE le abbandona quelle con l’ARTE le conserva”.

 

Lotto 90, Gio Ponti, Gruppo di 8 sedie, 1950 ca., stima € 5.000 – 6.000

Entrambi conoscevano l’importanza dello studio costante e la necessità di scrivere i propri pensieri per condividerli, Leonardo grazie al suo Codice Atlantico e Gi0 Ponti in maniera più articolata con le riviste da lui fondate e dirette “Domus” (1928/1948-1979) e “Stile” (1941), oltre che con il volume “L’architettura è un cristallo”, summa del suo sapere, pubblicato in una prima versione nel 1945 e aggiornato e arricchito come un flusso di coscienza nelle edizioni successive.

Lotto 76, Gio Ponti, Tavolino, 1930 ca., stima € 10.000 – 12.000

Entrambi nella realizzazione delle loro opere ricercavano la perfezione, l’arte totale che racchiudesse in sé la vita e la quotidianità apportando benessere a chi la guardasse. Per Leonardo basti citare la “Gioconda”, la “Dama con l’ermellino” o la “Vergine delle Rocce”, per Ponti i progetti di edifici come il Pirellone a Milano o Villa Planchart a Caracas, in cui si è occupato di ogni singolo aspetto, dalla progettazione dell’edificio a quella di qualsiasi mobile e componente ma anche tutti quegli oggetti più semplici di design: ceramiche decorative, vasi, lampade, posate, tavolini, mobili… usciti dal suo genio per rendere più accoglienti e belle le abitazioni di chiunque li ospitasse.

In un contest simile, noi dichiareremmo senza alcun dubbio un pareggio ai punti tra i due contendenti. Confidando che nessuno dei due se la sia presa per il confronto, soprattutto perché come affermava lo stesso Gio Ponti: “Tutta l’Arte presente e passata sono simultanee nella nostra cultura: dobbiamo capire che siamo contemporanei anche di Raffaello, perché egli ci è contemporaneo nella nostra cultura”.

Alcuni importanti pezzi di Gio Ponti saranno battuti in asta in occasione della vendita di Design e Arti Decorative del prossimo 9 febbraio. Sfoglia il catalogo e scopri tutti i lotti proposti!

 

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